Giovedì 23 su RAI 3 per Io Leggo Perché

Giovedì 23 Aprile dalle 21.00 mi si potrà intravedere a legger qualche poesia in diretta su RAI 3 per la super festa di Io Leggo Perché, insieme a un sacco di gente interessante.
Ecco il Cast:

Kader Abdolah, Kamal Abdulla, Silvia Avallone, Malika Ayane, Alessandro Bergonzoni, Samuele Bersani, Francesco Bianconi, Andrea Camilleri, Vinicio Capossela, Paola Capriolo, Gianrico Carofiglio, Sveva Casati Modignani, Guido Catalano, Cristiano Cavina, Carmen Consoli, Mauro Corona, Geppi Cucciari, Diego De Silva, Umberto Eco, Massimo Gramellini, Sabrina Impacciatore, Emis Killa, Marco Malvaldi, Neri Marcorè, Giuseppe Munforte, Maria Pace Ottieri, Pacifico, Benedetta Parodi, Giacomo Poretti, Roberto Riccardi, Renzo Rubino, Luis Sepulveda, Beppe Severgnini, Marcello Simoni
Rocco Tanica, Paola Turci, Andrea Vitali.

 

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DI BACI

Scombussolami di baci, baby.
Sanciscimi di baci, baby.
Brasami di baci, baby.
Trallallami di baci, baby.
Saturami di baci, baby.
Ferrochinabislerami di baci, baby.
Nildeiottami di baci, baby.
Allestiscimi di baci, baby.
Centellinami di baci, baby.
Antagonizzami a livello di recettore colinergico di baci, baby.
Disarcionami di baci, baby.
Attenzionami di baby, baci.
Dario Baldan Bembami di baci, baby
Emolumentami di baci, baby.
Mercificami di baci, baby.
Edificami di baci, baby.
Solluccherami di baci, baby.
Aumentami la realtà di baci, baby.
Dcomedomodossolami di baci, baby.
Disboscami di baci, baby.
Dissacrami di baci, baby.
Fraintendimi di baci, baby.
Strumentalizzami di baci, baby
Accaniscimiti di baci, baby.
Coprimi mediaticamente di baci, baby.
Ricucimi di baci, baby.
Oltraggiami di baci, baby.
Ossessionami di baci, baby.
Mappami di baci, baby.
Formattami di baci, baby.
Boicottami di baci, baby.
Retroilluminami di baci, baby.
Frugami di baci, baby.
Sopravvalutami di baci, baby.
Svezzami di baci, baby.
Catechizzami di baci, baby
Disannoiami di baci, baby.
Tracheotomizzami di baci, baby.
Stacanovizzami di baci, baby.
Cunzami di baci, baby.
Liposuggimi di baci, baby
Cablami di baci, baby
Ingiuriami di baci, baby
Serotonizzami di baci, baby.
Defibrillami di baci, baby
Responsabilizzami di baci, baby.
Riesumami di baci, baby.
Revisionami di baci, baby.
Collaudami di baci, baby.
Colludimi di baci, baby.
Esasperami di baci, baby.
Commensurami di baci, baby.
Esauriscimi di baci, baby.
Rinnegami di baci, baby.
Annegami di baci, baby.
Inibiscimi la pompa protonica di baci, baby.
Lennykravitzami di baci, baby.
Derattizzami di baci, baby.
Patrocinami di baci, baby.
LSDizzami di baci, baby.
Elisoccorrimi di baci, baby.
Beppefenogliami di baci, baby.
Cauterizzami di baci, baby.
Impanami di baci, baby.
Brododigiuggiolami di baci, baby.
Antiforforami di baci, baby.
Eludimi di baci, baby.
Fidelizzami di baci, baby.
Deolindoerosami di baci, baby.
Ologrammami di baci, baby.
Lisciagassataoferrarellami di baci, baby.
Inzaccherami di baci, baby.
Rendicontami di baci, baby.
Decontestualizzami di baci, baby.
Ugotognazzami di baci, baby.
Erudiscimi di baci, baby.
CandyCandymi di baci, baby.
Tiamomapossospiegartimi di baci, baby.
Algoritmizzami di baci, baby.
Indennizzami di baci, baby.
Esiguaminoranzami di baci, baby.
Laveritàvispiegosullamorami di baci, baby.
Escogitami di baci, baby.
Prostituiscimi di baci, baby.
Termovalorizzami di baci, baby.
Riducimi i grassi saturi di baci, baby.
Cuccureddami di baci, baby.
Ridondami di baci, baby.
Decrescimi felicemente di baci, baby.
Aerami di baci prima di soggiornarmi, baby.
Fuorviami di baci, baby.
Azzittiscimi di baci, baby.
Disarmami di baci, baby.
Coricami di baci, baby.
Decongestionami di baci, baby.
Liberami dal male di baci, baby.
Corrompimi di baci, baby.
Biodiversificami di baci, baby.
Commissariami di baci, baby.
Evadimi fiscalmente di baci, baby.
Equivocami di baci, baby.
Abbaiami di baci, baby
Legiferami di baci, baby
Depressurizzami di baci, baby
Tuttanottestasullasogliami di baci, baby.
Pizzaancheamezzogiornami di baci, baby.
Preraffaelizzami di baci, baby.

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DC

- sei la cosa migliore che mi sia capitata negli ultimi tempi
– non sono una cosa
– si fa per dire
– dillo meglio
– sei l’evento migliore che mi sia capitato negli ultimi tempi?
– evento?
– sì, con un gran bel culo
– approfondisci il concetto di “ultimi tempi”
– DC
– Democrazia Cristiana?
– Dopo Cristo
– Ok

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ti ho cercata un sacco sai?

- ti ho cercata un sacco sai?
– e come hai fatto a trovarmi?

– prima ho seguito il sentiero di mollichine di pane
– e poi?

– il bat-segnale
– e poi?

– la stella cometa
– e poi?

– le tracce dei tuoi piedi nella sabbia
– e poi mi hai trovata?

– sì
– raccontami come è andata

– eri bella
– ero simpatica?

– eri sorridente
– ero contenta

– ero impacciato
– però mi hai baciata

– come fosse l’ultima cosa che facevo prima di partire per la guerra
– poi abbiamo fatto una passeggiata?

– sì, mi hai chiesto se mi piaceva il tuo vestito
– avevo un bel vestito?

– blu
– e rosso

– sì, blu e rosso corto, molto bello, un sacco primaverile
– c’era il sole?

– c’eravamo tu, io e il sole
– hai fatto bene a cercarmi

– sei stata brava a farti trovare

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Ogni giorno che non muori io sono felice

- ogni giorno che non muori io sono felice
– dunque son diversi mesi che ti faccio felice?

– sono diversi mesi sì
– oggi stavo per morire, sai?

– hai un buco nei fuseaux
– son cascata nelle rotaie

– con la bici?
– con la bici

– hai scelto un bel giorno per non morire
– sì, è troppo pazzescamente primavera

– sì, e il cielo è troppo azzurro
– sì, e c’è troppo sole e alberi fioriti e luce e vento

– se morivi ci rimanevo malissimo
– ma malissimo quanto?

– giura che non andrai più nelle rotaie
– lo giuro, ma quanto malissimo?

– hai presente tutto il male del mondo?
– forse

– ecco, moltiplicalo per il numero più grande che sai
– mi sembra un malissimo adeguato, e piangevi?

– piangevo
– ma quanto piangevi?

– secondo quale scala?
– in lacrime

– hai presente tutti gli oceani, i mari, il laghi, i fiumi, gli stagni, i torrenti, le pozzanghere del mondo?
– più o meno

– ecco, sommali e moltiplica il risultato per il numero di prima
– cavolo, un sacco di lacrime, e al mio funerale facevi un discorso commovente?

– da far applaudire i morti
– e quanto impiegavi a innamorarti di un’altra?

– sei certa di volerlo sapere?
– certissima

– hai presente tutto il tempo del mondo, quello passato, presente e futuro?
– vagamente

– ecco, tutto quel tempo lì moltiplicato per il numero che sai con l’aggiunta di un mai
– sei sicuro?

– di sicuro c’è solo la morte
– e meno male che non son morta

– e meno male che sei tu quella che bacio

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Jukebox poetico su Caterpillar

Il 26 di Marzo in diretta dagli studi di Caterpillar su Rairadio 2 succedeva questo:

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Che tecnica hai utilizzato?

- che tecnica hai utilizzato?
– per far cosa?

– per riuscire a non innamorarti di me
– scusa?

– come fai?
– a far cosa?

– a riuscire a non innamorarti perdutamente di me, usi dei farmaci?
– no

– dai ammettilo, usi degli psicofarmaci appositi
– ma no!

– ti sei affidata ad un esorcista?
– no

– ti sei fatta fare una lobotomia che ti hanno tolto quel pezzettino di cervello che serve a innamorarsi di me?
– no

– hai seguito un corso di laurea?
– no

– una dieta speciale?
– no

– sei un ultracorpo?
– un?

– un ultracorpo, hai presente “L’invasione degli ultracorpi?”
– vagamente

– lo sei dunque?
– non direi

– ho capito, sei una vulcaniana e dunque non provi sentimenti, sei tutta fatta di logica e non ti puoi innamorare di me
– ti sembra che io abbia le orecchie a punta?

– no, però sei molto carina lo stesso
– grazie

– dunque come ti spieghi questo stranissimo fenomeno?
– e se io mi stessi innamorando di te?

– sarebbe uno sballo cosmico
– dunque forse la potresti smettere?

– di tempestarti di domande sciocche?
– sì, e baciarmi

– ma non ho neanche iniziato a baciarti
– sì, ecco, inizia pure

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Quantomeno fino alla fine del mondo

- dimmi qualcosa d’amore, va’
– sei la mia speranza in un mondo migliore, baby

– quando leggo le poesie che hai scritto per altre, sono gelosa
– non preoccuparti, sono cadute in prescrizione

– le poesie d’amore non cadono in prescrizione
– dici?

– dico
– e invece sì

– anche le mie, dunque?
– no, le tue no

– e cos’hanno di diverso le poesie d’amor scritte per me?
– sono come l’omicidio

– non suona molto bene
– sono come l’associazione a delinquere di stampo mafioso

– così fa proprio schifo
– senti, non sono un avvocato, però fidati che le tue non cadono in prescrizione

– giura
– lo giuro sul codice penale, civile e ci aggiungo pure quello della navigazione che non si sa mai

– dimmi qualcosa d’amore, va’
– no, ma te ne scrivo una che spacca

– imprescrittibile?
– quantomeno fino alla fine del mondo, baby

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Ci sono questo ragazzo e questa ragazza

Ci sono questo ragazzo
e questa ragazza
mi sono seduti davanti
qualcosa di più di vent’anni
l’uno accanto all’altra
il treno ci porta da sud a nord
e lei ha capelli biondi, corti
e lui porta occhiali pesanti, scuri.
Leggono ma non leggono due libri diversi, leggono lo stesso libro.
Il fatto però è che non sono due copie dello stesso libro.
I due ragazzi, seduti l’una accanto all’altro leggono
da una sola copia
dello stesso libro.
È lei che lo tiene in mezzo
e gira le pagine lentamente
e sono davvero sincronizzati bene
questi due ragazzi seduti davanti a me
in questo treno regionale lento
concentrati, silenziosi e sincronizzati
e molto vicini.

Ed io li guardo
non riesco a non guardarli
sono affascinato da questo loro modo intimo di leggere
da questa lettura di coppia
che non mi sembra di aver mai visto
e faccio mente locale
e in effetti, nei locali della mia mente
non trovo nulla di simile
trovo sì due ragazzini che si dividono gli auricolari
trovo sì me stesso che guardo un film
accanto a una donna
sdraiati sul mio letto
come è difficile concentrarsi
senza toccarti
baciarti
farsi.

E a un certo punto lei fa per voltare pagina
e lui le sfiora la mano
è in ritardo di qualche riga
lei si ferma, sorride impercettibile
ma io quel sorriso lo percepisco.
Pochi istanti e
lui la sfiora di nuovo
ora può andare avanti
girare pagina.

E che bella cosa che stanno facendo
questi due innamorati
perché io li immagino innamorati
mi è impossibile pensare che non lo siano
lo sono.

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La prima poesia dopo un sacco di tempo

La prima poesia
dopo un sacco di tempo
non parla del cielo
nemmanco del mare
non parla di sole
tramonti
di lune calanti
non parla di me.
La prima poesia
dopo un sacco di tempo
racconta
le tue piccole tette.
E dice di film interrotti dai baci
e dice
che amo dormire dentro i tuoi capelli.
E viaggia ai trecento
la prima poesia
circondata dai campi di neve
e dice
abbi fiducia
e dico
mi piacciono, sai, le tue piccole tette.
– E poi? –
Mi piacciono le tue piccole tette
ed i tuoi pensieri
e siccome ti piace
sentirmiti dire
quel che amo di te
ascolta:
la prima poesia
dopo un sacco di tempo
ti dice
ci dice
che amo
quelle piccole tette
che sembrano frutti di marzapane
e sono perfette
per ‘ste piccole mani
che io mi ritrovo.
La prima poesia
dopo un sacco di tempo
volevo sapessi
è solo per te.

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Giostre

- voglio baciarti alle giostre, sulle montagne russe mentre cadiamo nel vuoto a rotta di collo
– sei coraggiosa, ma occhio che potrei vomitarti addosso, o peggio potremmo spaccarci tutti i denti

– dici?
– dico, meglio limonare su un autoscontro parcheggiato

– mi ami?
– sì, grazie

– ma quanto?
– a madonnasantissima

– quanto è?
– è tanto

– come funziona?
– funziona che quando ti penso, mi dico: “madonnasantissima quanto la amo!”

– sembra una bella cosa
– lo è

– da quanto mi ami così?
– da prima della guerra

– da prima della Seconda?
– da prima della Prima

– già c’ero?
– c’eri

– tu c’eri?
– c’eravamo

– ero bella?
– eri bellissima

– non ricordo
– poco importa

– tu non mi chiedi mai se ti amo
– preferisco sentirmelo dire a gratis

– facciamo l’amore?
– dove?

– nel labirinto degli specchi
– sì, da moltiplicarci all’infinito

– e nel castello dell’orrore?
– da far meravigliare lupi mannari, vampiri e spettri

– poi mi vinci un premio al tiro a segno?
– poi ti compro pure tutto lo zucchero filato del mondo

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Fai la cosa giusta

AGEOP MANIFESTO AGEOP

 

 

 

 

 

 

 

Qualche tempo fa ho avuto la fortuna di essere contattato da queste persone per fare qualcosa assieme a loro.
Non li conoscevo e mi è bastato poco per capire che è gente davvero in gamba.
Sono anche molto simpatici.
Molti di loro anche belli fisicamente.
Loro sono AGEOP RICERCA e bisogna sostenerli senza se e senza ma.

Dai forza a un bambino malato di tumore e sostieni la sua cura per un anno: Scatta il tuo selfie, condividilo con l’hashtag ‪#‎LOTTOANCHIO‬, tagga AGEOP e fai la tua donazione su
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INSIEME SIAMO PIU’ FORTI CONTRO IL CANCRO INFANTILE!!!

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Diritti

- Tu condividi quello che dico?
– No
– Ma difenderesti fino alla morte il mio diritto…
– Scusa, ti interrompo un attimo
– Dimmi
– No, non ho nessuna intenzione di difendere fino alla morte il tuo diritto di dire alcunché
– Perché?
– Perché sei un cretino
– Dunque?
– Muori pure

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Dialogo

- Mi scrivi una poesia d’amore?

- D’amore felice o d’amore triste?

- Come ti rendo?

- Felice

- Dunque?

- Dunque felice

- Bravo, vorrei proprio una poesia d’amore felice

- Hai delle preferenze?

- Cosa intendi per “hai delle preferenze”?

- Ci vuoi dentro baci, gatti, tette, occhi, ci vuoi una bici, due bici per  passeggiare assieme, ci vuoi dentro dei prati o il vento, o sia prati, sia vento, ci vuoi dentro dei riccioli neri, ci vuoi sospiri, ci vuoi dei sassolini, delle nocciole, una strada, una musica, e se sì che musica vuoi, ci vuoi un letto, delle lenzuola rosse, ci vuoi una mela,  le tua gambe lunghe affusolate, un divano, un morbido tappeto, ci vuoi del sesso, la vuoi a colazione o la vuoi notturna, vuoi che faccia innamorare altre donne al di fuori di te, vuoi un finale matto, vuoi che sia primaverile o autunnale, la vuoi invernale, vuoi un bellissimo vestito, vuoi un molo e una barca di legno sul lago, vuoi che ci sia un grande ballo e che io ti venga a prendere in carrozza,  vorresti dei gessetti colorati, vuoi che sia ambientata nel bosco, ci saranno delle castagne, la luna, la neve, vuoi che sia una poesia rassicurante, calda, che ti faccia sorridere, vuoi che ci siano dei grilli che ti fanno la serenata per tutta la notte, cosa ci vuoi dentro questa poesia d’amore felice?

- Puoi metterci davvero dentro tutto questo?

- Tutto questo e assai di più

- Voglio tutto con aggiunta di mozzarella di bufala

- Sei una morbida ragazza dalle idee chiarissime

- Procedi pure.

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Ho sognato

per mis T.

 Ho sognato di correre in un bosco vestito da cuoco, ho sognato che sparavano a Waldo ed io non potevo far nulla, ho sognato la notte ed il temporale e te che bellissima venivi abbracciata dai lampi, eri vestita di bianco, di fuoco, avevi le calze venate di fiamme, di mari in tempesta. Ti ho sognata coi capelli neri e gli occhi di un colore che è troppo difficile dire, ho sognato che ti dicevo le cose d’amore e tu non credevi, dicevi sei pazzo, sei pazzo non voglio giocare al tuo gioco. Ho sognato di prendere a calci la nebbia, di morire di sete, di salvarmi bevendo i tuoi baci, li ho sognati quegli occhi che ridono, i tuoi occhi che ridono, ho sognato di scriverti mille poesie d’amore pazzesco e poi mille pazzesche poesie, ti ho sognata seduta ai bordi del lago, sul bordo del letto leggevi i miei versi accavallando le gambe tue lunghe abbronzate dal sole, alzavi lo sguardo, ho sognato che ti ero seduto vicino, sdraiato, ti ho sognata, dicevo, lo so rispondevi, stanotte mi hai stretta come non avevi mai fatto.

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16:47

Uno sciame di sciamani scemi
e sciamannati
sciamò scemando
in discesa sugli sci.
Questa minchiata
è tutto ciò che
son riuscito a scrivere di oggi
da quando mi son svegliato.
Ho tirato le tende
ho guardato il cielo basso e nero e gonfio e
mi son seduto alla mia postazione da combattimento.
Un po’ poco davvero
se pensi che
mi sono alzato alle nove
ed ora
sono le 16:47.
Sette ore e quarantasette minuti.
Un po’ poco poco, ne converrai con me.
Potrei però forse scrivere
di quella volta che
abbiamo fatto all’amore sul tuo divano blu e
dopo l’estasi
abbiamo mangiato affarini croccanti al cioccolato, tu seminuda, io semivestito, tu che
ti scusavi perché
dicevi, il divano è scomodo,
e io che ti sussurravo,
mi piace un sacco farlo
seduto sul tuo scomodo divano.
Tu: si può farlo sulla sedia.
Io: preferisco il divano.
Lo rifacciamo?
Lo rifacevamo.
Vedi, è di nuovo successo
– succede quasi sempre grazie al cielo –
questa volta alle 16:47
ho trovato
ciò che mi rende felice scrivere oggi
una poesia sul tuo divano blu
i baci
i corpi
scopare guardandosi in silenzio
e gli affarini croccanti al cioccolato.

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Uomo in balìa

Sono un uomo in balìa
mi sento in balìa come la nave in balìa delle onde
come il cammello in balìa della sabbia in tempesta
come Gesù Cristo In Croce in balìa dei chiodi arrugginiti
come il tonno in balìa della fiocina
come il soldato disertore in balìa del plotone d’esecuzione
come il topo in balìa del gatto
come il gatto in balìa del cane
come il cane in balìa del bastone
come il bastone in balìa del fuoco
come Angelo Branduardi in balìa della caduta dei capelli.
Vivo in balìa di me stesso
vivo in balìa del sesso
vivo in balìa del mio essere un fesso
che non capisco un casso
di quello che succede
cos’è successo
son scappato
da una vita che ho vissuto?
vivo pure in balìa dei Lunapop
cioè
più balìa di così, minchia, non ce n’è
vivrei volentieri in balìa di te
sarebbe una bella balìa
e sai perché?
– non l’avevo mai visto succedere –
quando fai l’amore sorridi.

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“A 3000 miglia di distanza dall’unica che amo”

Sul mio letto di lenzuola rosse
c’è un libro di cinquecento pagine
con tutte le tue poesie
e la copertina verde.
Mi fai compagnia, Carver, da giorni in questi giorni grigi
ci dormo assieme al tuo libro
e so
che ogni volta che voglio
lo posso aprire
leggerne tre o quattro
stare bene.
Invidio
il tuo modo di dire l’amore
senza strafare
nessun effetto speciale.
Io sono ancora lontano dal far centro
e tu
alla mia età
avevi solo sei anni davanti.
Eppure
sei qui a farmi compagnia, Carver
– e invidio il tuo modo di sapere l’amore –
sei un buon amico
capace di raccontare in silenzio
poco a poco e lentamente
in modo che duri di più.

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Ci lasciavamo ogni quarto d’ora

Sei affusolata
sei morbida
appuntita
mangi poco
non piangi
mi dici che io e te
non potremmo mai
far sesso frettoloso
di notte nei portoni
con le autoreggenti e i tacchi
perché
non arriverei
dove dovrei
arrivare.
E c’hai ragione
se non che
quella piccola scala
portatile che mi porto
sempre dietro
serve all’uopo.
Gli uomini ti vogliono
le donne ti amano
i gatti ti s’acciambellano
i bimbi ti saltellano attorno in girotondo
i caporali ti sussurrano
gli impiegati postali ti sorridono.
Ci lasciavamo ogni quarto d’ora
e poi ci venivamo a ritrovare dentro i sogni.
Sei prelibata
sei affettuosa
sei la mia allegria
e la mia tristezza
sei una bellezza.

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Piccole cose di poco conto

Vivo a due ore dal mare
e se ci penso non so niente del mare
sono nato a due ore dal mare e vivo a un’ora
dalle montagne, in un’ ora posso raggiungere
le montagne.
E vivo a un quarto d’ora da te
sette minuti in bici
cinque, saltellando tra i tetti.
Dici
che hai un debole per me.
Viviamo a due ore dal mare
ad una dalle montagne
non ho voglia di mare
non so nulla della montagna
avrei voglia di venirti a trovare.
Niente di che
riposarmiti un poco addosso
sentirti raccontare piccole cose di poco conto
bere un tè
se ci scappa
un bacio.

————————————–
Illustrazione: Simone Massoni

Simone Massoni

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Partire partirai partir bisogna

Partire partirai partir bisogna
e per partire parti
mi piace di pensarti dentro il treno
che guardi fuori dal tuo finestrino
è notte o forse presto nel mattino
io non ne posso più di treni
tu sei contenta invece?
ci fosse i finestrini di una volta
ti immagino che prendi il vento in faccia
e nei capelli scompigliati che ti trovi.
Partire partirai partir bisogna
e quando parti quando che sei lì sul treno
da sola o insieme a qualche d’uno
ricordati che ci sta qualcuno
che te pensa.
Anvedi
a forza d’ascortà er Califfo
me viene sta parlata un poco strana
me viene da poetà come un ragazzo de borgata.
Partire partirai partir bisogna
io resto
ti penso un po’ lontana
non ti spero ma so
che siamo destinati ad acchiapparci il mondo
e so
che torni
perché ce l’hai un motivo.

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Breve dialogo con il mio cadavere

- ciao
– ciao chi sei?

– sono il tuo cadavere
– merda

– eh
– sono morto?

– una specie
– ma è tipo come un dialogo con la Morte?

– non sono la Morte, sono il tuo cadavere
– puzzi?

– non lo so, sono un cadavere, non sento gli odori
– puzzi

– non lo so
– non sto chiedendo, sto affermando, puzzi

– ah, vabé, sono un cadavere, è normale
– è stato doloroso?

– cosa?
– morire

– sì abbastanza
– merda

– mi spiace
– ma sono assurto?

– sei?
– assurto

– ass…?
– assurto dio bono!

– e che cazzo vuol dire assurto?
– minchia ragazzi…sono assurto al Regno Dei Cieli?

– ma sei scemo?
– sono andato all’Inferno?

– guarda che non esiste mica quella roba lì
– a no?

– e no
– lo supponevo

– eh
– dammi i numeri del Superenalotto almeno

– fatti furbo
– se mi mordi divento uno zombi?

– non ho nessuna intenzione di morderti
– come muoio?

– andiamoci a bere qualcosa
– ok

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Volevo solo dirti

Volevo solo dirti
che l’altro giorno
eri bellissima.
Lo so
a livello di incipit
ho fatto
di molto meglio
ma il succo è
che tu
l’altro giorno
eri davvero bellissima
eri così tanto davvero bellissima
tu l’altro giorno
che mi faceva male il guardarti
e avevi
le scarpe alte
e le tue gambe
non volevano finire mai
e il tuo sorriso di ragazza
il tuo sorriso di donna di ragazza
il tuo sorriso di donna di ragazza donna
è un’arma
e tu
dovresti procurarti
un regolare porto d’armi
perché
se ti beccano
con questo sorriso arma
che ti porti
– che ci puoi
non dico ammazzare
ma ferire sì
anche in modo grave
il disgraziato
che ci finisce sotto –
se ti beccano
te lo ritirano
ti ritirano il sorriso
e sarebbe
un pazzesco peccato.

E questa strampalata
oblunga
poesiaccia
serve solo
a ribadire
che tu
l’altro giorno
con quel vestito corto
e quelle calze forse blu
o rosso scuro
eri parecchio bellissima
e ribadendolo
approfitto
per rimarcare
quanto
sia
dannatamente importante
dire
ad una donna
bellissima
quanto è bellissima
quando
è
bellissima
soprattutto
se la donna
bellissima
in questione
sei
tu.

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Non ti ricordi più?

Non mi telefoni più
non mi messaggi più
non mi chatti più
non mi piccioni viaggiatori più
non mi segnali di fumo più
non mi posti pneumaticamente più
non mi mandi più letterine di carta profumata blu
non mi radioami più
non mi faxi più
non mi parli più
non mi pensi più
non mi sogni più
non mi vuoi tu più
non mi sai più tu
non mi speri più
non mi guardi
non mi senti
non mi vivi
non mi prendi
non mi dai
non mi puffi
non mi ridi
non mi canti
non mi sei
non mi vieni
non mi vai.

Eppur rimembro ancora
quando non eri sazia mai
dei turbobaci miei
eravamo due piccoli Elvis felici
dormivo nei tuoi capelli
mi ti svegliavi addosso
contenta di sorridermi
un po’ selvatica
profumata di notte calante.

Ricordi?
già
non ti ricordi più
meravigliosa, terribile campionessa
del tuo diritto
all’oblio.

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Chiara

Chiara
il tuo nome è luce
ma sei buia
dentro
Chiara.
Hanno paura i lupi
della tenebra che ti porti
ed i vampiri.
Quand’anche tutte
le candele al mondo
avvampassero all’unisono
e gli accendini dell’universo
intero ed i maestosi fari
che sono di salvezza
ai marinai perduti
le torce
i fulmini dal cielo
non ci stan cazzi, Chiara
il Sole stesso ti guarda con sgomento
hai un buio pesto più buio
del dentro della terra
più spesso del cemento.
Ti temono le stelle
avvezze al nero siderale, Chiara.
Chiara
baciare le tue labbra
è come limonare con la notte.

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