L’ultima poesia d’amore prima della fine del mondo

È da un po’ che non le scrivo una poesia d’amore
e siccome so
che lei non ama particolarmente le poesie di guerra
quelle western
di fantascienza
le poesie dell’orrore
– i sottogeneri, insomma –
ho deciso
di scriverle una poesia d’amore
adesso.

Sì, le sto dando del lei
mi sembra una cosa carina
da farsi
soprattutto d’estate
e con questo caldo atroce.

In questa poesia d’amore
faremo finta
io e lei
fingeremo
che manchino pochissime ore
alla fine di questo nostro mondo.

Potremmo passarle baciandoci
scopando
disperandoci
mangiando
ubriacandoci
danzando
dicendoci
ti amo
sì ti amo anch’io
dio che peccato
che spreco
che ne sarà di noi?
tremando
ridendo.

Ambisco ad esser io
colui che scriverà
l’ultima poesia d’amore
prima della fine del mondo.
Gli altri poeti
troppo presi
persi nello scavar buchi rifugio
inutili, scomodi, umidi
e comunque privi di frigo bar e aria condizionata.

La scriverò per lei
parlerà di lei
dei molteplici tipi di sorrisi
di cui è capace
della sua difficoltà ad amarmi da lontano
della sua portentosa facilità a volermi bene da vicino.

Non sarò ricordato per questo
beh, cazzo, non ci sarà più nessuno
a ricordare.

Sarà l’ultima poesia d’amore prima della fine del mondo
servirà a farle dimenticare le spiacevolezze della vita
tipo quando le rubano il sellino della bici in cortile
tipo la scortesia della gente
tipo la stanchezza
tipo quando ti senti sola
– posso darti del tu? –
tipo la fine del mondo
tipo che poi
il mondo
non lo facciamo mica finire davvero
sai?

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Cuscini

Ed è osservando
questa piccola bambina dagli occhi azzurri
addormentarsi lenta
semi sdraiata e saporita
sulla sua mamma
che ho capito
che le tette
non son’ altro
che cuscini del paradiso
e che le mamme son letti morbidi
dalle lenzuola sempre fresche e profumate.

Deve averle inventate uno
– ho pensato –
che ama la pace
non Dio, dunque
e ho capito anche
che le donne
possono
– se solo lo desiderano –
essere il luogo più
riposante dell’universo.

Poi
mi sono assopito anche io
ti ho sognata
un brevissimo sogno
nel quale eri bella e sorridente
nel quale mi facevi delle carezze
sulla questa grande testa che mi ritrovo
nel quale mi dicevi
che anche se non sembra
sta davvero andando tutto bene.

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Il mini bar del mio cuore

- non dormi?
– no

– come mai?
– mi sento strano

– mangiato pesante?
– non direi

– strano come?
– strano tanto strano

– tanto strano quanto?
– tanto quanto come se stesse per calar giù il cristo atomico

– è una brutta cosa?
– mah, vedi tu: come ti sembra come roba un cristo atomico che cala giù nella notte?

– brutta
– brutta brutta

– cosa posso fare?
– sei usa dar baci?

– dipende
– da che dipende?

– da chi, dipende
– e in caso di cristo atomico?

– bacio alla cieca
– procedi pure

– dimmi qualcosa che mi ispiri
– più ispirante del cristo atomico?

– sì
– il mini bar del mio cuore ha davvero bisogno di essere sbrinato

– sei un poeta
– non tutti sono d’accordo ma baciami pure

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Piccola ladra di cuscini

C’è una piccola ladra nel mio letto
è una piccola ladra di cuscini
l’ho chiamata piccola ladra, nella notte
l’ho chiamata piccola ladra di cuscini
mi ha sorriso, forse dormiva
forse sognavo.

Perché mi rubi i cuscini nella notte, piccola ladra?
Le ho chiesto.
Perché mi chiami piccola ladra?
Ti ho colta nella flagranza di reato nella notte.
Leggimi i miei diritti, dunque.
Tutto ciò che dirai potrà esser usato per darti un bacio.

Si dichiarò prigioniera politica.
La dichiarai la ladra di cuscini più carina
che avesse avuto mai l’ardire di inoltrarsi nel mio letto.

Poi dopo fu la notte
quella vera
a farla da padrona.
E con la notte
fu il silenzio
le stelle
i baci
e l’amnistia
per tutte le piccole ladre
di cuscini
di tutti i letti
del reame.

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Come se piovesse

E non ho la benché e maledetta e minima intenzione
di smettere
di scriverti poesie d’amore come se piovesse
malgrado questo porco mondo
non smetterò
malgrado questa mala gente
non smetterò di carezzarti di poesie
d’amore
malgrado questa notte
che non accenna a voler finire
non ho nessuna, ripeto
nessuna, nessunissima intenzione
ragazza dai baci portentosi
di smettere di pioverti addosso
un verso dopo l’altro
e un altro ancora, e dopo ancora uno.
Malgrado la bruttezza
che ci circonda, ragazza dai baci poderosi
immaginami cielo
se ci riesci
immaginami cielo di burrasca
fanciulla dagli occhi spiritosi
facciamo i lampi, i tuoni
giochiamo al temporale.

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Filastrocca stupidina

Odio tutti
tranne te
odio i cani
i sani
i matti
odio i gatti
odio i nani
quelli alti
quelli grassi
quelli brutti
quelli strani
odio i fessi
odio i bravi
i calvi
i savi
odio i rossi
i neri
i blu
odio tutti
tranne tu
sai perché?
un perché forse non c’è
odio tutti tranne te.
Odio il sole
odio la luna
odio l’arbitro
e il pallone
odio la fortuna cieca
odio la televisione
odio i prati
odio i pirati
la ragione
l’attenzione
il semaforo
il fiammifero
odio il mare
odio le cozze
odio le persone fini
odio le persone rozze
odio il molto
il poco
il mai
odio il mondo conosciuto
odio il riso
e i maccheroni
odio il pianto
le canzoni
le siringhe
i panettoni
odio il sarto
ed il dottore
odio i santi
e gli avvocati
odio la regina e il re
odio tutti
tranne te

anche se
potrei dirlo
in alto modo
odio tutti
ma ti amo
come il tortellino il brodo.

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Come Venezia che viene mangiata dal mare

- Se non la smetti di smettere di scrivermi poesie d’amore muoio
– Puoi semplificare il concetto?

– È da un sacco
– Che?

– Non
– Ti?

– Scrivo
– Scrivi?

– Tu
– Una poesia d’amore?

– Sì, mi sto rimpicciolendo, sai?
– Ti stai rimpicciolendo?

– Per ogni ora che passa che non mi scrivi una poesia d’amore perdo un centimetro
– Come Venezia che viene mangiata dal mare?

– Se vai avanti così dovrai usare una lente d’ingrandimento per guardarmi
– Tutto ciò è molto spaventoso

– Sì, e dopo la lente dovrai usare il microscopio
– E dopo il microscopio?

– La fede
– Che tipo di poesia d’amore gradiresti?

– Bellissima
– Bellissima quanto bellissima?

– Bellissima quanto tutta la bellezza dell’universo, da fare sospirar le stelle, i mari, le terre emerse, gli animali, gli alberi e i fiorellini colorati ai bordi dei binari
– Non voglio che scompari

– Datti da fare allora
– Ci metterò i tuoi occhi

– Ma l’hai capito di colore sono?
– È un verde difficile

– È un buon inizio

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Guido Catalano in SONO UN POETA, CARA (reloaded)

Mercoledì 6 maggio alle 21
Libreria Trebisonda, via S. Anselmo 22 Torino

Guido Catalano sono un poeta caraUn nuovo reading in occasione della pubblicazione, da parte di Miraggi Edizioni, della raccolta Sono un poeta, cara, uscita ormai nel lontano 2003.

Dalla prefazione:
Rieditare un libro di poesie uscito dodici anni fa è come fare un viaggio indietro nel tempo di dodici anni, forse anche più. Lo rileggo e rivivo emozioni, avventure, incontri, incazzature, amori, odii, paure, pazzie, speranze, sogni, cani, nani, ballerine, di una vita che mi sembra incredibilmente lontana.
E voi? Che facevate dodici anni fa? Chi eravate? Cosa speravate?
Alcune di queste poesie oggi non le riscriverei. Altre sì.
In questo libro c’è roba davvero forte.
E a proposito di viaggi nel tempo, potessi, mi farei un viaggio indietro e non andrei a dar consigli a quel povero disgraziato di Giuda, andrei dal me stesso di dodici anni fa, magari mi travestirei con occhiali e baffi finti, e gli direi: “Guido, vai deciso, non mollare, che le cose poi si fanno parecchio interessanti”.
Questa riedizione la dedico a quel grande uomo di Roberto “Freak” Antoni, che mi chiamava fratellone e io non mi rendevo conto della fortuna.

Guido Catalano
Aprile 2015

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Giovedì 23 su RAI 3 per Io Leggo Perché

Giovedì 23 Aprile dalle 21.00 mi si potrà intravedere a legger qualche poesia in diretta su RAI 3 per la super festa di Io Leggo Perché, insieme a un sacco di gente interessante.
Ecco il Cast:

Kader Abdolah, Kamal Abdulla, Silvia Avallone, Malika Ayane, Alessandro Bergonzoni, Samuele Bersani, Francesco Bianconi, Andrea Camilleri, Vinicio Capossela, Paola Capriolo, Gianrico Carofiglio, Sveva Casati Modignani, Guido Catalano, Cristiano Cavina, Carmen Consoli, Mauro Corona, Geppi Cucciari, Diego De Silva, Umberto Eco, Massimo Gramellini, Sabrina Impacciatore, Emis Killa, Marco Malvaldi, Neri Marcorè, Giuseppe Munforte, Maria Pace Ottieri, Pacifico, Benedetta Parodi, Giacomo Poretti, Roberto Riccardi, Renzo Rubino, Luis Sepulveda, Beppe Severgnini, Marcello Simoni
Rocco Tanica, Paola Turci, Andrea Vitali.

 

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DI BACI

Scombussolami di baci, baby.
Sanciscimi di baci, baby.
Brasami di baci, baby.
Trallallami di baci, baby.
Saturami di baci, baby.
Ferrochinabislerami di baci, baby.
Nildeiottami di baci, baby.
Allestiscimi di baci, baby.
Centellinami di baci, baby.
Antagonizzami a livello di recettore colinergico di baci, baby.
Disarcionami di baci, baby.
Attenzionami di baby, baci.
Dario Baldan Bembami di baci, baby
Emolumentami di baci, baby.
Mercificami di baci, baby.
Edificami di baci, baby.
Solluccherami di baci, baby.
Aumentami la realtà di baci, baby.
Dcomedomodossolami di baci, baby.
Disboscami di baci, baby.
Dissacrami di baci, baby.
Fraintendimi di baci, baby.
Strumentalizzami di baci, baby
Accaniscimiti di baci, baby.
Coprimi mediaticamente di baci, baby.
Ricucimi di baci, baby.
Oltraggiami di baci, baby.
Ossessionami di baci, baby.
Mappami di baci, baby.
Formattami di baci, baby.
Boicottami di baci, baby.
Retroilluminami di baci, baby.
Frugami di baci, baby.
Sopravvalutami di baci, baby.
Svezzami di baci, baby.
Catechizzami di baci, baby
Disannoiami di baci, baby.
Tracheotomizzami di baci, baby.
Stacanovizzami di baci, baby.
Cunzami di baci, baby.
Liposuggimi di baci, baby
Cablami di baci, baby
Ingiuriami di baci, baby
Serotonizzami di baci, baby.
Defibrillami di baci, baby
Responsabilizzami di baci, baby.
Riesumami di baci, baby.
Revisionami di baci, baby.
Collaudami di baci, baby.
Colludimi di baci, baby.
Esasperami di baci, baby.
Commensurami di baci, baby.
Esauriscimi di baci, baby.
Rinnegami di baci, baby.
Annegami di baci, baby.
Inibiscimi la pompa protonica di baci, baby.
Lennykravitzami di baci, baby.
Derattizzami di baci, baby.
Patrocinami di baci, baby.
LSDizzami di baci, baby.
Elisoccorrimi di baci, baby.
Beppefenogliami di baci, baby.
Cauterizzami di baci, baby.
Impanami di baci, baby.
Brododigiuggiolami di baci, baby.
Antiforforami di baci, baby.
Eludimi di baci, baby.
Fidelizzami di baci, baby.
Deolindoerosami di baci, baby.
Ologrammami di baci, baby.
Lisciagassataoferrarellami di baci, baby.
Inzaccherami di baci, baby.
Rendicontami di baci, baby.
Decontestualizzami di baci, baby.
Ugotognazzami di baci, baby.
Erudiscimi di baci, baby.
CandyCandymi di baci, baby.
Tiamomapossospiegartimi di baci, baby.
Algoritmizzami di baci, baby.
Indennizzami di baci, baby.
Esiguaminoranzami di baci, baby.
Laveritàvispiegosullamorami di baci, baby.
Escogitami di baci, baby.
Prostituiscimi di baci, baby.
Termovalorizzami di baci, baby.
Riducimi i grassi saturi di baci, baby.
Cuccureddami di baci, baby.
Ridondami di baci, baby.
Decrescimi felicemente di baci, baby.
Aerami di baci prima di soggiornarmi, baby.
Fuorviami di baci, baby.
Azzittiscimi di baci, baby.
Disarmami di baci, baby.
Coricami di baci, baby.
Decongestionami di baci, baby.
Liberami dal male di baci, baby.
Corrompimi di baci, baby.
Biodiversificami di baci, baby.
Commissariami di baci, baby.
Evadimi fiscalmente di baci, baby.
Equivocami di baci, baby.
Abbaiami di baci, baby
Legiferami di baci, baby
Depressurizzami di baci, baby
Tuttanottestasullasogliami di baci, baby.
Pizzaancheamezzogiornami di baci, baby.
Preraffaelizzami di baci, baby.

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DC

- sei la cosa migliore che mi sia capitata negli ultimi tempi
– non sono una cosa
– si fa per dire
– dillo meglio
– sei l’evento migliore che mi sia capitato negli ultimi tempi?
– evento?
– sì, con un gran bel culo
– approfondisci il concetto di “ultimi tempi”
– DC
– Democrazia Cristiana?
– Dopo Cristo
– Ok

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ti ho cercata un sacco sai?

- ti ho cercata un sacco sai?
– e come hai fatto a trovarmi?

– prima ho seguito il sentiero di mollichine di pane
– e poi?

– il bat-segnale
– e poi?

– la stella cometa
– e poi?

– le tracce dei tuoi piedi nella sabbia
– e poi mi hai trovata?

– sì
– raccontami come è andata

– eri bella
– ero simpatica?

– eri sorridente
– ero contenta

– ero impacciato
– però mi hai baciata

– come fosse l’ultima cosa che facevo prima di partire per la guerra
– poi abbiamo fatto una passeggiata?

– sì, mi hai chiesto se mi piaceva il tuo vestito
– avevo un bel vestito?

– blu
– e rosso

– sì, blu e rosso corto, molto bello, un sacco primaverile
– c’era il sole?

– c’eravamo tu, io e il sole
– hai fatto bene a cercarmi

– sei stata brava a farti trovare

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Ogni giorno che non muori io sono felice

- ogni giorno che non muori io sono felice
– dunque son diversi mesi che ti faccio felice?

– sono diversi mesi sì
– oggi stavo per morire, sai?

– hai un buco nei fuseaux
– son cascata nelle rotaie

– con la bici?
– con la bici

– hai scelto un bel giorno per non morire
– sì, è troppo pazzescamente primavera

– sì, e il cielo è troppo azzurro
– sì, e c’è troppo sole e alberi fioriti e luce e vento

– se morivi ci rimanevo malissimo
– ma malissimo quanto?

– giura che non andrai più nelle rotaie
– lo giuro, ma quanto malissimo?

– hai presente tutto il male del mondo?
– forse

– ecco, moltiplicalo per il numero più grande che sai
– mi sembra un malissimo adeguato, e piangevi?

– piangevo
– ma quanto piangevi?

– secondo quale scala?
– in lacrime

– hai presente tutti gli oceani, i mari, il laghi, i fiumi, gli stagni, i torrenti, le pozzanghere del mondo?
– più o meno

– ecco, sommali e moltiplica il risultato per il numero di prima
– cavolo, un sacco di lacrime, e al mio funerale facevi un discorso commovente?

– da far applaudire i morti
– e quanto impiegavi a innamorarti di un’altra?

– sei certa di volerlo sapere?
– certissima

– hai presente tutto il tempo del mondo, quello passato, presente e futuro?
– vagamente

– ecco, tutto quel tempo lì moltiplicato per il numero che sai con l’aggiunta di un mai
– sei sicuro?

– di sicuro c’è solo la morte
– e meno male che non son morta

– e meno male che sei tu quella che bacio

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Jukebox poetico su Caterpillar

Il 26 di Marzo in diretta dagli studi di Caterpillar su Rairadio 2 succedeva questo:

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Che tecnica hai utilizzato?

- che tecnica hai utilizzato?
– per far cosa?

– per riuscire a non innamorarti di me
– scusa?

– come fai?
– a far cosa?

– a riuscire a non innamorarti perdutamente di me, usi dei farmaci?
– no

– dai ammettilo, usi degli psicofarmaci appositi
– ma no!

– ti sei affidata ad un esorcista?
– no

– ti sei fatta fare una lobotomia che ti hanno tolto quel pezzettino di cervello che serve a innamorarsi di me?
– no

– hai seguito un corso di laurea?
– no

– una dieta speciale?
– no

– sei un ultracorpo?
– un?

– un ultracorpo, hai presente “L’invasione degli ultracorpi?”
– vagamente

– lo sei dunque?
– non direi

– ho capito, sei una vulcaniana e dunque non provi sentimenti, sei tutta fatta di logica e non ti puoi innamorare di me
– ti sembra che io abbia le orecchie a punta?

– no, però sei molto carina lo stesso
– grazie

– dunque come ti spieghi questo stranissimo fenomeno?
– e se io mi stessi innamorando di te?

– sarebbe uno sballo cosmico
– dunque forse la potresti smettere?

– di tempestarti di domande sciocche?
– sì, e baciarmi

– ma non ho neanche iniziato a baciarti
– sì, ecco, inizia pure

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Quantomeno fino alla fine del mondo

- dimmi qualcosa d’amore, va’
– sei la mia speranza in un mondo migliore, baby

– quando leggo le poesie che hai scritto per altre, sono gelosa
– non preoccuparti, sono cadute in prescrizione

– le poesie d’amore non cadono in prescrizione
– dici?

– dico
– e invece sì

– anche le mie, dunque?
– no, le tue no

– e cos’hanno di diverso le poesie d’amor scritte per me?
– sono come l’omicidio

– non suona molto bene
– sono come l’associazione a delinquere di stampo mafioso

– così fa proprio schifo
– senti, non sono un avvocato, però fidati che le tue non cadono in prescrizione

– giura
– lo giuro sul codice penale, civile e ci aggiungo pure quello della navigazione che non si sa mai

– dimmi qualcosa d’amore, va’
– no, ma te ne scrivo una che spacca

– imprescrittibile?
– quantomeno fino alla fine del mondo, baby

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Ci sono questo ragazzo e questa ragazza

Ci sono questo ragazzo
e questa ragazza
mi sono seduti davanti
qualcosa di più di vent’anni
l’uno accanto all’altra
il treno ci porta da sud a nord
e lei ha capelli biondi, corti
e lui porta occhiali pesanti, scuri.
Leggono ma non leggono due libri diversi, leggono lo stesso libro.
Il fatto però è che non sono due copie dello stesso libro.
I due ragazzi, seduti l’una accanto all’altro leggono
da una sola copia
dello stesso libro.
È lei che lo tiene in mezzo
e gira le pagine lentamente
e sono davvero sincronizzati bene
questi due ragazzi seduti davanti a me
in questo treno regionale lento
concentrati, silenziosi e sincronizzati
e molto vicini.

Ed io li guardo
non riesco a non guardarli
sono affascinato da questo loro modo intimo di leggere
da questa lettura di coppia
che non mi sembra di aver mai visto
e faccio mente locale
e in effetti, nei locali della mia mente
non trovo nulla di simile
trovo sì due ragazzini che si dividono gli auricolari
trovo sì me stesso che guardo un film
accanto a una donna
sdraiati sul mio letto
come è difficile concentrarsi
senza toccarti
baciarti
farsi.

E a un certo punto lei fa per voltare pagina
e lui le sfiora la mano
è in ritardo di qualche riga
lei si ferma, sorride impercettibile
ma io quel sorriso lo percepisco.
Pochi istanti e
lui la sfiora di nuovo
ora può andare avanti
girare pagina.

E che bella cosa che stanno facendo
questi due innamorati
perché io li immagino innamorati
mi è impossibile pensare che non lo siano
lo sono.

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La prima poesia dopo un sacco di tempo

La prima poesia
dopo un sacco di tempo
non parla del cielo
nemmanco del mare
non parla di sole
tramonti
di lune calanti
non parla di me.
La prima poesia
dopo un sacco di tempo
racconta
le tue piccole tette.
E dice di film interrotti dai baci
e dice
che amo dormire dentro i tuoi capelli.
E viaggia ai trecento
la prima poesia
circondata dai campi di neve
e dice
abbi fiducia
e dico
mi piacciono, sai, le tue piccole tette.
– E poi? –
Mi piacciono le tue piccole tette
ed i tuoi pensieri
e siccome ti piace
sentirmiti dire
quel che amo di te
ascolta:
la prima poesia
dopo un sacco di tempo
ti dice
ci dice
che amo
quelle piccole tette
che sembrano frutti di marzapane
e sono perfette
per ‘ste piccole mani
che io mi ritrovo.
La prima poesia
dopo un sacco di tempo
volevo sapessi
è solo per te.

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Giostre

- voglio baciarti alle giostre, sulle montagne russe mentre cadiamo nel vuoto a rotta di collo
– sei coraggiosa, ma occhio che potrei vomitarti addosso, o peggio potremmo spaccarci tutti i denti

– dici?
– dico, meglio limonare su un autoscontro parcheggiato

– mi ami?
– sì, grazie

– ma quanto?
– a madonnasantissima

– quanto è?
– è tanto

– come funziona?
– funziona che quando ti penso, mi dico: “madonnasantissima quanto la amo!”

– sembra una bella cosa
– lo è

– da quanto mi ami così?
– da prima della guerra

– da prima della Seconda?
– da prima della Prima

– già c’ero?
– c’eri

– tu c’eri?
– c’eravamo

– ero bella?
– eri bellissima

– non ricordo
– poco importa

– tu non mi chiedi mai se ti amo
– preferisco sentirmelo dire a gratis

– facciamo l’amore?
– dove?

– nel labirinto degli specchi
– sì, da moltiplicarci all’infinito

– e nel castello dell’orrore?
– da far meravigliare lupi mannari, vampiri e spettri

– poi mi vinci un premio al tiro a segno?
– poi ti compro pure tutto lo zucchero filato del mondo

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Fai la cosa giusta

AGEOP MANIFESTO AGEOP

 

 

 

 

 

 

 

Qualche tempo fa ho avuto la fortuna di essere contattato da queste persone per fare qualcosa assieme a loro.
Non li conoscevo e mi è bastato poco per capire che è gente davvero in gamba.
Sono anche molto simpatici.
Molti di loro anche belli fisicamente.
Loro sono AGEOP RICERCA e bisogna sostenerli senza se e senza ma.

Dai forza a un bambino malato di tumore e sostieni la sua cura per un anno: Scatta il tuo selfie, condividilo con l’hashtag ‪#‎LOTTOANCHIO‬, tagga AGEOP e fai la tua donazione su
http://www.ideaginger.it/progetti/lottoanchio.html
INSIEME SIAMO PIU’ FORTI CONTRO IL CANCRO INFANTILE!!!

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Diritti

- Tu condividi quello che dico?
– No
– Ma difenderesti fino alla morte il mio diritto…
– Scusa, ti interrompo un attimo
– Dimmi
– No, non ho nessuna intenzione di difendere fino alla morte il tuo diritto di dire alcunché
– Perché?
– Perché sei un cretino
– Dunque?
– Muori pure

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Dialogo

- Mi scrivi una poesia d’amore?

- D’amore felice o d’amore triste?

- Come ti rendo?

- Felice

- Dunque?

- Dunque felice

- Bravo, vorrei proprio una poesia d’amore felice

- Hai delle preferenze?

- Cosa intendi per “hai delle preferenze”?

- Ci vuoi dentro baci, gatti, tette, occhi, ci vuoi una bici, due bici per  passeggiare assieme, ci vuoi dentro dei prati o il vento, o sia prati, sia vento, ci vuoi dentro dei riccioli neri, ci vuoi sospiri, ci vuoi dei sassolini, delle nocciole, una strada, una musica, e se sì che musica vuoi, ci vuoi un letto, delle lenzuola rosse, ci vuoi una mela,  le tua gambe lunghe affusolate, un divano, un morbido tappeto, ci vuoi del sesso, la vuoi a colazione o la vuoi notturna, vuoi che faccia innamorare altre donne al di fuori di te, vuoi un finale matto, vuoi che sia primaverile o autunnale, la vuoi invernale, vuoi un bellissimo vestito, vuoi un molo e una barca di legno sul lago, vuoi che ci sia un grande ballo e che io ti venga a prendere in carrozza,  vorresti dei gessetti colorati, vuoi che sia ambientata nel bosco, ci saranno delle castagne, la luna, la neve, vuoi che sia una poesia rassicurante, calda, che ti faccia sorridere, vuoi che ci siano dei grilli che ti fanno la serenata per tutta la notte, cosa ci vuoi dentro questa poesia d’amore felice?

- Puoi metterci davvero dentro tutto questo?

- Tutto questo e assai di più

- Voglio tutto con aggiunta di mozzarella di bufala

- Sei una morbida ragazza dalle idee chiarissime

- Procedi pure.

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Ho sognato

per mis T.

 Ho sognato di correre in un bosco vestito da cuoco, ho sognato che sparavano a Waldo ed io non potevo far nulla, ho sognato la notte ed il temporale e te che bellissima venivi abbracciata dai lampi, eri vestita di bianco, di fuoco, avevi le calze venate di fiamme, di mari in tempesta. Ti ho sognata coi capelli neri e gli occhi di un colore che è troppo difficile dire, ho sognato che ti dicevo le cose d’amore e tu non credevi, dicevi sei pazzo, sei pazzo non voglio giocare al tuo gioco. Ho sognato di prendere a calci la nebbia, di morire di sete, di salvarmi bevendo i tuoi baci, li ho sognati quegli occhi che ridono, i tuoi occhi che ridono, ho sognato di scriverti mille poesie d’amore pazzesco e poi mille pazzesche poesie, ti ho sognata seduta ai bordi del lago, sul bordo del letto leggevi i miei versi accavallando le gambe tue lunghe abbronzate dal sole, alzavi lo sguardo, ho sognato che ti ero seduto vicino, sdraiato, ti ho sognata, dicevo, lo so rispondevi, stanotte mi hai stretta come non avevi mai fatto.

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16:47

Uno sciame di sciamani scemi
e sciamannati
sciamò scemando
in discesa sugli sci.
Questa minchiata
è tutto ciò che
son riuscito a scrivere di oggi
da quando mi son svegliato.
Ho tirato le tende
ho guardato il cielo basso e nero e gonfio e
mi son seduto alla mia postazione da combattimento.
Un po’ poco davvero
se pensi che
mi sono alzato alle nove
ed ora
sono le 16:47.
Sette ore e quarantasette minuti.
Un po’ poco poco, ne converrai con me.
Potrei però forse scrivere
di quella volta che
abbiamo fatto all’amore sul tuo divano blu e
dopo l’estasi
abbiamo mangiato affarini croccanti al cioccolato, tu seminuda, io semivestito, tu che
ti scusavi perché
dicevi, il divano è scomodo,
e io che ti sussurravo,
mi piace un sacco farlo
seduto sul tuo scomodo divano.
Tu: si può farlo sulla sedia.
Io: preferisco il divano.
Lo rifacciamo?
Lo rifacevamo.
Vedi, è di nuovo successo
– succede quasi sempre grazie al cielo –
questa volta alle 16:47
ho trovato
ciò che mi rende felice scrivere oggi
una poesia sul tuo divano blu
i baci
i corpi
scopare guardandosi in silenzio
e gli affarini croccanti al cioccolato.

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Uomo in balìa

Sono un uomo in balìa
mi sento in balìa come la nave in balìa delle onde
come il cammello in balìa della sabbia in tempesta
come Gesù Cristo In Croce in balìa dei chiodi arrugginiti
come il tonno in balìa della fiocina
come il soldato disertore in balìa del plotone d’esecuzione
come il topo in balìa del gatto
come il gatto in balìa del cane
come il cane in balìa del bastone
come il bastone in balìa del fuoco
come Angelo Branduardi in balìa della caduta dei capelli.
Vivo in balìa di me stesso
vivo in balìa del sesso
vivo in balìa del mio essere un fesso
che non capisco un casso
di quello che succede
cos’è successo
son scappato
da una vita che ho vissuto?
vivo pure in balìa dei Lunapop
cioè
più balìa di così, minchia, non ce n’è
vivrei volentieri in balìa di te
sarebbe una bella balìa
e sai perché?
– non l’avevo mai visto succedere –
quando fai l’amore sorridi.

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