Jukebox poetico su Caterpillar

Il 26 di Marzo in diretta dagli studi di Caterpillar su Rairadio 2 succedeva questo:

Pubblicato in Incategorizzabile | Lascia un commento

Che tecnica hai utilizzato?

- che tecnica hai utilizzato?
– per far cosa?

– per riuscire a non innamorarti di me
– scusa?

– come fai?
– a far cosa?

– a riuscire a non innamorarti perdutamente di me, usi dei farmaci?
– no

– dai ammettilo, usi degli psicofarmaci appositi
– ma no!

– ti sei affidata ad un esorcista?
– no

– ti sei fatta fare una lobotomia che ti hanno tolto quel pezzettino di cervello che serve a innamorarsi di me?
– no

– hai seguito un corso di laurea?
– no

– una dieta speciale?
– no

– sei un ultracorpo?
– un?

– un ultracorpo, hai presente “L’invasione degli ultracorpi?”
– vagamente

– lo sei dunque?
– non direi

– ho capito, sei una vulcaniana e dunque non provi sentimenti, sei tutta fatta di logica e non ti puoi innamorare di me
– ti sembra che io abbia le orecchie a punta?

– no, però sei molto carina lo stesso
– grazie

– dunque come ti spieghi questo stranissimo fenomeno?
– e se io mi stessi innamorando di te?

– sarebbe uno sballo cosmico
– dunque forse la potresti smettere?

– di tempestarti di domande sciocche?
– sì, e baciarmi

– ma non ho neanche iniziato a baciarti
– sì, ecco, inizia pure

Pubblicato in Novissime | 1 commento

Quantomeno fino alla fine del mondo

- dimmi qualcosa d’amore, va’
– sei la mia speranza in un mondo migliore, baby

– quando leggo le poesie che hai scritto per altre, sono gelosa
– non preoccuparti, sono cadute in prescrizione

– le poesie d’amore non cadono in prescrizione
– dici?

– dico
– e invece sì

– anche le mie, dunque?
– no, le tue no

– e cos’hanno di diverso le poesie d’amor scritte per me?
– sono come l’omicidio

– non suona molto bene
– sono come l’associazione a delinquere di stampo mafioso

– così fa proprio schifo
– senti, non sono un avvocato, però fidati che le tue non cadono in prescrizione

– giura
– lo giuro sul codice penale, civile e ci aggiungo pure quello della navigazione che non si sa mai

– dimmi qualcosa d’amore, va’
– no, ma te ne scrivo una che spacca

– imprescrittibile?
– quantomeno fino alla fine del mondo, baby

Pubblicato in Novissime | Lascia un commento

Ci sono questo ragazzo e questa ragazza

Ci sono questo ragazzo
e questa ragazza
mi sono seduti davanti
qualcosa di più di vent’anni
l’uno accanto all’altra
il treno ci porta da sud a nord
e lei ha capelli biondi, corti
e lui porta occhiali pesanti, scuri.
Leggono ma non leggono due libri diversi, leggono lo stesso libro.
Il fatto però è che non sono due copie dello stesso libro.
I due ragazzi, seduti l’una accanto all’altro leggono
da una sola copia
dello stesso libro.
È lei che lo tiene in mezzo
e gira le pagine lentamente
e sono davvero sincronizzati bene
questi due ragazzi seduti davanti a me
in questo treno regionale lento
concentrati, silenziosi e sincronizzati
e molto vicini.

Ed io li guardo
non riesco a non guardarli
sono affascinato da questo loro modo intimo di leggere
da questa lettura di coppia
che non mi sembra di aver mai visto
e faccio mente locale
e in effetti, nei locali della mia mente
non trovo nulla di simile
trovo sì due ragazzini che si dividono gli auricolari
trovo sì me stesso che guardo un film
accanto a una donna
sdraiati sul mio letto
come è difficile concentrarsi
senza toccarti
baciarti
farsi.

E a un certo punto lei fa per voltare pagina
e lui le sfiora la mano
è in ritardo di qualche riga
lei si ferma, sorride impercettibile
ma io quel sorriso lo percepisco.
Pochi istanti e
lui la sfiora di nuovo
ora può andare avanti
girare pagina.

E che bella cosa che stanno facendo
questi due innamorati
perché io li immagino innamorati
mi è impossibile pensare che non lo siano
lo sono.

Pubblicato in Novissime | 1 commento

La prima poesia dopo un sacco di tempo

La prima poesia
dopo un sacco di tempo
non parla del cielo
nemmanco del mare
non parla di sole
tramonti
di lune calanti
non parla di me.
La prima poesia
dopo un sacco di tempo
racconta
le tue piccole tette.
E dice di film interrotti dai baci
e dice
che amo dormire dentro i tuoi capelli.
E viaggia ai trecento
la prima poesia
circondata dai campi di neve
e dice
abbi fiducia
e dico
mi piacciono, sai, le tue piccole tette.
– E poi? –
Mi piacciono le tue piccole tette
ed i tuoi pensieri
e siccome ti piace
sentirmiti dire
quel che amo di te
ascolta:
la prima poesia
dopo un sacco di tempo
ti dice
ci dice
che amo
quelle piccole tette
che sembrano frutti di marzapane
e sono perfette
per ‘ste piccole mani
che io mi ritrovo.
La prima poesia
dopo un sacco di tempo
volevo sapessi
è solo per te.

Pubblicato in Il Fatto Quotidiano | 1 commento

Giostre

- voglio baciarti alle giostre, sulle montagne russe mentre cadiamo nel vuoto a rotta di collo
– sei coraggiosa, ma occhio che potrei vomitarti addosso, o peggio potremmo spaccarci tutti i denti

– dici?
– dico, meglio limonare su un autoscontro parcheggiato

– mi ami?
– sì, grazie

– ma quanto?
– a madonnasantissima

– quanto è?
– è tanto

– come funziona?
– funziona che quando ti penso, mi dico: “madonnasantissima quanto la amo!”

– sembra una bella cosa
– lo è

– da quanto mi ami così?
– da prima della guerra

– da prima della Seconda?
– da prima della Prima

– già c’ero?
– c’eri

– tu c’eri?
– c’eravamo

– ero bella?
– eri bellissima

– non ricordo
– poco importa

– tu non mi chiedi mai se ti amo
– preferisco sentirmelo dire a gratis

– facciamo l’amore?
– dove?

– nel labirinto degli specchi
– sì, da moltiplicarci all’infinito

– e nel castello dell’orrore?
– da far meravigliare lupi mannari, vampiri e spettri

– poi mi vinci un premio al tiro a segno?
– poi ti compro pure tutto lo zucchero filato del mondo

Pubblicato in Novissime | 1 commento

Fai la cosa giusta

AGEOP MANIFESTO AGEOP

 

 

 

 

 

 

 

Qualche tempo fa ho avuto la fortuna di essere contattato da queste persone per fare qualcosa assieme a loro.
Non li conoscevo e mi è bastato poco per capire che è gente davvero in gamba.
Sono anche molto simpatici.
Molti di loro anche belli fisicamente.
Loro sono AGEOP RICERCA e bisogna sostenerli senza se e senza ma.

Dai forza a un bambino malato di tumore e sostieni la sua cura per un anno: Scatta il tuo selfie, condividilo con l’hashtag ‪#‎LOTTOANCHIO‬, tagga AGEOP e fai la tua donazione su
http://www.ideaginger.it/progetti/lottoanchio.html
INSIEME SIAMO PIU’ FORTI CONTRO IL CANCRO INFANTILE!!!

Pubblicato in Incategorizzabile | 1 commento

Diritti

- Tu condividi quello che dico?
– No
– Ma difenderesti fino alla morte il mio diritto…
– Scusa, ti interrompo un attimo
– Dimmi
– No, non ho nessuna intenzione di difendere fino alla morte il tuo diritto di dire alcunché
– Perché?
– Perché sei un cretino
– Dunque?
– Muori pure

Pubblicato in Novissime | 1 commento

Dialogo

- Mi scrivi una poesia d’amore?

- D’amore felice o d’amore triste?

- Come ti rendo?

- Felice

- Dunque?

- Dunque felice

- Bravo, vorrei proprio una poesia d’amore felice

- Hai delle preferenze?

- Cosa intendi per “hai delle preferenze”?

- Ci vuoi dentro baci, gatti, tette, occhi, ci vuoi una bici, due bici per  passeggiare assieme, ci vuoi dentro dei prati o il vento, o sia prati, sia vento, ci vuoi dentro dei riccioli neri, ci vuoi sospiri, ci vuoi dei sassolini, delle nocciole, una strada, una musica, e se sì che musica vuoi, ci vuoi un letto, delle lenzuola rosse, ci vuoi una mela,  le tua gambe lunghe affusolate, un divano, un morbido tappeto, ci vuoi del sesso, la vuoi a colazione o la vuoi notturna, vuoi che faccia innamorare altre donne al di fuori di te, vuoi un finale matto, vuoi che sia primaverile o autunnale, la vuoi invernale, vuoi un bellissimo vestito, vuoi un molo e una barca di legno sul lago, vuoi che ci sia un grande ballo e che io ti venga a prendere in carrozza,  vorresti dei gessetti colorati, vuoi che sia ambientata nel bosco, ci saranno delle castagne, la luna, la neve, vuoi che sia una poesia rassicurante, calda, che ti faccia sorridere, vuoi che ci siano dei grilli che ti fanno la serenata per tutta la notte, cosa ci vuoi dentro questa poesia d’amore felice?

- Puoi metterci davvero dentro tutto questo?

- Tutto questo e assai di più

- Voglio tutto con aggiunta di mozzarella di bufala

- Sei una morbida ragazza dalle idee chiarissime

- Procedi pure.

Pubblicato in Incategorizzabile | 2 commenti

Ho sognato

per mis T.

 Ho sognato di correre in un bosco vestito da cuoco, ho sognato che sparavano a Waldo ed io non potevo far nulla, ho sognato la notte ed il temporale e te che bellissima venivi abbracciata dai lampi, eri vestita di bianco, di fuoco, avevi le calze venate di fiamme, di mari in tempesta. Ti ho sognata coi capelli neri e gli occhi di un colore che è troppo difficile dire, ho sognato che ti dicevo le cose d’amore e tu non credevi, dicevi sei pazzo, sei pazzo non voglio giocare al tuo gioco. Ho sognato di prendere a calci la nebbia, di morire di sete, di salvarmi bevendo i tuoi baci, li ho sognati quegli occhi che ridono, i tuoi occhi che ridono, ho sognato di scriverti mille poesie d’amore pazzesco e poi mille pazzesche poesie, ti ho sognata seduta ai bordi del lago, sul bordo del letto leggevi i miei versi accavallando le gambe tue lunghe abbronzate dal sole, alzavi lo sguardo, ho sognato che ti ero seduto vicino, sdraiato, ti ho sognata, dicevo, lo so rispondevi, stanotte mi hai stretta come non avevi mai fatto.

Pubblicato in Incategorizzabile | Lascia un commento

16:47

Uno sciame di sciamani scemi
e sciamannati
sciamò scemando
in discesa sugli sci.
Questa minchiata
è tutto ciò che
son riuscito a scrivere di oggi
da quando mi son svegliato.
Ho tirato le tende
ho guardato il cielo basso e nero e gonfio e
mi son seduto alla mia postazione da combattimento.
Un po’ poco davvero
se pensi che
mi sono alzato alle nove
ed ora
sono le 16:47.
Sette ore e quarantasette minuti.
Un po’ poco poco, ne converrai con me.
Potrei però forse scrivere
di quella volta che
abbiamo fatto all’amore sul tuo divano blu e
dopo l’estasi
abbiamo mangiato affarini croccanti al cioccolato, tu seminuda, io semivestito, tu che
ti scusavi perché
dicevi, il divano è scomodo,
e io che ti sussurravo,
mi piace un sacco farlo
seduto sul tuo scomodo divano.
Tu: si può farlo sulla sedia.
Io: preferisco il divano.
Lo rifacciamo?
Lo rifacevamo.
Vedi, è di nuovo successo
– succede quasi sempre grazie al cielo –
questa volta alle 16:47
ho trovato
ciò che mi rende felice scrivere oggi
una poesia sul tuo divano blu
i baci
i corpi
scopare guardandosi in silenzio
e gli affarini croccanti al cioccolato.

Pubblicato in Novissime | Lascia un commento

Uomo in balìa

Sono un uomo in balìa
mi sento in balìa come la nave in balìa delle onde
come il cammello in balìa della sabbia in tempesta
come Gesù Cristo In Croce in balìa dei chiodi arrugginiti
come il tonno in balìa della fiocina
come il soldato disertore in balìa del plotone d’esecuzione
come il topo in balìa del gatto
come il gatto in balìa del cane
come il cane in balìa del bastone
come il bastone in balìa del fuoco
come Angelo Branduardi in balìa della caduta dei capelli.
Vivo in balìa di me stesso
vivo in balìa del sesso
vivo in balìa del mio essere un fesso
che non capisco un casso
di quello che succede
cos’è successo
son scappato
da una vita che ho vissuto?
vivo pure in balìa dei Lunapop
cioè
più balìa di così, minchia, non ce n’è
vivrei volentieri in balìa di te
sarebbe una bella balìa
e sai perché?
– non l’avevo mai visto succedere –
quando fai l’amore sorridi.

Pubblicato in Novissime | Lascia un commento

“A 3000 miglia di distanza dall’unica che amo”

Sul mio letto di lenzuola rosse
c’è un libro di cinquecento pagine
con tutte le tue poesie
e la copertina verde.
Mi fai compagnia, Carver, da giorni in questi giorni grigi
ci dormo assieme al tuo libro
e so
che ogni volta che voglio
lo posso aprire
leggerne tre o quattro
stare bene.
Invidio
il tuo modo di dire l’amore
senza strafare
nessun effetto speciale.
Io sono ancora lontano dal far centro
e tu
alla mia età
avevi solo sei anni davanti.
Eppure
sei qui a farmi compagnia, Carver
– e invidio il tuo modo di sapere l’amore –
sei un buon amico
capace di raccontare in silenzio
poco a poco e lentamente
in modo che duri di più.

Pubblicato in Novissime | 1 commento

Ci lasciavamo ogni quarto d’ora

Sei affusolata
sei morbida
appuntita
mangi poco
non piangi
mi dici che io e te
non potremmo mai
far sesso frettoloso
di notte nei portoni
con le autoreggenti e i tacchi
perché
non arriverei
dove dovrei
arrivare.
E c’hai ragione
se non che
quella piccola scala
portatile che mi porto
sempre dietro
serve all’uopo.
Gli uomini ti vogliono
le donne ti amano
i gatti ti s’acciambellano
i bimbi ti saltellano attorno in girotondo
i caporali ti sussurrano
gli impiegati postali ti sorridono.
Ci lasciavamo ogni quarto d’ora
e poi ci venivamo a ritrovare dentro i sogni.
Sei prelibata
sei affettuosa
sei la mia allegria
e la mia tristezza
sei una bellezza.

Pubblicato in Novissime | 1 commento

Piccole cose di poco conto

Vivo a due ore dal mare
e se ci penso non so niente del mare
sono nato a due ore dal mare e vivo a un’ora
dalle montagne, in un’ ora posso raggiungere
le montagne.
E vivo a un quarto d’ora da te
sette minuti in bici
cinque, saltellando tra i tetti.
Dici
che hai un debole per me.
Viviamo a due ore dal mare
ad una dalle montagne
non ho voglia di mare
non so nulla della montagna
avrei voglia di venirti a trovare.
Niente di che
riposarmiti un poco addosso
sentirti raccontare piccole cose di poco conto
bere un tè
se ci scappa
un bacio.

————————————–
Illustrazione: Simone Massoni

Simone Massoni

Pubblicato in Novissime | 2 commenti

Partire partirai partir bisogna

Partire partirai partir bisogna
e per partire parti
mi piace di pensarti dentro il treno
che guardi fuori dal tuo finestrino
è notte o forse presto nel mattino
io non ne posso più di treni
tu sei contenta invece?
ci fosse i finestrini di una volta
ti immagino che prendi il vento in faccia
e nei capelli scompigliati che ti trovi.
Partire partirai partir bisogna
e quando parti quando che sei lì sul treno
da sola o insieme a qualche d’uno
ricordati che ci sta qualcuno
che te pensa.
Anvedi
a forza d’ascortà er Califfo
me viene sta parlata un poco strana
me viene da poetà come un ragazzo de borgata.
Partire partirai partir bisogna
io resto
ti penso un po’ lontana
non ti spero ma so
che siamo destinati ad acchiapparci il mondo
e so
che torni
perché ce l’hai un motivo.

Pubblicato in Il Fatto Quotidiano, Novissime | Lascia un commento

Breve dialogo con il mio cadavere

- ciao
– ciao chi sei?

– sono il tuo cadavere
– merda

– eh
– sono morto?

– una specie
– ma è tipo come un dialogo con la Morte?

– non sono la Morte, sono il tuo cadavere
– puzzi?

– non lo so, sono un cadavere, non sento gli odori
– puzzi

– non lo so
– non sto chiedendo, sto affermando, puzzi

– ah, vabé, sono un cadavere, è normale
– è stato doloroso?

– cosa?
– morire

– sì abbastanza
– merda

– mi spiace
– ma sono assurto?

– sei?
– assurto

– ass…?
– assurto dio bono!

– e che cazzo vuol dire assurto?
– minchia ragazzi…sono assurto al Regno Dei Cieli?

– ma sei scemo?
– sono andato all’Inferno?

– guarda che non esiste mica quella roba lì
– a no?

– e no
– lo supponevo

– eh
– dammi i numeri del Superenalotto almeno

– fatti furbo
– se mi mordi divento uno zombi?

– non ho nessuna intenzione di morderti
– come muoio?

– andiamoci a bere qualcosa
– ok

Pubblicato in Novissime | Lascia un commento

Volevo solo dirti

Volevo solo dirti
che l’altro giorno
eri bellissima.
Lo so
a livello di incipit
ho fatto
di molto meglio
ma il succo è
che tu
l’altro giorno
eri davvero bellissima
eri così tanto davvero bellissima
tu l’altro giorno
che mi faceva male il guardarti
e avevi
le scarpe alte
e le tue gambe
non volevano finire mai
e il tuo sorriso di ragazza
il tuo sorriso di donna di ragazza
il tuo sorriso di donna di ragazza donna
è un’arma
e tu
dovresti procurarti
un regolare porto d’armi
perché
se ti beccano
con questo sorriso arma
che ti porti
– che ci puoi
non dico ammazzare
ma ferire sì
anche in modo grave
il disgraziato
che ci finisce sotto –
se ti beccano
te lo ritirano
ti ritirano il sorriso
e sarebbe
un pazzesco peccato.

E questa strampalata
oblunga
poesiaccia
serve solo
a ribadire
che tu
l’altro giorno
con quel vestito corto
e quelle calze forse blu
o rosso scuro
eri parecchio bellissima
e ribadendolo
approfitto
per rimarcare
quanto
sia
dannatamente importante
dire
ad una donna
bellissima
quanto è bellissima
quando
è
bellissima
soprattutto
se la donna
bellissima
in questione
sei
tu.

Pubblicato in Novissime | Lascia un commento

Non ti ricordi più?

Non mi telefoni più
non mi messaggi più
non mi chatti più
non mi piccioni viaggiatori più
non mi segnali di fumo più
non mi posti pneumaticamente più
non mi mandi più letterine di carta profumata blu
non mi radioami più
non mi faxi più
non mi parli più
non mi pensi più
non mi sogni più
non mi vuoi tu più
non mi sai più tu
non mi speri più
non mi guardi
non mi senti
non mi vivi
non mi prendi
non mi dai
non mi puffi
non mi ridi
non mi canti
non mi sei
non mi vieni
non mi vai.

Eppur rimembro ancora
quando non eri sazia mai
dei turbobaci miei
eravamo due piccoli Elvis felici
dormivo nei tuoi capelli
mi ti svegliavi addosso
contenta di sorridermi
un po’ selvatica
profumata di notte calante.

Ricordi?
già
non ti ricordi più
meravigliosa, terribile campionessa
del tuo diritto
all’oblio.

Pubblicato in Novissime | 1 commento

Chiara

Chiara
il tuo nome è luce
ma sei buia
dentro
Chiara.
Hanno paura i lupi
della tenebra che ti porti
ed i vampiri.
Quand’anche tutte
le candele al mondo
avvampassero all’unisono
e gli accendini dell’universo
intero ed i maestosi fari
che sono di salvezza
ai marinai perduti
le torce
i fulmini dal cielo
non ci stan cazzi, Chiara
il Sole stesso ti guarda con sgomento
hai un buio pesto più buio
del dentro della terra
più spesso del cemento.
Ti temono le stelle
avvezze al nero siderale, Chiara.
Chiara
baciare le tue labbra
è come limonare con la notte.

Pubblicato in Il Fatto Quotidiano | 2 commenti

MOTOSEGA Reloaded

È con inaudito entusiasmo che che si annunzia la prossima uscita di “MOTOSEGA”, il terzo mio libro, esaurito da diversi anni.
Oggi rieditato e rinfrescato dai simpaticissimi tipi di Miraggi Edizioni e da novembre nella vostra libreria di fiducia e naturalmente sul vostro comodino preferito!
Motosega_B

Pubblicato in Incategorizzabile | Lascia un commento

Breve dialogo sul mistero dell’amarezza amorosa nella società moderna occidentale contemporanea con finale abbastanza feroce ma ho visto di peggio

- non mi piaci più
– come?

– non mi piaci
– più?

– più
– fisicamente più intendi?

– anche di più
– fisicamente e moralmente?

– sì, fisicamente, moralmente e spiritualmente
– come è possibile?

– sono i misteriosi misteri del mistero dell’amore misterioso, credo
– ma ti sto ancora simpatica?

– no no, mi stai pure antipatica e mi sembri scema
– scema?

– sì, e dire che ti pensavo intelligentissima
– sei feroce

– non son io ad essere feroce
– e chi dunque?

– la sincerità è feroce
– la ferocità è sincera

– vuoi che facciamo all’amore per l’ultima volta in modo che tu possa serbare un bellissimo ricordo delle mie incredibili prestazioni erotiche?
– sei decisamente affetto da un qualche tipo di disturbo psichiatrico grave

– qual è la diagnosi, dottore?
– un imbecille senza speranza.

Pubblicato in Novissime | Lascia un commento

Questa notte nottetempo di soppiatto

Questa notte sono entrato in casa tua
di soppiatto sono entrato
sono entrato nottetempo
furtivo
silenzioso come un mimo ninja
tu dormivi profumata
abbracciata
al tuo cuscino preferito.

Come faccio a sapere che eri profumata?
Ti ho annusata.

Questa notte nottetempo di soppiatto
sono entrato in casa tua
ho offerto al tuo gatto da guardia
una polpetta al sonnifero gusto tonno
ho dato un’occhiata dentro il frigo
il latte è scaduto da due giorni.
Mi son permesso di mettere un po’ in ordine.
Le tue scarpe soprattutto.
Ho annaffiato le piante.
Ti ho preparato la macchinetta del caffè
per quando ti sveglierai domani.

Questa notte sono entrato in casa tua
e ho nascosto una poesia.

L’ho nascosta
in un punto assai segreto della casa.

È una poesia d’amore.

La poesia d’amore che ho nascosto
questa notte di soppiatto nottetempo
in casa tua
è questa
anche se forse non si capisce
che è una poesia d’amore.

È una poesia d’amore segreta
notturna
celata.

È così ben nascosta che
potresti non trovarla mai
potrebbe rimaner lì per anni
lustri
decenni
secoli
fino alla fine del tempo.

Eri molto bella questa notte che dormivi
nel tuo letto in casa tua.
Eri così talmente bella che la luna
a un certo punto
credimi
la luna ha deciso di tracimare dall’abbaino
inondandoti quei capelli buffi che tieni
di una luce pazzesca.

Son rimasto senza fiato
nel silenzio
della notte
in casa tua
ho pensato:
io non esisto
io non esisto
io non son qui
ma che fortuna
esserci.

Pubblicato in Il Fatto Quotidiano, Novissime | Lascia un commento

Lettere d’amore

- Ho appena ricevuto una lettera d’amore da uno sconosciuto
– Bella?

– No, è molto raro ricevere belle lettere d’amore
– Vuoi che vada a picchiarlo?

– Non puoi
– Dici?

– Sì, è uno sconosciuto
– Giusto, vorresti una bella lettera d’amore?

– Chi non desidera una bella lettera d’amore?
– Chi non la desidera?

– È una domanda retorica, tonto
– Quindi ci vuole una risposta retorica?

– No, ci vogliono più belle lettere d’amore
– Più belle lettere d’amore per tutti?

– Sì
– Te ne scrivo una?

– Sei capace?
– Certo

– Ma m’ami?
– Non direi

– E come fai a scrivere una bella lettera d’amore per una che non ami?
– Ho una spiccatissima capacità d’astrazione amorosa

– Posta ordinaria o mail?
– Piccione viaggiatore

– Procedi pure.

Pubblicato in Novissime | Lascia un commento

Io e te e gli zombi

Io.
Te.
Io e te
io e te e gli zombi
io e te e gli zombi e il divano
io e te e gli zombi e il divano e i pop corn
io e te e gli zombi e il divano e i pop corn e il chinotto.
Non ti sembra perfetto
io e te e gli zombi e il divano e i pop corn e il chinotto?
Manca qualcosa?
Dici che manca qualcosa?
Cosa dici che manca?
Baci?
Baci dici?
Dici baci?
Ok.
Io e te e gli zombi e il divano e i pop corn e il chinotto e i baci.
Qualcos’altro, dici?
Vuoi farlo?
Ma vuoi farlo adesso?
Sul divano?
Ma gli zombi?
Ma durante gli zombi vuoi farlo?
Ma sei sicura?
Ma non hai paura?
Ok.
Io e te e gli zombi e il divano e i pop corn e il chinotto e i baci e fare all’amore.
Niente male.
Niente male davvero.
Qui stiamo rasentando la perfezione.
Sai cosa stiamo facendo noi?
Rasentiamo.
Siamo dei rasentatori di perfezione amorosa io e te.
Parlo troppo?
Smetto?
Sto zitto?
Hai mai visto uno zombi sorridere?
Ecco.

Pubblicato in Incategorizzabile | 3 commenti