Il trapano e il martello

Mi ha svegliato il trapano stamani
mi ha svegliato il trapano
e il martello
alle otto e zero sette
del mattino.
Non un buon risveglio
decisamente.
Uno di quei risvegli
che rischia di comprometterti la giornata.
D’altra parte, ho pensato
mentre spalancavo le porte finestre
per fare entrare un po’ di fresco di giugno
c’è chi si sveglia sotto il bombardamento
e chi è svegliato dal terremoto
chi non si sveglia mai.
Dunque, tutto sommato
ho pensato
guardando i tetti
e il cielo grigio
e i rondoni impazziti
che saettano ad altezza uomo
ho pensato
che come inizio di mattino
poteva andarmi peggio.
Poi intanto che l’acqua bolliva
mi sono accorto di aver finito il tè
e lì un po’ ho imprecato
ma delicatamente.
Poi mi son seduto.

Una buona via d’uscita
potrebbe essere
scrivere una poesia
che possibilmente non parli
di sofferenza, morte o solitudine
preferibilmente una poesia d’amore
necessariamente per la ragazza che adesso è lontana.
Poi l’ho scritta.

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E le ragazze si provavano i vestiti

Erano le sette d’inverno
o forse mezzanotte l’una nella primavera
e le ragazze si provavano i vestiti
ridevano
e si provavano i vestiti colorati
bevevano
aranciata
suppongo amara
chinotto
e birra chiara
sembravano felici
ti ricordi?
Mi dicesti di aver fame
ed io
che avevo bevuto l’impossibile
non seppi che risponderti
se non:
“ma tu come ti chiami”?
Dimenticai subito il tuo nome
mentre Chris Cornell
cantava una canzone
parecchio triste
qualcosa che aveva a che fare
con una finestra, credo
qualcosa che aveva a che fare
con un amore, forse.
Comunque triste
sia l’amore
sia la finestra.
Poi me andai a dormire
solo
e solo
mi svegliai
in un letto
un letto così grande
ma così grande
che da un cuscino all’altro
ci stava un fuso orario di otto ore.

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Se non capisci, alza pure la mano

La primavera mi mette
di un gran bel buon umore
ma mette
di un gran bel buon umore
un sacco di altra gente
e quando sono circondato
da un sacco di altra gente
oberata d’entusiasmo
non so perché
m’incazzo.
La primavera mi fa incazzare.
Allora metto su i Primal Scream
a volume vietato dalle norme vigenti
mi vibrano le otturazioni dentro i denti
e mi calmo.

C’è un altro modo buono
per rilassarmi.
Scriverti
è scriverti parole
e metterti
è metterti parole
una di fianco all’altra
andare spesso a capo
usare il meno possibile
la punteggiatura
e dirti
è dirti
che coltivo la speranza
tu possa sopravvivermi.

Nel senso
di vivermi
sopra.
Capisci cosa intendo?
Se non capisci alza pure la mano
che te lo spiego meglio.

Non qui davanti a tutti
per carità
andiamo di là
nell’altra stanza
che c’è una bella vista
e c’è silenzio
chiudi la porta
che ti mostro.

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Breve e ritmato dialogo con predominanza di no

- sei molto bella

– grazie

– sei fidanzata?

– sì

– ti va di sfidanzarti?

– no

– posso essere il tuo secondo fidanzato?

- no

– amante?
– no

– cicisbeo?

– no

– cavalier servente?

– no

– servo senza cavallo?

– no

– schiavo?

– no

– cavallo?

– no

– gigolò?

– no

– portaborse

– no

– toy boy?

- no

– giardiniere?

– no

– guardia del corpo?

- no

– poeta di corte?

- no

– maggiordomo?

– no

– zerbino umano?

- no

– accappatoio vivente?

- no

– cane da appartamento?

– no

– cervo a primavera?

– no

– gabbiano di scogliera?

- no

– pianta grassa?

– no

– sei molto bella

– grazie

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A stretto giro di vodka

Mi piace tornare a casa
stanco morto
ma vivo
e trovar traccia di te:
il letto ben fatto
un tuo paio di scarpe
un bigliettino nel quale
ammetti di avermi allagato il cesso.
Ma con amore.
Vorrei rivederti presto
a stretto giro di vodka
nuovamente sentirti dire
“che bella la luce che c’è al mattino a casa tua”.

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La mia ragazza

Stanotte ho fatto un bel sogno
ne serbo alcune immagini
ed una sensazione di pace
e di bellezza
iniziata subito dopo il risveglio
che mi ha accompagnato
fin qui, a sera inoltrata.
Ho l’immagine di una città
forse Genova
è una città di mare
tutta arrampicata
è bel tempo
poi c’è un uomo
che mi racconta
e mi accompagna in giro
non ricordo le sue storie
ma è bravo a raccontare
ha una bella voce
forse ha i baffi
e poi ci sei tu.
Ti presento all’uomo
dico, “lei è la mia ragazza”
che strano
non ho mai usato questo termine
“la mia ragazza”.
Tu hai i capelli più lunghi
di quando sei fuori dal sogno
sei graziosa
molto silenziosa
ma stai bene
o almeno, in sogno
mi sembra mi sembrasse stessi bene.
Poi rimaniamo soli
seduti al tavolino di un bar
in una piccola piazza
ci sono gli alberi
non c’è il mare.
Mi chiedi, “ma io sono la tua ragazza?”
“tu che dici?”
“non lo so”
“è importante saperlo?”
“vorrei un gelato”
“tu stai bene?”
“sì”.

Poi mi sono svegliato
di buon umore
ho viaggiato per oltre mille chilometri
a bordo di aeroplani
ogni volta per me è un miracolo
che si alzino da terra
poi la sera si è inoltrata
e ho scritto questa.

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Oggi le ragazze sembrano contente

Poi capita che il tuo riposino postprandiale
si trasformi
in un’esperienza pre-morte

quella con il tunnel
la luce bianca al fondo del tunnel
la musica di campane celesti
+ le voci angeliche eunuche
insomma, il pacchetto completo
e intanto fuori è primavera
e le ragazze vestite di leggero
sono belle e sorridenti
oggi le ragazze sembrano contente.
E capita che tu ti svegli alle cinque del pomeriggio
solo grazie al suono del telefono
sei in confusione
e rispondi con un “ma che cazzo?”
ed è la tipa della Vodafone
l’ennesima
che ti riporta in vita
ma
lei non lo sa
– non sa nulla in verità –
non sa chi sei
non sa che stavi andando verso la luce
con le voci angeliche eunuche
che ti martellavano in testa
e non ha soprattutto idea
di quali davvero siano
le tue esigenze reali
a livello di telefonia mobile.
Ma
sono le cinque del pomeriggio
e tu ti sei schiacciato un riposino postprandiale di tre ore
il mondo gira veloce sotto i tuoi piedi
e lei, tu
lei tu non la senti da ventiquattr’ore
o son già trentasei?
E mentre le ragazze camminano felici dentro primavera
ti sembra passata una vita
altro che trentasei
e la tipa al telefono ha uno strano accento straniero
– da dove sta chiamando? –
mi blatera all’orecchio parlando veloce
per impedirmi di interromperla.
Grazie signorina
scusi se l’interrompo
sa, avrei dato volentieri un occhiata oltre il fondo del tunnel
ma
grazie davvero signorina
per avermi riportato al mondo
no
non sono interessato alle vostre offerte estive
in verità
vorrei lei fosse qua
non lei signorina
lei lei
la ragazza dal taglio sbarazzino
ma poi sì anche lei, signorina
le offrirei un caffè
le chiederei di raccontarmi un po’
del piccolo inferno in cui vive.
E insomma
credo sia giunto il momento
di uscire di casa
farmi una passeggiata
testare l’impatto primaverile
sulla mia pelle
sulle mi labbra screpolate dal sonno.
Oggi è il ventisettesimo giorno di primavera
oggi le ragazze sembrano contente.

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Seduta che scrivevi concentrata

E ieri poi
che son venuto al nostro appuntamento
quando ti ho vista dietro la vetrina
seduta che scrivevi concentrata
in quel locale con le vetrine grandi
mi è venuto un pensiero
ho pensato
ecco
ecco guarda che momento perfetto
e guarda come me ne sto accorgendo
proprio mentre accade
mi sto accorgendo della perfezione
nel momento esatto in cui
la perfezione si compie
ho pensato
io che la guardo
attraverso questa grande finestra
e lei che non si è accorta ancora
tutta concentrata a scrivere
con il sole che l’accarezza attraverso il vetro
che tra poco si accorgerà di me
si volterà
mi guarderà sorridendo
e mi inviterà ad entrare
ma io le dirò mimando
che no
che voglio stare qui fuori
a guardarla ancora
e lei riderà
oh se riderà
e lasciala ridere perché
poi staremo così per alcuni secondi
a parlarci senza sentirci
attraverso il vetro spesso
a fare le facce
a fare i sorrisi
i gesti.

E mi è venuto
questo pensiero
che d’ora in poi
da ieri in poi
ho pensato
questa vetrina
questo luogo
questo angolo della città
questa strada senza auto
ogni volta che passerò di qui
mi ricorderà
questo momento di contentezza
probabilmente per il resto
della mia vita
nella buona e nella cattiva sorte
cioè a dire
ho pensato
pensa tu se tra noi
andasse tutto in vacca
se tu un giorno mi dicessi
un giorno d’inverno
di vento freddo
di neve
di lupi magri
di smog
di ghiaccio
di carri armati
di bombardamenti
mi dicessi
no, addio, scusa ma devo andare addio scusa vado
dove?
via nel vento ghiacciato addio
ma per sempre nei lupi?
sì, cioè scusa addio ciao cioè vado addio scusa cioè ciao
ma come cioè ciao?
sì, mi dispiace addio ma non ci possiamo più baciare per l’eternità del mondo.

Ecco
io ho fatto questo pensiero
mica un bel pensiero
un pensiero onesto, magari
neutro, forse
un pensiero di realismo amoroso moderno
un pensiero di merda.

Comunque
poi ho pensato
che a lato di questa vetrina
noi dovremmo chiedere al sindaco
dovremmo chiedergli al signor sindaco
di apporre una targa
a latere
a spese del comune
la immagino di marmo
la targa a latere
una targa di marmo con su scritto:

“Qui
un giorno di inizio primavera
un uomo ed una donna
ebbero a vivere un momento
di grande felicità
di felice semplice perfezione
attraverso una vetrina
e la città tutta vuole
con questa targa a latere
testimoniare
questo momento di grande felicità
di una donna e di un uomo
un giorno di inizio primavera
a futura memoria
e ad uso e consumo
delle nuove generazioni di cittadini
e nella speranza di un mondo migliore
se non migliore, almeno un mondo
amen.”

E tutto ciò accadeva ieri
che son venuto al nostro appuntamento
uno dei primi giorni della primavera
quando ti ho vista dietro la vetrina
seduta che scrivevi concentrata
in quel locale con le vetrine grandi.

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Un segreto

E nonostante tutto
ho un segreto
da dirti
è un segreto
che parla
– sì, parla –
del fatto
che oggi
non ti senti
che oggi sei sicura
di non sentirti
di non essere
bella e/o carina
e/o carina e/o bella
né desiderabile
né ad alto tasso di baciabilità
– d’ora in poi: ATB –
né amoreggiabile
dove, per amoreggiabile
si intenda
scopabile
ecco
il segreto
parlante
che ti svelo
è che hai cannato
ma di brutto
dove, per cannato
si intenda
che alle volte
sembri non capire una fava
di te stessa
dove, per una fava
si intenda pur fava
e comunque
seriamente
il segreto
è
che oggi
come ieri
come l’altro ieri
come domani
come dopodomani
e per il resto dell’umana eternità
il segreto
è
che
trovo meraviglioso
questo tuo furbissimo espediente
per estorcermi
poesie d’amore
in cui ti dico
tutte le cose d’amore
per convincerti
del tuo altissimo livello di amoreggiabilità
– d’ora in poi: LDA –
poiché
– mi raccomando –
non credere
ai facinorosi
che ti diranno
– oh se te lo diranno! –
che questa
non è una poesia
e/o non è una poesia d’amore
in quanto
loro
i facinorosi
sono tristi
e sai perché sono tristi?
sono tristi
perché non sanno
più
cos’è l’amor.

E mi son perso
sì, lo ammetto
mi sono perso
e riperso
ma d’altra parte
se non ci si riperde
non ci si ritrova
e io amo trovarti
e ritrovarti
e dirti
i segreti
che forse poi
son mica tanto segreti
ma parlano
parlare per parlare parlano
e parlano di te
e parlano di me
e di te e di me assieme
– che questo non è un segreto –
io e te assieme
secondo me
secondo il mio neanche troppo modesto parere
io e te ci si incastra, sai?
sì,ci si incastra
oh, se ci s’incastra
e ci si incastra che è una bellezza.

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quindi tutto sommato va bene

12718252_10208983768739523_4453963589933059020_n“D’amore si muore, ma io no”

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D’amore si muore ma io no

In tutte le librerie del Regno oppure su Amazon.
Fallo tuo!

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Ma tu?

Ma tu
in quel momento
in cui
fui tanto minchione
e pazzo
e sciocco
da credere
di poter
fare a meno
di
te
tu
che tipo
di super potere
usasti
per
non mandarmi
a fare in culo
per l’eternità
tu
che caspita
di capacità
avesti
quando
mi riportasti
in vita
mentre
già
la mia anima
se ne sgattaiolava via
verso il buio tenebroso
e freddo
verso il baratro di ghiaccio
come mai facesti
a trattenermi
mentre capitombolavo
nella cretinaggine terminale
tu
dimmi
come diavolo
sei fatta
tu
ragazza
tristallegra
tu
che dormi a pancia in su
tu
che baci poco ma bene
che tipo d’incantesimo
hai usato
per riportarmi
qui
quando ormai
l’équipe medica
mi dava per spacciato
il capo chirurgo scuoteva la testa
e il coroner
era lì
a stilare
l’ora esatta
in cui
il mio muscolo
cardiaco
batteva
l’ultimo
bum?

Non c’è bisogno che rispondi
erano domande retoriche
volevo solo dire
che sei stata
un sacco brava.

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Centometristi dell’amore

A noi che nasciamo
centometristi dell’amore
ma siamo forti anche
sui duecento a ostacoli
quando ci propongono
di correre la Maratona
ci viene il brivido
pensare alla solitudine
che ci accompagnerà.

Parlar d’amore
noi centometristi dell’amore
è uno scatto di muscoli
e di cuori tesi
è un’ apnea di baci.
Trattieni il respiro
chiudi gli occhi
pensi ai suoi ricci neri
un po’ sorridi
e speri.

Poi
càpita un giorno
che inizi a correre
e non ti fermi
e poi corri e corri
e corri ancora
e lasci andare il fiato
e lasci aprire gli occhi
e, sapete
non è affatto male
quando prendi il ritmo
e vedi scorrere i paesaggi
e senti il profumo delle cose attorno
e hai più tempo per pensare
per raccontare
il verde strano dei suoi occhi.

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D’amore si muore ma io no

Febbraio 2016 è un mese importante, nel quale succederanno cose grosse.
– Compio 45 anni, il 6
– Conta 29 giorni
– L’11 esce il mio primo romanzo, per Rizzoli

COPERTINA DEF
Giocatevi pure i numeri al Lotto, ve li regalo
Qui a sinistra, in anteprima mondiale, la copertina

C’è un sacco d’ amore, di baci, di sesso e di inseguimenti d’auto

Prenotalo dal tuo libraio di fiducia
Regalalo
Collezionalo
Amalo

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Più

– mi pensi più?
– più

– più più?
– proprio più

– ma mai?
– mai mai

– ma mai mai mai?
– mai mai mai mai

– ma neanche una volta al mese?
– neanche una volta all’anno

– al lustro?
– no

– al decennio?
– no no

– ventennio, cinquantennio, secolo, eone?
– nulla di nulla di no

– e in sogno?
– in sogno non ti sogno

– brutto però
– dici?

– mi sembra ma non so
– secondo me no

– e se muoio?
– ti porto i fiorellini

– ma come fai?
– allenamento

– complimenti addio
– addio grazie

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Ogni tanto mi cala la notte

Ogni tanto mi cala la notte
e quando mi cala la notte mi fermo
e ascolto
e ascolto i rumori nel buio
e c’è un taxi notturno e poi l’ultimo tram
e poi passi che fanno cloc cloc sul marciapiede.

Ogni tanto mi scende la notte
e la notte mica fa prigionieri quando è incazzata
e allora è lì che devi tirare fuori tutto
il coraggio che c’hai
e puntare i piedi
e guardarla in faccia la notte
e dire:

“ma vedi di farti furba”

A quel punto normalmente la notte
se ne va via imbarazzata
spunta il sole
il cielo s’accende
se hai culo, gli uccellini fan cip cip
metti l’acqua a bollire
pensi agli strani sogni
che hai fatto
e all’appuntamento
che ti sei guadagnato
con quella bella ragazza dai riccioli naturali.

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Adesso però tu

Adesso però tu
scrivimi
una poesia d’amore
fammi felice con una poesia d’amore
mi crogiolerò leggendola
rileggendola
ad alta voce
la canticchierò
la danzerò
l’appiccicherò al muro qui davanti
e poi
toccherà a me scrivere
una nuova poesia
una nuova poesia d’amore
su di te che mi scrivi
una poesia d’amore
seduta al tuo tavolo in cucina
di notte
dopo aver messo a letto
bimbi
gatti
e pensieri
magari me ne scriverai due
magari anche sette
sette poesie d’amore
ok, una basta
ma che sia bella
mi raccomando
che sia una poesia d’amore bella
che se me la scrivi brutta
sarò costretto a uccidermi
davvero
non potrò sopportarlo
e soprattutto non avrò il coraggio di dirti
“minchia ‘sta poesia d’amore fa schifo”
lo so
ti sto caricando di un’ ansia da prestazione della madonna
ma so anche che ce la puoi fare
siediti
magari con una tazza di tè accanto
magari metti una musica che ti piace
io adesso ad esempio sto ascoltando
“the sound of silence”
nella versione cantata
da paul simon solo
te la consiglio
spacca
poi pensami
pensa a cosa vorresti dirmi in questo momento
poi pensa a cosa vorresti che io ti dicessi
poi pensa alla prima volta che ti ho vista dormire
e alla prima volta che hai immaginato di volermi baciare
pensa alla prima volta che ti ho fatta ridere
e alla prima volta che ti ho fatta incazzare

adesso alzati
fumati mezza sigaretta in balcone
non prendere freddo, però
rientra
risiediti
scrivi il primo verso
all’inizio sembra difficile, lo so
poi, se ce n’è
vien via che è una meraviglia.

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La Posta del Cuore di linus

Problemi ci cuore?
Problemi di sesso?
Problemi di sesso e di cuore?
Problemi di sesso, di cuore e di qualche altro organo fondamentale?

Da oggi c’è “La Posta del Cuore di Linus” !
La rubrica definitiva sulle questioni davvero importanti.
Una volta al mese, sulle pagine della vostra rivista preferita cercheremo di risolvere i vostri dubbi, le vostre paure, le vostre curiosità.

Scriveteci in privato sulla Pagina Ufficiale de La Posta del Cuore di linus12341421_551377481694445_4999746808861377177_n e sceglieremo le lettere più ganze da pubblicare sul giornale o sulla Pagina stessa.

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Posso smettere quando voglio

Posso smettere quando voglio
posso smettere di bere
di fumare
di mangiare
di pensare
posso smettere di parlare
di starti ad ascoltare
posso smettere di sperare
di andare
posso smettere di tornare.

Posso anche smettere di scrivere poesie d’amore
di dir di baci
d’occhi dentro gl’occhi
di carezze
di mani nelle mani
di quel profumo
che avevi sulla pelle.

Non ci credi?
non ti fidi?
guardami
non mi vedi?

Te lo giuro sulla mia animaccia stanca
posso
smettere
quando
voglio.

Ecco, guarda
ho smesso
è facile.

È facile
come soffiar via la fiammella da un cerino
è facile come la pioggia
come l’erba, la polvere
è facile
come attaccare il telefono in faccia
a chi ti dice cose che non vuoi sentire
è facile come i fiori secchi
i fiocchi di neve
è quasi facile come morire.

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Gli unici di cui mi fido davvero

Minchia che buio che c’è
che inverno
che freddo che fa
ho bisogno di te
mi vedi?
son qua.
Potresti posare quel cazzo di affare
che manda segnali sonori
ogni trenta secondi
e guardarmi?
Mi piace pensare che
anche se abbiamo perso la rotta
la ritroviamo.
Osservando le stelle?
sai farlo?
no, vero?
neanch’io.
Sai, non ho mai creduto nel Piccolo Principe
né nella sua volpe sapiente.
Gli unici di cui mi fido davvero
sono
il bambino con la testa tonda
il suo cane pazzo
ed il loro amico
quello che si porta sempre una coperta dietro
e dice cose saggissime.
Dovremmo cercarli
loro sanno la strada.
Giocare un po’ a baseball con loro
andare in campeggio
ascoltare cos’hanno da dire.
Sì, credo di sapere dove trovarli.
Se mi dai la mano, un sorriso
un paio di baci
e spegni quel coso
ti ci accompagno.

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Il bicchiere delle 4 e 27

Questa notte
o meglio
nella prima parte della notte
mi son svegliato alle 4 e 27 del mattino
o della notte
dipende.
Dipende da come vedi il bicchiere
il bicchiere delle 4 e 27, dico.

C’è chi lo vede mezzo pieno di mattino
c’è chi lo vede mezzo pieno di notte.

Io lo vedo
un terzo
un terzo
un terzo
come un Negroni.

Ci sta un terzo di notte
un terzo di mattino
poi ci sono io
poi ci sei tu.

Io e tu siamo il Martini Rosso della notte.

Solo che questa notte tu non c’eri
io c’ero
c’era la quasi notte
l’appena mattino
mancavi tu
e allora
mi son alzato
mi son vestito
e sono uscito da solo per la strada.


ho pure camminato a lungo senza meta
per le vie di Torino
e a un certo punto poi
ho incontrato un metronotte
che faceva il suo giro.
Allora è ancora notte, gli ho detto
tu che dici? mi ha chiesto
forse non importa, gli ho risposto.

Poi
cammina cammina
ho visto una scritta
elettrica
luminosa
rossa
appesa in alto
tra i palazzi
diceva
“L’amore non fa rumore”.

Ho sorriso
un sordo, forse
forse un mimo innamorato.

Poi
mentre rincasavo
aprivano i bar
iniziavano i tram
e tu secondo me ti svegliavi
nel posto sbagliato
forse nel posto giusto
dipende dal bicchiere
da come lo vedi.

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Ma meno male che ti amo

Stamattina mi son svegliato
e la prima cosa che ho pensato
– anzi la seconda
la prima è stata
“ora devo proprio aprire gli occhi” –
la seconda è stata
pensa un mondo come questo
identico a questo
sputato
con tutte le sue brutture
e le sue bellezze
il suo regno animale
vegetale
e
minerale
con tutto il suo cielo
il suo sole
le sue nuvole
le sue città
i suoi bambini
il suo vento
l’inchiostro
i gatti
le lacrime
i libri
le risate
con tutte le sue guerre
la stupidità
gli dei
i prati
i mari di ignoranza
le montagne di tristezza
i laghi di paura
i deserti di pazzia
i grattacieli di solitudine
gli ammezzati di stupidità
pensa a un mondo come questo
identico
sputato
dove però
io
non
ti
amavo

magari
manco
ti sapevo

ecco
stamattina
dopo che mi son svegliato
dopo che ho aperto gli occhi
ho pensato
“ma meno male che ti amo”

e ti confesso
che l’ho detto pure ad alta voce
l’ho sussurrato nella solitudine della mia stanza

poi lo so
a qualcuno
potrebbe sembrare
cosa di poco conto

beh
non lo è.

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Su Linus di Novembre

Io praticamente ho iniziato a leggere i fumetti grazie al fatto che mio papà li portava in casa. E tra gli altri portava questa rivista che si chiama Linus, grazie alla quale ho scoperto un sacco di cose meravigliose, come i Peanuts, ma non solo.
E son davvero contento, di una contentezza rara, che questo numero di novembre di Linus, contenga uno speciale con 7 mie poesie inedite.
Cioè, che se uno, quando avevo tipo cinque anni, mi avesse detto: “Guido, un giorno in questa rivista, un giorno ci sarai anche tu”.
Io gli avrei riposto: “Minchia, fratello, vuoi dire che un giorno farò il fumettista?”
Ok, magari a cinque anni non usavo espressioni come “minchia fratello”.
Però avete capito il concetto.
La ciliegiona sulla torta è che le sette poesie in questione le ha illustrate un mio amico, concittadino, illustratore di rarissima bravura: Marco Cazzatolinus 1linus 2.
E son illustrazione piuttosto pazzesche.
Secondo me avete due motivi in più per andare dal giornalaio e comprarvi Linus, questo mese.
Buona lettura.

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Guido Catalano GRAND TOUR

Amici lontani e vicini, bambine e bambini, è con fierezza che qui si annunciano le date del Tour, che dico, GRAN TOUR, che insieme agli allegri ragazzi di Via Audio, abbiamo organizzato a partire dal mese di dicembre.
Si va dapperutto un po’.
Si salirà sui palchi di alcuni tra i più ganzi teatri e club della nostra oblunga penisola.
Si leggeranno poesie nuove, vecchie, strane, inutili, speriamo bellissime.
Si parlerà d’amore, di sesso, di lacrime e di stupore, si parlerà di me e di voi, probabilmente anche di lei.
Sarà una faccenda piuttosto Rock, dunque, per cortesia, venite tutti.
E non è finita qui.
Biglietti in prevendita disponibili sui principali circuiti e nei rivenditori
TicketOne
Qui: http://bit.ly/1GrFSPI.

GRAN TOUR DEF

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Ogni tanto mi sveglio la notte

Ogni tanto mi sveglio
la notte
e quando la notte mi sveglio
poi penso.
E spesso penso alla morte
la notte
quando mi sveglio ogni tanto
e non è mica un bel pensare
da solo
nel letto
pensare alla morte
la notte.
È proprio sbagliato
pensare la notte
penso
alla morte
ma niente da fare
ci penso
da solo
nel letto.

E tu?
E tu a cosa pensi
la notte
quando ti svegli
da sola
nel freddo
nel buio
nel vento
nei lupi
nel deserto
del letto?

Non sei sola, dici?
Ah, ma sveglia sei sveglia?
Ah, svegliarti ti svegli la notte ma non sei sola nel letto?
Credevo fossi sola anche tu a pensare la notte.
Sbagliavo?
Sbagliavo di brutto?
Scusa.
Luca?
C’è Luca nel letto?
Scusate, non volevo disturbare.
Ho fatto confusione.
Sarà tutta questa notte
tutti questi pensieri
tutta questa solitudine
di morte notturna.
Signore chiedo scusa anche a lei.
No, non avevo davvero capito.
Va bene vado.
Buonanotte.

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