ti amo, ma posso spiegarti

“ti amo, ma posso spiegarti”
le dissi
“un ottimo titolo per un libro di quelli che vanno adesso”
mi disse
“sì ma io te lo dissi per davvero”
le dissi
“non sprecarlo con me, facci un bel romanzetto di giovanilismo alla moda”
mi disse
“ma scusa, cristomadonna, io ti dico una frase d’amore e tu mi dici di farci un titolo di merda?”
le urlai
“non t’incazzare, lo dico per te, con un buon titolo hai fatto il cinquanta per cento”
mi sussurrò
“allora senti questo” le dissi “cazzi ne hai presi più tu che un esercito di mignotte da sbarco”
“sei un cretino, e poi è vecchio, e poi l’Einaudi non te lo passa”
“e la Feltrinelli?”
“neanche”
“la Mondadori?”
“manco la Mondadori”
“dici?”
“dico”

“ci vieni con me a limonare duro al concerto degli ACDC conosco uno che monta i palchi e ci fa entrare gratis?”
“no”
“guarda che non è una proposta, è un titolo”
“fa schifo”
“dici?”
“dico”

“mi trovi basso?”
“sì”
“mi trovi grasso?
“sì”
“potresti trovarmi se mai mi perdessi?”
“farei del mio meglio”
“quindi?”
“quindi mettiti comodo e spiegami dettagliatamente questa cosa curiosa che mi ami, cercando di essere convincente come se stessi tentando di persuadere un intero plotone d’esecuzione pronto a far fuoco sul tuo corpo inerme, a graziarti ”

“come titolo non è un po’ lungo?”
“fai tu”

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cambio

spero che vi piace
se non vi piace
non me lo dicète

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42 giorni a settembre

la violenza genera solo altra violenza che
a sua volta genera altra violenza che a sua volta
genera altra e altra e altra violenza che genera altra
violenza ancora, e così via in un gioco di domino, avete
presente quando mettete le tessere del domino una dietro
all’altra, in piedi e poi fate cadere la prima e cadono tutte una
dietro all’altra, avete presente, sì credo abbiate presente, si può
fare anche con gli accendini o con altri oggetti, basta che quello che
precede non sia più leggero di quello che succede sennò non funziona
con la violenza non credo sia così, nel senso che non credo che sia
necessario che l’atto di violenza numero 7, diciamo, debba essere
meno intenso dell’atto di violenza numero 8 per scatenarlo ma
di questo non sono sicuro, devo pensarci un poco, non so
se notate la bellezza di queste righe che crescono e
decrescono, è la prima volta che mi capita di fare
una poesia in questo modo che le righe fanno
un giochino così carino, trovo la cosa
entusiasmante, voi no? sì, io credo
è proprio bello ma io volevo
parlare di violenza non
oh! che poco spazio
troppo poco non
ho più spazio
com facio?
aiuto
aiù
oh!
ù!

d’estate poi la violenza s’esacerba
in quanto il caldo dà alla testa dei
poveri di spirito e anche dei meno
poveri, anche i piccioni sbiellano
e si lanciano ciechi sotto le auto
i ricchi no, c’hanno l’aria condizionata
autisti inscatolati nelle loro vetture di
gomma e latta sudano in coda e odiano
avessero cannoni, guidassero carri armati
sarebbe un massacro
ed è comunque un massacro comunque
di cervelli alla coque
occhi fritti
coglioni cotti
chiappe frollate

dentro le case uomini uccidono donne
donne uccidono bambini
bambini decapitano Barbie
Barbie accoltellano Big Jim
Big Jim massacrano Play Mobil
Play Mobil violentano Fiammiferini
Fiammiferini sucano

il mio gatto immaginario dorme
a pancia in su
un occhio aperto, un occhio chiuso
la lingua rosa fa capolino tra i denti serrati
fa le fusa e sogna

sogna migliaia, migliaia e migliaia di topi glassati volanti

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di poesia, di metal, d’amore

ho sempre desiderato fare il lottatore di Catch
mi sarei fatto chiamare “Tremendo Demonio”
cento chili di nanismo feroce
una maschera tutta rossa
mai avuto il coraggio

da qualche parte ho letto “lasciate l’Ego fuori dalla porta”
io una volta ci ho provato
quello si è incazzato e l’ha sfondata, la porta
poi ha spaccato tutte le stoviglie
ha pisciato nel lavandino
mi ha guardato serio e mi ha detto: “non ti provare di farlo mai, mai più. Coglione”

ultimamente leggere poesie
davanti agli esseri umani
mi costa fatica
una volta non era così
probabilmente perché lo facevo obnubilato dall’alcol
adesso mi modero
e tribulo

alle volte la gente che gli leggi davanti
ti guardano male
ciò è molto brutto
essi non sanno che tu la vedi in faccia

non ho mai ricevuto riconoscimenti in concorsi letterari
probabilmente il fatto che non mando la mia roba ai concorsi letterari
ha un ruolo

se non ti piace la mia poesia
alzati e vattene
o lanciami un portacenere contro
insultami
ma non chiacchierare con il tuo vicino di sedia
ti sto guardando
e non mi è consentito ucciderti

se devi pisciare, alzati e piscia
se hai sete, alzati e bevi
se ti suona il cellulare
sei uno stronzo

dopo una lettura di poesie
non venirmi a dire frasi del tipo: “mi son piaciute molto le tue poesie”
se non hai intenzione di comprarmi un libro

tranne nel caso in cui tu sia già in possesso del suddetto
o così povero da non potertelo permettere
alla qual cosa io, comunque, non crederò

i poeti non mi considerano un poeta ma un cabarettista
i cabarettisti non mi considerano un cabarettista ma un poeta
gli elettricisti non mi considerano un elettricista e fanno bene
io
e l’ho già detto
avrei fatto volentieri del Catch
in alternativa, il batterista di un gruppo Death Metal
tipo i Cannibal Corpse, per intenderci, o i Necrophagist
questa è gente che va sopra i 200 bpm

continuo a incontrare persone che mi domandano: “ma tu ti fai pagare per i tuoi reading?”
provate a chiede a un elettricista: “ma tu ti fai pagare quando fai un impianto elettrico?”
poi fatemi sapere cosa vi risponde

l’altra sera
una signora molto chic
mi ha censurato una poesia in diretta
la stavo leggendo davanti ai suoi invitati
era una cena molto chic
nel giardino della villa
raccontavo di quella volta che Gesù Cristo Nostro Signore mi invitò a cena
un paio di giorni prima di essere inchiodato sulla croce
la signora ha ritenuto che potesse offendere la sensibilità di qualche suo ospite
probabilmente c’era un vescovo o roba simile
mimetizzato tra i commensali

la signora si è alzata agitando le braccia
mi ha raggiunto
mi ha dato un bacio sulla guancia
ha detto: “dai, fanne un’altra, fai quella del ciccione che è così ciccione che non si vede il pisello”

mi chiedo come avrebbe reagito Paul Mazurkiewicz
l’attuale batterista dei Cannibal Corpse
date un’ occhiata alla sua foto
per farvene un’idea

non ho idea se l’uomo più grasso del mondo
potesse o meno vedersi il pisello
so solo che non poteva fare all’amore con la fanciulla blu che amava
e per questo
se la mangiò

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La donna che si baciava con i lupi C’E’ (3)

Giungono voci che la Donna è stata avvistata baciarsi con i lupi in diverse librerie dello stivale. Essa, signori, essa e i lupi che si baciano con lei, attende che voi, poco dopo aver letto queste poche righe, usciate dalla vostra casetta e vi rechiate nella vostra libreria di fiducia, posto che ne abbiate una, attende, dicevo, che voi la andiate a prendere e ve la portiate a casa.
Il libro in questione, poiché di libro si tratta, renderà la vostra estate più felice, serena, divertente, appassionante e altre 14 cose belle a vostra scelta.
Una lettura perfetta per i vostri spiaggiamenti.
Ma anche in montagna fa la sua, come si suol dire, porca figura.

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my name is jesus blues

sono nato in una grotta
sotto un asino e una vacca
son venuti tre signori
con incenso, mirra ed ori

son cresciuto tra la gente
come tutti, normalmente
ma facevo cose strane
con i pesci e con il pane

my name is jesus
my middle name is christ
my mother is mary
my father is god

una cosa un po’ snervante
non è l’unica, son tante
è che molti da ragazzo
mi prendevano per pazzo

tuttavia non poco piacque
la mia corsa tra le acque
ed ancor la gloria porto
di aver dato vita a un morto

my name is jesus
my middle name is christ
my mother is mary
my father is god

la mia fine fu precoce
inchiodato ad una croce
porco giuda fui fregato
da un amico assai fidato

fu nel sangue la mia fine
botte, sputi, insulti e spine
chiesi a dio perché perché
resi l’anima alle tre

my name is jesus
my middle name is christ
my mother is mary
my father is god

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non ebbi la prontezza

ho provato a scrivere una poesia che ti scioccasse
e non ce l’ho fatta
ho provato a scrivere una poesia che ti eccitasse
e non ce l’ho fatta
ho provato a scrivere una poesia che ti
spaventasse, una che ti commuovesse, una
che ti rallegrasse, una che ti immalinconisse, una
che ti ringalluzzisse, una che ti allarmasse, una che ti
sconquassasse, una che ti ammansisse una che ti perplimesse
una che ti innamorasse
e non
ce l’ho
fatta

il fatto fu
che tu
non tenevi sensibilità di donna umana
eri una ragazza strana
eri una donna di vegetale
eri come un albero di femmina
eri come un fiore di campo
eri come un filo di erba
eri come pianta di vaso
eri come un carciofo spinoso
eri come un’ orchidea spaventosa
eri come un fagiolo borlotto
eri come un cespuglio arricciato
eri come una pannocchia, un pisello, una liana
un fungo, un fico

non ebbi la prontezza
di capire che
con te sarebbe stata sufficiente
un po’ di tenerezza
ed un annaffiatoio

infatti ti seccasti
diventasti
fogliolina secca
secca fogliolina

che una mattina
il vento
si portò

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io ho visto le donne nude

io ho visto le donne nude
io ho visto le donne ed erano tutte nude
erano nude le donne che ho visto io

io camminavo
e cammina cammina
ho girato l’angolo
e
c’erano
giuro
le donne nude
tutte nude
donne nude
nude nude

ciao donne nude, gli ho detto io
ciao
ciao
ciao
ciao
ciao
ciao
ciao

erano sette donne nude
sette donne
sette nude
sette ciao

siete tutte nude donne nude, gli ho detto io
certo che siamo nude, hanno detto le donne nude
perché siete nude, donne nude? gli ho detto io
perché ci piace essere nude, hanno detto le donne nude

siete dedite alla prostituzione, donne nude?
no
siete dunque delle modelle nude?
no
qual’è il vostro ruolo nella società moderna occidentale?
essere nude

avete forse bisogno che qualcuno vi spalmi l’Autan sui vostri corpi nudi?
lo faresti davvero?
credo di sì
te ne saremmo immensamente grate
attendete un attimo

percorsi i cento metri che mi separavano dalla farmacia più vicina in 10 secondi netti
acquistai un flacone formato famiglia di insetto-repellente
tornai nel luogo delle donne nude

esse
non c’erano più
erano sparite

mi sedetti sul gradino del marciapiede
mi misi a pensare ai casi della vita
soprattutto al fatto che bisognerebbe avere sempre con sé una confezione di Autan
da applicare uniformemente sui corpi nudi delle donne nude
nel caso fortuito che uno
passeggiando di sera
incontrasse non dico una
non dico due
ma sette, dico sette donne nude
che non capita spessissimo
ma se capita
uno si deve far trovare preparato

e pensai anche che
l’uomo il quale
dinanzi ad eventi di grande portata
foss’ anche di portata abnorme
quale io reputo essere l’incontro con le donne nude

l’uomo il quale, pensavo
non si fa trovar preparato
in siffatti momenti estremi e drammatici
egli, io pensavo
egli non è degno di poter essere annoverato tra i migliori individui della sua generazione

lì seduto sul gradino del marciapiede
presi coscienza del mio essere un disannoverato
lanciai il flacone nel buio

nel momento esatto esatto esatto
in cui i lampioni
s’accendono

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La donna che si baciava con i lupi C’E’ (2)

Un libro per la tua estate da leggere sulla spiaggia o tra i monti?
Un libro di poesie di rara bellezza?
La donna che si baciava con i lupi, per esempio?
Sì, esiste.
E lo puoi trovare dentro le librerie.
Per ora quelle di Interno 4, spalmate in tutta l’Italia: Bologna, Milano, Firenze, Lecce, Rimini, Salerno, Fidenza, Sassari, Pescara, Santa Maria Capua Vetere, Como, Viareggio, Urbino, Ravenna, Vicenza.

Vacci ed esigi la tua copia de: LDCSBCIL

Guarda le librerie qui

E a Torino sempre qui

E prossimamente nel mondo

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Strelnik, Pinokkio e io, al ToscanaLab

Lunedì 28 in quel di Firenze.
E se non puoi venire a Firenze
puoi sentirci in strimmi.

Guarda qui

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l’uomo che intercettò dio

faceva l’intercettatore professionista
intercettava le conversazioni telefoniche
dei briganti

i briganti
non ce la facevano a non usare il telefono
era più forte di loro
avevan l’esigenza di raccontarsi le loro azioni di brigantaggio
telefonicamente
se ne vantavano tra loro
oppure
si mettevano d’accordo
discutendo i piani di brigantaggio prossimi e venturi
facendo piani

un tardo pomeriggio di febbraio
l’intercettatore professionista
stava ascoltando la moglie di un brigante
che raccontava alla moglie di un altro brigante
che la moglie di un terzo brigante
aveva speso 14.000 euro per la festa della figliola tredicenne
una di quelle feste nelle ville belle
con molto invitati facoltosi
e uomini e donne dello spettacolo

l’intercettatore si annoiava
non vedeva l’ora che finisse il turno
non vedeva l’ora di tornarsene a casa
bersi una birra
e guardarsi la tele sdraiato sul divano
magari mangiare qualcosa

poi sentì come una scarica nel suono
come un rumore di friggitoria cinese
seguito da uno scoppio a fischio
che ancora un po’ e lo faceva sordo

si tolse le cuffie di scatto
“zio bono!” urlò “checcazzo!”
scese il volume
e si rimise l’apparecchio

voce di uomo
non più di donne
voce di uomini
due

D: non me ne frega una cippa se sei stanco, tu scendi!
G: io non scendo te l’ho detto io non scendo!
D: tu scendi te lo dico io! tu non è che puoi o non puoi, tu devi!
G: guarda, me lo puoi dire e ridire per il resto dell’eternità, io non scendo
D: (urlando) Cristo Santo! tu scendi quando te lo dico io e fai il tuo dovere!
venti secondi di silenzio
G: va bene… però non come l’altra volta
D: senti, lo sai che è diverso, è tutta un’altra roba
G: niente botte?
D: giuro su dio (ride)
G: (ride) sei il solito minchione
D: niente botte
G: niente chiodi?
D: assolutamente niente chiodi, è diverso!
G: però scusa, non ho capito perché…cosa…
D: tu non ti devi preoccupare di nulla, tu scendi fai un po’ di bordello, quelli sbiellano, poi intervengo io e faccio su un fraccalemme che a sto giro non se lo scordano più
G: vabbò, però sta volta mi vesto come dico io
D: guarda, ti puoi vestire come ti pare, basta che segui le direttive
G: o.k. però un po’ di improvvisazione me la concedi
D: se non fai il cretino sì
G: non ho mai fatto il cretino e lo sai
D: è vero, però è molto diverso adesso e devi stare attento a non far minchiate
G: va bene…posso portare delle armi?
D: no
G: dai!
D: no, ti dico, niente armi
G: una pistola, dai
D: no
G: piccola, dai
D: mi vuoi proprio fare incazzare?
G: va bene, o.k., ho capito, va bene
D: bravo
G: quando scendo?
D: non so ancora bene, penso a primavera
G: buono
D: buono sì
G: posso avere una spada di fuoco?
D: (urlando) no ti ho detto! niente armi porca Eva!
G: vabbè dai non t’incazzare!
D: eh, non ti incazzare! sei mi fai incazzare m’incazzo!
G: dai scusa…quanto dura a sto giro?
D: facciamo una roba veloce che tanto poi finisce tutto lì
G: tutto tutto?
D: tutto
G: e poi?
D: e poi basta, finito, ce ne andiamo
G: posso vestirmi di rosso?
D: t’ho detto che ti vesti come vuoi
G: e poi devo dire delle frasi?
D: lunedì ti mando le bozze del testo
G: ma tipo?
D: ci sto lavorando…l’incipit è tipo: “mò son tutti cazzi vostri”
G: bello
D: bello sì
G: cioè si va giù duro subito?
D: subito
G: i tuoni?
D: un casino
G: lampi?
D: tuoni e lampi come se piovesse
G: ma io scendo tipo con le trombe?
D: sì ci sono anche le trombe non ti preoccupare
G: le fiamme?
D: le fiamme dopo, prima dobbiamo farli cagare un po’ addosso
G: perché poi le fiamme…
D: sì, più che fiamme sono meteore di fuoco
G: fico…
D: eh, te l’ho detto, sarà un fraccalemme
G: figata!
D: vabbò adesso vado, ci sentiamo domani
G: dai, buon lavoro
D: ciao
G: ciao

l’intercettatore spense la baracca
si mise il cappotto
uscì dalla stanza
uscì dal palazzo
tornò a casa

sì aprì una birra
si stese sul divano
accese la tele

dentro la tele un uomo obeso e calvo
faceva domande a una donna magra con gli occhiali
se la donna ci azzeccava
diventava ricca

entrambi sorridevano tantissimo

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Gimmi Varazze

eravamo io
Gimmi Varazze
e il suo cane, Schifo

Schifo sembrava fosse scaturito dal big bang di un cesso
otturato da eoni
puzzava di morte
era zoppo Continua a leggere

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la notte in cui domai un branco di calciatori veneziani ubriachi

che nell’esperienze possibili di uno che va in giro a
leggere le sue poesie in giro
nella scala di esperienze possibili
beh, penso sia tra le peggiori possibili
trovarti in un locale
a leggere le tue poesie
davanti a un branco di calciatori veneziani ubriachi
di peggio mi viene in mente solo:
sotto un bombardamento a tappeto
o nel braccio della morte mezz’ora prima di essere fritto sulla sedia Continua a leggere

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Settimana Vivissima

Una settimana piuttosto avventurosa si prospetta tra poesia, musica e viaggi in luoghi lontani e misteriosi.
Il viaggio inizia da Torino, martedì 8, con il Grande Fresco alle Officine Bohemien, nuovissimo locale sito in via dei Mercanti 19, dove il trio delle meraviglie si esibirà nel mai consueto affastello poeticomusicale amoroso, non amoroso e del terzo tipo.

Poi, mercoledì 9, si parte per Milano, donde il vostro poeta barbuto preferito insieme a La donna che si baciava con i lupi si esibirà in un reading di lupi, baci e varie amenità. In solitaria. Alla Scighera. Zona Bovisa.

Quindi alè verso il nord-est. Giovedì 10 sarò con la Signora dei calzini a Trento in un comboreading, al Teatro Polifunzionale dell’Opera Universitaria, dunque trentini e trentesse, se leggete queste righe, venite che non capita mica tutti i giorni.

Poi si riscende e si va a Genova, venerdì 11, alle dieci e mezza della sera, durante la Notte della poesia che si situa dentro il Festival di Poesia di Genova e io sarò dentro una piazzatta che si chiama Piazzetta dei 4 Canti a fare le poesie notturne e poi qualcuno dovrebbe ospitarmi che non ho un tetto e mi spiacerebbe dormire dentro un cassonetto della spazza.

Venite come se piovesse.

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Appuntamenti Vivi di giugno

Qui gli appuntamenti vivi di giugno
In continuo e fluido aggiornamento
Vieni se puoi!

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Rassegna stampa

Qualche giorno fa Grazia Verasani
scriveva questo bell’articolo su La donna che si baciava con i lupi.
Grazie Grazia!

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Firenze-Milano-Aosta-Torino

Quadruplo questa settimana è l’appuntamento con la poesia e la musica di livello.
Dunque venite se ci siete
se non ci siete
siateci
Martedì 18 maggio – La donna che si baciava con i lupi Reading @ Libreria “La Cité” – Firenze (con Massimo Vitali)
Mercoledì 19 maggio – La donna che si baciava con i lupi Reading @ Sud Dinner Bar – Milano (con Paolo Ornaghi)
Venerdì 21 maggio – Il Grande Fresco @ Aosta (non mi è chiaro dove ma la città è piccola e la gente mormora)
Sabato 22 maggio – La donna che si baciava con i lupi Reading @ Taverna dei Mercanti – Torino

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Appuntamenti Vivi

Settimana ricca di appuntamenti poetici e musicali questa settimana che è molto ricca come settimana.
Si parte Giovedì 13, da Milano, con il Grande Fresco, ospiti della Comunità Oklhaoma.
Poi è il turno della Donna che si baciava con i lupi che va a baciarsi con i lupi al Circolo Panagruel di Casale Monferrato, Venerdì 14, dalle 21.00.
Poi si torna a Torino con un doppio evento Sabato 15: saremo io, il Gasparini e le Bolle Blu, al Salone del Libro, ospiti dello stand di Sugo News (Padiglione 2 Stand F13), alle 18.00, per un incontro enoletterario, dove l’eno probabilmente supererà il letterario.
Ah, tra l’altro, i simpatici di Sugo News hanno i miei libri in vendita da giovedì nel loro stand dunque caro lettore o cara lettrice che stai leggendo queste righe ti prego di recarti al Padiglione 2 Stand 23 del Salone e comperare alcune copie della Donna.
Ma dicevo che Sabato l’appuntamento è doppio: alle 21.30 io e il Gasparini saremo alla libreria Massena 28 per un reading combo, io con le le poesie della donna che si baciava e Gaspa con il suo nuovo libro caldo di stampa dal titolo “Dammi un bacio” sempre per le tipe de le Bolle Blu.
Insomma molti baci e molto spettacolo di livello.
Che continua lo spettacolo, in quanto che io e i lupi e la donna saremo nuovamente al Salone, Lunedì 17, alle 16.00, sempre al Padiglione 2 (spazio Invasioni Mediatiche) per un reading con accompagnamento e l’accompagnamento sarà del compagno di mille avventure Federico Sirianni.
Insomma signori un sacco di roba bella, dunque, venite a manetta.

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25 ore di meraviglia

Insomma ragazzi questa 25 ore di Grande Fresco è stata una roba piuttosto epica, direi.
Abbiamo avuto cento (100) artisti che si sono spalmati in tutte le 25 ore, anche in quelle più assurde e dure e trenta (30) tra tecnici e aiutanti di campo che si sono fatti un mazzo tanto.
E gente è arrivata anche da lontano per partecipare.
E gente non ha dormito per 40 ore per fare.
E poi il pubblico che mai ci ha abbandonato, anche alle 6 del mattino, dico.
E poi le persone che ci hanno seguito in strimmi.
Che sto strimmi tra l’altro era di un livello che io mica me lo immaginavo che la tecnologia moderna poteva.
E’ stata proprio una roba meravigliosa. Nel senso che mi ha meravigliato.
Nel senso che io m’immaginavo che sarebbe andata bene ma così bene no.
Insomma, grazie a tutti e ci rivediamo alla 50 ore, poi alla 100 e poi si vedrà.

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Le 25 ore del Grande Fresco in diretta strimmi!

Precisamente QUI dalle 20 di stasera alle 21 di domani sera.

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25 ore di Grande Fresco

Ebbene signore e signori, l’evento del quattordicennio è prossimo a compiersi.
Dalle 20 di venerdì 7 maggio alle 21 di sabato 8 maggio un Grande Fresco di 25 ore, con oltre 50 ospiti.
Guido Catalano, Matteo Negrin e Federico Sirianni, vi danno appuntamento alla maratona poetico-comico-musicale che catalizzerà l’attenzione della città di Torino.
Il tutto si svolgerà, fra aperitivi, cene e colazioni, fra infermiere scollate e pusher della zona, fra flebo e amplificatori, fra alcool e bombole d’ossigeno, presso l’ART IN TOWN di via Berthollet 25, nei ventricoli di San Salvario.
Il tutto sarà trasmesso in streaming video, in diretta, per chi non ce la fa a venire.
E sempre in diretta su Gru Radio (93.3 FM) venerdì 7 maggio dalle 20 alle 22 e sabato 8 maggio dalle 19 alle 21.

LO STREAMING VIDEO E’ QUI!

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Primi problemi con le librerie pigre

Ieri sera un giovane uomo simpatico mi ha detto che l’altro giorno è andato alla Feltrinelli di Piazza Castello di Torino per acquistare il mio libro che si intitola “La donna che si baciava con i lupi”. Il giovane uomo simpatico mi ha detto che ha seguìto per filo e per segno le indicazioni che ho dato per un felice acquisto del libro in questione.
In pratica, non trovando il libro tra i libri in esposizione, è andato dalla commessa della Feltrinelli di Piazza Castello di Torino e ha chiesto a lei.
Le ha detto il titolo.
Le ha detto l’autore.
Le ha detto la casa editrice.
E addirittura, per facilitarle il compito, le ha detto il nome del distributore.

Orbene, la Feltrinelli di Piazza Castello di Torino, ha risposto al giovane uomo simpatico che era meglio se se lo ordinava direttamente da Internet che era meglio e faceva prima. E il giovane uomo simpatico mi ha detto che allora tanto valeva che veniva venerdì allo spettacolo e lo prendeva da me che glielo davo a mano.

Ecco.
Cara Feltrinelli di Piazza Castello di Torino, se la mia amata casa editrice che chiameremo LeBolleBlu, avesse avuto intenzione di vendere i da lei libri pubblicati via Intenet, vedi, avrebbe evitato di farsi un discreto culo per trovare un distributore con il quale ha stipulato, tra l’altro, un contratto.
Il signor distributore di lavoro fa appunto il distributore ed è molto contento se una libreria gli ordina uno o più libri, miei o di altri.
Tu, cara Feltrinelli di Piazza Castello di Torino, non è che hai, se ci pensi, poi tante altre cose da fare oltre a vendere libri. E’ il tuo mestiere. E quando arriva un giovane uomo simpatico a ordinare un libro regolarmente distribuito, dovresti proprio fare ciò per cui sei stata eretta, cara Feltrinelli di Piazza Castello di Torino.

Dunque, cara Feltrinelli di Piazza Castello di Torino, concludo augurandomi che tu non faccia più cazzate (scusa, mi ero ripromesso di non usare turpiloqui in questa mia, ma cerca di capire il mio stato d’animo turbato) e sappi che se mi dovesse nuovamente giungere all’orecchio che ti sei rifiutata di ordinare un mio libro dopo che e stato richiesto da un giovane simpatico uomo o da una simpatica giovane donna o da un bambino o una bambina o un anziano o un anziana o foss’ anche un cane del cazzo (scusa) ecco, verrò a tirarti le orecchie non prima di avere telefonato a Inge che si incazza a sua volta e ti fa tò tò sulle chiappette.

Grazie e buon lavoro.
Guido Catalano

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La donna si bacia anche dal tuo libraio di fiducia

Orbene signori e signorine, il discorso adesso è che voi dovreste far la vostra parte.
Vi spiego come nel dettaglio.
Dovreste uscir di casa e recarvi dalla vostra libreria preferita. Entrerete nella vostra libreria preferita e direte al vostro libraio o libraia preferito/ita:
- buongiorno
Il libraio (facciamo che sia maschio), che sicuramente sarà una persona educata, risponderà al vostro saluto e poi il dialogo dovrebbe continuare più o meno così:
- cosa desidera?
- un libro
- che libro?
- un libro molto bello di poesie
- come si intitola?
- “La donna che si baciava con i lupi”
- che bel titolo! (il vostro libraio è sicuramente uomo di gusto)
- eh sì
- quale è la casa editrice?
- LeBolleBlu
- che bel nome per una casa editrice!
- eh sì
- come si chiama l’autore?
- Guido Catalano

Ecco, a questo punto, con buona probabilità il vostro libraio preferito si accorgerà di non avere il libro in questione tra i suoi libri e rimarrà un po’ amareggiato.
Dunque voi dovrete confortarlo e dirgli, “non si preoccupi, me lo può ordinare con il suo compiuter o con il suo telefono”.
“Meno male”, dirà il libraio, e dopo aver scoperto che in effetti il libro ha una distribuzione della quale si occupa il signor Nda, vi ordinerà “La donna che si baciava con i lupi”, e magari se è un libraio in gamba ne richiederà qualche copia in più facendo felice un sacco di gente in un sol colpo: me, le tipe delle BolleBlu, il signor Nda, mia madre, e le persone che frequentano la libreria che troveranno il libro nella libreria senza doverlo ordinare.

Ecco.
E’ proprio una cosa facile, se ci si pensa.
Io, il mio l’ho fatto.
Ora il pallino, come si suol dire, passa a voi.

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La donna che si baciava con i lupi a Bologna e a Milano

Continua il “La donna che si baciava con i lupi Tour“.
Questa settimana s’è, io e il mio amato libro, giovedì 22 a Bologna, alla libreria Modo Infoshop. Il reading inizia alle 21.00.
E sempre alle 21.00, sabato 24, torno al Vanghè, in Milano, sempre armato di libro, lupi e donna.
Dunque bolognesi e milanesi, venite a manetta.

E tra il giovedì e il sabato, come si sa ci sta il venerdì. E questo venerdì 23, in Torino, ci spariamo l’ultima puntata pre-estiva del Grande Fresco. All’Artintown. Nel cuore e nel fegato di San Salvario.

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La donna che si baciava con i lupi C’E’

Va ben, la foto fa schifo ma se dovevo fare belle foto facevo il fotografo, mica il poeta più bravo d’Europa. Dopo un viaggio notturno e avventuroso La donna che si baciava con i lupi è arrivata tra le mie mani. Ora sta a voi uscire di casa, andare dal vostro libraio di fiducia e ordinarlo. Se leggete queste righe di notte non uscite di notte chè le librerie sono chiuse. Tranne che siate di Nuova York che forse lì ne trovate di aperte ma non ne son certo.
Se siete un libraio o una libraia non attendete che arrivi qualcuno a ordinare la sua copia ma fatene incetta, a casse. Grazie.

DIMENTICAVO: il distributore è NdA
da martedì 20 aprile ce l’hanno nel magazzeno.

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