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lettera d’amore
tutto ciò che poteva accadere è accaduto
tutto ciò che mi potevi dire me l’hai diciùto
tutti i baci che potevi baciarmi me li hai baciati
tutti gli sguardi che potevi offrirmi me li hai sguardati
ed anche tutti i pompini che potevi regalarmi me li hai donati
sì
ho detto pompini
avete mica sentito la parola pompini?
è perché l’ho detto
cretini
cerco di scrivere con un fucile a pompa
per sfracellare le teste dei morti viventi camminanti
sento grattare alla mia porta
tengo una cartuccia per me
quella per te non c’è
perché tu non sei qui
spero al sicuro, almeno
io non ti ho dato tutto ciò che potevo darti
amo vedere i cervelli saltare come polpette a molla
odio l’odore del Napalm al mattino
è un arma vigliacca
come quasi tutte le armi
il mio fucile a pompa no
ma non ti spiego perché
tu lo sai
io lo so
i miei esami del sangue mi danno per astemio
curioso, no?
probabilmente c’è stato uno scambio di provette
e non risultano neanche le tre o quattro malattie mortali
che ritenevo lecito di avere
la porta sta cedendo, piccola
ora mi calo dalla finestra come mi hai insegnato tu
saltando da un balcone all’altro
guarda che spettacolo, miele
immaginalo
vedimi correre, sparando, urlando di risa
ti regalo la mia gioia
ora sì
è tua
prima o poi cederò
e allora mirami al centro della fronte
come non ti ho insegnato, ma sai
appostati alla finestra
aspettami paziente
con il fucile da tiratrice scelta
che non ti ho regalato, ma hai
dietro quelle deliziose tendine rosa
e non piangere, carina
non sentirò dolore
ora devo andare
c’è un cazzo di zombi con dei fogli in mano
che mi guarda idiota, sbava
emette versi
mi si vuol fottere a morsi
a presto, zucchero
sii coraggiosa
assumi pochi fritti
pensami talvolta
e fai all’amore più che puoi
Posted in Poesie nuove
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uomini che più lacrime non hanno
- ti voglio bene
- mi ami?
- no, però ti voglio bene
- dunque mi ami?
- no, quasi
- quindi mi vuoi benissimo, secondo me
- sì, benissimo
- quali sono i livelli?
- ti ho voluto abbastanza bene, poi bene, ora benissimo
- potresti dunque passare dal benissimo ad amarmi?
- è plausibile
- che differenza c’è tra benissimo e amare?
- la morte
- la morte?
- la morte
- mi spieghi?
- se ti amo voglio morire per te, tipo che ti salvo dall’incendio e muoio, se ti voglio benissimo dipende
- vuoi dire che se mi trovo nell’incendio, tu oggi come oggi non saresti sicuro di sfidare le fiamme per salvarmi ed eventualmente morire arso vivo nel fuoco?
- temo di starlo dicendo ma dovrei trovarmi nella situazione
- stasera io farò l’amore con un giovane uomo biondo
- perché me lo dici?
- sono sincera
- vuoi ingelosirmi?
- no
- secondo me vuoi
- sì un po’ voglio
- ci sei riuscita
- grazie
- prego
- puoi evitare di fare l’amore con questo giovane questa sera e venire a mangiare la pizza con me?
- no, ne ho voglia
- lui non si lancerebbe nel fuoco per te
- non lo so
- non sto domandando, sto affermando, lui non lo farebbe
- come fai a saperlo?
- lo deduco dal fatto di non aver mai conosciuto un uomo morire per amore
- è una deduzione debole
- però ho conosciuto uomini che più lacrime non hanno
- se vengo a fare la pizza con te poi faremo l’amore?
- non “a fare”, a mangiare la pizza
- sì, mi sono sbagliata
- è un lapsus
- dici?
- dico
- non hai risposto alla mia domanda
- quale?
- dopo la pizza, l’amore
- no
- perché?
- perché se facciamo l’amore e mi piace tantissimo potrei passare dal volerti benissimo ad amarti il che sarebbe pericoloso per la mia vita
- è vero, soprattutto in caso d’incendio
- esatto
- allora vado, devo farmi bella per il mio amico biondo
- ti amo
- non è vero
- hai ragione
- lo so
- a dopo?
- a spero il più presto dei dopo
Posted in Dialoghi auspicabili, Poesie nuove
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Tre morti
l’uomo che morì di stupore
l’uomo che morì di stupore
poco prima di morire di stupore
si trovava in una stanza con due porte
una aperta
una chiusa
quella aperta era quella dalla quale era entrato
quella chiusa era quella che aprì poi
e quando l’aprì vide la cosa che l’ammazzò secco
era una cosa stupenda
così stupenda che l’uomo fu colto da uno stupore
di così immani proporzioni che
come crediamo di aver – forse sbagliando – premesso nel titolo
egli morì di stupore
ciò che non possiamo raccontare per nessun motivo al mondo
è che cosa fosse la cosa così stupenda da far schiantare l’uomo
in quanto, se lo rivelassimo
si perderebbe l’indubbia atmosfera di mistero insita
in questo breve scritto
l’unico indizio che ci sentiamo di dare in coscienza
è che dentro la stanza non c’era
nulla di nudo
nulla di morto
nulla di molle
nulla di blu
l’uomo che morì di cretino
non da cretino, di
nel senso che non ebbe una morte cretina
ma per una qualche oscura ragione
tutti, ma proprio tutti
gli davano in continuazione del cretino
s’alzava la mattina
“cretino”, gli diceva la moglie
si lavava i denti
“cretino”, gli diceva la figliola
andava al bar
“cretino”, l’apostrofava il barista
servendogli il cappuccino
arrivava al lavoro e, dall’usciere al capoufficio
era una pioggia di “cretino”
cretino come se piovesse
sì
l’uomo che morì di cretino
morì di cretino una sera d’inverno
fu un benzinaio ventisettenne a dargli l’ultimo cretino
l’uomo che morì di cretino
s’accasciò sul volante
e morì
di crepacuore
crediamo
sì
l’uomo che morì di cassata siciliana
delle tre morti che compongono questo trittico di morti
questa è la più semplice e spiegabile
l’uomo che morì di cassata siciliana
morì dopo aver mangiato nove chili di cassata siciliana
in meno di due ore
non sappiamo perché lo fece
ma sappiamo, grazie a un testimone affidabile
che le sue ultime parole furono:
“comunque, checché voi ne pensiate, ne ho apprezzato il sapore fino alla fine”
Posted in Poesie nuove
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14 minuti
quando il sole si spegnerà
di colpo
impiegheremo 8 minuti ad accorgercene
mi ricorda quella volta che mi guardasti in faccia
e mi dicesti
“sappi che non ti amo più”
impiegai 14 minuti a capire
passarono 13 minuti e 59 secondi
prima che calasse il buio
e il freddo
eri già più lontana del sole, allora
non è chiaro come sopravvissi
non è chiaro come ti riaccendesti
bisognerebbe chiedere a Margherita Hack
ma probabilmente c’ha di meglio da fare
Posted in Poesie nuove
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i primi secondi dopo il risveglio
non piango mai
perché ho paura che mi si staccano gl’occhi
non vomito mai
perché ho paura che mi esce lo stomaco dalla bocca
scopo con moderazione perché ho paura
che mi rimane il tarallo risucchiato nel buco
non salto mai
perché ho paura che mi si sbriciolano le caviglie
non dormo mai
spalle alla porta
perché ho paura che entra l’assassino col coltello e mi fa goal
non dico mai
“ti amo”
perché ho paura che il regista dice “ok buona la prima, mezz’ora di pausa per tutti”
ho un controllo assoluto del congiuntivo
ho i denti stretti, il filo interdentale mi provoca sangue alle gengive
ho i piedi piatti, visitare i musei è una tortura
non posso tenere il tempo con le mani
le mani sono collegate al cuore
il mio batte a un ritmo non convenzionale
i primi secondi dopo il risveglio
ho spesso dei momenti di paura
che non so se so dove sono
che non so se so chi sono
o dove devo andare
potresti voler esser tu l’addetta al ricordo?
svegliartimi accanto
dirmi
“va tutto bene, sei tu, sono io, va tutto bene, non ti preoccupare”
tirarmi su quelle pesantissime persiane
fare entrare la luce
sorridermi
la colazione la preparo io
Posted in Poesie nuove
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e tutto quanto il resto
ho sempre desiderato
essere come quegli scrittori
quei poeti
che tutta la notte
tutte le notti
scrivono
davanti alla loro macchina da scrivere
fumando sigarette
e
bevendo birra
scrivono
tutta la notte
e fumano
e
scrivono poesie meravigliose
o racconti o romanzi
tutta la notte
io di norma la notte mi vien sonno e dormo
e non ce la faccio
a fare come quei poeti che dicevo
però adesso son le 4
e io son qui che scrivo
e fumo
e scrivo
e bevo
un succo d’arancia
che va bene lo stesso
che questa notte
non ci riesco a dormire
e mi sono alzato dal letto
e mi son seduto in cucina
e c’è il frigo che ronza
e c’è il rubinetto che sgocciola
e poi
nel letto
nell’altra stanza
c’è una ragazza che dorme
si è addormentata da poco
fino a poco fa ci sussurravamo
parole d’amore
e io, è questo il bello di questa storia
io
tra poco
potrò tornare nel letto che dicevo
e lei sarà sempre lì
e probabilmente ci abbracceremo
e io mi addormenterò
e tutto ciò
se ci si pensa bene
tutto ciò è piuttosto meraviglioso
scrivere una poesia
di notte
e il frigo
e lei
e tutto quanto il resto
Posted in Sbronzi all'alba senza sigarette
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Fernando
c’è stato un periodo piuttosto infame
nella mia vita precedente
che ogni volta che mi innamoravo di una ragazza
a un certo punto ineluttabilmente
lei mi diceva:
“no, guarda, sei un ragazzo dolcissimo
sei proprio una bella persona
ti meriti veramente di trovare
una ragazza che ti meriti
che la meriti
che ti meriti
che vi meritiate
ti voglio tanto bene
ma ti vedo come un amico speciale
e poi a me piace Fernando”
(Fernando è un nome di fantasia)
oggi come oggi
quando una ragazza che mi innamoro
mi dice una di queste tre parole chiave:
“bella persona”
“amico”
“Fernando”
prima che io sia riuscito a stamparle un bacio
sulle sue labbra squisite
faccio un inchino
faccio la riverenza
le sorrido e dico:
“scusi signorina, no
credo ci sia stato un errore
in questo pazzo sistema del cazzo
dunque la saluto e le auguro tantissime bellissime cose
porti i miei omaggi al Dottor Fernando
e scompaia subito dal mio raggio d’azione visivo
uditivo, tattile e olfattivo
per il resto della mia vita
grazie”
poi
torno casa
bestemmio un quarto d’ora
metto su la musica
mi faccio un bagno caldo
spengo tutto
dormo
Posted in Poesie nuove
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senza titolo
l’albero mi guarda
ride
il fiume mi guarda
ride
ride il cielo guardandomi
ed anche il monte
ed il cavallo
ridono
mi appoggio al muro
ride
ride la forchetta mentre ci arrotolo gli spaghetti
ed anche gli spaghetti ridono
alzo gli occhi al sole
ride il sole e ridono le nuvole
ridono gli uccelli
ride il pane mentre lo spezzo
ride il cane randagio
ride il cane al guinzaglio
ride il cane da caccia
ride il gatto mentre gli carezzo la schiena
mi allaccio una scarpa e ride
ride la scarpa
ride la sigaretta mentre l’accendo con il cerino
ed il cerino ride pure lui, ride
mi ridono gli occhiali
mi ridono i denti mentre li lavo
ride lo specchio mentre mi ci guardo dentro
ridono i tuoi occhi
la strada mi guarda
ride
il semaforo mi guarda
ride
ride la notte guardandomi
ed anche l’angoscia
ed il bicchiere
ridono
io no
Posted in Poesie nuove
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sì, io ho paura
sì, io ho paura
di te
di me
degl’altri
dei baci
dei corpi
di amarti
delle parole
di dirti
di sentirmi dirti
di fare
di costruire
di stare
di patteggiare
di curarti
di esserci
ho paura
lo ammetto
lo so
e quindi?
come facciamo?
io non lo so
tu sì?
io no
io sogno di orologi fermi non sciolti
ho paura
lo ammetto
io sono un uomo
ho un cazzo
non ho una moto
non ho una macchina
forse mi piaci
forse possiamo
forse ti voglio bene
forse ti amo
io non lo so
sì, io ho paura
Posted in Poesie nuove
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tre toc brevi tre lunghi tre brevi
ti bacio in contumacia
fuggitivo renitente latitante
braccato dalla polizia della noia
nascosto in questo buco
non mi troveranno
e continuerò a mandarti baci
molti baci contumaci
finché ti accorgerai
del pezzetto di mio fazzoletto
nella tua tasca
quella sinistra
quella dei jeans
chiedi ai tuoi cani di trovare la strada per trovarmi
hanno fiuto per queste cose
ti porteranno a naso
e occhio che nessuno ti segua
mettiti un foulard
nascondi quei capelli pazzi
fischietta spensierata come se stessi portando i cani a far pipì
compra un mazzo di fiori come se stessi andando a trovare una vecchia zia
o delle paste
no, meglio salatini
abbonda in pizzette, per favore
fermati spesso a guardare le vetrine
sorridi
giungerai a una porta di legno
dovrai sapere il bussìo segreto
te lo dico
memorizzalo
tre toc brevi
tre toc lunghi
tre toc brevi
tre toc brevi tre lunghi tre brevi
non sbagliare
sarò appostato dietro la porta
con un fucile a pompa
se sbagli, sparo
ah, dimenticavo
porta un dado
che i miei li ho persi tutti nella fuga
1-2 ti bacio io
3-4 mi baci tu
5 ci baciamo all’unisono
speriamo che non venga 6
Posted in Poesie nuove
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Ti amo ma posso spiegarti nelle librerie del mondo
Ed è con fierezza che qui si annuncia l’uscita ufficiale in libreria del nuovo libro mio.
Uno dirà:
- Ma non era già uscito?
- Sì
- E allora?
- Ma era un’anteprima
- E che vuol dire?
- Vuol dire che era ante-uscito prima della distribuzione ufficiale
- E che vuol dire?
- Guarda, è un discorso di marketing d’assalto ma non so se puoi capirlo
- Spiegamelo
Te lo spiego:
Dal 1° di febbraio, caro amico, puoi trovare “Ti amo ma posso spiegarti” in tutte le librerie della nostra amata Nazione. Feltrinelli comprese.
Tu praticamente ora devi uscire di casa e andare nella tua libreria di riferimento e chiedere al tuo libraio di riferimento: “buongiorno caro libraio di riferimento, vorrei acquistare una copia di questo libro che si chiama Ti amo ma posso spiegarti, di Guido Catalano, Miraggi Edizioni, brossura cucita con sovracoperta, pagine 144, cm. 14, 5 per 21, euro 12.”
Lui, o lei a quel punto, ti sorriderà e urlerà: “CELO!” (se ce l’ha).
Se non ce l’ha, ti dirà: “sono profondamente imbarazzato e amareggiato nel constatare di non avere ancora ordinato questo libro essenziale, ma te lo ordino subito, scusami, non succederà più”.
Dunque caro amico, o cara amica, non aspettiamo che muoio per comprare il libro in questione.
Eh?
Io la mia l’ho fatta.
Chi vuol far la sua, questo è il momento giusto.
Posted in Ti amo ma posso spiegarti
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poesia magica per farti tornare allegra
questa poesia è magica
non è una poesia logica
légila stando su un piede solo
quello destro
tenendo il foglio con la tua mano sinistra
indossando un cappello blu
possibilmente rosso
evita comunque il giallo
ma se hai solo cappelli gialli
andrà benissimo
questa poesia magica
va letta ad alta voce
altissima se ce la fai
urlala
stando su un piede solo
possibilmente con un gatto su una spalla
se hai un cane
digli di fare finta di essere un gatto
lui ti vuole bene e lo farà per te
dovrai dunque avere un cappello sulla testa
il colore a tua scelta
un gatto sulla spalla
o un cane che si finge gatto
se il tuo cane è obeso
tieni duro
acciambellatelo intorno al collo
dovrai avere un uovo fresco non sodo non fritto
ma alla coque nella tua mano destra
se non ti piace alla coque va bene sodo
considera che i gatti non amano le uova fritte
i cani che si fingono gatti per farti un favore neanche
ma se non sopporti l’idea di stare su un piede solo
con un cappello colorato sulla testa
e un gatto sulla spalla
o un finto gatto cane acciambellato intorno al collo
senza un uovo fritto nella mano destra
vada per il fritto
questa è una poesia magica per farti tornare allegra
dunque devi essere a tuo agio
mentre la leggi ad altissimissima voce
al centro della stanza
è importante che tu sia dentro una stanza
non all’aperto
poiché se la gente ti vedesse
urlare questa poesia
in mezzo alla via
con un gatto su una spalla
o un cane che si finge gatto acciambellato intorno al collo
un cappello colorato sulla testa possibilmente verde
su un piede solo
con un uovo fritto nella mano destra
beh
capirai anche tu, ragazza che oggi ti sei svegliata triste
che la tua giornata
potrebbe avere uno sviluppo non allegrissimo
tipo trattamento sanitario obbligatorio
e poi
dovrei venire a prenderti al reparto dei pazzerelloni
senza considerare il cane in canile
e il gatto sotto un auto
e non è
questo
che
vogliamo
vogliamo che tu sorrida
adesso
questa poesia è magica
serve a questo
e sai che ti dico?
ci riesce
Posted in Incategorizzabile, Poesie nuove
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Maresciallo (quei suoi baci fraudolenti)
Quei suoi baci fraudolenti
han portato in bancarotta
il mio cuore sincopante.
Mentre crollano le borse
son qui chiuso nella stanza
con la Guardia Di Finanza
che mi chiede i documenti.
Maresciallo sia clemente
non c’ho chiesto lo scontrino
alla femmina birbante
eran solamente baci
fraudolentemente atroci
ma mi sembra sufficiente
la mia pena contingente.
Se ne vada maresciallo
se ne vada per favore
voglio stare un poco solo
a riappicicarmi il cuore.
Posted in Poesie nuove
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dormire da solo
dormire da solo, hai spazio
puoi rotolarti nel letto
puoi fare capriole
cunìculi sotto le coperte
metterti a sghimbescio
mangiare i crekers sbriciolosi
e altro
ma non puoi
accucchiaiarti a un corpo femmina
che gli fai quella cosa spaziale
da dietro
che con la mano le prendi la tetta superiore
e ti assopisci
con il calore
della sua schiena
sulla tua pancia
e se sei fortunato
i vostri respiri
andranno via all’unisono
la tua pancia
la sua schiena
la sua nuca
le tue braccia
i piedi nei piedi
che si carezzano
tenendo il tempo della notte
fottendosene del regno dei cieli
Posted in Poesie nuove
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un giorno come un altro
sedurmi abbandonarmi risedurmi
per poi riabbandonarmi
come un cane sulla camionale?
si può fare, baby
bada però che poi
se ritrovo la strada verso casa
un giorno come un altro
potresti sentire grattare la tua porta
potresti aprirla
potrei essere conciato male
potrebbe non essere un bello spettacolo
te lo dico perché ti amo
abbi un fucile a pompa
dentro il portaombrelli
carico
non sbagliare mira
Posted in Poesie nuove
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Pamela
Pamela
ti ho dedicato
le mie ultime 12 seghe
per te ho imparato a usare il punto e virgola;
scusa
non è romantico come vorresti tu
ma
se io fossi un telegiornale solo belle notizie vere ti darei
e se fossi una lavatrice, no che non te li scolorirei i tuoi capi colorati
e se fossi un frigorifero e tu un surgelato, anche senza la corrente, non mi sbrinerei
e se fossi le tue ovaie avresti mestruazioni delicate
vogl’essere il fusibile autoripristinante
che assorbe il fulmine che ti si vuole folgorare
mentre che tu raccogli fiorellini
sotto il temporale maestoso di questa bella fine di mondo
e tutto questo quando?
quando succederebbe tutto questo?
tu mi domandi
con quei begl’occhi tristi che ti trovi
ieri sarebbe
sarebbe oggi, domani, dopodomani, dopodomani ancora
o fra una settimana
un mese
un anno
un lustro
cent’anni
forse mille
probabilmente mai
dunque per sempre
Pamela
Posted in Poesie nuove
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ottimismo d’inverno
e poi l’altra sera un uomo barbuto pelato
dopo avermi ascoltato
mi ha detto:
“bravo ma dovresti essere più ottimista in quel che scrivi”
sarà il natale, ho pensato
che c’è bisogno di ottimismo, di speranza
gli ho anche sorriso
gli ho pure dato
ragione al pelato
poi
mentre mi saliva il muco
mi è salito anche un po’ di cristo insieme al muco
mentre che camminavo verso casa nella neve
camminavo nella neve
anche se non c’era neve
e nel vento e nel freddo
e nei lupi che ululavano affamati magri incazzati
con l’occhio destro macilento di spurgo
perché l’occhio spurga e brucia
e bruciano le labbra di gelo di ghiaccio
e la neve m’arrivava sotto la cintura
e non riuscivo ad avanzare
perché non porto cintura
ma bretelle
e mi sanguinavano i labbri
spaccati, feriti, a brandelli
l’unica era di trovare
una bocca umida calda
dall’effetto emolliente come solo una calda umida morbida bocca sa essere
ma come nelle migliori tradizioni
non c’era alcuna bocca da baciare
non c’era faccia in cui sorridere
non c’era voce d’ascolare
e non c’era più nessun orecchio a cui dire:
“ma sì, ma dai, ma forse si può fare”
tanto valeva che mi compravo un cane
Posted in Poesie nuove
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che son le cinque e mezza del mattino
son giorni e giorni e giorni che mi sveglio
son giorni che mi sveglio
e son le cinque
e son le cinque e mezza del mattino
che poi non è mattino è notte
pur non essendo notte ma mattino
se vado a letto a mezzanotte
mi sveglio alle cinque e mezza del mattino
se vado a letto alle tre e quaranta
mi sveglio alle cinque e mezza del mattino
se vado a letto alle quattro e un quarto
mi sveglio alle cinque e mezza del mattino
se vado a letto alle cinque e cinque
mi sveglio alle cinque e mezza del mattino
se vado a letto alle sei, torno indietro nel tempo
e mi sveglio
alle cinque
e mezza
del mattino
e quando dico cinque e mezza intendo:
spaccate Continue reading
Posted in Poesie nuove
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Ti amo ma posso spiegarti – Il Video
Il nuovo strabiliante libro di Guido Catalano (che sono io)
Ottienilo ora!
Miraggi Edizioni te lo spara diretto in casa
Ordinalo QUI
Se ne prendi due la spedizione è aggratis!
Posted in Ti amo ma posso spiegarti
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Ti amo ma posso spiegarti | il nuovo libro mio
Signore e signori, è con inaudita fierezza che qui si annunzia la prossima uscita del nuovo strabiliante libro di Guido Catalano (che sono io), edito da quelli di Miraggi Edizioni, giovane e potente casa torinese.
Il libro si chiama Ti amo ma posso spiegarti.
E’ tutto pieno di poesie, di antipoesie, robe di dialoghi amorosi, non amorosi e anche un po’ di materia oscura.
Il libro è un’ Anteprima: sarà disponibile dunque nelle migliori librerie e nelle medie librerie (nelle peggiori, no), da Febbraio.
Da Dicembre potrà essere ordinato direttamente a Miraggi QUI, che veloce come il fulmine ve lo spara direttamente nel salotto buono della vostra casetta.
E se ne prendi due, la spedizione è aggratis.
Oppure durante i readings e gli spettacoli che farò dappertutto un po’.
O ancora nei punti vendita abituali di Miraggi in Torino.
Intanto siete tutti invitati alla prima mondiale assoluta Mercoledì 7 Dicembre, alla libreria Trebisonda, Torino.
Poi si parte per Roma, che c’è “Più libri più liberi” e il sottoscritto si esibirà in due readings di livello, l’8 Dicembre alla libreria Altroquando e il 10 Dicembre al Forte Fanfulla.
Vuoi che il “Ti amo ma posso spiegarti Tour” (TAMPS Tour) giunga nella tua libreria, nel tuo locale, a casa tua, dal tuo commercialista, nel tuo sfasciacarrozze? Chiedi e ti sarà dato!
Dunque ora fate la vostra, che io ho fatto la mia.
Ottenetelo!
Ti amo ma posso spiegarti
brossura cucita con sovraccoperta
| pp. 144 | cm 14,5 x 21 | euro 12 |
| 978-88-96910-18-4 |
|sovracopertina di: Federico Manzone |
Posted in Ti amo ma posso spiegarti
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oggi gli pneumatici è un bombardamento
fra poco farà buio alle cinque
fra poco per i vampiri sarà una festa
mi sveglio stanco
e non ho mai pensato che questo possa dipendere
dalla scelta del materasso
anche se qui, in basso a destra
cercano di farmelo credere
mi propongono anche un 70% di sconto
per una sauna
potrei comprarmi un treno di pneumatici
o un orologio-avventura
o scaricarmi gratis il programma
per dimagrire sano
usando il potere della mia mente
e se – e porco giuda non lo sono –
fossi un installatore di panneli fotovoltaici
potrei avere un sacco di ganci di gente
che vuole il fotovoltaico
gli Stati Uniti d’America
mi invitano a vivere e lavorare legalmente
come un cittadino americano vero
basta che m’iscriva al Green Card Program
posso ricevere gli aggiornamenti di Gianni Morandi
o di Gessica Taghetti, che comunque fa la ballerina a Colorado
e in caso io desiderassi una nuova chance
posso rivolgermi all’agenzia matrimoniale
il Caffè Hag si propone di selezionarmi delle ottime letture
continuano con gli pneumatici sti cretini
cosa cazzo me ne faccio degli pneumatici
che non ho manco la patente?
oggi gli pneumatici
è un bombardamento
però potrei sputtanarmi un po’ di soldi
con le slot machines on line
potrei anche aderire alla promozione assaggio
e gustare direttamente a casa mia dell’ottimo olio extravergine
dice che potrei conoscere Emil Bodourov
chissà se lui potrebbe conoscere me
cheddici Emil?
ci facciamo amici?
cazzo, vivi a Miami Beach
comunque ti stimo
tu Emil hai paura del dentista?
no, perché qui si sta parlano di sedazione cosciente
con la mascherina personale profumata
cheddici?
si fa?
se vinco la Green Card ti vengo a trovare
e andiamo a farci trapanare assieme
c’è un coglione in camicia bianca
che ci spiega che nella vita vincere è un abitudine
per chi vince spesso
ma anche perdere
quindi?
qui ci devo pensare un attimo
perché il concetto è interessante
un prestito eccezionale
ne ho bisogno
esito in 3 minuti
soldi in una settimana
no
non ne ho bisogno
qui mi s’offre una cena di pesce fresco
col 70% di sconto
non posso tenere traccia degli spostamenti della mia auto
non ho un auto
non ho ancora trovato l’amore della mia vita, mi chiedete?
posso chiamarvi per una consulenza gratuita, dite?
morirete tutti
soffocati
dal vostro plasma di merda
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ti cucirei un vestito
ti cucirei un vestito
fossi capace
ti cucirei un vestito di poesie
mie
in modo che
quando cammini per la strada
te lo portassi appiccicato al corpo
come ti porti quella gonna e quelle calze
colorate a strisce colorate sulle gambe
ti cucirei un vestito
fossi capace
ti cucirei un vestito di poesie calde
che ti scaldassero il tuo corpo
quand’anche camminassi nella neve
quella più alta
più bianca
quella che mai
[Nota per L’Editor: Candy Candy, grullo]
sai
manco un bottone sono capace
sono un inetto
forse un maglione
all’uncinetto
fossi capace
od una sciarpa tutta rossa
e un par di guanti, posto che avanza
partendo dal gomitolo che c’ho dentro la panza
[Nota per l’Editor: oh, avanza e panza, vuoi le rime? eccotele, non mi veniva altro, che ci vuoi fare, sì, poi il congiuntivo è andato amminchia ma tu rilassati]
fossi capace
ma non lo sono
- sono un pagliaccio -
spero, prometto e giuro
cose che non so fare
e che non faccio
non mi badar bambina
non son cattivo, forse un po’ pazzo
son qui questa mattina
che sparo rime a cazzo
[N.p.E: no, “cazzo” non lo tolgo, mi dispiace, al limite non la leggo davanti ai bambini e alle signore ma “cazzo” non si tocca]
fossi capace smetterei
di bere, di fumare
e di cercar di farti innamorare
non mi badare
non ragionar di me
non mi guardare e passa
no
palle
io son capace
io sono il sarto dell’amore
ti confezionerò
un guardaroba nuovo autunno-inverno
da fare impallidire Dolce, Gabbana, Armani
e tutti quanti gli angeli all’Inferno
[ N.p.E.: si chiama finale di potenza. Se vuoi il finale in modestia te le scrivi tu le poesie. Prova a cambiare una virgola e ti spezzo tutte le dita dei piedi. Tu pensa ai refusi e agli accenti che non li so. ]
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l’ultima canzone dell’usignolo in chiusura con coro di gatti randagi in calore
son solo e non solo non volo
ma cado
e cadendo
mi frantumo al suolo
ascolta
io son l’usignolo
io canto
e il mio canto
è cantato
da tutti i poeti più grandi
o meglio
cantavo
cantavo da notte a mattino
cantavo canzoni d’amore
avresti dovuto vederle
quelle usignolette
volavano a frotte
belline, carine, perfette
e solo per me
facevan la fila
adesso
attendo
che i gatti randagi pulciosi
mi mangino vivo
son qui che li aspetto
fischietto
ed eccone uno
ed eccone un altro
rognosi gattacci pelosi
son qui che vi aspetto
golosi
squarciatemi il petto
e che le mie piume
vi vadan traverso le gole
sentite
quest’ultimo canto
è per l’usignola gentile
che mi si fottè il cuore
cantate con me
miagolate
gattacci in amore
dalle ruvide lingue
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