poesia magica per farti tornare allegra

questa poesia è magica
non è una poesia logica
légila stando su un piede solo
quello destro
tenendo il foglio con la tua mano sinistra
indossando un cappello blu
possibilmente rosso
evita comunque il giallo
ma se hai solo cappelli gialli
andrà benissimo

questa poesia magica
va letta ad alta voce
altissima se ce la fai
urlala
stando su un piede solo
possibilmente con un gatto su una spalla
se hai un cane
digli di fare finta di essere un gatto
lui ti vuole bene e lo farà per te
dovrai dunque avere un cappello sulla testa
il colore a tua scelta
un gatto sulla spalla
o un cane che si finge gatto
se il tuo cane è obeso
tieni duro
acciambellatelo intorno al collo

dovrai avere un uovo fresco non sodo non fritto
ma alla coque nella tua mano destra
se non ti piace alla coque va bene sodo
considera che i gatti non amano le uova fritte
i cani che si fingono gatti per farti un favore neanche
ma se non sopporti l’idea di stare su un piede solo
con un cappello colorato sulla testa
e un gatto sulla spalla
o un finto gatto cane acciambellato intorno al collo
senza un uovo fritto nella mano destra
vada per il fritto

questa è una poesia magica per farti tornare allegra
dunque devi essere a tuo agio
mentre la leggi ad altissimissima voce
al centro della stanza
è importante che tu sia dentro una stanza
non all’aperto
poiché se la gente ti vedesse
urlare questa poesia
in mezzo alla via
con un gatto su una spalla
o un cane che si finge gatto acciambellato intorno al collo
un cappello colorato sulla testa possibilmente verde
su un piede solo
con un uovo fritto nella mano destra
beh
capirai anche tu, ragazza che oggi ti sei svegliata triste
che la tua giornata
potrebbe avere uno sviluppo non allegrissimo
tipo trattamento sanitario obbligatorio
e poi
dovrei venire a prenderti al reparto dei pazzerelloni
senza considerare il cane in canile
e il gatto sotto un auto
e non è
questo
che
vogliamo

vogliamo che tu sorrida
adesso
questa poesia è magica
serve a questo

e sai che ti dico?
ci riesce

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Maresciallo (quei suoi baci fraudolenti)

Quei suoi baci fraudolenti
han portato in bancarotta
il mio cuore sincopante.
Mentre crollano le borse
son qui chiuso nella stanza
con la Guardia Di Finanza
che mi chiede i documenti.
Maresciallo sia clemente
non c’ho chiesto lo scontrino
alla femmina birbante
eran solamente baci
fraudolentemente atroci
ma mi sembra sufficiente
la mia pena contingente.
Se ne vada maresciallo
se ne vada per favore
voglio stare un poco solo
a riappicicarmi il cuore.

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dormire da solo

dormire da solo, hai spazio
puoi rotolarti nel letto
puoi fare capriole
cunìculi sotto le coperte
metterti a sghimbescio
mangiare i crekers sbriciolosi
e altro

ma non puoi
accucchiaiarti a un corpo femmina
che gli fai quella cosa spaziale
da dietro
che con la mano le prendi la tetta superiore
e ti assopisci
con il calore
della sua schiena
sulla tua pancia

e se sei fortunato
i vostri respiri
andranno via all’unisono
la tua pancia
la sua schiena
la sua nuca
le tue braccia
i piedi nei piedi
che si carezzano
tenendo il tempo della notte
fottendosene del regno dei cieli

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un giorno come un altro

sedurmi abbandonarmi risedurmi
per poi riabbandonarmi
come un cane sulla camionale?

si può fare, baby
bada però che poi
se ritrovo la strada verso casa

un giorno come un altro
potresti sentire grattare la tua porta
potresti aprirla
potrei essere conciato male
potrebbe non essere un bello spettacolo

te lo dico perché ti amo
abbi un fucile a pompa
dentro il portaombrelli
carico
non sbagliare mira

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Pamela

Pamela
ti ho dedicato
le mie ultime 12 seghe
per te ho imparato a usare il punto e virgola;
scusa
non è romantico come vorresti tu
ma
se io fossi un telegiornale solo belle notizie vere ti darei
e se fossi una lavatrice, no che non te li scolorirei i tuoi capi colorati
e se fossi un frigorifero e tu un surgelato, anche senza la corrente, non mi sbrinerei
e se fossi le tue ovaie avresti mestruazioni delicate

vogl’essere il fusibile autoripristinante
che assorbe il fulmine che ti si vuole folgorare
mentre che tu raccogli fiorellini
sotto il temporale maestoso di questa bella fine di mondo

e tutto questo quando?
quando succederebbe tutto questo?
tu mi domandi
con quei begl’occhi tristi che ti trovi

ieri sarebbe
sarebbe oggi, domani, dopodomani, dopodomani ancora
o fra una settimana
un mese
un anno
un lustro
cent’anni
forse mille
probabilmente mai

dunque per sempre
Pamela

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ottimismo d’inverno

e poi l’altra sera un uomo barbuto pelato
dopo avermi ascoltato
mi ha detto:
“bravo ma dovresti essere più ottimista in quel che scrivi”
sarà il natale, ho pensato
che c’è bisogno di ottimismo, di speranza
gli ho anche sorriso
gli ho pure dato
ragione al pelato
poi
mentre mi saliva il muco
mi è salito anche un po’ di cristo insieme al muco
mentre che camminavo verso casa nella neve
camminavo nella neve
anche se non c’era neve
e nel vento e nel freddo
e nei lupi che ululavano affamati magri incazzati
con l’occhio destro macilento di spurgo
perché l’occhio spurga e brucia
e bruciano le labbra di gelo di ghiaccio
e la neve m’arrivava sotto la cintura
e non riuscivo ad avanzare
perché non porto cintura
ma bretelle
e mi sanguinavano i labbri
spaccati, feriti, a brandelli

l’unica era di trovare
una bocca umida calda
dall’effetto emolliente come solo una calda umida morbida bocca sa essere

ma come nelle migliori tradizioni
non c’era alcuna bocca da baciare
non c’era faccia in cui sorridere
non c’era voce d’ascolare
e non c’era più nessun orecchio a cui dire:
“ma sì, ma dai, ma forse si può fare”

tanto valeva che mi compravo un cane

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che son le cinque e mezza del mattino

son giorni e giorni e giorni che mi sveglio
son giorni che mi sveglio
e son le cinque
e son le cinque e mezza del mattino
che poi non è mattino è notte
pur non essendo notte ma mattino

se vado a letto a mezzanotte
mi sveglio alle cinque e mezza del mattino
se vado a letto alle tre e quaranta
mi sveglio alle cinque e mezza del mattino
se vado a letto alle quattro e un quarto
mi sveglio alle cinque e mezza del mattino
se vado a letto alle cinque e cinque
mi sveglio alle cinque e mezza del mattino
se vado a letto alle sei, torno indietro nel tempo
e mi sveglio
alle cinque
e mezza
del mattino

e quando dico cinque e mezza intendo:
spaccate Continue reading

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Ti amo ma posso spiegarti | il buc treiler

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Ti amo ma posso spiegarti – Il Video

Il nuovo strabiliante libro di Guido Catalano (che sono io)
Ottienilo ora!
Miraggi Edizioni te lo spara diretto in casa
Ordinalo QUI
Se ne prendi due la spedizione è aggratis!

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Ti amo ma posso spiegarti | il nuovo libro mio

Signore e signori, è con inaudita fierezza che qui si annunzia la prossima uscita del nuovo strabiliante libro di Guido Catalano (che sono io), edito da quelli di Miraggi Edizioni, giovane e potente casa torinese.

Il libro si chiama Ti amo ma posso spiegarti.
E’ tutto pieno di poesie, di antipoesie, robe di dialoghi amorosi, non amorosi e anche un po’ di materia oscura.

Il libro è un’ Anteprima: sarà disponibile dunque nelle migliori librerie e nelle medie librerie (nelle peggiori, no), da Febbraio.

Da Dicembre potrà essere ordinato direttamente a Miraggi QUI, che veloce come il fulmine ve lo spara direttamente nel salotto buono della vostra casetta.
E se ne prendi due, la spedizione è aggratis.

Oppure durante i readings e gli spettacoli che farò dappertutto un po’.

O ancora nei punti vendita abituali di Miraggi in Torino.

Intanto siete tutti invitati alla prima mondiale assoluta Mercoledì 7 Dicembre, alla libreria Trebisonda, Torino.

Poi si parte per Roma, che c’è “Più libri più liberi” e il sottoscritto si esibirà in due readings di livello, l’8 Dicembre alla libreria Altroquando e il 10 Dicembre al Forte Fanfulla.

Vuoi che il “Ti amo ma posso spiegarti Tour” (TAMPS Tour) giunga nella tua libreria, nel tuo locale, a casa tua, dal tuo commercialista, nel tuo sfasciacarrozze? Chiedi e ti sarà dato!

Dunque ora fate la vostra, che io ho fatto la mia.
Ottenetelo!

Ti amo ma posso spiegarti
brossura cucita con sovraccoperta
| pp. 144 | cm 14,5 x 21 | euro 12 |
| 978-88-96910-18-4 |
|sovracopertina di: Federico Manzone |

 

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oggi gli pneumatici è un bombardamento

fra poco farà buio alle cinque
fra poco per i vampiri sarà una festa

mi sveglio stanco
e non ho mai pensato che questo possa dipendere
dalla scelta del materasso

anche se qui, in basso a destra
cercano di farmelo credere
mi propongono anche un 70% di sconto
per una sauna

potrei comprarmi un treno di pneumatici
o un orologio-avventura
o scaricarmi gratis il programma
per dimagrire sano
usando il potere della mia mente

e se – e porco giuda non lo sono –
fossi un installatore di panneli fotovoltaici
potrei avere un sacco di ganci di gente
che vuole il fotovoltaico

gli Stati Uniti d’America
mi invitano a vivere e lavorare legalmente
come un cittadino americano vero
basta che m’iscriva al Green Card Program

posso ricevere gli aggiornamenti di Gianni Morandi
o di Gessica Taghetti, che comunque fa la ballerina a Colorado

e in caso io desiderassi una nuova chance
posso rivolgermi all’agenzia matrimoniale

il Caffè Hag si propone di selezionarmi delle ottime letture

continuano con gli pneumatici sti cretini
cosa cazzo me ne faccio degli pneumatici
che non ho manco la patente?

oggi gli pneumatici
è un bombardamento

però potrei sputtanarmi un po’ di soldi
con le slot machines on line

potrei anche aderire alla promozione assaggio
e gustare direttamente a casa mia dell’ottimo olio extravergine

dice che potrei conoscere Emil Bodourov
chissà se lui potrebbe conoscere me
cheddici Emil?
ci facciamo amici?
cazzo, vivi a Miami Beach
comunque ti stimo

tu Emil hai paura del dentista?
no, perché qui si sta parlano di sedazione cosciente
con la mascherina personale profumata

cheddici?
si fa?
se vinco la Green Card ti vengo a trovare
e andiamo a farci trapanare assieme

c’è un coglione in camicia bianca
che ci spiega che nella vita vincere è un abitudine
per chi vince spesso
ma anche perdere
quindi?
qui ci devo pensare un attimo
perché il concetto è interessante

un prestito eccezionale
ne ho bisogno
esito in 3 minuti
soldi in una settimana

no
non ne ho bisogno
qui mi s’offre una cena di pesce fresco
col 70% di sconto

non posso tenere traccia degli spostamenti della mia auto
non ho un auto

non ho ancora trovato l’amore della mia vita, mi chiedete?
posso chiamarvi per una consulenza gratuita, dite?

morirete tutti
soffocati
dal vostro plasma di merda

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ti cucirei un vestito

ti cucirei un vestito
fossi capace
ti cucirei un vestito di poesie
mie
in modo che
quando cammini per la strada
te lo portassi appiccicato al corpo
come ti porti quella gonna e quelle calze
colorate a strisce colorate sulle gambe

ti cucirei un vestito
fossi capace
ti cucirei un vestito di poesie calde
che ti scaldassero il tuo corpo
quand’anche camminassi nella neve
quella più alta
più bianca
quella che mai

[Nota per L’Editor: Candy Candy, grullo]

sai
manco un bottone sono capace
sono un inetto
forse un maglione
all’uncinetto
fossi capace
od una sciarpa tutta rossa
e un par di guanti, posto che avanza
partendo dal gomitolo che c’ho dentro la panza

[Nota per l’Editor: oh, avanza e panza, vuoi le rime? eccotele, non mi veniva altro, che ci vuoi fare, sì, poi il congiuntivo è andato amminchia ma tu rilassati]

fossi capace
ma non lo sono
- sono un pagliaccio -
spero, prometto e giuro
cose che non so fare
e che non faccio

non mi badar bambina
non son cattivo, forse un po’ pazzo
son qui questa mattina
che sparo rime a cazzo

[N.p.E: no, “cazzo” non lo tolgo, mi dispiace, al limite non la leggo davanti ai bambini e alle signore ma “cazzo” non si tocca]

fossi capace smetterei
di bere, di fumare
e di cercar di farti innamorare
non mi badare
non ragionar di me
non mi guardare e passa

no
palle
io son capace

io sono il sarto dell’amore
ti confezionerò
un guardaroba nuovo autunno-inverno
da fare impallidire Dolce, Gabbana, Armani
e tutti quanti gli angeli all’Inferno

[ N.p.E.: si chiama finale di potenza. Se vuoi il finale in modestia te le scrivi tu le poesie. Prova a cambiare una virgola e ti spezzo tutte le dita dei piedi. Tu pensa ai refusi e agli accenti che non li so. ]

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l’ultima canzone dell’usignolo in chiusura con coro di gatti randagi in calore

son solo e non solo non volo
ma cado
e cadendo
mi frantumo al suolo

ascolta
io son l’usignolo
io canto
e il mio canto
è cantato
da tutti i poeti più grandi

o meglio
cantavo
cantavo da notte a mattino
cantavo canzoni d’amore
avresti dovuto vederle
quelle usignolette
volavano a frotte
belline, carine, perfette
e solo per me
facevan la fila

adesso
attendo
che i gatti randagi pulciosi
mi mangino vivo
son qui che li aspetto
fischietto

ed eccone uno
ed eccone un altro
rognosi gattacci pelosi
son qui che vi aspetto
golosi

squarciatemi il petto
e che le mie piume
vi vadan traverso le gole

sentite
quest’ultimo canto
è per l’usignola gentile
che mi si fottè il cuore

cantate con me
miagolate
gattacci in amore
dalle ruvide lingue

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basta poesie d’amore adesso e diamoci dentro

confesso
il mio cuore è un cesso otturato
adesso
ci vorrebbe un professionista
dello spurgo pozzi
ma di quelli bravi
quelli col pompazzone a risucchio idraulico

avete mai sentito un’ape tossire?
io sì
alla fine è questo che fa la differenza in poesia
in amore no

se l’amore è non dover mai dire mi dispiace
il mio amore è rotto
che mi dispiace un sacco e sempre
sempre una volta in più di te, comunque

la Morte vi ha mai mandato un sms?
a me no
ma mi piace pensare che
prima di venire a prendermi
lo faccia
“fra un paio d’ore son da te, saluta tutti e vestiti comodo”

son felice di non essere nato donna
non avrei potuto sopportare
di non essere la donna più bella del mondo
e con i geni che mi son toccati in sorte
difficile pensare che lo essèvo*

e son felice di non essere nato cane
non avrei potuto sopportare
di non essere un cagnone morsicòne
e con i geni che mi son toccati in sorte
al massimo un barboncino di merda

quando sono nato qualcuno ha visto bene
di spalmarmi del miele
sulle pareti esterne del muscolo cardiaco
è per questo che batte in controtempo

per equilibrare
son dieci anni
che mi spalmo di catrame i polmoncìni

hai presente i biscotti della fortuna cinesi?
mi fanno schifo
ma li prendo sempre per leggere il messaggio
il biscotto lo do al barboncino
perché so che gli fa male lo zucchero
e muore prima

l’ultimo diceva:
“il tuo cuore è un cesso otturato
ti ci vorrebbe un professionista dello spurgo pozzi”

appunto
il cerchio si chiude
anche lo stomaco
si chiudono gli occhi
si chiudono porte e portoni
finestre, ponti levatoi e caselli autostradali
si chiudono i cancelli
quando s’inizia ad annoiar se stessi son cazzi atomici

questa è una poesia d’amore

_____________

Licenza p.

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bevi

bevi cavallo
dalle mie mani
bevi cavallo
bevi

bevi cornacchia
dalla mia coppa
cornacchia bevi
devi

bevi cammello
dalla mia schiena
bevi cammello
vedi c’è acqua
sulla mia schiena

bevi cane
da questi occhi
vedi esce acqua da questi occhi
acqua di mare
acqua di fonte
acqua di pioggia
acqua di pianto

non berla tutta
lasciane un po’
per la farfalla

no
l’acqua di schiena è finita
no, cane
se l’è bevuta tutta cammello
lo sai com’ è cammello

no
farfalla è in ritardo
mi ha chiesto per favore: “lasciamene un po’ dagl’occhi”

no
non insistere, cane
ti prendo a calci
no
prova a mordermi e ti spezzo la schiena
non mi fai paura, cane

cavallo?
puoi dare un calcio in culo a cane?

ascolta, cane
farfalla è in treno
il treno è in ritardo
quindi adesso aspettiamo
e tu smetti di darmi noia
che ne hai bevuta abbastanza

lo so
lo so che può volare
ma è una farfalla, cane
non può fare milano-torino tutto in volo
non è un aereo, lo capisci questo?

tra l’altro domani è morta, cane
sai le farfalle, no?
eh
allora, dai, chetati cane

sì, fai pur l’offeso e vai
vai, cane vai
cane, vai vai

bevi farfalla bevi
da questi occhi
ti poserai sopra il mio naso
mi toglierò gl’occhiali
e poi berrai
e mi farai solletico alle ciglia
con le tue ali
bevi finché sei sazia
e
cerchiamo che questa nostra notte ci passi lenta
cerchiamo di non dormire
raccontami cose
cerchiamo che domani non è detto
cerchiamo che potrebbe essere che tu ed io
ti terrò sveglia in tutti i modi possibili
cerchiamo che si può fare anche se sembra impossibile
a farsi, a dirsi, solo a pensarsi
sì, lo so, c’è un cane che ci sta spiando da dietro l’albero

infischiatene e baciami

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Poeti in Lizza 3.0 – Il Bando (The Band)

Dopo i successi inenarrabili delle prime due edizioni del torneo di Poetry Slam più fico del mondo, ecco a voi il bando di partecipazione per la terza edizione.
C’è tempo fino al 23 di Ottobre.
Orsù fatevi sotto!
Qui tutto ciò che devi sapere e anche di più

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come un calcio di cavallo nei coglioni

e non credere sia facile fare ciò che hai fatto
io ci ho il cavallo basso
tu non sei un cavallo
e comunque sia
me li hai frantumati

da posizione fetale
ti guardavo
pensavo “che mira, che potenza, che donna, che cavalla”

da posizione eretta
mi guardavi
non sorridevi

intanto un giovane barbone
litigava col vento
dava della puttana al vento

la nostra colonna sonora, miele
pei titoli di coda
perfetta
un giovane barbone con il cervello fulminato
che dà della puttana al vento
fine settembre, sole, fiume d’argento

ma fammi rialzare
fammi rialzare, stella
prima di darmi il colpo di grazia
fammela finire in piedi questa storia

mirerai al cuore?
no
alla testa
mi guarderai negl’occhi
sorriderai, sì sorriderai, amore

così bellissima, perfetta
con quella piccola pistola da borsetta

ma stupida
ma stupidina ingenuina creaturina
che te lo dissi pure
ricordi, te lo dissi io te lo dissi
quella sera dopo il nostro primo bacio
ti dissi: “tre cose devi sapere di me, amore mio:
non guido
non viaggio
giro sempre con un fucile a pompa nei pantaloni”

come nei cazzo di film americani
in cui il cattivo prima d’accoppare il buono tergiversa

ma tu sei il buono
e tergiversi
io sono il cattivo
ma estraggo rapido

il giovane barbone pazzo ora bestemmia il cielo
il primo giorno d’autunno si muore bene in due
la tua è una pistola giocattolo vero?
lo so
il mio fucile no
temo di no

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teniamoci stretti che c’è vento forte

teniamoci stretti che c’è vento forte
che ci porta via
teniamoci stretti facciamoci stretti
abbracciamoci coi bracci
aggambiamoci con le gambe
addentiamoci
annodiamo i nostri capelli ai nostri capelli
incastriamoci le dita dei piedi
diamoci le mani
guardiamoci senza mai dimenticarci di guardarci
dentro gli occhi
c’è un vento così forte
che ci porta via

teniamoci stretti che c’è vento forte
ancoriamoci
l’una all’altro
l’altro all’una
finché non calma
e se non calma
perché potrebbe non calmare – bada – potrebbe
se ci molliamo

saremo scaraventati via lontano
sarà poi difficile trovarci
forse impossibile
dimenticheremo le nostre voci
le nostre facce
dimenticheremo ciò che ci piaceva dirci e farci

dunque ancoriàmoci
bellezza mia
ti tengo stretta
mia unica bellezza
che tu mi tieni

ed io sia maledetto
se mollo questa presa di salvezza

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cosa succede

cosa succede quando ti guardo cosa succede?
cosa succede quando mi parli?
perché sorrido, cosa succede?
cosa succede quando ti parlo quando ti dico tutte le cose cosa
succede se ti avvicini se mi avvicino cosa succede quando mi
tocchi quando succede cosa succede se ti baciassi cosa succede
se mi baciassi se ti spogliassi se mi spogliassi se ti facessi tutte le cose
cosa succede se mi facessi cosa succede con le tue mani con le tue labbra
con il tuo odore con la mia barba con il sudore coi nostri corpi con i sospiri
con i tuoi occhi con le mie labbra coi tuoi capelli con il mio cazzo con il tuo seno
cosa succede con la tua lingua con la mia schiena con le tue unghie coi nostri corpi

cosa succede quando ti guardo
perché sorrido?

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l’uomo che oltrepassò l’orizzonte degli eventi mentre andava dalla sua fidanzata in bicicletta

niente
stava andando a trovare la sua fidanzata in bici
e non è chiaro come
ma si trovò dentro l’orizzonte degli eventi

quando se ne accorse, si fermò
nominò il nome di dio invano
scese dalla bici
e disse “come minchia faccio adesso?”
tra l’altro gli si era pure scoppiata una gomma
e si era dimenticato il portafoglio a casa
il telefonino no
digitò il numero della sua fidanzata
e rispose una voce registrata che diceva:
“siamo spiacenti ma sei dentro l’orizzonte degli eventi, le telefonate in uscita non sono effettuabili, se non ti è chiarissimo cosa sia un orizzonte degli eventi digita asterisco”

l’uomo digitò asterisco

“ci dispiace informarti che sei fottuto, se vuoi saperne di più digita cancelletto”

l’uomo digitò cancelletto

“ora in realtà dovresti essere morto dato che secondo le previsioni della relatività generale nel posto in cui ti trovi la temperatura dovrebbe essere così alta da non essere neanche misurabile, se non sei morto digita 9”

l’uomo digitò 9

“non fa così caldo allora?” Continue reading

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testamento

se mai che mi toccasse di morire
così di colpo
senza avere tempo di dire
fare
baciare
lettera
ma soprattutto testamento

ecco
ci tengo che si sappia adesso e poi
che:
lascio le mie poesie d’amore ai gatti
quelli randagi
le mie poesie di sofferenza ai cani
quelle di odio sian seppellite insieme al corpo mio
quelle di sogno siano sparate in cielo
raggiungano lo spazio siderale
dentro un ultramissile spaziale

infine
se mai che qualcheduno di quei grossi
di quelli grossi, quegl’editori fessi
solo si prova a farmi far da postumo il successo

scardinerò la tomba
e in forma putrefatta e zomba
brutti babbei
verrò a pisciarvi sul tappeto

(quello del salotto buono)

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amo

amo i cantautori
amo i contrabbassisiti, i pianisti, i cantanti e i violinisti
amo i chitarristi e i percussionisti
amo i fonici e i lucisti
amo i fisarmonicisti e i polistrumentisti
amo i sassofonisti e i trombettisti
i flautisti, gli armonicisti, gli arpisti e i fagottisti
amo andare a leggere la mia roba
dove c’è musica
dove c’è speranza
dove c’è un pubblico vivo ubriaco di birra e suoni

odio
i neon
delle sale dove
vi ritrovate tra di voi morti
poeti
v’accoppiate tra di voi
di voi pregni
generatori di noia
d’infelicità
d’aborti

amo le ballerine e i contorsionisti
amo gli artisti di strada
i mangiafuoco
i clown
e i trapezisti
amo i cabarettisti

amo l’orgasmo multiplo
che viene
da questa meravigliosa orgia
di note, colori, botti, urla e spari

e poi fare all’amore con cento
cinquecento
mille
duemilacinquecento
uomini e donne
contemporaneamente
una chiavata colossale
farci godere a vicenda
quando si riesce
amarci
quando si può
quando si deve
per non morire
e se non posso non morire diobuono
morire bene almeno
rimanere

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cose di notte

non riesco a scrivere di notte
è un peccato ché ste notti
mi sveglio spesso
e non riesco a riaddormirmi
mi alzo
piscio
apro il frigo
vuoto
lo chiudo
guardo il letto
vuoto
non si sa mai
metto la musica
bassa
mi corico
guardo il soffitto
lo so a memoria il soffitto
cerco di leggere
non riesco a leggere di notte
è un peccato
provo a contare le pecore
dice che serve
non ci riesco
io di notte non riesco
né a leggere
né a scrivere
né a far di conto

mi rialzo
guardo nell’armadio
non si sa mai
vuoto
spengo la musica
mi ricorico
tento una sega
fatica inutile
rimane morbido

entra la morte
mi guarda silenziosa
seria
chiedo:
“è il mio turno?”
mi sorride
mi batte un cinque
dice:
“dai scherzavo, torno un’altra volta”
esce

sotto
in strada
iniziano i tram
sopra
nel cielo
inizia il giorno

la mia solitudine
è una tigre ammaestrata
siamo amici fin da piccini
ci vogliamo bene
giochiamo come bambini
può staccarmi la testa con un morso
in qualsiasi momento

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ottimismo estivo

autunno a giugno
a luglio inverno
agosto sarà
se non fine del mondo
inferno

m’autoabbandonerò in autostrada
il tredici d’agosto a mezzogiorno

uomini bambini donne e cani
surgelati condizionati sudorbrinati
mi guarderanno sbaccaliti

evaporerò in pochi attimi
diverrò nuvola grigia
se avremo fortuna e vento
potrò raggiungerti e pioverti un poco addosso

riderai
tutta fresca
tenterai forse
qualche passo di danza
saprai di me
non che son io

ti avrò fatta contenta di nascosto
cosa difficilissima
in questo caso un po’ tristissima, un po’ bellissima

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poesia triste

questa è una poesia triste
questa è una poesia triste
triste triste triste
triste triste triste
triste come me
che

in questo momento sono in una stazione triste
piena di treni tristi
piena di viaggiatori tristi
piena di capostazioni tristi
piena di manutentori tristi
piena di bigliettai tristi
piena di macchinisti tristi

c’è un cane triste che mi guarda
appeso a un guinzaglio triste
tenuto dalla sua padrona triste

fra poco salirò su un treno che mi porterà
in una città triste
a legger poesie
davanti a un pubblico triste

ultimamente bevo molto
per cercare di ricordare
ciò che ho dimenticato
bevendo

è una cosa triste, lo so
mi dovrei fermare
tipo a Trofarello
tipo a Villafranca Cantarana
ma continuerò verso la mia meta

l’altra notte il barista mi ha chiesto:
“tu bevi per dimenticare, io non sbaglio mai”
“no amico” gli ho risposto, “bevo per ricordare”
“cosa?” mi ha chiesto
“se lo sapessi smetterei, e comunque i tuoi Negroni annacquati fanno orrore”

in questo treno triste
siamo io e il capotreno
solo il capotreno ed io
lui ha i baffi
avrei bisogno di essere abbracciato
dovrei chiedere al capotreno di abbracciarmi
in un mondo giusto i capotreni dovrebbero potere abbracciarmi
in caso di bisogno
in un mondo giusto
sui treni
oltre a tutti i divieti
dovrebbe esserci anche una scritta che dice:
“in caso di bisogno chiedete pure al capotreno di abbracciarvi”

e io m’ alzerei
andrei verso di lui
ci guarderemmo negli occhi
lui capirebbe
e mi abbraccerebbe per cinque minuti buoni
facendomi “pat pat” sulla schiena
in silenzio

ma questo non è un mondo giusto
é un mondo triste
è un mondo triste triste triste
triste come questa poesia triste

non mi viene in mente nient’altro di triste da dire

anzi sì

bada
che se t’incontro e ti sorrido
fingo

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