Quando sei triste

Quando sei triste scrivi le poesie tristi
quando sei allegro scrivi le poesie d’allegrezza
quando sei felice quelle di felicità.
Quando sei incazzato scrivi le poesie di rabbia
quando odii scrivile odiose
quando hai paura scrivi le poesie paurose
quando hai sonno quelle sognanti
e quando sei stanco scrivi le poesie affaticate.
Quando piove troppo scrivi le poesie umide e bagnate
quando hai caldo sudate
quando hai fame riempile di salame di acciughe di pizza
quando pensi alla tua gatta scrivi le poesie morbide che fanno le fusa
e hanno gli occhi molto azzurri
quando hai male scrivi le poesie malandate
se ti viene da piangere piangi e scrivi poesie salate.
Quando sei solo non aver paura
scrivi poesie sui soldatini
sui giochi dei bambini
quando sei malato scrivi le poesie febbricitanti starnutenti
quando hai sete
di fontane
fiumi
poesie dissetanti
quando ti perdi, scrivi poesie sulle stelle
quando sei ubriaco scrivi poesie biascicanti
basculanti
stupide a tratti
a tratti molto sincere
quando hai freddo cerca di scrivere poesie sugli abbracci.
Quando ti annoi scrivine di avventurose
mettici degli inseguimenti d’auto
delle sparatorie
dei misteri.
Quando qualcuno se ne va per sempre come il mio amico Mauro
mettilo dentro una poesia come stai facendo ora
lui lo sa
ne sarà contento.
Quando qualcuno ti tratta male aspetta a scrivere poesie
calmati
fatti una passeggiata
poi se è il caso tira fuori l’artiglieria pesante e radi tutto al suolo.
Quando è notte fatti amico il buio
scrivi poesie profonde.
Quando non ne puoi più non smettere di scrivere poesie.

Bene
io ora scriverò moltissime poesie d’amore.

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ogni volta

- ogni volta che mi dai un bacio, muore un nazista
- avremmo dovuto conoscerci durante la Seconda Guerra Mondiale, non trovi?

- ogni volta che mi dici che ti manco, un camionista sorride
- cosa c’entra?

- non lo so, mi piaceva l’immagine di un camionista stanco che percorre la sua lunga interminabile strada dall’est all’ovest sul suo gigantesco autoarticolato e a un certo punto sorride, senza sapere neanche lui il perché
- sei strano tu

- ogni volta che facciamo l’amore, ringiovanisco di tre anni
- allora dobbiamo stare attenti, che non vorrei una mattina o l’altra, svegliarmi accanto a un bimbo

- ogni volta che vedo la luna che galleggia piena e gialla sulla mia città penso che anche tu, dalla tua città, se alzi il naso, vedi la mia stessa luna piena e gialla e tutto ciò mi sembra meraviglioso e romantico e bellissimo
- poi capisci che stai rincoglionendo?

- sì
- eh

- ogni volta che penso alla possibilità di perderti, il mio cuore si ferma per cinque secondi
- ho un amico cardiologo, ti do il numero

- ogni volta che mi dici che m’ami divento cintura nera di felicità settimo dan
- io non t’ho mai detto che t’amo

- c’è sempre una prima volta
- sembri molto sicuro di te

- non credi che io abbia un sacco di buoni motivi per esserlo?
- vuoi la verità?

- non so se sono pronto alla verità, baciami
- e sia, un nazista in meno.

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E vienimi a trovare al mare

Lo so che non ho una casa al mare
ma mi farò trovare
seduto sulla spiaggia
verso le sette e un quarto quando
il sole diventa gentile
e i bagnanti unti e impanati
son rincasati.

Sarai stanca per il viaggio
sarai stanca per la vita
ti farò riposare su di me
guarderemo la grande palla di fuoco
scomparire nel silenzio.

Mi chiederai se ti son mancato
ti risponderò, credo di sì, lo spero. Lo so.
Ti chiederò se mi sei mancata
risponderai, tanto.

Come che cosa?
Come la notte ai vampiri
Poi?
Come il latte ai corn flakes
Poi?
Come il terzino che salva di testa sulla linea, al portiere
Poi?
Come la benzina allo Zippo
Poi?
Come la pera al cacio
Poi?
Come le labbra al bacio
Poi?
Come quello che sta sotto la trave d’equilibrio e t’acchiappa al volo se cadi, alla ginnasta bambina.

E sarà notte
mi chiederai di fare le cose con calma
ti mostrerò le stelle
te le mostrerò piano e bene.

Anche se le stelle
io
forse lo sai
mica le ho mai sapute.

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Invettiva # 1

Disprezzo i diffamatori dilettanti
coraggiosi come pulcini morbidi
incapaci di guardare negli occhi
non dico la Morte, la sconfitta o me.
Se stessi.
Provo fastidio per le loro facce vuote
rese inoffensive dal fallimento.
Bimbi in corpi di uomo
che strillano la loro rabbia di rara impotenza
a chi li vuol sentire.
Innamorati della sofferenza
geneticamente incompatibili con l’amore.

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Breve ma profondo dialogo filosofico sul pericolo della felicità

- Ti va di rendermi felice?
- No

- Perché?
- È pericoloso

- Da che punto di vista?
- Renderti felice significa avere il potere di renderti infelice

- Accetto il rischio
- Sei sicura?

- Lo sono
- Ti amo

- Sono felice
- Non ti amo più

- Soffro
- Vedi?

- Cristo, avevi ragione
- Lo so, è una storiaccia

- Devo riflettere
- Rifletti pure

- Ho riflettuto
- A quale conclusione sei arrivata?

- Voglio essere felice
- Minchia, anch’io

- Allora basta cazzate e accolliamoci sto rischio
- “Accolliamoci sto rischio”è uno dei concetti meno romantici che io abbia, non dico sentito, ma pensato di poter mai sentire.

- Sono felice
- Anch’io

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Ernesta

I poeti si svegliano all’alba
quando hanno pensieri
che gli suonano in testa
come tamburi durante la festa.

Ernesta ti prego
ti amo
non lo negare
ti amo
non lo neghiamo
semmai
anneghiamoci
nei nostri vicendevoli umori
lo senti sto suono?

Ernesta
Dio buono
non senti l’amore
in quest’alba di festa
non senti la testa
tutta piena
di tuono?

Ernesta ti chiedo perdòno
lo so che mi ami
lo so che lo sai che ti amo
ma siamo lontani
Ernesta mannaggia a tutto sto spazio
che divide il mio pesce dalla tua piscina.

Ernesta è mattina
i poeti son svegli da ore
l’amore trionfa nella loro testa
il pugno ben stretto sull’asta
la vita tracima e zampilla
e tu non sei qui.

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La ragazza dal vestito verde

Poi càpita
che la ragazza dal vestito verde
qualche mattina si desti un po’ arrabbiata
forse ha fatto sogni che l’hanno innervosita
forse qualcuno ha nascosto un pisello sotto il materasso
che le ha turbato il sonno.
Forse semplicemente
voleva dormire ancora un poco.
Sarà tua cura accompagnarla con piccoli baci
e parole in sussurro verso un risveglio buono.
Sarà bravura tua indurla al sorriso
raccontandole storie del buon risveglio
eventualmente facendole facce divertenti
nei casi più difficili il solletico.

- Odio la mattina.
- Amo la mattina.

- La mattina è ingiusta.
- La mattina ha l’oro in bocca.

- Loro chi?
- Ma non loro, l’oro

- Certo, e tra un quarto d’ora sarò chiusa nel cesso
con te che da fuori abbatti la porta a colpi d’ascia.
- Il tuo ottimismo cosmico ha qualcosa di artistico.

- Perché non stai zitto e baciami?
- Sei più ragionevole di come ti disegnano.

Perché può capitare
che una ragazza dal vestito verde
incroci la tua strada una sera a primavera
o in un’alba estiva
magari un tardo pomeriggio d’autunno
foss’anche una notte d’inverno.

- Un viaggiatore?
- No grazie, tendo alla stanzialità.

- Vuoi far l’amore con me?
- Amo la retorica delle tue domande.

- Sei bello.
- Non è vero, scopami.

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È come quando che ti prende la primavera in fronte

È come quando che ti prende la primavera in fronte
mentre tu stai camminando fischiettando guardando
le ragazze che poco a poco iniziano a svestirsi i corpi
per mesi appesantiti dalle lane e dalle stoffe umide e pesanti
e dalle calze a triplo strato.

Ti prende in piena fronte questa primavera strana
come una padellata di ghisa in viso.
Com’essere investito da un autoarticolato
pieno di gattini glassati azzurri, rosa e blu
al gusto di caramella Mou.

E toglimi i baci di bocca.
Facciamoci un giro di dolce su e giù.
Promettimi solo che non mi porti al mare
che scotto.

Mi spiace
tu non possa essere me per cinque minuti
capire di che sto parlando quando ti dico
che hai un corpo da farlo risorgere
pure a un eunuco.

È proprio come quando che ti prendi la primavera in fronte
è proprio come quando l’Universo s’è deciso
che era il momento di muovere un po’ il culo.

Dici che dico sempre la cosa giusta
dico che ti voglio vedere vestita
con quell’abitino che tu sai
dicono sia questione di fortuna.
Se continuiamo così
potrei rischiare di smettere di battere le ciglia.

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Quando meno te l’aspetti

Sei lì?
Lo sono sì

Racconti di me?
Ne parlo anche da sola

Voglio dirti le cose come stanno
Come stanno le cose?

Bene
Sei sicuro?

Benissimo
Addirittura?

Giuro di sì
Sei qui?

Lo sono e lo sai
Lo so che lo sei

E perché mi chiedi?
Non sono sicura

Di cosa?
Ho paura

Ti guardo
Mi vedi?

Io sì
Ti credo. Che vedi?

Io vedo i tuoi occhi, il tuo seno, vedo i tuoi piedi
Poi?

Sei bella
Sei certo?

Di certo c’è solo la morte e poi ci sei tu
Quindi son bella?


E son viva?

Sei viva
Fortuna

Mi fai vedere le gambe?
Perché?

Perché ho voglia di vederti le gambe
Sono belle le mie gambe, sai?

Lo sapevo da prima che tu esistessi
Ma?

Senza se e senza ma
Di a da?

In con su per tra fra
Ti piace il mio vestito?

Incommensurabilmente
Non pensi che il verde mi doni?

Vorrei essere il tuo Dolce&Gabbana personale e vestirti di prati e di foglie, di boschi
Non ti sembra di esagerare?

Pensi stia esagerando?
No ti prego continua non ti fermare

Ci vorrebbe una contraerea piuttosto cazzuta per fermarmi ora
Sai volare?

No, ma faccio salti altissimi.

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Non oltrepassare la linea gialla

Chi sei?
cosa vuoi?
dove vai?
che fai?
perché mi guardi?
cos’hai in mano?
non ti muovere
non toccare
non oltrepassare la linea gialla
stai dritto
abbassa lo sguardo
dì la verità
taci
salta
godi
non desiderare la donna d’altri
raccoglilo
confessa
butta
mangia
sputa
come ti permetti?
bacia
firma
viaggia
non sudare
dormi
guida
lascia stare
vattene
eiacula
vieni subito qui
guardalo
girati
svegliati
stai seduto
moltiplicati
lavati
esci
dormi
non fumare
bevilo tutto
fai attenzione
curati
corri
lascia libero il passaggio
non parlare con la bocca piena
non sporgerti
ritieniti fortunato
stai in fila
spogliati
non ti grattare
cammina
oblitera
ma come ti sei vestito?
non ti toccare
spera
prometti
giura
credi
paga
gioca
caga
spegni la luce
vinci
perdi
muori.

Non mi avrete mai.

Ti abbiamo sempre avuto e tu lo sai.

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È severamente vietato sedurre i poeti

Ed è quando arriva il vento dalla spazzatura
che i bambini si ammalano
e i cani guaiscono.
Le madri impazziscono.
I gatti se ne sono già andati.
I gatti lo sanno e se ne sono già andati.
È severamente vietato sedurre i poeti
è pericoloso.
E intanto il vento si alza e porta il veleno
fin dentro a queste capanne di legno e lamiera.
Lo senti il fetore?
Neanch’io, non ti preoccupare.
Sei mai stata al Motel
tipo quelli dei film?
Andiamoci a farci all’amore.
C’è una Bibbia nel primo cassetto del comodino.
Ed il distributore del ghiaccio.
Il portiere notturno fuma e
guarda la boxe nel televisore.
Non ci guarda negli occhi.
Se dici che mi seduci
seducimi o molla veloce la presa
che sono una bomba della Prima Guerra Mondiale
inesplosa.
Sei di rara bellezza e lo sai ma ricorda:
è quando arriva il vento dalla spazzatura
che i bambini si ammalano
e i cani guaiscono.
Volevo parlare di Banche ma non ne sono capace.

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Mi piacerebbe bere con te una birra guardando il tramonto a Brunate

Mi piacerebbe bere con te una birra
guardando il tramonto a Brunate

e chiederti se esiste davvero
un tipo gente
in grado
di dire alla gente “ti scanno”.

La Tele dice che sì.

Però lo sai che mi garba
quando mi chiedi
“ti piace diventare poesia?”

Sono domande importanti
rare
come la pioggia col sole
come il sole di notte
come la notte del mio secondo bacio.

Il primo ho dimenticato di darlo.

Il cane dei vicini è saltato per aria
lo ha detto la Tele.

E anch’io ho visto tempi migliori.

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Senza Senso

Prologo

Era un giorno di primavera
come pochi ne concede il buon Dio

i cinque amici decisero
di andare far merenda
in un prato che sapevano

solo che quel giorno
gli Americani avevano deciso
di fare gli esperimenti atomici
proprio in quel prato
proprio in quel giorno

fu una luce
fu un vento
morirono gli uccelli
seccarono le foglie
gli scoiattoli impazzirono tutti

e anche i cinque amici non furono più gli stessi

L’uomo senza tatto

era l’uomo senza tatto
non nel senso metaforico
come dire maleducato, poco fine
lui non aveva più il tatto

lui toccava ma non sentiva
lui carezzava ma non provava
lui baciava ma…

voi v’immaginate cos’è baciare
senza sentire le sue labbra di lei
la fanciulla che voi amate?

voi v’immaginate cos’è carezzare la sua pelle
una volta liscia e morbida
adesso liscia e morbida ancora
ma voi non potete sentirla?

io non credo voi v’immaginiate
io non lo credo proprio
e meno male

L’uomo senza gusto

era l’uomo senza gusto
non nel senso metaforico
come dire grossolano
lui non sentiva più i gusti

e la pizza, il caviale, le acciughe, la panna montata
le pesche, il salame, l’insalata russa
le fragole, gli zucchini in carpione, il pandoro Bauli

per lui era tutto uguale

Dio, quando si sedeva a tavola
e la moglie gli proponeva i piatti più succulenti
i manicaretti più straordinari
le pietanze più sopraffine…

per lui era tutto uguale

e la moglie piangeva
e lui dimagriva
davanti al piatto
lo sguardo perso
insieme a tutti i sapori del mondo

L’uomo senza vista

era l’uomo senza vista
non nel senso
che casa sua non aveva finestre
era proprio cieco

siccome veduto, prima, per aver veduto
aveva veduto
adesso aveva i ricordi

nel buio assoluto della sua cecità
ricordava gli occhi della sua gatta
e il sorriso della sua ragazza
ricordava il colore degli alberi
e il movimento delle nuvole col vento
ricordava, ricordava i ricordi e ricordava

e la sua più gran paura era dimenticare
e si allenava tutti i giorni a ricordare
e spesso nel ricordo
le immagini superavano la bellezza del vero

e gli occhi della sua gatta erano di un azzurro molto più azzurro
e il sorriso della sua ragazza più sorridente di quanto fosse mai stato
e gli alberi, beh, gli alberi, alcuni erano colorati anche di colori strani
e le nuvole, lui ricordava
facevano giochi di forme
facevano treni e pipe e facce e navi e
bambini

l’uomo senza vista
per lui il momento più bello
era di notte, dormendo, sognando
che li siamo tutti uguali
che gli occhi non servono a nessuno

L’uomo senza naso

era l’uomo senza naso
non nel senso che aveva perduto il naso, ossa, cartilagini e tutto
lui non sentiva più gli odori

che uno potrebbe pensare
che rispetto agli altri quattro amici
uno potrebbe pensare che gli fosse andata bene
ma non è così

se c’era una roba che l’uomo senza naso
quando aveva ancora un buon naso
lui amava
erano i profumi, le fragranze, gli odori

lui quando incontrava una ragazza
la prima cosa, l’annusava tutta
lui prima di iniziare a leggere un bel libro
la prima cosa, aspirava l’odore buono della carta
lui adorava infilarsi un dito nelle orecchie o tra le dita dei piedi
e goderne la puzza strana e misteriosa

parlando col suo cane, un giorno
guardandolo negl’occhi
gli disse, tu non sai tu quanto t’invidio
quando ti vedo lì sul marciapiede
annusar le merde

L’uomo senza udito

urla
musica
pianto
ruggito
frenata
toc toc
risa
rutti
schiocco
frinire
rombare
sciabordio
fischio
cù cù
tic tac
pernacchia
sussurri
miagolio
boato

la voce degli uomini

lui, l’uomo senza udito
tutto ciò mai più
e la lista sarebbe assai lunga ancora

l’unica cosa buona, diceva lui
non debbo più sentire le puttanate della gente
ma dentro dentro
in fondo in fondo
a sta cosa
non ci credeva mica neanche lui

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É opinião comum

Você topa ser a mulher da minha vida
na minha vida
e durante toda a minha vida
e consequentemente também toda a sua
e pra sempre
até que a morte nos separe
na alegria e na tristeza
mas também na metade entre os dois
que estatisticamente é o que acontece pra maioria
nessa sociedade moderna
ocidental
contemporânea
de consumos
e de maus costumes
e de desperdícios?

Você topa jogar uma monte de jogos
com os olhos e as mãos
a voz e o silencio
os corpos a pele
a língua os dedos
e todas as coisas
mesmo quando tivermos cem anos
e os cabelos branquíssimos como a neve
aquela mais branca e mais ao alto de todas
aliás
você
terá
cabelos branquíssimos
è de se esperar que eu não terei mais cabelos
e talvez serei super gordo?

E te faz feliz a ideia
de ter gatos?
E um pequeno jardim e um regador?
Uma cadeira de balanço?
Uma banheira gigante?
Uma cozinha com vista pro mar?
E uma sala com vista pro lago?
E com o barulhinho do rio.

Se você topa
basta que
uma tarde a sua escolha
depois das cinco
quando chega o entardecer
você acenda o abajur
que fica em cima da mesa
do quarto com a janela pra rua.

Esperarei
sentado no banco da praça
de ver você através do vidro

Você fará ok com o indicador e o polegar
você provavelmente sorrirá
eu provavelmente me levanterei
tocarei a sua campainha
e subirei.

É opinião comum
que dali pra frente
as coisas deveriam se fazer felizes.

————————————–

Traduzione in portoghese di Carol Rocha della poesia “È opinione comune

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Ascoltando il Prete Rosso

Ascoltando il Prete Rosso
mentre i tannini
mi fortificano i denti
e i violini mi massaggiano la nuca stanca
le persone
a me lontane
scatenano piccole guerre civili
di opinioni
su pellicole e canzoni
su uomini dalla faccia di gomma
e comici allo stadio terminale.
Ho sempre desiderato
fotografare
lo zampillìo del mio seme
mentre si disperde volando nello spazio
ma con una mano sola non ce la faccio.

Quando ero giovane non facevo mai l’amore.
Tre cose fondamentali che ho iniziato tardi:
scopare
leggere l’orologio
allacciarmi le scarpe.
E un paio di queste
ancor’oggi
non è che le domini un granché.

Però una volta usai il remoto cossi in una poesia.
Con questa due.
E bacio da dio.

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Muoiono i poeti

Muoiono i poeti
muoiono di polmoni
muoiono ammazzati
si ammazzano da soli
perché sono disperati
muoiono di malattia
muoiono di nostalgia
muoiono i poeti
come tutti cristiani
muoiono bene
muoiono come i cani
muoiono odiando
muoiono innamorati
muoiono odiati
muoiono in guerra
muoiono in pace
muoiono combattendo
muoiono in fuga
muoiono fottendo
muoiono dimenticati
tra cosce bianche
e baci umidi
muoiono di fame
muoiono soli
muoiono bene accompagnati.
Che siano poeti di corte
quelli che dan via il culo
che siano poeti da trincea
poeti d’assalto
poeti sinceri
poeti fingitori
poeti drogati
strafatti di vino marcio
sfrattati e presi a calci in faccia
che siano poeti maledetti
che vestano di nero
o tutti colorati
muoiono i poeti.

Poi ci sono i poeti non-morti
quelli basta fagli saltare la testa.
Bisogna averci una discreta mira
e una buona pistola.

Muoiono i poeti
e quando muoiono
la gente si ricorda di loro.
Però bravo
dice la gente
e magari va pure
alla feltrinelli
perché alla televisione
raccontano che è morto un poeta
e fa bello averlo sul comò.

Poi ci siete voi
scrivete versi brutti e inutili
ma nessuno
ha i coraggio di dirvelo
perché fate paura.

Muoiono i poeti.

Io non è importante
me la spasso.

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Mele e idee

Se tu hai una mela, e io ho una mela, e ce le scambiamo, allora tu ed io abbiamo sempre una mela ciascuno. Ma se tu hai un’idea, ed io ho un’idea, e ce le scambiamo, allora abbiamo entrambi due idee.
A meno che io non ti dia una martellata in testa: se non ci rimani secco, con buona probabilità ti procurerò una commozione cerebrale, dimenticherai la mia idea e mentre sei svenuto mi ti fotto pure la mela e così io ne esco con due idee e due mele.
E tu suchi.

[George Bernard Shaw Feat. Guido Catalano]

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Una certa rara lucidità nel vedere le cose

E poi arriva questo bambino.
Mi racconta che domani i suoi genitori
lo portano a Disneyland.
Gli dico: “beato te, dev’essere bellissimo”.
Avrà sei anni, capelli corti, testa tonda, faccia simpatica.
Le lenti degli occhiali gli fanno gli occhi giganti.
Ora mi guarda silenzioso.
Gli chiedo: “e sei contento?”
E intanto che gli chiedo
penso, che domanda cretina.
Ma io coi bambini, mi mette imbarazzo parlare
come con i matti
non so mai che dire
e faccio domande stupide.
Anche con le belle ragazze succede.
Mi risponde: “sì” e poi mi chiede: “perché non ci vai anche tu?”.
“Mi piacerebbe un sacco ma non ho nessuno che mi ci porta”.
“Portaci i tuoi figli”, dice.
“Non ne ho di figli”, dico.
“Si vede”, dice.
“Si vede?”
“Sì”.

Poi mi mostra la sua collezione di mostri di plastica colorata.
Ha la collezione quasi completa, dice, e un paio di doppioni.
Gli chiedo come si chiamano.
Mi risponde che al suo amico gli manca quello verde.
A lui no, ce l’ha.
Lo invidio.
Domani va a Disneyland.
Ha una bellissima collezione di mostri colorati
ed una certa rara lucidità nel vedere le cose.

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Due bici

La mia bici da uomo
nera
si è innamorata
di una bici da donna verde
e gialla.
Le ho viste giù in cortile
questa mattina
che si davano baci.

Questa mattina
portavo la spazza giù in cortile
e le ho sentite.
Prima di vedere ho sentito
come un rumore di metallo
strofinìo di ferro contro ferro
e pedali
e fanali
e catene.
Poi i baci.

Bici che si baciano in cortile
mi chiedo:
cosa ne verrà fuori?
Tricicli?
Piccole biciclettine a rotelle?
E di che colore?
Verde più nero più giallo che colore fa?

Quest’oggi nel mio cortile è primavera
due bici si amano in purezza.

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O tutti accorgerci dovremmo

Non siamo armati e non siamo pericolosi
e soprattutto non abbiamo alternativa.
Ed è inutile lamentarsi se a settembre
non troviamo la buca piena di cartoline.
Chi non spedisce
non riceve
e noi a livello di spedire, per spedire
spediamo mica.
Ma beviamo.
Noi, a livello di bere
per bere, ci diamo.
Beviamo così tanto da non saper più niente.
Ti è mai capitato di non saper più niente?
Fa paura.
E se dura più di quarantatrè secondi, ci puoi rimanere.
A meno che tu non sia uno di quelli
che non sa più niente da sempre.
Beh, in tal caso io ti benedico.
Benedico te e il tuo cane.
E tua moglie.
Non hai un cane?
Accetti consigli?
Procuratelo.
E se c’è una cosa che ci piace da matti
è andarcene via senza salutare nessuno.
E se pensi
che i tuoi occhi non abbiano un potere scardinante
nei confronti dei miei
di occhi
e del mio stomaco, del mio cuore
e dei miei polmoni
beh, sei sulla cattiva strada, bambina
stai percorrendo la strada sbagliata.
Ora:
ci siamo accorti tutti
o tutti accorgerci dovremmo
che siamo deliziosamente vicini alla fine.
E se ti sembra che io sia un uomo confuso
siamo in due.
Vorrei andare in guerra solo per aver motivo
di scriverti lettere d’amore d’un certo peso.
Lo so
m’accopperebbero secco alla prima carica.
Aperto di baionetta come una scatola di tonno.

In conclusione:
se io fossi un faro
e tu una nave nella tempesta
ti raccomandassi l’anima al dio del mare
o a chi ne fa le veci.

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Ieri sera

Poi ci sta sto fatto
che a forza di scrivere roba zuccherosa
mi si sta cariando il cervello.
Ieri sera
incontratati per caso
trovatati fredda
ma così fredda
da ghiacciare uno scaracchio in volo
avrei voluto dirti qualcosa
su quello spaventoso cappotto che portavi
ma mi hai mostrato il colore del tuo nuovo smalto
e lì non ho potuto che restare senza parole.
Quando penso a noi
la nostra storia
la rivedo in bianco e nero.
Eravamo in mono o in stereo?
Te lo ricordi tu?
Ieri sera tra le altre cose
notato il tuo nuovo tipo
avrei voluto chiederti quanto ce l’ha grosso
che per come è brutto
deve averci un tronco d’affare
da far gran soldi nell’ambito del porno casalingo.
Non l’ho fatto.
Ho fatto che me ne son tornato a casa
non dico di cattivo umore
piuttosto pensieroso, sì
parlando da solo.
Amo l’inverno:
parlare da solo camminando
la bocca nascosta dalla sciarpa
che nessuno può prenderti per matto.
Raccontarsi un sacco di storie
bisbigliando d’amore, di vita
di morte, di poesia.
Eravamo un bel film
solamente un poco mal distribuito.

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Cammina cammina

Ti guardo di notte dormire che non prendo sonno
che penso che son fortunato che sono dannato
ad averti nel letto che sei tutta bianca
sei gnuda e profumi di frutta e di pane e sapone
coi capelli neri che se m’avvicino mi fanno il solletico
al naso che sanno di buono pure i tuoi capelli.
E mentre che dormi tu parli nel sonno
ma io non capisco il sogno che fai
sussurri parole che sembra la lingua degli elfi del bosco.
Ti guardo raggomitolata nel letto
mi sembra un buon sogno
se diventa brutto ti sveglio di baci
non ti preoccupare ti veglio che io non ho sonno
e mi piace guardarti tra queste lenzuola che son tutte rosse
e fanno un contrasto che mi garba assai
col tuo corpo bianco e gnudo nel letto di notte.
Ed ecco la luce
la luce del giorno che inizia
la luce e gli uccelli
gli uccelli che cantano il giorno che arriva
che arriva e saluta la notte che va.
Il primo mattino ci entra nel letto
c’accende di luce
la tua pelle chiara
m’ abbaglia.
Ti giri nel sogno nel sonno
ti do
un piccolo bacio
in punta di labbra sul naso.
Mi alzo facendo silenzio
facendo attenzione e silenzio
cammina cammina
arrivo in cucina
preparo
il caffè.

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È opinione comune

Ti va di essere la donna della mia vita
nella mia vita
e durante tutta la mia vita
e dunque anche tutta la tua
e per sempre
finché morte non ci separi
nella buona e nella cattiva sorte
ma anche in quella media
che comunque statisticamente la media sorte
è quella che va per la maggiore
in questa società moderna
occidentale
contemporanea
dei consumi
dei malcostumi
e degli sprechi?

E ti va di giocare a un sacco di giochi
con gli occhi e le mani
la voce e il silenzio
i corpi la pelle
la lingua le dita
e tutte le cose
anche quando avremo cent’anni
e i capelli bianchissimi come la neve
quella più bianca e più alta che mai
anzi
tu
avrai
i capelli bianchissimi
io è facile che di capelli non ne avrò più
ma magari sarò grassissimo?

E ti potrebbe garbare l’idea
di avere dei gatti?
Un piccolo giardino ed un annaffiatoio?
Una sedia a dondolo?
Una vasca da bagno gigante?
Una cucina vista mare?
E un salotto vista lago?
E il rumore del fiume.

Se ti va
basta che
un pomeriggio a tua scelta
dopo le cinque
quando arriva la sera
tu accenda la lampada
che sta sopra il tavolo
che sta dietro la finestra
della camera che dà sulla strada.

Attenderò
seduto sulla panchina
di scorgerti dietro ai vetri.

Farai OK con l’indice e il pollice
dovresti sorridere
mi dovrei alzare
suonarti il campanello
salire.

È opinione comune
che da lì in poi
le cose dovrebbero farsi felici.

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Breve dialogo in cui lei propone un gioco che lui forse non capisce bene.

- Facciamo finta che fra 12 ore il mondo finisce?
- Perché?

- Per vedere l’effetto che fa
- Su di noi?

- Sì, su di noi
- Non possiamo fare almeno 24 ore?

-18
- Ok, vada per 18

- Bene, cosa faresti?
- Rapiniamo una banca

- Come?
- E’ sempre stato il mio desiderio segreto

- E tu se stesse per finire il mondo tra 18 ore mi porteresti a rapinare una banca?
- Beh, sì, in alternativa potremmo rubare un carro armato e invadere la Repubblica di San Marino

- Ma sei scemo?
- Perché?

- Pensavo a qualcosa di più romantico, sta per finire il mondo e tu mi fai proposte così cretine
- Chiuderci in una rosticceria e mangiare tutto il mangiabile fino a morirne?

- Non gioco più
- Forse non ho capito bene il gioco

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Non è mai troppo tardi

Non ho mai vinto un premio
non ho mai picchiato un uomo
non ho mai fumato crack
non ho mai mai baciato un prete
non ho mai sparato
saltato in lungo
visto un grande obeso americano
pisciato dalla finestra
leccato un rospo
non ho mai usato margarina
non ho mai visto mio padre piangere
non ho mai scritto testamento
non ho mai dovuto chiedere pietà
non ho mai lasciato una fetta di pizza nel piatto
non ho mai buttato un libro
partecipato a un’orgia
urlato a un bambino
allestito un presepe
pisciato nel cesso di un aereo
pagato per scopare
rubato
pianto davanti a un amico
letto il corano
fatto colazione da solo in autogrill
mangiato fegato alla veneziana
lavato un’auto
vomitato sulla tastiera di un organo
non ho mai giocato a tennis
non ho mai perso soldi al gioco
non ho mai avuto veramente fame
non ho mai baciato un uomo
non ho mai abbattuto un albero
non ho mai assunto psicofarmaci
non ho mai giocato nella nazionale di calcio
non ho mai salvato qualcuno che stava per affogare
non ho mai conosciuto mio nonno guido
non ho mai sputato in faccia a qualcuno
visto un cadavere
giocato a bridge
tirato di scherma
ballato la samba
nemmeno il tango, se è per questo
non ho mai abbaiato alla luna
né fatto le fusa

non ho mai regalato fiori a una ragazza
di questo me ne rammarico
dice che non è mai troppo tardi
e io ci credo.

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