Ho sognato

per mis T.

 Ho sognato di correre in un bosco vestito da cuoco, ho sognato che sparavano a Waldo ed io non potevo far nulla, ho sognato la notte ed il temporale e te che bellissima venivi abbracciata dai lampi, eri vestita di bianco, di fuoco, avevi le calze venate di fiamme, di mari in tempesta. Ti ho sognata coi capelli neri e gli occhi di un colore che è troppo difficile dire, ho sognato che ti dicevo le cose d’amore e tu non credevi, dicevi sei pazzo, sei pazzo non voglio giocare al tuo gioco. Ho sognato di prendere a calci la nebbia, di morire di sete, di salvarmi bevendo i tuoi baci, li ho sognati quegli occhi che ridono, i tuoi occhi che ridono, ho sognato di scriverti mille poesie d’amore pazzesco e poi mille pazzesche poesie, ti ho sognata seduta ai bordi del lago, sul bordo del letto leggevi i miei versi accavallando le gambe tue lunghe abbronzate dal sole, alzavi lo sguardo, ho sognato che ti ero seduto vicino, sdraiato, ti ho sognata, dicevo, lo so rispondevi, stanotte mi hai stretta come non avevi mai fatto.

Pubblicato in Incategorizzabile | Lascia un commento

16:47

Uno sciame di sciamani scemi
e sciamannati
sciamò scemando
in discesa sugli sci.
Questa minchiata
è tutto ciò che
son riuscito a scrivere di oggi
da quando mi son svegliato.
Ho tirato le tende
ho guardato il cielo basso e nero e gonfio e
mi son seduto alla mia postazione da combattimento.
Un po’ poco davvero
se pensi che
mi sono alzato alle nove
ed ora
sono le 16:47.
Sette ore e quarantasette minuti.
Un po’ poco poco, ne converrai con me.
Potrei però forse scrivere
di quella volta che
abbiamo fatto all’amore sul tuo divano blu e
dopo l’estasi
abbiamo mangiato affarini croccanti al cioccolato, tu seminuda, io semivestito, tu che
ti scusavi perché
dicevi, il divano è scomodo,
e io che ti sussurravo,
mi piace un sacco farlo
seduto sul tuo scomodo divano.
Tu: si può farlo sulla sedia.
Io: preferisco il divano.
Lo rifacciamo?
Lo rifacevamo.
Vedi, è di nuovo successo
– succede quasi sempre grazie al cielo –
questa volta alle 16:47
ho trovato
ciò che mi rende felice scrivere oggi
una poesia sul tuo divano blu
i baci
i corpi
scopare guardandosi in silenzio
e gli affarini croccanti al cioccolato.

Pubblicato in Novissime | Lascia un commento

Uomo in balìa

Sono un uomo in balìa
mi sento in balìa come la nave in balìa delle onde
come il cammello in balìa della sabbia in tempesta
come Gesù Cristo In Croce in balìa dei chiodi arrugginiti
come il tonno in balìa della fiocina
come il soldato disertore in balìa del plotone d’esecuzione
come il topo in balìa del gatto
come il gatto in balìa del cane
come il cane in balìa del bastone
come il bastone in balìa del fuoco
come Angelo Branduardi in balìa della caduta dei capelli.
Vivo in balìa di me stesso
vivo in balìa del sesso
vivo in balìa del mio essere un fesso
che non capisco un casso
di quello che succede
cos’è successo
son scappato
da una vita che ho vissuto?
vivo pure in balìa dei Lunapop
cioè
più balìa di così, minchia, non ce n’è
vivrei volentieri in balìa di te
sarebbe una bella balìa
e sai perché?
– non l’avevo mai visto succedere –
quando fai l’amore sorridi.

Pubblicato in Novissime | Lascia un commento

“A 3000 miglia di distanza dall’unica che amo”

Sul mio letto di lenzuola rosse
c’è un libro di cinquecento pagine
con tutte le tue poesie
e la copertina verde.
Mi fai compagnia, Carver, da giorni in questi giorni grigi
ci dormo assieme al tuo libro
e so
che ogni volta che voglio
lo posso aprire
leggerne tre o quattro
stare bene.
Invidio
il tuo modo di dire l’amore
senza strafare
nessun effetto speciale.
Io sono ancora lontano dal far centro
e tu
alla mia età
avevi solo sei anni davanti.
Eppure
sei qui a farmi compagnia, Carver
– e invidio il tuo modo di sapere l’amore –
sei un buon amico
capace di raccontare in silenzio
poco a poco e lentamente
in modo che duri di più.

Pubblicato in Novissime | Lascia un commento

Ci lasciavamo ogni quarto d’ora

Sei affusolata
sei morbida
appuntita
mangi poco
non piangi
mi dici che io e te
non potremmo mai
far sesso frettoloso
di notte nei portoni
con le autoreggenti e i tacchi
perché
non arriverei
dove dovrei
arrivare.
E c’hai ragione
se non che
quella piccola scala
portatile che mi porto
sempre dietro
serve all’uopo.
Gli uomini ti vogliono
le donne ti amano
i gatti ti s’acciambellano
i bimbi ti saltellano attorno in girotondo
i caporali ti sussurrano
gli impiegati postali ti sorridono.
Ci lasciavamo ogni quarto d’ora
e poi ci venivamo a ritrovare dentro i sogni.
Sei prelibata
sei affettuosa
sei la mia allegria
e la mia tristezza
sei una bellezza.

Pubblicato in Novissime | 1 commento

Piccole cose di poco conto

Vivo a due ore dal mare
e se ci penso non so niente del mare
sono nato a due ore dal mare e vivo a un’ora
dalle montagne, in un’ ora posso raggiungere
le montagne.
E vivo a un quarto d’ora da te
sette minuti in bici
cinque, saltellando tra i tetti.
Dici
che hai un debole per me.
Viviamo a due ore dal mare
ad una dalle montagne
non ho voglia di mare
non so nulla della montagna
avrei voglia di venirti a trovare.
Niente di che
riposarmiti un poco addosso
sentirti raccontare piccole cose di poco conto
bere un tè
se ci scappa
un bacio.

————————————–
Illustrazione: Simone Massoni

Simone Massoni

Pubblicato in Novissime | 2 commenti

Partire partirai partir bisogna

Partire partirai partir bisogna
e per partire parti
mi piace di pensarti dentro il treno
che guardi fuori dal tuo finestrino
è notte o forse presto nel mattino
io non ne posso più di treni
tu sei contenta invece?
ci fosse i finestrini di una volta
ti immagino che prendi il vento in faccia
e nei capelli scompigliati che ti trovi.
Partire partirai partir bisogna
e quando parti quando che sei lì sul treno
da sola o insieme a qualche d’uno
ricordati che ci sta qualcuno
che te pensa.
Anvedi
a forza d’ascortà er Califfo
me viene sta parlata un poco strana
me viene da poetà come un ragazzo de borgata.
Partire partirai partir bisogna
io resto
ti penso un po’ lontana
non ti spero ma so
che siamo destinati ad acchiapparci il mondo
e so
che torni
perché ce l’hai un motivo.

Pubblicato in Il Fatto Quotidiano, Novissime | Lascia un commento

Breve dialogo con il mio cadavere

- ciao
– ciao chi sei?

– sono il tuo cadavere
– merda

– eh
– sono morto?

– una specie
– ma è tipo come un dialogo con la Morte?

– non sono la Morte, sono il tuo cadavere
– puzzi?

– non lo so, sono un cadavere, non sento gli odori
– puzzi

– non lo so
– non sto chiedendo, sto affermando, puzzi

– ah, vabé, sono un cadavere, è normale
– è stato doloroso?

– cosa?
– morire

– sì abbastanza
– merda

– mi spiace
– ma sono assurto?

– sei?
– assurto

– ass…?
– assurto dio bono!

– e che cazzo vuol dire assurto?
– minchia ragazzi…sono assurto al Regno Dei Cieli?

– ma sei scemo?
– sono andato all’Inferno?

– guarda che non esiste mica quella roba lì
– a no?

– e no
– lo supponevo

– eh
– dammi i numeri del Superenalotto almeno

– fatti furbo
– se mi mordi divento uno zombi?

– non ho nessuna intenzione di morderti
– come muoio?

– andiamoci a bere qualcosa
– ok

Pubblicato in Novissime | Lascia un commento

Volevo solo dirti

Volevo solo dirti
che l’altro giorno
eri bellissima.
Lo so
a livello di incipit
ho fatto
di molto meglio
ma il succo è
che tu
l’altro giorno
eri davvero bellissima
eri così tanto davvero bellissima
tu l’altro giorno
che mi faceva male il guardarti
e avevi
le scarpe alte
e le tue gambe
non volevano finire mai
e il tuo sorriso di ragazza
il tuo sorriso di donna di ragazza
il tuo sorriso di donna di ragazza donna
è un’arma
e tu
dovresti procurarti
un regolare porto d’armi
perché
se ti beccano
con questo sorriso arma
che ti porti
– che ci puoi
non dico ammazzare
ma ferire sì
anche in modo grave
il disgraziato
che ci finisce sotto –
se ti beccano
te lo ritirano
ti ritirano il sorriso
e sarebbe
un pazzesco peccato.

E questa strampalata
oblunga
poesiaccia
serve solo
a ribadire
che tu
l’altro giorno
con quel vestito corto
e quelle calze forse blu
o rosso scuro
eri parecchio bellissima
e ribadendolo
approfitto
per rimarcare
quanto
sia
dannatamente importante
dire
ad una donna
bellissima
quanto è bellissima
quando
è
bellissima
soprattutto
se la donna
bellissima
in questione
sei
tu.

Pubblicato in Novissime | Lascia un commento

Non ti ricordi più?

Non mi telefoni più
non mi messaggi più
non mi chatti più
non mi piccioni viaggiatori più
non mi segnali di fumo più
non mi posti pneumaticamente più
non mi mandi più letterine di carta profumata blu
non mi radioami più
non mi faxi più
non mi parli più
non mi pensi più
non mi sogni più
non mi vuoi tu più
non mi sai più tu
non mi speri più
non mi guardi
non mi senti
non mi vivi
non mi prendi
non mi dai
non mi puffi
non mi ridi
non mi canti
non mi sei
non mi vieni
non mi vai.

Eppur rimembro ancora
quando non eri sazia mai
dei turbobaci miei
eravamo due piccoli Elvis felici
dormivo nei tuoi capelli
mi ti svegliavi addosso
contenta di sorridermi
un po’ selvatica
profumata di notte calante.

Ricordi?
già
non ti ricordi più
meravigliosa, terribile campionessa
del tuo diritto
all’oblio.

Pubblicato in Novissime | 1 commento

Chiara

Chiara
il tuo nome è luce
ma sei buia
dentro
Chiara.
Hanno paura i lupi
della tenebra che ti porti
ed i vampiri.
Quand’anche tutte
le candele al mondo
avvampassero all’unisono
e gli accendini dell’universo
intero ed i maestosi fari
che sono di salvezza
ai marinai perduti
le torce
i fulmini dal cielo
non ci stan cazzi, Chiara
il Sole stesso ti guarda con sgomento
hai un buio pesto più buio
del dentro della terra
più spesso del cemento.
Ti temono le stelle
avvezze al nero siderale, Chiara.
Chiara
baciare le tue labbra
è come limonare con la notte.

Pubblicato in Il Fatto Quotidiano | Lascia un commento

MOTOSEGA Reloaded

È con inaudito entusiasmo che che si annunzia la prossima uscita di “MOTOSEGA”, il terzo mio libro, esaurito da diversi anni.
Oggi rieditato e rinfrescato dai simpaticissimi tipi di Miraggi Edizioni e da novembre nella vostra libreria di fiducia e naturalmente sul vostro comodino preferito!
Motosega_B

Pubblicato in Incategorizzabile | Lascia un commento

Breve dialogo sul mistero dell’amarezza amorosa nella società moderna occidentale contemporanea con finale abbastanza feroce ma ho visto di peggio

- non mi piaci più
– come?

– non mi piaci
– più?

– più
– fisicamente più intendi?

– anche di più
– fisicamente e moralmente?

– sì, fisicamente, moralmente e spiritualmente
– come è possibile?

– sono i misteriosi misteri del mistero dell’amore misterioso, credo
– ma ti sto ancora simpatica?

– no no, mi stai pure antipatica e mi sembri scema
– scema?

– sì, e dire che ti pensavo intelligentissima
– sei feroce

– non son io ad essere feroce
– e chi dunque?

– la sincerità è feroce
– la ferocità è sincera

– vuoi che facciamo all’amore per l’ultima volta in modo che tu possa serbare un bellissimo ricordo delle mie incredibili prestazioni erotiche?
– sei decisamente affetto da un qualche tipo di disturbo psichiatrico grave

– qual è la diagnosi, dottore?
– un imbecille senza speranza.

Pubblicato in Novissime | Lascia un commento

Questa notte nottetempo di soppiatto

Questa notte sono entrato in casa tua
di soppiatto sono entrato
sono entrato nottetempo
furtivo
silenzioso come un mimo ninja
tu dormivi profumata
abbracciata
al tuo cuscino preferito.

Come faccio a sapere che eri profumata?
Ti ho annusata.

Questa notte nottetempo di soppiatto
sono entrato in casa tua
ho offerto al tuo gatto da guardia
una polpetta al sonnifero gusto tonno
ho dato un’occhiata dentro il frigo
il latte è scaduto da due giorni.
Mi son permesso di mettere un po’ in ordine.
Le tue scarpe soprattutto.
Ho annaffiato le piante.
Ti ho preparato la macchinetta del caffè
per quando ti sveglierai domani.

Questa notte sono entrato in casa tua
e ho nascosto una poesia.

L’ho nascosta
in un punto assai segreto della casa.

È una poesia d’amore.

La poesia d’amore che ho nascosto
questa notte di soppiatto nottetempo
in casa tua
è questa
anche se forse non si capisce
che è una poesia d’amore.

È una poesia d’amore segreta
notturna
celata.

È così ben nascosta che
potresti non trovarla mai
potrebbe rimaner lì per anni
lustri
decenni
secoli
fino alla fine del tempo.

Eri molto bella questa notte che dormivi
nel tuo letto in casa tua.
Eri così talmente bella che la luna
a un certo punto
credimi
la luna ha deciso di tracimare dall’abbaino
inondandoti quei capelli buffi che tieni
di una luce pazzesca.

Son rimasto senza fiato
nel silenzio
della notte
in casa tua
ho pensato:
io non esisto
io non esisto
io non son qui
ma che fortuna
esserci.

Pubblicato in Il Fatto Quotidiano, Novissime | Lascia un commento

Lettere d’amore

- Ho appena ricevuto una lettera d’amore da uno sconosciuto
– Bella?

– No, è molto raro ricevere belle lettere d’amore
– Vuoi che vada a picchiarlo?

– Non puoi
– Dici?

– Sì, è uno sconosciuto
– Giusto, vorresti una bella lettera d’amore?

– Chi non desidera una bella lettera d’amore?
– Chi non la desidera?

– È una domanda retorica, tonto
– Quindi ci vuole una risposta retorica?

– No, ci vogliono più belle lettere d’amore
– Più belle lettere d’amore per tutti?

– Sì
– Te ne scrivo una?

– Sei capace?
– Certo

– Ma m’ami?
– Non direi

– E come fai a scrivere una bella lettera d’amore per una che non ami?
– Ho una spiccatissima capacità d’astrazione amorosa

– Posta ordinaria o mail?
– Piccione viaggiatore

– Procedi pure.

Pubblicato in Novissime | Lascia un commento

Io e te e gli zombi

Io.
Te.
Io e te
io e te e gli zombi
io e te e gli zombi e il divano
io e te e gli zombi e il divano e i pop corn
io e te e gli zombi e il divano e i pop corn e il chinotto.
Non ti sembra perfetto
io e te e gli zombi e il divano e i pop corn e il chinotto?
Manca qualcosa?
Dici che manca qualcosa?
Cosa dici che manca?
Baci?
Baci dici?
Dici baci?
Ok.
Io e te e gli zombi e il divano e i pop corn e il chinotto e i baci.
Qualcos’altro, dici?
Vuoi farlo?
Ma vuoi farlo adesso?
Sul divano?
Ma gli zombi?
Ma durante gli zombi vuoi farlo?
Ma sei sicura?
Ma non hai paura?
Ok.
Io e te e gli zombi e il divano e i pop corn e il chinotto e i baci e fare all’amore.
Niente male.
Niente male davvero.
Qui stiamo rasentando la perfezione.
Sai cosa stiamo facendo noi?
Rasentiamo.
Siamo dei rasentatori di perfezione amorosa io e te.
Parlo troppo?
Smetto?
Sto zitto?
Hai mai visto uno zombi sorridere?
Ecco.

Pubblicato in Incategorizzabile | 2 commenti

Per il tuo compleanno

Ti ho comprato l’estate, un sommergibile e un motel
un gatto volante, un annaffiatoio di cristallo, un fischietto
ti ho comprato una zucca, un albero di giuggiole, nove
tipi di pane, ti ho comprato un pesciolino d’oro e un tamburello,
ti ho comprato un cappotto verde e delle scarpe di corallo, un letto a cinque piazze e mezzo, una casetta dalle finestrelle che sorridono.
Ti ho comprato una spada di liquirizia, un topo infrangibile, una banana parlante e ti ho comprato un misuratore di sciocchezze, ti ho comprato diecimila biglie, delle nacchere fosforescenti, un’ora di tuoni e fulmini, una falce di zucchero, ti ho comprato una scala coi pioli di cioccolato e uno scoiattolo di lapislazzuli vivo.
Ti ho comprato dodicimilia paia di calze a righe colorate, una gonna svolazzina e una collezione completa di pozzanghere, ti ho comprato una canna da pesca di pongo.
Ti ho comprato una mina anticretino, un abbonamento per fare colazione con me per cent’anni, uno zombi a molla, una scatola di fiammiferi, un cestino di lamponi.
Ti ho comprato un piccolo specchio nel quale potrai vedere quanto sei bella.
Non sono mai stato un granché bravo a fare i regali.
Però questa volta
secondo me
qualcosa che ti piace
c’è.

Pubblicato in Novissime | 2 commenti

Il Disinnamoratore

Il Disinnamoratore è il professionista della disinnamorazione.
Metti che tu sei innamorato di una che non t’ama.
O che t’amò ma che non t’ama più.
Metti che soffri come una bestia.
che non dormi più
che non mangi più
che non sei più tu
che non ti va più di uscire
che non ti va di giocare più
di leggere, di scrivere, di far di conto
che non ti va più di niente più
perché lei non t’ama mentre sì, tu.
Metti che ti senti di morire
di scomparire.
Metti che hai finito le lacrime e i sospiri
e pure i biscotti e la carta igienica
ma non hai voglia di andarli a comperare.
Metti che pure il tuo gatto è preoccupatissimo per te
e tua mamma e i tuoi amici, e il tuo elettrauto.

Ci andai una sera di Marzo
forse era Febbraio
Agosto, probabilmente
in ogni caso mi portavo dietro il freddo.

Lei è il Disinnamoratore? gli chiesi.
– Lo sono.
– Professionista in disinnamorazioni?
– Esatto.
– Ho bisogno di disinnamorarmi.
– Sei sicuro?
– Ho alternativa?
– Lo sai tu.
– Credo di saperlo.
– Sei innamorato perdutamente?
– Temo.
– Lei non t’ama?
– No.
– Ti senti perduto?
– Come Ulisse sull’isola di Lost.
– Sai che è irreversibile?
– So.
– Sei pronto?
– Sarà doloroso?
– Dopo sì.
– Ma dimenticherò tutto di lei, tutto quello che è successo tra noi, i baci, le passeggiate, le colazioni, le carezze, le litigate, il bello e il brutto, i suoi occhi, i suoi capelli, le sue labbra, il suo odore, il suo colore preferito, il gusto della sua pelle?
– Non siamo in un cazzo di film.
– Ah.
– Eh.
– Proceda.
– Procedo.
– Procedette.

Il Disinnamoratore
è il professionista
della disinnamorazione.
Ti stacca via un pezzo
non fa poi così male
e pentirsi dopo
non vale.

Pubblicato in Il Fatto Quotidiano | 2 commenti

E non avrei creduto mai

Qui c’è un timido sole
e ho messo il pollo a scongelare
ascolto musica country
e ho voglia di un secondo tè.
Tu che dici, metto su l’acqua?
Il pollo non scongela
potrei piazzarlo sul davanzale
ma non ho davanzali
e poi è pericoloso
potrebbe cader giù
farsi quattro piani in caduta libera
e uccidere il tappezziere
che si sta fumando una sigaretta
sul marciapiede
fuori dal negozio.
Che morte stupida.
Vorrei tu fossi un elicottero.
Se tu lo fossi
un elicottero, dico
mi verresti ad elisoccorrere di baci?
Io scommetto che se tu fossi un elicottero
lo faresti
elisoccorrermi, dico
dico di baci, dico.
Peccato davvero tu non sia un elicottero.
E non avrei creduto mai
che un giorno mi sarei trovato
a desiderare che la ragazza che mi piace
fosse un elicottero.
È una vita piena di colpi di scena
ne converrai con me, ragazza che mi piaci.
Ecco
ora il tè è pronto
il pollo scongela lento
abbasso la musica
guardo in cielo
ascolto
aspetto.

Pubblicato in Novissime | 2 commenti

Centosettanta miglia

È bello l’estate restare da soli in città è bello pensarti
pensare all’ultima volta che abbiamo fatto un poco di dolce su e giù nella casa dalle lunghe finestre.
Ci han visti fare a baci i tetti, i camini, il cielo, il corvo, il rondone, le nuvole, il sole, fors’anche il dirimpettaio guardone.
Squisita è l’estate in mezzo all’agosto il silenzio le strade fantasma
il fiume riflette la luce negli occhi dei matti che escono e non hanno paura ma tu sei lontana stai oltre frontiera.
Accendo la tele la voce mi dice di morti ammazzati di bombe soldati di donne bambini sgozzati bruciati rapiti c’è un uomo con la faccia di gomma che parla e poi parla e ancora su tutti i canali un vecchio vestito di bianco che bacia orientali un sacco di fumo di scoppi una grassa signora sdraiata in costume a bordo piscina che dice qualcosa di folle che non riesco a capire.
Son centosettanta le miglia che separano la punta del bischero mio dalla tua collinetta fiorita.
È bello l’estate sapere che torni in caso contrario sfonderò la frontiera e ti vengo a pigliare con queste mie mani.

Pubblicato in Il Fatto Quotidiano, Novissime | Lascia un commento

Sette anni e sette notti

- Giochiamo all’amore?
– Come si gioca?

– Giochiamo che ci conoscevamo ci piacevamo ci baciavamo facevamo le cose sessuali ci fidanzavamo stavamo assieme facevamo molte colazioni e molte passeggiate e vedevamo molte puntate di “Walking Dead” sul tuo divano ci facevamo dei regali poi litigavamo poi facevamo ancora le cose sessuali poi tu mi lasciavi e io soffrivo come una bestia poi tu cambiavi idea e ci rimettevamo assieme e io ero felice poi mi lasciavi di nuovo che ti eri sbagliata e io ti odiavo per sette anni e sette notti.
– Perché devo fare io quella che lasciava?

– Io non ho voglia di essere odiato per sette anni e sette notti
– Ma neanch’io

– Facciamo che io ti tradivo con la tua migliore amica
– Ma vaffanculo

– Ma è un gioco
– Mi fa schifo sto gioco

– Facciamo che tu mi tradivi con mio fratello?
– Tu non hai un fratello

– Tu a sto gioco proprio non sai giocare
– Forse voglio fare sul serio, che dici?

– Vuoi fare sul serio?
– Proviamo

– Chi muove per primo?
– I bianchi

– Ti mangio
– Non vedo l’ora

Pubblicato in Il Fatto Quotidiano, Novissime | 1 commento

La zona selvaggia

Stamattina mi sono alzato
e ho tirato le tende
e ho visto il cielo
e la pioggia
e il freddo
e i tetti fracichi
e un rondone seduto sul bordo di un camino
con una lametta in mano.

E sono andato in cucina
e ho aperto la luce
e ho acceso l’acqua
e ho pensato:

“Si è spento il sole e chi l’ha spento sei tu”.

Poi l’acqua è bollita
e il tè si è infuso
e intanto che lo sorbivo
nella mia tazza rossa preferita
ho pensato che no
che tra i molti e meravigliosi super poteri che tieni
quello di spegnere il sole no
che poi è pure un super potere imbecille
a meno che tu non sia un’Arcicattiva Marvel
che vuole distruggere il mondo.

E adesso
mentre che scrivo questa
il cielo si sta aprendo
il vecchio Lou mi invita a fare un giro nella zona selvaggia
mentre le ragazze colorate fanno du du du du du duddu du du
ho finito il mio tè e tu
sei troppo lontana per i miei gusti.

Malgrado ciò, dolcezza
io so
che la punta del mio naso
e la punta del tuo
molto presto
si rincontreranno
per far scintille.
Dunque
la zona selvaggia può attendere
in questo agosto bislacco.

E ora ascolta:
è il turno delle Pietre Rotolanti
che con la loro comprensione per il Diavolo
mettono d’accordo tutti.

Pubblicato in Il Fatto Quotidiano | Lascia un commento

Volevo venire a volerti bene in pausa pranzo

Volevo venire a volerti bene in pausa pranzo
ma ti hanno indetto la riunione.
Ho pensato di telefonare nell’ufficio
fare la voce del terrorista pazzo
dire:
“abbiamo nascosto la bomba
nei vostri uffici
avete mezz’ora per evacuare
poi salta tutto
e smettetela di indire
stupide riunioni a mezzogiorno e mezza
cretini”
Così la riunione saltava
e potevamo andare a pranzare in pausa pranzo al fiume
ora che il cielo si è aperto.
Io arrivavo in bicicletta fischiettando
tu mi dicevi:
“che fortuna questi allarmi bomba”
io rispondevo
“e meno male che ci stanno ‘sti terroristi pazzi”.
Volevo venire a volerti bene in pausa pranzo
forse mi vestirò da Uomo Ragno
e ti porto via dalla finestra.

Pubblicato in Novissime | 1 commento

Il concetto di: “che confusione sarà perché ti amo” esiste permeandoci nel profondo ed io ne sono il suo profeta

- Che confusione
– Sarà perché mi ami

– Dici?
– No

– Come no?
– Sono in confusione

– Dunque mi ami
– Non lo so

– Però ci stai?
– Però ci sto

– E che minchia significa?
– Ma come che minchia significa dio santo, è la confusione dell’amore!

– Ma nel senso di confusi e felici?
– Ambiamo

– Dove?
– Come dove?

– Dove andiamo?
– No andiamo! Ambiamo!

– Ah, ambiamo
– Eh

– A cosa?
– Alla felicità

– Sì, io ci ambisco un casino
– Siamo ambiziosi di felicità io e tu

– Credi che se facciamo l’amore ci sconfondiamo un po’?
– No, ma facciamolo a manetta

Pubblicato in Novissime | 1 commento

Se non hai capito già

“Il Seveso è esondato
siamo senza luce
l’acqua alle ginocchia
mi manchi”.

Vedi cara
– scusa Francesco –
se questi quattro versi
fossero poesia
varrebbero una gran poesia bella d’amore
e di paura
racconterebbero una storia
di fiumi
e d’acqua fanga
di buio
e di te
e di ginocchia lontane
che dovrebbero stare incastrate
come si usa fare tra ginocchia felici.
E il Seveso è esondato per davvero
e non credo sia più una questione di poesia
né di chi manca a chi.
Ma se io posso smettere di crederti
non posso permettermi di farlo
con me stesso.
Vedi cara
– e scusami ancora Francesco –
avrei voluto essere in grado di spiegarti
che i poeti
i fiumi
son gente delicata.
Pericolosa e delicata.
Abbiamo bisogno di
poche parole
di qualche attenzione
abbiamo bisogno
noi fiumi
noi poeti
di essere un poco curati
per evitare d’uscire dagli argini
distruggere tutto.
Basterebbe davvero poco
per capire come evitare il disastro.
Ma Gesù Cristo
– e davvero, Francesco, perdonami se puoi –

“è difficile spiegare
è difficile capire
se non hai capito già”.

Pubblicato in Novissime | Lascia un commento