teniamoci stretti che c’è vento forte

teniamoci stretti che c’è vento forte

teniamoci stretti che c’è vento forte
che ci porta via
teniamoci stretti facciamoci stretti
bellezza mia
abbracciamoci coi bracci
aggambiamoci con le gambe
addentiamoci
annodiamo i nostri capelli ai nostri capelli
incastriamoci le dita dei piedi
diamoci le mani
guardiamoci senza mai dimenticarci di guardarci
dentro gli occhi
c’è un vento così forte
che ci porta via

teniamoci stretti che c’è vento forte
ancoriàmoci
l’una all’altro
l’altro all’una
finché non calma
e se non calma
perché potrebbe non calmare – bada – potrebbe
se ci molliamo

saremo scaraventati via lontano
sarà poi difficile trovarci
forse impossibile
dimenticheremo le nostre voci
le nostre facce
dimenticheremo ciò che ci piaceva dirci e farci

dunque
teniamoci stretti
che c’è vento forte
bellezza mia

ti tengo stretta
mia unica bellezza
che tu mi tieni

ed io sia maledetto
sia maledetto io, non dio
se mollo questa presa di salvezza

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24 risposte a teniamoci stretti che c’è vento forte

  1. furio scrive:

    “ciò che ci piaceva dirci e farci” è puramente callofonico

  2. mirko scrive:

    molto bella soprattutto di sfondo

  3. candida scrive:

    tienila stretta per davvero questa donna se ti fa scrivere parole così

    • catalanoguido scrive:

      il poeta è un fingitore

      • Anonimo scrive:

        By Pessoa :-)

      • Alan scrive:

        Caro Guido non ce/te la racconti giusta!! Il poeta è un fingitore che finge una presenza laddove c’è una assenza… ma se l’assenza non avesse un nome, un volto o un idea non potrebbe per definizione esistere.. Non vi può essere assenza se non di un “qualcosa”.. Ergo, questo qualcosa è indubbiamente presente se ci torce le viscere e ci estorce i versi.. Se poi ti fa uscire questi tienila stretta e più stretta ancora.. Che quando sarà stretta veramente, da assenza si farà presenza, sigillerà la falla e niente uscirà più….

  4. Anonimo scrive:

    è una di quelle poesie che ti piacerebbe essere innamorata solo per poterla dedicare a qualcuno

  5. ampolla scrive:

    E’ una di quelle poesie che e’ meglio ricevere che regalare, perche’ chi l’ha scrive ha paura, fingitore o meno.
    E comunque se io la ricevessi non potrei fare a meno di trovare forza per stringere per soffiare lontano il vento.

  6. ampolla scrive:

    Ahia, m’e’ partita una lettera che non c’entrava un’acca…

  7. Lucrezia scrive:

    Va bene. Sono ufficialmente innamorata di te.

  8. mari scrive:

    meravigliosa.

  9. tiziana scrive:

    …così stretti, per non andare in mille frammenti …

  10. Francesca scrive:

    La mia preferita in assoluto

  11. Davide scrive:

    rimango senza fiato pensando che una poesia così dovrebbe trovarsi su uno di quei libri di antologia delle superiori, scritta da chissà quale grande autore del passato con tanto di commenti, asterischi e note del critico di turno per spiegare significati sommersi e scoprire che invece… l’autore è mio coetaneo o poco più.
    Felice d’averti conosciuto! e complimenti per quello che scrivi

  12. Ilaria Alabiso scrive:

    Stupenda :)

  13. Noemi scrive:

    Meraviglia! Io questa l’ho letta al matrimonio di una delle mie migliori amiche. Si è fatto un figurone, Guido!

  14. Diana scrive:

    Ho sentito questa poesia ascoltando la radio, sullo sfondo la strage di Parigi di venerdì 13 novembre. Trovo che esprima molto bene la necessita’ di vicinanza del sentire comune in un momento come questo. Complimenti ad un poeta moderno che riesce a scrivere qualcosa di nuovo, quando tutto è gia’ stato scritto!

  15. sara scrive:

    Quando leggo questa poesia i miei occhi diventano lucidi! Complimenti è veramente bella! :)

  16. Francesco scrive:

    Venerdì 3 aprile 2015 una ragazza mi ha portato al Teatro della Caduta di Torino per il Grande Fresco. Durante questa poesia ci siamo presi per mano. La sera, a casa, ci siamo baciati e amati. Sono passati dei mesi, aspettiamo un figlio, con amore. Ci teniamo, il vento non ci ha portato via. Oggi le scrivo queste righe, un omaggio a Guido Catalano:

    Come noi nessuno si è amato mai,
    amore,
    se ti sembra che stia esagerando,
    allora ascoltami.
    Nessuno si è mai amato come noi,
    dicendosi quelle cose,
    quelle parole in un’esatta successione,
    in quelle stesse posizioni, su quel divano,
    seduti sul pavimento della tua casa,
    proprio quella casa, non un’altra,
    in quella sera d’aprile, con un certa temperatura,
    e quei rumori della città, che si chiama Torino,
    attorno a noi,
    e con il mondo intero, con le montagne,
    e i fiumi, con l’acqua che scorre, in quell’istante,
    e i paesi, con le persone che sono vive,
    e quelle che sono nate in quel momento,
    e quelle che sono morte,
    le persone, ciascuna con uno stato d’animo,
    solo di quella notte,
    sotto il cielo notturno, con una precisa disposizione dei pianeti,
    delle stelle, del cosmo, che non era mai stata
    e che non sarà più.
    E ora che è passato del tempo
    e lo vedi anche tu
    che nulla è come prima,
    sono cambiati i rumori, e la temperatura,
    l’acqua, l’umore delle persone, il numero
    dei vivi e dei morti,
    e la posizione dei pianeti, la distanza delle stelle,
    ora lo capisci che
    nessuno si è amato mai, come noi, quella notte.
    Neppure noi, che ci amiamo ora,
    ci amiamo come allora,
    ma in modo diverso,
    da ieri, da domani,
    sarà forse per la temperatura,
    o per i gatti, o per la luna.
    Oppure perché siamo in tre,
    non saprei dire,
    ma sento un cuore che ti batte nella pancia,
    e non mi sembra di esagerare,
    ascolta,
    amore.

  17. Sara scrive:

    Sono di nuovo Sara, del commento più su.
    La poesia è stampata su uno sfondo assai caro a noi, incorniciata ed appesa ben visibile a casa nostra. Vento forte ce n’è stato, lo sappiamo bene, e ce ne potrebbe essere ancora, ma se ci teniamo stretti non ci dimenticheremo di guardarci! Grazie :-)

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