collasso
ma di baci ti scasso
smargiasso
come che se
come se che
tutti quanti i quattro moschettieri
o tre
o quattro
o come cazzo è
fossero entrati in me
son basso
quanto sto peccando
dio, quanto sto peccando
e non d’adesso
dio, quanto seme disperso
dio, quanta vita nel cesso
il mio vero e unico e solo amore
è stata una gatta siamese dagl’occhi celesti
e la pancia profumatissima
e quanto coraggio hai
a non aver paura di me
alle volte nella notte
mi alzo per pisciare
barcollo fino alla tazza
e nella notte mi posiziono
estraggo il fallo
spingo
urino
guardo alla mia sinistra
mi vedo riflesso nello specchio
sorrido
che poi
a ben guardare
dai
che ce n’è
di bellezza
è così tutto quanto
schifosamente
pieno
di
bellezza
trovare qualcuno che ti sorride
mingendo nella notte
guardandosi in faccia
e non dico capire
intuire
Grazie a questa ho imparato cosa vuol dire “mingere”
Grazie di cuore
la mia stella cometa t’ha scovato non so dove e mi ti ha lasciato làne, sul comodino, per accarezzarmi in sua assenza.
ora non passa giorno che non mi illumini le ore della notte
e mi ti fai arietta in questa canicola caligola romana
Grazie Guido.
Mio nonno mai conosciuto si chiamava Guido
e a me Guido mi fa tipo il più bravo motociclista giappocinese, o com’era, ‘guidolamoto’ eccecc
Insomma sei grosso
sei tanta roba
vieni presto a roma
come minimo c’hai ospitalità assicurata
non so se serve
baci
mavi
grazie mavi
anche mio nonno si chiamava guido e non lo conobbi mai