lì, davanti il banco di lamponi

io per capire se voglio bene a qualcuno
uomo, donna, parente, conoscente
uso un metodo mio particolare
penso che muore

poi lì, vedo se soffro e quanto
se soffro tanto gli voglio bene
se soffro così così gli voglio bene così così
se non soffro non gli voglio bene
se mi viene da ridere e da cantare, lo odio

è un metodo interessante perché ti rendi conto
alle volte
che delle persone che pensavi o di volergli bene
o di non volergli bene
magari poi non era vero

ad esempio l’altro giorno
ho pensato a una persona
della quale non posso fare il nome
che pensavo di non volerle per nulla bene

e mi sono concentrato
e ho immaginato che lei
mentre faceva la spesa al mercato in una bella mattina di sole
e aveva appena comprato dell’uva e dei lamponi
le veniva
una trombosi cerebrospinale fulminante con complicazioni renali acute
che non so se esiste nella medicina moderna
ma tanto stavo solo immaginando e me lo potevo permettere
e la persona moriva sul colpo
lì, davanti il banco di lamponi

e invece di godermi questa fantasia
che il fine era quello
di godermi
mi è venuta tutta una tristezza interiore
che fin quasi le lacrime mi sono uscite
e sospiravo tantissimo
e tiravo su dal naso

che c’era un mio amico, lì
che stavo con un mio amico a passeggiare
che io ste fantasie spesso le faccio anche in compagnia d’altri
ma a bassa voce
che loro non lo sanno
e il mio amico mi ha chiesto, cos’hai? chettisuccede?

no, no gli ho detto io
è che mi ero sbagliato

e insomma, questo è un metodo veramente infallibile
per capire se vuoi bene a una persona

Questa voce è stata pubblicata in Sono un poeta, cara. Contrassegna il permalink.

21 risposte a lì, davanti il banco di lamponi

  1. Tafana scrive:

    Una specie di prova del nove. Chiamala se vuoi Prova del morto.
    Comunque non mi avvicinerò mai più ad un banco che venda lamponi. Non si sa mai che qualcuno voglia fare la prova se mi vuole bene…
    Magari mi vuole così così e a me vengono davvero le complicazioni renali.

  2. cybbolo scrive:

    si potrebbe contemperare l’utile e il dilettevole soffermando la persona oggetto di esame davanti al banco del pesce, per vedere cosa puzza di più ed eventualmente comprare le orate…

  3. maurogasparini scrive:

    che siccome ero senza occhiali, ho letto il banco dei lampioni, e ho pensato a questi ambulanti dell’est che mettevano sul banco i lampioni che i russi avevano tirato giù con i carri armati.

    però lamponi è meglio.
    se c’è, vorrei segnarmi al tuo fancleb

    buon tutto

  4. catalanoguido scrive:

    che non era niente male come titolo “il banco dei lampioni”. se non ti dispiace magari una volta lo uso.
    credo molto nei lapsus uditivi e/o visivi.

  5. maurogasparini scrive:

    non mi dispiace, anzi, se vuoi ti cedo anche la licenza… :-)

  6. Nedo B. scrive:

    Io quando penso alla trombosi
    trombo.
    Però immagino sia una cosa grave,
    poveradonna.
    Un po mi dispiace, anche se non la conosco.
    Le voglio un po di bene, adunque,
    ma tutto sommato non conoscendola direi più che non la auguro a nessuno. La trombosi, dico. Non la tua amica.
    Avercene di amiche.
    da trombare, dico.

  7. “Sto pensando a una persona.
    Immagino che muoia.
    Mi viene da ridere e cantare.
    Cazzo, quanto mi odio”.

  8. alga scrive:

    beh, è fantastica.
    anch’io faccio così :-)

    ti ho linkato, eh.

  9. giorgio sannino scrive:

    ti linko anch’io. che fai paura. e se penso che muori piango già un pochino.

  10. catalanoguido scrive:

    e io mi friziono le palle

  11. petarda scrive:

    una volta lo facevo pure io quel giochino lì, solo che poi ho come te scoperto che mi rammaricavo anche per i peggio vermoni di mia conoscenza, sicché ho smesso.
    ciao guidel :)

  12. giorgio sannino scrive:

    ok ho smesso. smetti di frizionare che arrostiscono

  13. susanita scrive:

    io invece immagino una cosa per verificare se gli altri vogliono bene a me.
    funziona.
    un giorno la racconto.

  14. Tafana scrive:

    Dai, raccontacela oggi!

  15. susanita scrive:

    ecco qua l’ho fatto.

    devi seguire l’indirizzo sul mio nome, ché non posso mettere il link qua, altrimenti il poeta mi cestina.

    che vergogna, però, tafana, raccontare certe cose a trentanni passati. passati da tre anni ormai, tra qualche giorno. che vergogna.

  16. Tafana scrive:

    Di che vergogna parli, susanita. Sei una bambina, una creatura come dite voi, no? Buon compleanno!

  17. sabrina scrive:

    Anch’io faccio la “prova del morto”, da quando ero bambina. Non so se dovrei andarne orgogliosa pero….
    un saluto

    sabrina

  18. catalanoguido scrive:

    secondo me puoi andarne orgogliosa. se funziona vanne pure orgogliosa.

  19. antonella scrive:

    si’, il metodo e’ davvero infallibile.
    Bravo, almeno tu hai il coraggio di dirli i tuoi metodi, ma ce ne sono tantissimi…(sapessi quanti!)

    Comunque invece dei lamponi andavano bene anche i mirtilli quella volta li’, il colore sarabbe stato ancora piu’ spettacolare.

  20. vera scrive:

    anche io faccio così…da sempre, ma immagino anche il contrario.
    E se morissi? coloro che amo cosa farebbero?
    beh, continuo a farmi del male insomma ;-)
    grande Guido

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.


1 × otto =

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>