ieri sai lo so che mi hai pensato

ieri sai lo so che mi hai pensato
esattamente alle nove nella sera
mi è fischiato
l’orecchio ho detto
ora dico un numero
e poi dal numero che dico
saprò
chi è

ho detto il numero
l’ho sussurrato
ho detto l’alfabeto
mi son fermato
era il tuo numero
la tua lettera
era il tuo nome

ora in questo momento qui preciso
anche tu dovresti sentire un sibilìo
dentro l’orecchio tuo
ma molto forte
quasi assordante
lo senti?
dai, pensa un numero
sette?
sette sì sette
sette come son sette i nani
sette come i magnifici
sette come i peccati capitali
e come il nome mio

sarebbe bello un giorno
quanto sarebbe bello
che al posto di sti fischi nelle orecchie
potessimo parole dirci
ed occhi dentro gli occhi
e mani e corpi
magari baci darci
e farci
nel prato giù in discesa
ruzzolarci

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15 risposte a ieri sai lo so che mi hai pensato

  1. Giancarlo Tramutoli scrive:

    Bella. Il numero sette è anche il mio numero. Se poi prendiamo fiaschi per fischi, meglio ancora che io gli astemi non capisco come facciano ad andare avanti.
    Ciao
    G.

  2. catalanoguido scrive:

    che poi il 7 se ci pensi
    è anche il numero di gesù
    che in quanto cristo ci ha anche il 3

  3. susanita scrive:

    che è catalano (il tre)

  4. Giancarlo Tramutoli scrive:

    però se li sommi esce un totale fallico che l’omino bianco s’incazza…
    :-)
    PS
    Ma tutto si tiene, perchè il corrispettivo iconico del 7+3 (il pesce) è proprio un simbolo cristologico. ‘Mazza quanto siamo intuitivi.

  5. susanita scrive:

    forse anche gesù è catalano

    se lo chiedi a un catalano sicuro, per loro tutti sono catalani, a partire da colombo su su fino a gesù.

  6. Giancarlo Tramutoli scrive:

    In effetti guardando bene la foto (che fa riflettere)ci somiglia (se gesù usava un tri-lama C=3,Cristo Catalano = 6, Cristo Catalano col trilama = 9).

  7. Maurizio scrive:

    7 sono i giorni della settimana
    7 sono le vite dei gatti
    7 sono le spose per i 7 fratelli
    7 sono i re di Roma
    7 sono i colli di Roma
    7 sono le meraviglie del mondo
    7 sono le camicie sudate
    7 sono i samurai
    7 gli anni di disgrazia di chi rompe uno specchio
    7 sono…
    Eeeeeh…7 è troppo facile!
    Il mio nome è 13 se consideriamo J e K. Altrimenti è 11. A chi viene mai in mente 11?
    E 13? Non si sa bene se è un numero sfigato o fortunato. Che poi se porta male si è triscaidecafobi. Brrr…fa paura solo a dirlo.
    L’ultima volta che ho sentito fischiare è stato proprio questa mattina. Azz…era la caffettiera…così va la vita, direbbe qualcuno.

  8. Giancarlo Tramutoli scrive:

    Mentre sentivo fischiare il treno
    e pensavo a un numero
    mi son trovato
    su un binario
    morto.

  9. Romina scrive:

    Sette a parte, col resto di due,… la poesia è bella. Già, invece dei fischi nelle orecchie, meglio le parole. Romina

  10. Giancarlo Tramutoli scrive:

    .. è quando ti applaude l’orecchio che è preoccupante. Ci si può montare la testa a neve anche se è estate e sei esausto ed estenuato da chi se n’era andato, ma poi, purtroppo, è tornato. Per essere esaustivi… ci vogliono i numeri per vivere di lettere. Lettere fa pure 7.

  11. catalanoguido scrive:

    tu giancarlo mi sembri un uomo sagace.
    anzi saggace. che così abbiamo fatto 7 e siam più sereni.

  12. Giancarlo Tramutoli scrive:

    .. che poi sette, son cinque lettere, e cinque, sei. E sei, tre. Per fortuna tre, fa sempre tre. Perfetto.

  13. gio scrive:

    I fischi vanno bene,a forza di fischiare vedrai che qualcuno arriva, magari un cane. E dopo non sei più solo

  14. gio scrive:

    sette come le dita della mano di mio zio dopo lo scazzo con l’impastatrice.
    sette come le ruote della bici inventata dal signor Raschioni (mai brevettata).
    sette come quelle congreghe di fanatici in America che cantano e ballano in chiesa.
    Sette come quando hai una sete pazzesca in Sardegna.
    Sette come le mogli dei setti (nasali)
    Sette come setteacchiappo quando ti rincorrono a Roma.
    Sette come le cazzate elencate qui sopra

  15. petarda scrive:

    il fischio nell’orecchio è come quello della pentola a pressione, si genera all’accumularsi di una certa quantità di pensamenti altrui.

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