Centosettanta miglia

È bello l’estate restare da soli in città è bello pensarti
pensare all’ultima volta che abbiamo fatto un poco di dolce su e giù nella casa dalle lunghe finestre.
Ci han visti fare a baci i tetti, i camini, il cielo, il corvo, il rondone, le nuvole, il sole, fors’anche il dirimpettaio guardone.
Squisita è l’estate in mezzo all’agosto il silenzio le strade fantasma
il fiume riflette la luce negli occhi dei matti che escono e non hanno paura ma tu sei lontana stai oltre frontiera.
Accendo la tele la voce mi dice di morti ammazzati di bombe soldati di donne bambini sgozzati bruciati rapiti c’è un uomo con la faccia di gomma che parla e poi parla e ancora su tutti i canali un vecchio vestito di bianco che bacia orientali un sacco di fumo di scoppi una grassa signora sdraiata in costume a bordo piscina che dice qualcosa di folle che non riesco a capire.
Son centosettanta le miglia che separano la punta del bischero mio dalla tua collinetta fiorita.
È bello l’estate sapere che torni in caso contrario sfonderò la frontiera e ti vengo a pigliare con queste mie mani.

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