l’uomo che viveva di soli baci

non si vive di sola aria, si dice
ed è sacrosanto
ma esisteva un uomo
che viveva di soli baci

non beveva acqua
non aveva mai sete
e non mangiava nulla
non conosceva la fame

solo baci
baci di donna sulle labbra
baci
di donna
sulle labbra
erano la sua fonte di sostentamento

e ogni giorno doveva riceverne almeno un chilo
di baci
chè lui li misurava in chili
non so come facesse

e Chiara e Luisa
e Francesca e Barbara e Irene
e Camilla e Maria
si alternavano giorno dopo giorno dopo notte
a dargli molti baci
appassionati

sì, perché dovevano essere baci appassionati
baci sessuali
non per finta

un giorno
l’uomo che viveva di soli baci
conobbe una ragazza di nome Zibibba
e se ne innamorò

era bella
oh come era bella Zibibba
che occhi
che capelli
mai riuscirò a dire la sua bellezza

e baciava Zibibba
Zibibba baciava come una dea
con le sue labbra rosse

e l’uomo che viveva di soli baci
decise che d’ora in poi
solo lei, lui avrebbe baciato
solo con Zibibba avrebbe limonato
per tutta la vita

ma Zibibba non riusciva a fornire
tutti i baci che abbisognavano
per far sopravvivere il suo amato

lo baciava e lo baciava
dalla mattina fino alla sera
e anche gran parte della notte

ma lentamente l’uomo che viveva di soli baci
iniziò a deperire
e anche Zibibba si indeboliva
perché non aveva più neanche il tempo per mangiare

un giorno li trovarono abbracciati sul divano
con le labbra che si sfioravano, erano morti
erano morti bocca contro bocca
corpo contro corpo
con gli occhi chiusi

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7 risposte a l’uomo che viveva di soli baci

  1. Carlo scrive:

    Mi tocca molto, sì, mi tocca molto da vicino codesta poesia. Se incontro Zibibba starò attento. Il problema è che Chiara e Luisa e Francesca e Barbara e Irene e Camilla e Maria sono in realtà meno numerose di così e abitano lontano, e io… Però chissà. Uscendo dal personale, mi ricorda anche il mito di Manyun e Layla, due che, a differenza di Giulietta e Romeo e Paolo e Francesca e simili, non hanno avuto bisogno che li ammazzassero perché quando finalmente si sono beccati si sono amati così tanto che sono morti d’amore. Sorge poi una domanda: ma si può vivere (senza morire subito) un amore assoluto, sublime? Io non ho dubbi, la mia risposta è sì. Dei cattivoni mi hanno detto che quando compirò quattordici anni la penserò diversamente. Però non ci credo, la penserò lo stesso così. E poi non conto i giorni, quindi come faccio a sapere se compio quattordici anni?

  2. catalanoguido scrive:

    son contento carlo di averti toccato

  3. susanita scrive:

    guido ma perché
    un giorno mi spiegherai
    perché le tue poesie finiscono (ultimamente)
    sempre male?

    perché se c’è amore o uno o l’altra, o tutti e due
    muoiono?

    e se zibibba, il cui nome già di per sé dà il sentore di qual cosa meravigliosa possano essere i suoi baci: dolci con note fruttate in apertura e retrogusto di pietra focaia…

    se zibibba, che si accompagna luminosamente col tiramisù, lei, dicevo fosse in grado di sopperire a tutto il fabisogno dell’uomo?

    se fosse stato così allora guido non avrebbe scritto la poesia, mi risponderebbe mia mamma (è la risposta che mi dà sempre sui film).

  4. petarda scrive:

    ma siamo sicuri che quest’uomo non potesse sopravvivere almeno parzialmente con dei succedanei (baci perugina)?
    l’ho riletta e mi sono intristita.

  5. catalanoguido scrive:

    tua mamma, susanita, credo abbia ragione

    i baci perugina no, nonò i baci perugina proprio no

  6. Carlo scrive:

    Però si possono scrivere poesie di amore felice. Esiste la felicità in questa breve eternità. Esiste. Poi si muore lo stesso, ma esiste.

  7. catalanoguido scrive:

    sì è vero lo ammetto

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