Inferno Giorno

Non è il caldo, capitano, non è questione gastrica
non è la solitudine, che ci faran crepare.

Io e lei, capitano, ci troviamo nell’incantevole
condizione di aver superato le linee nemiche
per distrazione, certo, e in più, ora che la osservo,
scusi se mi permetto, ma lei sta sanguinando copiosamente.

No, le assicuro, è sangue, non è la marmellata
che abbiamo assunto a colazione stamattina.

Pregare?
Non so farlo.
Credo di aver dimenticato financo le basi.

Potremmo issare bandiera bianca, capitano.
No, la sua canottiera non va bene, è rossa ormai.
Non vorrà mica che ci prendano per comunisti?

Sì, capitano, mi detti pure la sua lettera d’addio.
A chi la indirizziamo?
Alla sua bella?

No,
“Anna, mia dolce Anna, di me, dell’amore e della vita tu non hai mai capito un cazzo”,
non mi sembra un bell’incipit per una lettera d’addio d’amore dal fronte, ma d’altra parte lei sta crepando, capitano, e se lo può permettere.

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