Domenica, 14 di agosto

Domenica, 14 di agosto
madre di tutte le domeniche di merda
non riuscirai ad avermi che intanto già m’hai.
Che intanto le cerbiatte del salto triplo
mi lasciano a bocca aperta di meraviglia
che intanto la città è così bella e vuota
senza le persone
che intanto ascolto la nostra canzone
che intanto nascono come i funghi
nuovi poeti senza bisogno di pioggia
di sottobosco umido e penombra
che intanto gli stabilimenti balneari
sfiorano il sold out
un modo come un altro
per andare
a farsi comandare.

Domenica, 14 di agosto
madre di tutte le domeniche di merda
sorella di Madama Solitudine
intima amica della Signorina Noia
che dirti se non
che t’aspetto bramoso
anno dopo anno dopo anno
e fin che tu sei
vuol dire che io sono
e quand’anche arrivasse la fine
sarà lieta
o forse no
il che è lo stesso.

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Una risposta a Domenica, 14 di agosto

  1. Cristian scrive:

    Mi piace questa…leggendola l’ho sentita molto mia. Ne scrissi una pure io anni fa a Ferragosto che è il padre di tutte le giornate estive di merda, ovunque tu sia.
    La fine però mi lascia perplesso, insomma mi ha deluso. Come sentire sciabattare degli infradito insabbiati sul pavimento. Ecco mi ha fatto quel l’effetto lì. Uscita, fuga, dissolvenza sipario ed infradito…

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