Da diverso tempo giunge in redazione una domanda fatta da molti e da molte, la domanda verte sulla reale possibilità reale della sincronizzazione orgasmica, detta anche “venire insieme”. Premetto innanzitutto che chiunque si azzarderà a fare battute sul doppio significato della parola “venire”, come aimè è già accaduto, sarà raggiunto a casa sua dalla nostra squadra di cocainomani cannibali (S.C.C) e sottoposto a ventiquattro ore di rieducazione psicomotoria.
Siccome che questa rubrica è basata sulla verità e la sincerità d’animo scientifico, devo rispondere, e me ne spiace, che venire insieme no. In un rapporto eterosessuale penieno - vaginieno, venire insieme è una roba che se avete una bottiglia di champagne in frigo allora lì sì, vale stapparla e festeggiare. Sta cosa del venire insieme, signori e signorine, è una roba che te la fanno vedere nei films. Sia i porno, sia i non porno. Ma parliamoci chiaro: gli uomini e le donne è gente sfasata. L’uomo è la donna dai secoli dei secoli nei secoli, vivono in una sfasa di dissincronia che, magari sarà pure il suo bello, ma giuro, non ce n’è.
Esistono - è vero - delle tecniche sessuali avanzate per cercare di sincronizzare gli orgasmi. La manipolazione manuale degli organi sessuali primari, ad esempio, se attuata con perizia e in sincronia, appunto, può facilitare la faccenda. Ma se parliamo del dolce su e giù di burgessiana memoria, no. Mi spiace.
Che poi una roba veramente pessima è una donna che tu stai venendo e lei ti dice “no no non venire no dai non venire dai aspetta dai!”, che quella è una roba per un uomo che ti viene il trauma sessuale di colpa orgasmica (T.S.C.O.), e poi non ti riprendi più.
Non so, poi ci sono tipo i santoni che c’hanno il supercontrollo tantrico dello yoga di Budda, ma queste son cose che in questa sede non ci interessano.
Dunque, in coclusione: venire sì, venire tutti, venire bene. Questo è l’unico discorso. Poi chi prima chi dopo, son fregnacce.
Andate sereni.