e insomma, lo sai

ho aperto gli occhi mi sono alzato ho fatto il sole
no
ho aperto gli occhi mi sono alzato ho fatto il tè

quando io parto con l’arioplano
non è che parto spesso con l’arioplano
ma quando io parto
io faccio questa cosa:
io prima penso
poi dico ad alta voce
“mamma mia magari questa volta casca l’arioplano cade giù con me seduto dentro”
questa è una tecnica
in questo modo
l’arioplano non cade mai
perchè sennò io avrei dei poteri divinatori
che non ho
è una tecnica

io adesso, è giusto che tu lo sappia
io adesso sto per uscire dalla mia casa
godere questo sole che è un ottobre in gentilezza
e faccio una passeggiata
però io, sappilo
ho fatto un errore
ho pensato e poi detto ad alta voce
“e beh, io adesso passeggio e magari per sbaglio io la incontro affaccendata nelle sue faccende che cammina tutta affaccendata così con quel passo un po’ veloce e ci incontriamo magari come nei film americani che contemporaneamente giriamo l’angolo e ci scontriamo e a lei cascano tutti i pacchetti e pacchettini e io le dico scusa e la aiuto a raccogliere i pacchetti e pacchettini e poi ci accorgiamo che siamo noi e ci sorridiamo e lei mi dice andiamo a prendere un caffè e io le dico certo sarebbe bello e passeremmo tutto il pomeriggio seduti dietro una grande vetrata a chiacchierare e a guardarci e a guardare il marciapiede e gli alberi autunnali di New York che io mi immagino che saremmo a New York mica a Torino perchè a sto punto io posso immaginare quello che mi pare e lei cioè tu saresti vestita in un certo modo tipo con una gonna credo una gonna sì e altre cose a tua scelta delle scarpe basse e delle calze colorate e il resto decidi tu”

ora questo però
ora questa cosa molto bella
che sarebbe potuta succedere
non può più succedere
me la son giocata
come uno stupido
come quando ho paura che cade l’arioplano

solo che tu non sei un arioplano che può cadere
tu sei una ragazza con i pacchetti e i pacchettini
che avrei potuto incontrare per sbaglio
un pomeriggio d’ottobre
che c’è pure il sole
e c’è il cielo
e c’è il dolore
e ci sei tu
e c’è la solitudine
e ci sono io
e c’è sto ragno che mi guarda da mesi dall’angolo in alto a sinistra
come addirmi, ma tu sei pazzo
ma ringrazia che non ti ho ancora ammazzato e che ti ospito, cretino

e insomma, lo sai, c’è da avere paura
e io
ne ho
abbastanza

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8 risposte a e insomma, lo sai

  1. nita scrive:

    c’è una persona che deve prendere l’aereo tra qualche giorno che per un momento ha pensato che se quell’aereo cadesse per davvero in fondo poi non sarebbe così dispiaciuta…

    c’è anche gente così, pensa te che strana.

  2. catalanoguido scrive:

    prova a dirlo agli altri passeggeri

  3. marcella scrive:

    ma è bellissimissima! quando l’hai scritta?

    (e comunque ci credo anch’io a questa cosa che se ti immagini una cosa sei sicuro che non succede. Purtroppo con le cose belle funziona sempre)

    un saluto al ragno :)

  4. catalanoguido scrive:

    l’ho scritta stamane
    temo che il ragno sia morto

  5. La figlia del dottore scrive:

    Io c’ho gli scatoloni, non i pacchettini;
    peccato perchè è bellissima!

  6. catalanoguido scrive:

    gli scatoloni possono andar bene
    magari ci si può far del male
    ma credo vadano bene

  7. Iaia scrive:

    Questa avrei voluto scriverla io, riproduce esattamente i miei processi neurologici. grazie Guido! Linkata su fb…

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