mi capita ultimamente
passeggiando per la strada
di vedere uomini
uomini e donne
uomini in giacca e cravatta
donne eleganti
che camminano
con passo sicuro
e parlano
da soli
li ho visti dappertutto
sui marciapiedi
alla fermata della metropolitana
davanti alle vetrine di boutiques alla moda
non parlo di barboni
resi matti dal vino e dal freddo
sono uomini e donne
ben vestiti e pettinati
che parlano da soli
e camminano veloci
tutti
con un filo
di gomma
che gli esce
dall’orecchio
e il loro sguardo, quando incrocia il tuo, è duro. ma è lo sguardo di chi fa il matto e sotto, o dietro il filo di gomma, se la ride.
è vero
e che mi dici di quelli a cui non esce nemmeno il filo di gomma? quelli che hanno accrocchiato all’orecchio tipo un fagiolo spaziale? io quelli li trovo ancora più inquietanti.
quelli però mi sembrano come star trek. mi sanno di fantascienza e ho la sensazione che poi gli cala sulla testa il raggio del teletrasporto e finiscono sull’interprais.
vero, però per coerenza dovrebbero almeno girare per la città con indosso quelle belle tute/pigiamino di star trek
guido, con tutto il rispetto per i matti con i fili di plastica nelle orecchie e i vestitini gessati, a noi (e mi permetto in tutta umiltà di usare il plurale, perché ho notato che su questo sito commentano tutte femmine con simili caratteristiche, che più che stare su un blog di poesie pare di stare in un letto di acari con la vagina) a noi, dicevo, ci piacciono le poesie d’amore!!!
il cliente ha sempre ragione! dunque che sia poesia d’amore! siempre! viv l’amùr! alè!
vedi “allaragazzachemirendefelice” et cetera.
questa è una poesia cazzutamente d’amore che io sia preso dal fumine se non lo é.
leggiti i commenti a questo aiq DLIV/06, intitolato “intesa”, lo trovi alla pagina
http://aiq.altervista.org/029.htm
è sta storia del 5-7-5 maledetto che proprio non ce la faccio. ci provo eh, ma mi viene un nervoso pazzesco.
grazie però.
è che i miei occhi non sono verdi, che non me la sento di commentare lì. grazie, catalano che mi rendi sognante in questo dicembre caldo ma oggi no.
prego, anzi grazie, anzi anche se non hai gli occhi. speriamo che nevica.
neppure io ce li ho verdi. ha ragione suitisuiti, era sbagliato commentare là.
oddio.
se guardi bene, bisogna essere dotati, direi 11 decimi per occhio, con la giusta inclinazione, con la luce naturale entrante a circa 36 gradi, magari un po’ di verde si trova.
un verde bruno, cioè marcio, tipo “sottobosco d’autunno”. mi accontento. speriamo che nevica pure a roma.
il mio sogno era di avere un occhio di colore diverso dall’altro. come devid baui. mi hanno detto che se ti tiri una botta fortissima in un occhio alle volte succede. ma è pericoloso che rischi di diventare orbo.
mannaggia… io non voglio commentare troppo… che mi pare eccessivo… però mi provochi!
quando ero piccola piangevo che non volevo mettermi il collirio, allora mia madre per convincermi mi disse che serviva a far diventare gli occhi azzurri.
lei ha presto dimenticato la faccenda, io ho continuato per anni a mettermelo di nascosto, senza grossi risultati. L’ho somministrato di nascosto anche alle sue rose per farle nascere blu. per loro ha funzionato.
anche io mettevo un sacco di collirio. poi avevo il tappo. il tappo era proprio un tappo di gomma che si metteva attaccato a una lente dell’occhiale per cecare un occhio e far lavorare l’altro, il cosiddetto occhio pigro. una tortura medievale.
peggio dell’apparecchio ai denti? quello che alle feste delle medie eri l’unica che non baciava nessuno per la vergogna? no, non può essere peggio.
peggio? peggissimissimo!
quello che ogni volta che andavi dal dentista te lo stringeva un pochetto e non dormivi la notte dai dolori?
quello che siccome era difficilissimo lavarsi i denti eri costretta a far sciogliere in bocca una caramella dal sapore schifoso che colorava tutto di un rosso sangue che andava poi spazzolato via energicamente?
quello che la tua compagna di classe, oltre ad avere delle tette molto più grandi delle tue, di quei due foruncoletti che ti ritrovavi e che ti ostinavi a voler nascondere dietro uno strabordante primo reggiseno, lei dico, c’aveva pure un sorriso tutto bianco e liscio?
no. non mi convinci.
ammetto di non avere mai messo l’apparecchio (infatti ci ho i denti di sotto tutti belli affastellati), però tu immaginati un bimbetto che va in giro con un occhio solo perchè cià un tappo di gomma attaccato all’interno della lente. mica bello. comunque forse, ma solo forse, l’apparecchio è peggio. ma solo forse.
ma avevi gli occhi storti? no perché sennò stai peggio tu!
comunque a volte li incotro per strada i bambini con un occhio bendato. pore stelle. ma c’hanno sempre lo sguardo più intelligente degli altri! sarà che la lente troppo spessa gli fa l’occhio ciclopico grande come tutta la fronte…
esatto, ci avevo un occhio strabico perchè era pigro e se ne andava verso quello che invece aveva voglia di lavorare. allora si tappava quello bravo e si costringeva quello pigro a lavorare.
io di bambini col tappo non ne vedo da secoli.