non fosse altro
(ho sempre desiderato iniziare una poesia con non fosse altro)
che non ho idea di cosa sarà di me
e di te, perché no
domani
ho messo a bollire le patate
come mi hai detto tu
quanto debbono cuocere?
fuori oggi c’è un vento caldo strano
e tu ogni tanto mi chiedi conferma
di quanto tamo
(t’amo mi garba di scriverlo senza apostrofo)
hai un corpo
è vero
e occhi verdi
e le tue tette mi rendono prezioso vivere
poi mi fai ridere
quando parli in cinese
e ti metti questo strano cappello con i pon pon
anche se uno si è staccato
ed il tuo brutto cane se lo voleva mangiare
poi
mi guardi e mi dici che non devo morire
e questa è una cosa carina da dire
una cosa che nessuna mai mi ha detto
poi di notte
mi abbracci
e ne ho bisogno
oggi è dicembre
fa caldo
e questa poesia
è solo tua
commossa.
che bella! complimenti da una quasi nonna.
grazie quasi nonna.
Tac.
è una poesia che fa tac.
E’ un suono che scatta nella mia testa quando le parole prendono spessore e finalmente parlano.
B r a v o
grazie lucrezia. non sapevo una poesia potesse fare Tac. ma ne sono felice.
bella la cosa delle tette
sì, bellissima