I cani hanno sempre ragione

Il primo bellissimissimo e introvabilissimo libro
di Guido Catalano.
Scaricalo in scioltezza e godilo con chi più ami! da QUI

(copertina di Alessandro Rivoir)


5 risposte a I cani hanno sempre ragione

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  5. gna scrive:

    Legnaccia

    Se mi affaccio da un monte artificiale
    logoro la parte che in me è natura
    e mi trafiggo amorevolmente con un bianco
    unico modo che ho di trangugiare in pace
    un intruglio alchemico – vegetariano al sapore d’Africa.
    Con sibili radiofonici e con puttane congelate in frigo.
    In un luogo che di legnoso ha un tetto poco costoso
    che si apre al cielo e alle sue piogge.

    Pomodori e carasau

    Ho forse la lettera che di me fece scampo?
    O è solo il salto di grano che di noce fece salto?
    Opprimente e avverso fu il baffo bianco che di notte fece anchilosauro
    con odori di ciò che a noi piace sentire e stronzon non vuole udire.
    Mi metto a carponi in un letto che niente ha di profumato
    con ultimo residuo di stereo anni niente
    fatto di legno, pomodori e carasau.

    Fottetevi tutti

    Tutto si sofferma su dati imprecisi
    latente gioco di campi
    che deridono ciò che non si possiede
    per non fortuna accumulata
    la mente retrocede in lacune che disperdono il seme.
    Col cazzo! Questa è la risposta al quesito
    Per alchemica legge
    la truffa che invade il mondo
    si rende visibile e attraente a me
    che non cingo più niente
    che di astruso faccio la trebbia
    e lo stesso travaglio dice:
    fottetevi tutti.

    I coriandoli se li porta via il vento

    La festa è iniziata
    i cieli cantano tra stelle di fiori
    e la luminosa Orione
    viene invasa di colori.

    La costellazione del carro
    si riempie di giullari dello spazio
    sprizzanti d’energia
    e privi di superbia terrena.

    Bacco celebra ebbri banchetti di felicità:
    quivi non v’è fatica ne pianto
    ma solo ozio e risate d’amore.

    Egli mi dice: “spero sia durevole
    questo momento, anzi,
    perché no, eterno”.

    Ad un tratto, il sogno si spezza
    il lume si è spento
    ridiscendo sulla terra
    e i coriandoli se li porta via il vento.

    Io contro l’alcool

    Io contro l’alcool,
    mi cimento in vacanze perenni
    che tanto hanno di splendido astratto.
    Io contro l’alcool,
    in cascate di merda s’intravede il concreto.
    Io contro l’alcool,
    in pezzi di carta si cela la speranza.
    Io contro l’alcool,
    la testa che si sposta
    il fegato che la segue
    le gambe che cigolano
    il bicchiere che si riempie
    il fantasma di Bukowski che ride
    il cadavere di mio nonno che continua parlare.
    Io contro l’alcool,
    è la storia che si ripete.

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