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20 risposte a CONTATTI

  1. Ciao Guido,
    mi chiamo Camilla Giannelli ed ho scoperto il tuo libro al Teatro del Sale di Firenze nel corso della scorsa settimana. Oltre ad essere alla disperata ricerca del suo cartaceo (almeno 4 copie) che pare non essere più in distribuzione, mi piacerebbe moltissimo conoscerti. Sono rientrata a Milano, città dove vivo e lavoro, solamente il 25 ottobre e non sono potuta venire alla tua presentazione del 24 al BookCity. Spero di ricevere una tua cortese risposta, nel frattempo ti auguro buona giornata.
    Un saluto cordiale,
    Camilla Giannelli

  2. Tiziana scrive:

    Ciao Guido, sono tiziana catenazzo ed ero nella C, ti ricordi?
    Baci ti.

  3. Marcollu scrive:

    Ciao Guido, sono uno studente di vent’anni con una vita disperata. Ho scoperto oggi di te, parlando con delle mie colleghe di facoltà. Non sapevo della tua esistenza e quando mi hanno detto: “é il poeta italiano più famoso in Italia, ancora vivo” ho pensato: “fantastico! Non sono l’unico a scrivere poesie in questa vita”. L’unica differenza é che di me, per fortuna, lo sanno in pochi; mentre di te, ahinoi, lo sanno in troppi.

  4. Asia Jäkel detta Dug scrive:

    RINGRAZIO PER L’ATTENZIONE

    In vent’anni
    E si dice normalmente
    – che sono pochi nell’arco di una vita-
    Ma per me
    Che ho vissuto solo quelli
    Sono già un bel pò di tempo
    Dicevo
    In vent’anni
    Non sono mai stata a Torino.
    “Sacrilegio!”
    Dirai tu
    “E infatti ci vado oggi”
    “Bravah”
    Che poi non vengo per te
    Però sei stato un bell’input
    Come quelli dei computer

    Ho letto tutti i tuoi libri
    Ma non sono venuta a vederti
    Perché lo stesso giorno
    A Modena
    Ironia della sorte
    Ho inseguito la persona che amavo
    Che poi amo ancora
    E che avevo perso
    Dopo tanto tempo

    Ti mostrerei una foto
    Perché tu non lo sai
    Ma siamo protagonisti
    Di tante di tue poesie

    Ci siamo conosciuti una metà di marzo
    E ci siamo innamorati
    Proprio il 21
    Poi ci siamo persi
    Poi ci siamo odiati
    Rigettati
    Ripudiati
    Ma mai dimenticati
    E infatti
    Una metà di marzo esatta
    Di due anni dopo
    Ci siamo riguardati
    E tutto è ricominciato
    Senza dirci niente
    Forse perché questo tutto
    non era mai finito

    Che poi mi dico
    “Che gli frega”
    Però proprio a te
    Dovevo dirlo

    Comunque
    Questo papiro nasce perché
    Io sto andando a Torino
    E non voglio visitarla
    Come fanno tutti
    Io voglio viverla
    Voglio vedere la gente
    Sedermi su una panchina
    E parlare con la piazza
    E leggere il paesaggio
    E respirare le persone
    Ma soprattutto
    Una cosa che stradoro
    Come rito intimo
    – non pensare male-
    È bere il caffé
    E quindi
    Ti chiedo
    Anzi
    Diamoci del Lei
    Che fa più formale
    Ed è più adatto
    Per una linguista come me

    Le chiedo
    Se potrebbe dirmi il nome di un posto
    In cui potessi bere un caffè
    Ma non un posto qualunque

    Il posto giusto.

    Mi scusi
    Se le ho fatto perdere tempo
    Che poi magari
    Anzi
    Quasi sicuramente
    Questo papiro nemmeno Le è arrivato
    Forse l’ha scansato
    Ma se lo sta leggendo
    Ed è arrivato fino a qui
    La ringrazio
    per tutte le poesie che indirettamente mi ha dedicato
    E per le poesie che capisco
    Perché il Suo parlare in versi
    È esattamente il mio modo di parlare
    Ed è per questo
    che i miei professori
    Quando parlo
    Non mi capiscono mai
    Forse perché ho troppe idee in testa
    E le butto fuori tutte insieme
    Come Hiroshima
    E l’effetto è quello di rimanere
    Bombardati
    Mi guardano straniati
    Un po come Verga
    Con Rosso Malpelo

    Non sono Rossa
    Lo ero
    Ma un po di Malpelo
    Forse mi è rimasto

    Insomma alla fine
    Volevo solo chiedere
    Il nome di un Caffé.

    Ringrazio per l’attenzione

    Asia

  5. Elena scrive:

    Quelli che mi lasciano proprio senza fiato sono i libri che quando li hai finiti di leggere e tutto quel che segue vorresti che l’autore fosse un tuo amico per la pelle e poterlo chiamare al telefono tutte le volte che ti gira.

    Disse il giovane Holden.
    Io ho da dire solo: grazie.
    E.

  6. chiarancia scrive:

    Ventiquattro anni e non sapevo esistessi.
    Una vita sprecata.
    dici?
    dico.
    Però ora lo so, e giuro non smetto.
    Però ora lo so e ne vorrei ancora, mattina pomeriggio e sera.
    Dovrebbero passarti in radio, sotto un Elevator To The Gallows di Miles Davis.
    Dovrebbero passarti in tivù, al posto dei notiziari con la musica che sa di cena.
    Dovrebbero passarti, perché superarti é inutile.

  7. Doresse de la Paresse scrive:

    C’è una ditta di sanitari “Catalano”.

    Anni fa lavorando in una fiera di sanitari
    mi sono imbattuta nell’azienda “Catalano”
    ho preso la loro busta nera
    con su un peperoncino rosso.
    Molto erotico.
    Poi ho pensato se non volessero suggerire altro…

    Sanitari Catalano.
    Ho immaginato, allora, un tizio che si sentiva
    su una Harley a bordo di un bidet
    e l’esigenza di far sapere che poteva essere una buona idea.

    Ma a Catania l’insegna d’un negozio
    è un accorata esortazione per la dirimpettaia:

    ANNA SPORT
    ESCA VIVA TUTTI I GIORNI

    Altri, esibiscono lo scempio che si può fare
    dell’Umanità e dei suoi profeti fraintesi

    LE CARNI DI SALVATORE STRANO

    A Catania
    ho letto le sue poesie.

    Nel percorso fino a casa ho imaginato di scrivere
    scriverescriverescriverescriverescriverescrive-
    rescriverescriverescriverescriverescriverescri-
    verescriverescriverescriverescriverescriverescri-
    verescriverescriverescriverescriverescriverescri-
    verescriverescriverescriverescrivere.

    E poi ho pensato: quanta poca delicatezza. La solita sbruffona.

    Meglio dimenticare d’aver incontrato le sue poesie
    ma GRAZIE.

  8. antonio castelli scrive:

    Non avevo mai letto le tue poesie. Non ero nemmeno al corrente della tua esistenza, lo confesso, ma mi è capitato tra le mani “D’amore si muore ma io no” e ho avuto un’illuminazione. Sono quasi sicuro d’aver intravisto la madonna. Hai scritto il libro che non c’è mai nelle librerie, quello che lo cerchi, lo cerchi e non lo trovi, fagocitato com’è dall’esercito degli esercizi di stile stracciapalle. Ora devi solo scriverne un altro. Fallo per me. O per Mini Agata. Se lo merita.

  9. carola scrive:

    Ciao :)mi chiamo Carola.ho scoperto te e il tuo ultimo libro per caso.Era una mattina piovosa….grandinosa:)e mi sono rifugiata in libreria (ottima tana :)calda e piena di cose interessanti) …ho curiosato qua e la…ed ecco…mi appare il tuo romanzo con sfolgoranti lettere rosse e nere e due galline in fuga(ma dove corrono?)…ed ora son qui sotto l ombrellone a leggerti e sorridere perché un po mi ci trovo nelle situazioni che racconti :)grazie!

  10. Cristian scrive:

    Ho pubblicato due libri di poesie ma ovviamente faccio altro nella vita..tipo vivere o tentare di farlo. Ho fatto un reading anche io una volta con una poetessa cazzuta venne un sacco di gente si intitolava “parti diversi”. Poi però mi sono incagliato, forse la mia vita in fondo si è incagliata perché non mi viene più quella fottuta cosa che si chiama ispirazione o il demone come dicevano i greci. Le mie poesie d’amore sono abbastanza tristi e descrittive, insomma le ambiento e il lettore dovrebbe vedere mentre ascolta. Sono poesie difficili con parole complesse e immagini sbilenche. Il tuo romanzo l’ho quasi finito. L’ho divorato. Ma non so dirti se mi piace, un hamburger mi piace ma tendo ad evitarlo perché so che fa male e allora mi butto sul Vegan che so che fa bene. Mi sembra di addentare un hamburger ad ogni pagina col tuo romanzo, mi piace, ma so che non potrò mai vivere di hamburger, perché dopo ingrasso ed io che ancora sono un bel tipo non lo accetterei. Ecco perché divoro questo libro e poi mi impongo di fermarmi altrimenti poi dovrò tornare a mangiare il seitan, a vivere di Mariangela Gualtieri, il tofu poetico più squisito che c’è, che tanto il sapore ce lo metti tu. Ecco tu stai alla divina con la voce di bambina cattiva, come un hamburger sta al bianchissimo tofu. Non potrei mai scrivere come scrivi tu, tu all’anima ci arrivi subito perché in fondo abitate nella stessa casa, la conosci, la vedi la mattina col cispo negli occhi, la saluti la sera, ce l’hai sul divano mentre guardi le paraolimpiadi. Io e molti altri che scriviamo poesie di fronte all’anima ci inchiniamo, ci sudano le mani, facciamo la riverenza, l’aduliamo e poi ce ne andiamo eppure siam convinti di poterla raccontarla in versi e strofe quella anima di Lei, di Lui, del Mondo.

  11. Marco Biagini scrive:

    Ciao Guido,
    sono Marco di Montegiardino, San Marino.
    Ci siamo conosciuti l’anno scorso per Artisti in Casa, quando ho avuto l’occasione per ospitarti in casa mia con Ramberti per un caffè.
    Mi spiace sentire che quest’anno non parteciperai al festival perchè si è avverato un piccolo progetto del quale parlammo: fare di quella parte del borgo l’angolo della poesia.
    Quattro-cinque poeti che si alterneranno nella lettura dei propri o altrui componimenti.
    Comunque non si sa mai: artisti in casa è previsto per il 24 di settembre e magari cambierà qualche cosa.
    Magari verrai come spettatore.

    Saluti

    Marco

  12. smcs scrive:

    cheppalle, guidocaro. ma in versilia ci torni? ti ho perso…
    già che ci sei, magari nel we. apprezzerei, ecco.
    intanto ciao!

  13. Guido scrive:

    Ciao Guido,

    pensi di venire a fare un reading a Milano in occasione di Bookcity come hai fatto l’anno scorso al BASE?
    Oppure hai programma altri reading non lontano da Milano nelle prossime settimane?

    Grazie e spero di vederti ed ascoltarti presto,

    Guido

  14. Gigi scrive:

    La magia è una cosa stupenda..
    Per tutte le donne che non mai conosciuto,
    Le droghe che non ho mai provato,
    Per le situazioni che non mi hanno mai aiutato,
    Per il bene che ho cercato,
    Per tutto quello che ho sognato,
    Per le persone che ho odiato,
    Per le follie che mi hanno cresciuto,
    Per il disagio che mi hanno creato,
    Per ogni cosa assurda che accade nel mondo,
    Per tutto il vino che non mai bevuto,
    Per i livelli sociali e fottii di gente che non ha mai osato,
    Per il dio che ci hanno accollato,
    Per gli orgasmi che non ho mai goduto,
    Per la fica che ho sempre rispettato,
    Per gli amici che ho preso e che ho lasciato,
    Per la vita in sé che ho sempre disprezzato,
    Per tutta questa botta insonne che mi ha liberato.

  15. Ps scrive:

    L’amore nella

    L’amore di una vita
    L’amore della mia vita
    L’amore per la vita
    Dici
    Caso mai l’amore
    Nella
    Vita
    Dico
    Perché non è fuori,
    È dentro
    Non è di contorno
    Ma il condimento
    Perciò sei nella
    E vorrei che ci restassi
    per qualche tempo
    Quanto, dici?
    Un po’
    Dico
    Sì, ma quanto?
    Dici
    Tutta la vita
    dovrebbe
    bastare
    Dico
    Ok
    Dici
    Siamo d’accordo allora
    Dico
    È deciso
    Sarai l’amore nella
    E che non ti venga più in mente
    Di cambiare
    Preposizione articolata.
    Intesi.

  16. Maria TK scrive:

    “Ogni volta che mi baci muore un nazista”
    Ogni volta che lo leggo/ mi perdo di vista
    Ogni volta il messaggio,/ il significato;
    non c’è più il vero senso/ dal Poeta dato… (bum!)

    Ogni volta suona dentro/ il pensiero strano,
    Ogni volta sento qui/ la musica, il brano;
    Non riesco ogni volta/ leggerlo normale,
    Mi si crea ogni volta/ il ritmo reale (yeah!)

    Dentro il corpo batte forte/ ogni volta il cuore,
    E cosi mi metto ogni/ volta in buon umore.
    Mi dispiace, forse qui/ è stata una svista;
    Ogni volta che ci gioco/ soffre un artista… (ts!)

    Ho sbagliato io? La/ questione mai risolta;
    leggo poesie come/ voglio, ogni volta.
    Una volta, se “morissi”/ come un artista,
    Quella volta, Te lo giuro,/ bacerò ‘l nazista. (…)

    ci sarò a Padova ; )
    Saluti

  17. Sabina Minuto scrive:

    buongiorno,
    mi permetto di scriverle qui non sapendo come altro fare per raggiungerla.
    domanda 1: nel suo tour sarà in Liguria?
    Domanda 2: dove trovo eventualmente i biglietti per Alessandria?
    Domanda 3 ma non le interesserebbe per caso venire da noi a scuola IPSIA Savona ? sarebbe per me un onore e per i ragazzi una fonte di inesauribile scoperta.
    Che ne dice?
    Ha in programma presentazioni in Feltrinelli? A Savona credo ne sarebbero lieti!
    buona giornata
    leggo spesso in classe poesia( una al giorno) anche le sue!

  18. Cristina B. scrive:

    ILNOMEDELLIBRO
    Ho cercato la tua Idea Regalo
    Ho trovato solo Carta
    Regalo.

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