25 ore di Grande Fresco

Ebbene signore e signori, l’evento del quattordicennio è prossimo a compiersi.
Dalle 20 di venerdì 7 maggio alle 21 di sabato 8 maggio un Grande Fresco di 25 ore, con oltre 50 ospiti.
Guido Catalano, Matteo Negrin e Federico Sirianni, vi danno appuntamento alla maratona poetico-comico-musicale che catalizzerà l’attenzione della città di Torino.
Il tutto si svolgerà, fra aperitivi, cene e colazioni, fra infermiere scollate e pusher della zona, fra flebo e amplificatori, fra alcool e bombole d’ossigeno, presso l’ART IN TOWN di via Berthollet 25, nei ventricoli di San Salvario.
Il tutto sarà trasmesso in streaming video, in diretta, per chi non ce la fa a venire.
E sempre in diretta su Gru Radio (93.3 FM) venerdì 7 maggio dalle 20 alle 22 e sabato 8 maggio dalle 19 alle 21.

LO STREAMING VIDEO E’ QUI!

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Primi problemi con le librerie pigre

Ieri sera un giovane uomo simpatico mi ha detto che l’altro giorno è andato alla Feltrinelli di Piazza Castello di Torino per acquistare il mio libro che si intitola “La donna che si baciava con i lupi”. Il giovane uomo simpatico mi ha detto che ha seguìto per filo e per segno le indicazioni che ho dato per un felice acquisto del libro in questione.
In pratica, non trovando il libro tra i libri in esposizione, è andato dalla commessa della Feltrinelli di Piazza Castello di Torino e ha chiesto a lei.
Le ha detto il titolo.
Le ha detto l’autore.
Le ha detto la casa editrice.
E addirittura, per facilitarle il compito, le ha detto il nome del distributore.

Orbene, la Feltrinelli di Piazza Castello di Torino, ha risposto al giovane uomo simpatico che era meglio se se lo ordinava direttamente da Internet che era meglio e faceva prima. E il giovane uomo simpatico mi ha detto che allora tanto valeva che veniva venerdì allo spettacolo e lo prendeva da me che glielo davo a mano.

Ecco.
Cara Feltrinelli di Piazza Castello di Torino, se la mia amata casa editrice che chiameremo LeBolleBlu, avesse avuto intenzione di vendere i da lei libri pubblicati via Intenet, vedi, avrebbe evitato di farsi un discreto culo per trovare un distributore con il quale ha stipulato, tra l’altro, un contratto.
Il signor distributore di lavoro fa appunto il distributore ed è molto contento se una libreria gli ordina uno o più libri, miei o di altri.
Tu, cara Feltrinelli di Piazza Castello di Torino, non è che hai, se ci pensi, poi tante altre cose da fare oltre a vendere libri. E’ il tuo mestiere. E quando arriva un giovane uomo simpatico a ordinare un libro regolarmente distribuito, dovresti proprio fare ciò per cui sei stata eretta, cara Feltrinelli di Piazza Castello di Torino.

Dunque, cara Feltrinelli di Piazza Castello di Torino, concludo augurandomi che tu non faccia più cazzate (scusa, mi ero ripromesso di non usare turpiloqui in questa mia, ma cerca di capire il mio stato d’animo turbato) e sappi che se mi dovesse nuovamente giungere all’orecchio che ti sei rifiutata di ordinare un mio libro dopo che e stato richiesto da un giovane simpatico uomo o da una simpatica giovane donna o da un bambino o una bambina o un anziano o un anziana o foss’ anche un cane del cazzo (scusa) ecco, verrò a tirarti le orecchie non prima di avere telefonato a Inge che si incazza a sua volta e ti fa tò tò sulle chiappette.

Grazie e buon lavoro.
Guido Catalano

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La donna si bacia anche dal tuo libraio di fiducia

Orbene signori e signorine, il discorso adesso è che voi dovreste far la vostra parte.
Vi spiego come nel dettaglio.
Dovreste uscir di casa e recarvi dalla vostra libreria preferita. Entrerete nella vostra libreria preferita e direte al vostro libraio o libraia preferito/ita:
- buongiorno
Il libraio (facciamo che sia maschio), che sicuramente sarà una persona educata, risponderà al vostro saluto e poi il dialogo dovrebbe continuare più o meno così:
- cosa desidera?
- un libro
- che libro?
- un libro molto bello di poesie
- come si intitola?
- “La donna che si baciava con i lupi”
- che bel titolo! (il vostro libraio è sicuramente uomo di gusto)
- eh sì
- quale è la casa editrice?
- LeBolleBlu
- che bel nome per una casa editrice!
- eh sì
- come si chiama l’autore?
- Guido Catalano

Ecco, a questo punto, con buona probabilità il vostro libraio preferito si accorgerà di non avere il libro in questione tra i suoi libri e rimarrà un po’ amareggiato.
Dunque voi dovrete confortarlo e dirgli, “non si preoccupi, me lo può ordinare con il suo compiuter o con il suo telefono”.
“Meno male”, dirà il libraio, e dopo aver scoperto che in effetti il libro ha una distribuzione della quale si occupa il signor Nda, vi ordinerà “La donna che si baciava con i lupi”, e magari se è un libraio in gamba ne richiederà qualche copia in più facendo felice un sacco di gente in un sol colpo: me, le tipe delle BolleBlu, il signor Nda, mia madre, e le persone che frequentano la libreria che troveranno il libro nella libreria senza doverlo ordinare.

Ecco.
E’ proprio una cosa facile, se ci si pensa.
Io, il mio l’ho fatto.
Ora il pallino, come si suol dire, passa a voi.

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La donna che si baciava con i lupi a Bologna e a Milano

Continua il “La donna che si baciava con i lupi Tour“.
Questa settimana s’è, io e il mio amato libro, giovedì 22 a Bologna, alla libreria Modo Infoshop. Il reading inizia alle 21.00.
E sempre alle 21.00, sabato 24, torno al Vanghè, in Milano, sempre armato di libro, lupi e donna.
Dunque bolognesi e milanesi, venite a manetta.

E tra il giovedì e il sabato, come si sa ci sta il venerdì. E questo venerdì 23, in Torino, ci spariamo l’ultima puntata pre-estiva del Grande Fresco. All’Artintown. Nel cuore e nel fegato di San Salvario.

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La donna che si baciava con i lupi C’E’

Va ben, la foto fa schifo ma se dovevo fare belle foto facevo il fotografo, mica il poeta più bravo d’Europa. Dopo un viaggio notturno e avventuroso La donna che si baciava con i lupi è arrivata tra le mie mani. Ora sta a voi uscire di casa, andare dal vostro libraio di fiducia e ordinarlo. Se leggete queste righe di notte non uscite di notte chè le librerie sono chiuse. Tranne che siate di Nuova York che forse lì ne trovate di aperte ma non ne son certo.
Se siete un libraio o una libraia non attendete che arrivi qualcuno a ordinare la sua copia ma fatene incetta, a casse. Grazie.

DIMENTICAVO: il distributore è NdA
da martedì 20 aprile ce l’hanno nel magazzeno.

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Torino-Roma donne lupi & Grandi Freschi

Parte il: LA DONNA CHE SI BACIAVA CON I LUPI – LIVE TOUR!
Giovedi 15 aprile al Teatro della Caduta di Torino la prima mondiale del nuovo mio bellissimissimo libro tutto pieno di pagine piene di poesie!
Ospiti della serata i musicisti con i quali ho fatto un sacco di avventure in questi anni: Andrea Gattico, Mayumi Suzuki, Federico Sirianni, Matteo Negrin
Alle ore 21.00 spaccate.
Prenotatevi il posto qui.

Poi il tour donnesco-lupesco si sposta a Roma:
Venerdì 16 sarò alla libreria Rinascita Ostiense alle 18.30.
Romani e romanesse venite ed esigete la vostra copia calda di stampa!

E a Roma si continua perché in unione madornale con i soci Srianni e Negrin scateneremo un doppio GRANDE FRESCO ROMANO, Sabato 17 all’ Altroquando dalle 21.30, mentre Domenica 18 saremo al mitologico Fanfulla 101, in pieno Pigneto, dalle 22.00.

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La donna che si baciava con i lupi – il nuovo libro bellissimo di Guido Catalano

Siore e siori è con gaudio inaudito che annunzio la prossima uscita del mio nuovo libro dal titolo
La donna che si baciava con i lupi” per le tipe de Le Bolle Blu Edizioni.
51 poesie di rara bellezza
Copertina e prefazione del mastodontico Gipi (che non finirò di ringraziar per lo meno fino al 2017)
Distribuzione: NdA
Storie d’amore, non d’amore e del terzo tipo.
A metà aprile dovunque voi lo vogliate.
E prossimamente le date del LDCSBCIL Tour.
In questo periodo di bruttezza globale, la cosa giusta che potete fare e acquistarlo a bizzeffe.
Fatelo comprare anche ai vostri amici e parenti.
Anche ai nemici, che diverranno automaticamente vostri amici.
E se siete una libreria, ordinatene a casse.
Olè.

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Nel Meraviglioso Mondo del Mago di Oz

l’altro giorno sono stato nell’opulenta Brianza
a fare una lettura di poesie
in solitaria

a me piace andare in Brianza
ché ogni volta mi dico: bello andare nell’opulenta Brianza
ché lì son tutti ricchi
ché fanno i mobili e i filati
e mi comprano uno strafottio di libri

solo che invece a sto giro è successa una roba
che vado a raccontarvi

dopo la lettura
mi si son avvicinati tre uomini
uno alto e biondo
uno medio e calvo
uno basso con un berretto colorato

quello medio mi fa:
senti sono povero e vorrei il tuo libro
lo vorrei regalare al mio amico biondo
ma ho solo cinque euri
me lo vendi lo stesso?

io gli faccio:
va bene

lui mi fa:
lo puoi dedicare al biondo?

io gli faccio:
certo

dopo un po’
mi si avvicina di nuovo il calvo medio
e mi fa:
senti anche io vorrei il tuo libro
ma non ce la faccio a darti dieci euro di prezzo di copertina
me lo vendi per cinque euro?

io gli faccio:
no, non ci credo che siete poveri mi state pigliando per il culo

lui mi fa:
giuro che siamo poveri
siamo tutti e tre disoccupati

io gli faccio:
non ci credo no
il libro non ve lo dò
mi state menando per il culo

e loro in coro:
no guarda siamo veramente poveri

allora io mi allontano
e quello pelato fa:
ci son rimasto molto male

allora io torno sui miei passi
e gli dico: mi state pigliando per i fondelli?
no
siete tutti e tre poveri qui nell’opulenta Brianza?

siete disoccupati?
tuttettrè
mi spiace
anche a noi
va bene vi dò il libro con lo sconto
grazie

in quel momento
mi sembrava di essere nel film il Meraviglioso mondo del Mago di Oz
e quei tre brianzoli disoccupati mi sembravano
l’uomo di latta, il leone e lo spaventapasseri
e io mi sembravo Dorothy
mancava solo il cane

e quasi quasi mi veniva da dirgli:
ragazzi andiamo a trovare il Mago che magari
può far qualcosa per voi
e mal che vada
a sette chilometri da qua c’è Arcore
si va a svaligiar la villa
ma non l’ho detto

poi
abbiamo chiacchierato un poco
ma io avevo bevuto parecchio
e non ricordo cosa ci siamo detti
mi ricordo che loro mi hanno spiegato
che apparte loro tre
nell’opulenta Brianza
c’erano anche altri poveri

poi
hanno fatto una colletta
e mi hanno offerto una birra

a quel punto a quei tre tipi
gli volevo veramente bene

poi son dovuto andare
li ho salutati
buona fortuna, gli ho detto
a presto, mi hanno detto

sono uscito dal locale
fuori nevicava
davanti a me la lunga lunga strada di mattoni gialli

mi son guardato i piedi
niente scarpette rosse
ho tirato un cristo
e son tornato a piedi

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la morte per me

la morte per me
io lo so
io lo so cos’è la morte per me

quando tu un giorno mi guarderai
negli occhi miei mi guarderai
mi guarderai, quel giorno negli occhi

e non ci sarà mica bisogno, sai
non ci sarà mica bisogno di dire cose
le parole a quel punto lì saranno un opzionale

se vuoi potrai dire quelle parole
ma se no non dirle
perché io dentro i tuoi occhi
che non so se lo sai

sono piuttosto verdi

vedrò tutto ciò che c’è da sapere

io così amore mio me la figuro
la morte mia
mica una morte eroica
mica una morte mitica

mi spegnerò come una candela
(e scusa la metafora similitudine odiosa)
quando che ci starnuti addosso

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dio, signora

di notte, mi dice la signora
di notte sento qualcuno piangere
uno straniero

uno straniero? chiedo io
sì, un pianto straniero, che io lo riconosco che è un pianto straniero

un pianto straniero…

di notte, spesso sento un uomo piangere
è uno straniero, e poi
c’è una donna
che lo insulta

anche lei straniera?

sì, anche lei, e lo insulta, è senza pietà

io dentro di me mi chiedo com’è un pianto straniero
che io credevo che il pianto fosse uguale
a prescindere

invece no
la signora mi ha insegnato questo
che un pianto straniero si riconosce
e che la donna di notte è senza pietà
e lui piange
e lei è crudele, gli dice di smettere di piangere lei…

ma lui continua
tutte le notti il suo pianto straniero
i suoi singhiozzi stranieri
le sue lacrime pure straniere

dio, signora
lei mi ha aperto gli occhi

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Laivz

Doppio appuntamento con la poesia di bellezza questa settimana:
- Martedì 9: Catalano Guitar Reading @ Paglia e FienoTorino
- Mercoledì 10: Catalano Solo Reading @ TambourineSeregno
(Mi)

Domenica 14, invece, torna Il Grande Fresco al Caffè Basaglia, come sempre dalle 22.
venite tutti.

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la fatina dell’erba

quando ero piccolo, una notte
mi capitò una cosa bellissima

mi divertivo allora
con una lente d’ingrandimento di mio nonno
una lente rettangolare
col manico d’osso

era di mio nonno e
tutte le volte che lo andavo a trovare
in campagna
gli chiedevo se la potevo usare

lui me la dava sempre e mi diceva
“ma stai attento a non romperla”
era una lente antica
e
preziosa

andavo nel giardino e
con la lente bruciavo le cose

i raggi del sole, amplificati
divenivano come raggi laser delle astronavi dei film

potevo convogliare il raggio su una foglia
su un pezzo di carta
su un rametto

e in pochi secondi
il raggio laser infuocava l’oggetto

alle volte provavo sulla mia pelle
per vedere quanto riuscivo a resistere
e in pochi secondi il puntino luminoso
diventava come uno spillo
che mi pungeva
uno spillo incandescente che mi faceva male
e dovevo smettere

provavo anche con le formiche
ma era difficile
erano troppo veloci
e non riuscivo a bruciarle

era estate.

Una notte, dicevo
uscii nel giardino che tutti dormivano
la luna era piena
faceva fresco
non avevo sonno

il cielo era limpido
e la luna illuminava
tutto

avevo con me la lente
e provai a fare una cosa

mi sedetti nel prato
e inclinai la lente a catturare un raggio
della luna

scelsi un filo d’erba grosso
come bersaglio

fu allora che accadde

i grilli smisero di cantare
e il raggio di luna
mille volte amplificato
colpì il filo d’erba

poi
sentii qualcosa
dall’erba sentii qualcosa

“oooh che bello!”
mi spaventai, mi cadde la lente di mano
“no, non smettere, ti prego!”
era una voce piccola
dall’erba

“chi è?” bisbigliai
e poi
lei
uscì

una piccola, piccola, piccina donnina
comparve da dietro il filo d’erba

era alta come il mio pollice
aveva i capelli corti e chiari
aveva due aline trasparenti

era tutta nuda

era la prima volta che vedevo una ragazza tutta nuda
apparte mia mamma

“ti prego bambino, fallo ancora”
aveva gli occhi talmente blu…
“chi sei tu?” le chiesi
“sono la fatina dell’erba” rispose
rimasi senza parole
“ti prego bambino, fallo ancora”

allora presi la lente
e di nuovo catturai i raggi della luna
e illuminai la fatina dell’erba

ora lei splendeva tutta

e sorrideva felice

“che bello, che bello, che bellobellobelbello!”
girava su se stessa
sbatteva le ali e faceva saltini
le braccia alzate all’insù, verso il cielo
ballava contenta

poi, sempre mugolando di piacere
iniziò a volare
io tentavo di seguirla con il raggio
ma era difficile

svolazzando e caprioleggiando nell’aria
mi si avvicinò alla faccia
e mi diede un piccolo bacio

poi volò via
verso la notte

io rimasi lì
tra l’erba
con la mia lente in mano
ed una strana sensazione nel corpo
che non avevo provato mai

mi ero innamorato della fatina dell’erba
e ancora lo sono
ed ogni tanto incontro donne che le assomigliano
e per un po’ va bene

ma non abbastanza

ma

mai

abbastanza

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io non ho mai capito

ineluttabilmente la morte arriverà
vedo
in questi giorni
morire un po’ di persone
giovani e vecchie
di colpo
o lentamente
soffrendo
o
manco accorgendosi

io non ho mai capito
come può l’uomo
o la donna

i bambini sì (essi non si rendono conto)
come i cani
e le gru
e i grilli
e il mastodontico elefante
i bambini sì
quello l’ho capito come può
non aver paura

ma l’uomo
e la donna
loro no

che sanno di questa cosa
che poi muoiono

di sicuro
di sicurissimo
essi sanno
che muoiono
e malgrado che sanno
essi
continuano tranquillamente
a sbrigare tutte le faccende
pur sapendo che tanto poi muoiono
io questo giuro su dio
non riesco a capire come è possibile

io vorrei non morire mai nella vita
vorrei non avere questa scadenza

è una roba pazzesca se ci pensate
è di tutte la roba tra tutte le più pazzesche
-e ce ne son parecchie-
la più pazzesca

ma poi uno riesce a non pensarci
e anche io poi ci riesco
sennò impazzirei

tranne qualche volta
tipo come è successo dieci minuti fa
prima di iniziare a scrivere questa poesia

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lolita

siamo lì io, l’ascensorista e Toni
Toni è un mio amico che abita qui dove lavoro
e questa cosa, giuro, ve la devo raccontare

siamo lì che si chiacchiera affabili
e arriva una signora distinta, bionda, con gli occhiali da signora
ed una televisione tra le braccia
una di quelle con il videoregistratore incorporato

la signora distinta mi fa, mi scusi, la lascio un attimo qui che vado a prendere la macchina

prego, dico io
grazie, dice lei
ed esce

poi Toni si avvicina alla tele
così per dare un’occhiata
e fa, minchia, fa, c’è una cassetta porno che esce dal videoregistratore!

ma va, faccio io
ma va, fa l’ascensorista
e ci guardiamo negl’occhi
anzi, io lo guardo nell’occhio
che ce ne ha uno solo, l’ascensorista
ci guardiamo come a dire: Toni ci piglia pel culo

ma sì, fa Toni, c’è scritto Video Tabù, quelli che vendono le cassette porno che fanno la pubblicità di notte!

allora l’ascensorista, uomo di notevole iniziativa
dice a Toni, fai la guardia che vedo il titolo
e Toni fa la guardia
e io ho paura che se torna la signora adesso son cazzi

e l’ascensorista si piega
estrae la cassetta
e fa, Lolita, brividi anali

e tutti a spanzarci dalle risate
che voi non sapete quanto
che quasi casco dalla sedia

e poi torna la signora distinta
e tutti zitti zitti a guardarci negl’occhi
chi ne ha due, chi ne ha uno
ma comunque negl’occhi

costringendoci a non scoppiare di nuovo
davanti la signora

e insomma, dio bono
questa ve la dovevo proprio raccontare

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il miracolo del 18

tutti i giorni la mattina
sfreccio
sulla mia biciclettina
in via Madama Cristina

e a mezza via
inizia la mia quotidiana lotta contro il 18

il 18 è un tram arancione
che percorre tutta la via in questione
corre su rotaie di metallo
sferragliando rumoroso
porta dentro di sé persone
che vanno in posti

il tram 18 mi odia
io odio il tram 18

a un certo punto lo sento
da dietro
arriva
veloce
dico sempre a quel punto lì: porcozio è lui, il 18!

è alla mia sinistra
alla mia destra macchine in doppia fila
lo spazio è poco

lui, il tram 18 s’avvicina
io pedalo sempre più forte
sento il vento dentro la mia faccia
poi il tram 18 inizia il suo urlo di guerra
ding deng! ding deng! ding deng! ding deng! ding deng!

questa volta no!
il tuo ding deng te lo puoi mettere nel buco del culo
maledetto tram 18!
questa volta no!

questa volta col cazzo, mi dico, che passa lui
questa volta col cazzo
questa volta sono io che vinco la mia quotidiana lotta contro il tram 18, dico io

crampi alle gambe
vento nelle orecchie
faccio le rasette alle macchine in doppia fila
colla coda dell’occhio mio sinistro lo vedo
il maledetto tram 18

ding deng! ding deng! ding deng! ding deng!
continua ad urlarmi dietro
vuole che mi fermo per farlo passare

col culo che ti faccio passare, maledetto tram 18!

poi arriva il momento della verità
il maledetto tram 18 mi ha raggiunto
continuo a sfrecciare pedalando
a pochi cm a sinistra la sua corazza arancia
a pochi cm a destra le auto in doppia

un minimo errore e finisco smaciullato
sotto le sue ruote di acciaio metallico
e lui, il maledetto tram 18, è questo che vuole
lui, ingabbiato nei suoi binari
lui mi invidia che io sono libero
io posso fare le curve quando voglio
lui può solo andare su e giù
io posso fare piroette, salti e zigozaghi

tu, maledetto tram 18, gli zigozaghi mai e poi mai!

il manubrio sinistro del mio ciclo
tocca il lato destro del tram 18
scorgo l’espressione di terrore di una signora sul marciapiede
i sacchi della spesa le cascano per terra

tutto è fermo con il fiato sospeso
i tassisti
la massaie
i vecchi pensionati
i fruttivendoli
i ciabattini
i barristi
i pompieri funebri
(o pompaioli funebri? o pompisti?)
i veterinari
i cani dai veterinari
Dio stesso, Nostro Signore
smette per un attimo di grattarsi
per dare un’occhiata di sotto
in via Madama Cristina. Torino, Piemonte, Italia

poi,
capita una cosa
ma una cosa che chi non l’ha vista mica ci crede
capita una cosa che sarà ricordata come: “il miracolo del tram 18”

non capita che la mia bici si stacca dall’asfalto e inizia a volare
che questo si è già visto in un paio di film

è il tram 18 che a un certo punto
io non lo sento più sferragliare sulle rotaie
poi, lo vedo
lo vedo sulla mia testa
che come un missile arancione
prende
e schizza verso l’alto
che il vuoto d’aria quasi mi risucchia pure me
lo vedo
lo vedo volare via verso il cielo
in tutta la sua lunghezza di due carrozze

gli vedo la pancia
con tutte le sue rotelle di metallo
è bellissimo
è uno spettacolo
è uno spettacolo superbello
che quasi quasi cado dal biciclo, quasi quasi

ma non cado
pedalo più piano per godere lo spettacolo
siamo tutti li in via Madama Cristina
con le facce all’insù
vederlo scomparire oltre le nuvole

e prima della fine
mi sembra scorgerlo girarsi
mi guarda e mi strizza l’occhio
sorridendo

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4 appuntamenti 4

4 appuntamenti 4 da non mancare in questo fine febbraio di apparente inizio primavera:
- Giovedì 25: Il Grande Fresco @ Officine SonoreVercelli
- Venerdì 26: Il Grande Fresco @ ArtintownTorino
- sabato 27: Speech for Haiti @ Environment ParkTorino
- Domenica 28: Il Grande Fresco @ PantagruelCasale

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ispirazioni

a me
le migliori ispirazioni mi vengono
in bicicletta e mentre mi addormento

in bicicletta e mentre mi addormento
son due brutti momenti per avere un’ispirazione creativa
perché son due momenti
che è abbastanza difficile prendere appunti

spesso, mentre mi addormento
inizio a immaginarmi delle frasi bellissime
che starebbero proprio bene dentro a una poesia
mi vengono così, splendide poesie di argomenti vari
e una parte di me, quella ancora un po’ sveglia
mi dice, dai cazzo, svegliati, scrivi sta roba che è buona!
ma l’altra parte, quella che vuol dormire, mi dice, lascia star lì, dormi che è meglio
e insomma, la maggior parte delle volte, affondo nel sonno
e la poesia diventa sogno
e quando mi sveglio
è persa nei meandri del mio inconscio disordinato

mentre vado in bici
è anche lì un casino
che scrivere pedalando è proibitivo
e anche pericoloso

l’altro giorno
stavo sfrecciando a tutta velocità per via Madama Cristina
che è una via di Torino
famosa per il caos che vi regna
soprattutto alle 8 del mattino
quando i lavoratori automuniti se ne vanno al lavoro
oppure, se non hanno l’auto
vanno sul tram 18

il tram 18 è un tram selvaggio
che vorrebbe uscire dai binari e schiacciare i ciclisti
egli li odia, i ciclisti
egli, il tram 18, vorrebbe, in termine tecnico, sbinariarsi
e ammazzare tutti i ciclisti che gli capitano a tiro

il suo sogno ricorrente è il Giro d’Italia

se aggiungi tutte le auto in doppia fila
le massaie isteriche
i tassì
la pioggia
perché spesso piove in Via Madama Cristina
capisci bene che in Via Madama Cristina
è difficile scrivere una buona poesia
andando in bicicletta
senza rimanere uccisi

l’altro giorno, dicevo
pedalavo in Via Madama Cristina
e mi è venuta un’ispirazione
una poesia mi è venuta
bellissima
in mente
una poesia d’amore

mi son detto, mica posso lasciarmela scappare
allora ho tirato la cerniera della mia borsa a tracolla Einaudi, blu elettrico
e ho cercato con la destra
mentre con la sinistra guidavo
e ho trovato un orologio
non andava bene
ho trovato delle caramelle Mini Monks gusto liquirizia
non andavano bene
ho trovato un accendino
non andava bene
ho trovato una mela gialla
le ho dato un morso
era buona ma non andava bene per scrivere una poesia
ho trovato un libro di Kurt Vonnegut dal titolo “La colazione dei campioni”
e mi son detto che magari se trovo una matita o una penna
la scrivo su Kurt Vonnegut, la poesia
che lui mica si offende
e poi ho trovato la matita

intanto pedalavo
che ero pure in ritardo
allora ho tolto la mano sinistra dal manubrio
e ho iniziato a scrivere questa poesia bellissima che dicevo
ho scritto il titolo che era, “Almeno a letto sciogliti i capelli”
poi mi sono accorto che ero capace di andare in bici senza mani
che credevo di no
e mi ha preso una forte emozione

poi l’ho sentito
ho sentito il tram 18
il maledetto tram 18 che scampanava dietro di me
a chiedere strada

m’è venuto il timorpanico
la matita è schizzata in alto
Kurt Vonnegut mi è caduto sul ginocchio
ho tentato di ripigliarlo
e ho perso il controllo

la bici si è imbizzarrita e ho sbattuto la caviglia sinistra contro il pedale
ho riacchiappato Kurt per una pagina, la 102
solo che mi trovavo il tram 18 dietro
ché ero finito nei binari
che è quello che il tram 18 spera sempre
e lo sentivo dietro
era eccitato come solo un tram assassino in procinto di stritolare un ciclista può essere

poi ho visto il semaforo
era giallo
mi son detto, o la va o la spacca

l’è andata
io sono schizzato avanti
lui ha frenato mandando scintille e sferraglio metallo

io ho oltrepassato il corso
la pagina 102 di Kurt Vonnegut mezza strappata
ma il libro salvo

mi son fermato a ripigliare fiato
ho guardato indietro
il tram 18 nero di odio e delusione

e la poesia d’amore
fuggita via
dimenticata

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Torino – Genova – Verona – Pino Torinese

Quadruplo appuntamento poeticomusicale in questa settimana febbraiosa in quattro lochescions di tutto rispetto in quattro posti geografici esotici. Continua a leggere

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Appuntamenti Laivs

Doppio appuntamento laiv con IL GRANDE FRESCO, questa settimana in Torino. Giovedì 11 siamo in formazione trina, al Round Midnight Jazz & Blues House (altrimenti detta Taverna dei Mercanti), in via Santa Chiara 13.
Domenica 14, invece, si ritorna al Caffè Basaglia per uno Speciale Grande Fresco Santo Valentino: gli innamorati e coloro che desiderano innamorarsi troveranno il/la partner della loro vita con una probabilità del 96%. Ospiti speciali: med in itali.

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dentro la tele

la cosa che più mi ha colpito dentro la tele
è quando una ragazza mi si è avvicinata
e mi ha chiesto se avevo qualcosa da stirare
ho pensato che manco mia madre
la tele invece sì
mi son detto, la prossima volta porto una valigiata di roba
che io stirare non stiro
e se la gentile ragazza mi fa sto favore
io approfitto

alla tele ci sono andato in treno
quello superveloce quattro ore torino roma
confortevolissimo e velocissimo
roba da novantacinque euro a botta seconda classe
roba che io non ci ho i soldi
ma paga la tele

ad aspettarmi alla stazione c’era l’autista della tele
con un cartello con scritto il mio nome
mi ha portato all’automobile
mi chiamava dottò
l’automobile era come le auto blu che ho visto alla tele
con i vetri scuri che tu vedi ma gli altri da fuori no
roba di livello
l’autista era simpatico
abbiamo chiacchierato
l’autista poi doveva andare a prendere l’autieri
lui mi ha detto che non sapeva chi era
io gli ho detto che era fortunato
lui mi ha chiesto perché
io gli ho detto perché è una gran bella donna
lui mi ha chiesto se era sposata
io gli ho detto non lo so
poi siamo stati zitti

alla tele le donne che lavorano alla tele son tutte belle
anche quelle che non devono apparire davanti la telecamera
tutte belle
ci son ragazze bellissime alla tele
anche quelle che si devono occupare di cose che non c’entra
son belle
e son vestite sexi con i tacchi
che nei momenti di tensione vedi ‘ste ragazze molto belle coi tacchi
che corrono per il corridoio coi tacchi ché correre coi tacchi
non penso sia facile ma loro ci riescono
oltre che belle le donne che lavorano alla tele son gentili
voglio dire, ti propongono di stirarti la roba
ti portano cibi
ti sorridono
praticamente è come avere tante mamme che si occupano di te
tante giovani e belle madri
roba che l’incesto è dietro l’angolo, alla tele

gli uomini no
non son tutti belli
alcuni sono gay
ma non tutti
però non ho visto uomini grassi alla tele
in effetti gli uomini della tele sono in forma
magari belli no, ma in forma
sarà lo stress
non so

poi ci sono le ballerine della tele
le ballerine della tele sono una categoria a parte
sono come degli extraterrestri spaziali
hanno dei costumi meravigliosi
anche loro corrono per i corridoi
seminude con tacchi lunghissimi
volano più che correre
le ballerine della tele volano lungo lunghi corridoi illuminati al neon
hanno i seni e le cosce
hanno i glutei di marmo
e tutti le ammirano
ma di nascosto

poi ci sono i vips
i vips della tele hanno un disturbo della vista
che non consente loro di vedere tutto
a me, ad esempio, non mi vedono i vips della tele
il loro sguardo mi passa attraverso
è fichissimo perché è come essere invisibili
per dire, se c’è un vip che ti sta sui coglioni
tu puoi avvicinarti a lui, silenziosamente, e tirargli un calcio nel culo
lui si gira e non ti vede
oppure metti che c’è una vippa strafica
tu la segui nel camerino e la guardi che si spoglia
lei non ti vede
ti puoi anche fare una sega se vuoi

il rovescio della medaglia è che siccome non ti vedono
è pericoloso
tipo ti possono investire con la macchina senza volere
essere invisibili ha i suoi pro e i suoi contro

dentro la tele tutti parlano con l’accento de roma
uomini, donne, bambini
tutti
e tu stesso
dopo che sei stato un paio di volte dentro la tele
è inutile
ti viene da parlare in romanesco
è tutto un aò, anvedi, sti cazzi, me cojoni
non ne esci
anche se sei torinese da sette generazioni
tu a un certo punto ti viene troppo
da parlare come loro
che ti dà un senso di appartenenza
di sicurezza
il romanesco è la lingua ufficiale della tele

nella mia esperienza alla tele
a un certo punto
sono uscito da una botola nel pavimento
in diretta
davanti a qualche centinaio di migliaio di teleutenti
forse meno
in effetti io pensavo che se stavi dentro la tele
ti vedevano almeno cinquanta milioni di teleutenti
ma non è sempre così
dipende dal tipo di tele in cui sei dentro

nel tipo di tele in cui ero dentro io
un po’ meno di cinquanta milioni
forse cinquantamila
ma forse anche di più
ma non lo so
che comunque io sta roba dell’auditel
mi sembra una roba misteriosissima

comunque sono uscito da una botola
e ho visto ‘sti due tipi
sconosciuti
uno dentro una vasca da bagno
mi guardavano spaesati

sembravano chiedersi chi cazzo fossi
cosa ci facevo lì
ma sembrava si chiedessero anche
cosa ci facessero loro lì

trenta secondi dopo sono stato risucchiato dentro la botola
nel buio e nel silenzio
mi sono risvegliato in una stanza d’albergo
ho fatto la cacca
ho fatto la doccia
ho fatto colazione accanto alla PFM

son tornato a casa
e per tutto il viaggio
non ho fatto altro che chiedermi
come quei bastardi dell’hotel
siano riusciti a nascondere il frigo-bar in quel buco di cazzo di stanza

perché il frigo-bar c’era
l’ho saputo solo dopo
ma c’era

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Il Grande Fresco a Genova

Venerdì 5 febbraio torna a Genova, alla Claque del Teatro della Tosse per l’ultimo appuntamento in programma, IL GRANDE FRESCO, lo spettacolo di poesia e canzone d’autore più simpatico dell’universo. Continua a leggere

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Settimana Laiv (Vercelli-Televisione-Torino)

Cari amici e care amichesse della buona poesia come si faceva una volta, questa settimana potrete godere del vostro poeta preferito in tre lochescion d’indubbio interesse. Continua a leggere

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Catalano in Tivù

Venerdì 22 gennaio
alle 21.10
il vostro poeta preferito sarà ospite della prima puntata di BARBARESCHI SCIOCK, il nuovo programma condotto da Luca Barbareschi.
In diretta da Roma Continua a leggere

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Catalano in giapponese

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bambino prodigio

eravamo io, Ian e Bob
a Londra, s’era a Londra
era il ’74, credo
o il ’75

va bene, ok
avevo tre o quattro anni
e ai tempi frequentavo gente del calibro di Ian Anderson e Bob Dylan
cosa ci volete fare
ero un bambino prodigio

questa me la ricordo bene perché non ho smesso di ridere per giorni
eravamo nei camerini prima dello show
Ian che dice a Bob: “quando canti sembri un topo con le adenoidi infiammate”
e Bob che risponde serio: “quel flauto, Ian, glie l’hai fatto provare tutto a tua moglie, dico, tutto fino in fondo?”

minchia lì
in una frazione di secondo
vedo Ian che si alza di scatto
e inizia a picchiare sulla testa Bob
a colpi di flauto
lo rincorre per tutto il camerino brandendo il flauto a mò di mazza
insultandolo in un qualche dialetto scozzese
e Bob che corre intorno al tavolo urlando, smettila coglione, smettila Gesù Cristo!

insomma, ragazzi, una scena
una vera grande scena
roba forte

poi è entrato qualcuno, non ricordo chi
un qualche musicista o un manager
e insomma, ha bloccato Ian
che era una furia disumana tutto viola in viso
con quel suo cazzo di flauto in mano
che continuava a bestemmiare parole in una qualche lingua gaelica antica e dimenticata

si sono calmati
si sono seduti
gli ho versato da bere

hanno bevuto in silenzio
senza guardarsi
mi sono alzato
in gamba ragazzi e state sereni, gli ho detto
sono uscito dal camerino
ho fatto tutto il corridoio
era pieno di gente che andava su e giù
indaffaratissima
sentivo il brusio della folla fuori
decine di migliaia di persone aspettavano

c’era una tipa molto graziosa ferma vicino al distributore d’acqua
capelli lunghissimi, lisci, castani
pantaloni a zampa
la guardo
mi guarda
checcifai qui bimbo? mi fa
checcifai tu qui bimba? le faccio
aspetto, dice
cosa aspetti?
il mio uomo, fa
eccomi, e le strizzo l’occhio
ride
denti perfetti
senti, mi prendi un bicchiere d’acqua che non ci arrivo? le faccio
certo, fa

ci vediamo tra una decina d’anni, sventolina
ok
ciao
ciao

sono uscito
son montato sulla mia Harley
il cielo era rosso di tramonto
non mi sono voltato indietro
ho dato gas
e via
verso nuove, mirabolanti avventure

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