Categoria: Novissime

  • poetesse suicide in fuga dall’inferno

    poetesse suicide in fuga dall’inferno
    cani ignifughi privi di speranza
    uccelli obesi catatonici rotanti
    uomini di Lego che viaggiano verso il sole
    ragni
    fulmini
    denti nei capelli
    tu
    vergini insonni dall’alito celeste

    mandami delle tue foto nude
    se hai intenzione di invitarmi a casa tua
    sappi che non farò l’amore con te

    ho scambiato il mio pene con
    una manciata di soldatini di plastica

    Dei gay
    lottatori di sumo anoressici
    bimbi cannibali che cavalcano gatti da guerra
    sogni a bocca aperta
    io
    cimiteri minati

    in caso di attacco termonucleare
    la nostra capacità di reazione
    non sarà idonea a salvarci il culo
    né a farglielo
    il culo
    ai nemici atomici, dico
    ti ho preparato un posticino nel mio bunker
    ho un sacco di mais in iscatola
    e quattromila buste di minestra di Anellini Knorr

    zanzare massacrate da farfalle ninja
    etilometri resi folli da streghe di strutto
    poeti sudici a stretto giro di prostata
    oceani di brodo

    una volta ho avuto una paura boia che tu eri morta
    poi il boia ha bussato alla mia porta
    per dirmi che ti aveva graziata
    e su tuo consiglio
    era venuto a scappellarmi via la testa dal collo

    ero armato
    gli ho bucato il cuore

  • malincogatto portami via

    malincogatto portami via
    con quel tuo strano tipo di occhi
    con quello strano tuo tipo di verde dei tuoi occhi strani
    malincogatto portami via
    mostrami la strada e
    accompagnami
    tienimi per la zampa
    malincogatto portami via
    fammi riposare sulla tua pancia morbida
    fammi le fusa
    leccami il naso
    con quella lingua ruvida

    sminami la strada
    ch’io possa danzare
    con le mie nuove scarpette da tip-tap
    senza saltare in aria

    ossigenami di baci
    se cado afferrami
    sii il mio antidolorifico peloso
    insegnami la speranza
    spaventa i miei nemici
    offrimi da bere
    avvolgimi nei tuoi capelli
    raccontami le favole della buonissima notte
    vestiti leggera
    lasciati guardare
    fatti toccare
    toccami molto
    che ho paura di scomparire

    malincogatto portami via

    e facciamo che la nostra vita
    sia un pigiama party
    che dura
    per l’eternità

  • piccola mosca che giochi con la morte

    tutta la mattina abbiamo danzato assieme
    io in mutande con una rivista arrotolata
    nella mano destra e
    un libro di poesie di Simic nella sinistra
    bestemmiandoti contro

    piccola mosca che giochi con la morte
    lasciami perdere
    fammi leggere
    qualcosa di buono
    che ne ho bisogno
    esci dalla finestra
    esci dalla mia testa
    vivi

    non ho più voglia di giocare
    con te
    insistente
    piccola mosca nera
    che mi fai il solletico
    negl’angoli più assurdi
    del mio corpo nudo

    e poi
    posata sull’unghia dell’alluce del piede mio destro
    attendi il colpo fatale guardandomi amorosa
    come solo una piccola mosca nera ballerina di morte
    sa essere
    in quell’attimo che la separa dalla fine

    ma non ti ucciderò
    no
    non lo farò
    non io
    e tu non mi bacerai
    no
    non lo farai
    non tu
    e nessuno di noi
    si trasformerà mai
    in qualcosa d’altro da ciò che siamo

    tu rimarrai piccola mosca fastidiosa e carina
    io
    il primo ed unico uomo
    che ti ha voluto
    un po’
    bene

  • buongiorno

    il cielo è azzurro
    è sgombero celeste
    i tetti sono rossi
    è fresco stamattina
    gli uccelli volano decisi
    e il formaggiaio sotto casa
    ha già tirato su la sua saracinesca
    il tram sferraglia allegro
    e porta le persone a lavorare
    chi non lavora, invece
    fa le valigie per andare al mare
    sento qualcuno dalla mia finestra
    cantare una canzone allegra
    a luglio sono tutti più gioiosi
    fra sette giorni è agosto

    buongiorno

    buongiorno?

    buongiorno un par di cazzi
    me ne ritorno a letto
    ha da passà la maledett’estate
    mi sveglierò a settembre

    voi
    andate

  • questa non è una richiesta d’aiuto

    ci fosse
    un camion dello spurgo pozzi
    che con la magica pompazza
    potesse mai spurgarmi via
    tutta la merda che mi scorre in vena

    ci fosse
    dei pompieri speciali
    che con le loro asce d’argento
    – ho perso le chiavi signori, sono imperdonabile –
    abbattessero questa porta rinforzata corazzata
    che mi si chiude dentro

    ci fosse
    una squadra speciale d’assalto
    che si calasse dagli elicotteri
    mi penetrasse dentro il cranio
    con bombe-luce
    illuminasse il mio cervello buio

    ci fosse
    un’agenzia segreta gentile
    che decriptasse i messaggi
    incomprensibili e ambigui
    che mi auto invio
    tramite posta cardiaca

    forse
    smetterei di parlare solo di me stesso
    con me stesso
    e mi darei alla poesia
    quella impegnata
    quella civile – come si suol dire –
    me lo consigliò pure il professore
    qualche tempo fa

    proviamo professore:

    la pianticina che mi regalasti è morta di sete
    l’ho lasciata cinque giorni senz’acqua
    con questo caldo infame
    l’ho dimenticata

    sono uno stronzo
    non c’è bisogno di rammentarmelo
    lo so

    lo vede, professò
    non ce la faccio

    manco di una pianticina
    in un vaso di plastica
    con uno strano
    delicato
    fiore viola

    riesco

    a prendermi
    cura

  • i pesci non hanno le unghie

    i pesci non hanno le unghie
    le mucche non hanno le ascelle
    i topi non portano occhiali
    i gatti non sanno guidare
    le donne non hanno il pirillo
    mia nonna sapeva sparare
    i cani non credono in dio
    la morte sorride e ti fotte
    le botte fan male alla faccia
    il vino mi fa biascicare
    i polli non ridono spesso
    è bello se piove sul mare
    non piango da un secolo almeno

    tacevi senza acconsentire
    l’inferno è un silenzio di noia
    sei bella son pazzo sei strana
    ti ho visto la notte negl’occhi
    le stelle son fatte di droga
    non t’amo e mai t’amerò

  • alcolicomalinconica

    e devo ricordarmi
    di metterti
    in conto
    una notte
    insonne
    passata
    a bestemmiarti
    contro

    comunque
    guarda in su
    adesso
    la luna
    la vedi?
    io sì
    dai guarda in su
    no
    non è la stessa tua luna
    no
    non è quella che vedi tu

    e volevo essere il tuo gatto
    e non me l’hai concesso

    e non ho voluto mai
    essere il gatto di nessuno
    di nessuna
    e non avrai
    una seconda opportunità

    e non avrai
    altro gatto
    all’infuori di me

    la mia luna
    mi vuole bene
    la tua no

    a dir la verità io ne vedo due
    di lune
    quindi in tutto fan tre lune
    due io
    una tu

    vedo doppio
    penso triplo
    bevo assai

    i gatti non chiedono perdono

    mai

  • se ti muoio addosso

    se ti muoio addosso
    seppelliscimi
    vista mare
    va bene anche vista lago
    o montagna
    o bosco
    o prato
    va bene anche cemento
    vista cemento va bene

    ma seppelliscimi

    la paletta e il secchiello
    che ti regalai
    servono a questo

    in caso di cemento
    trovi nel mio armadio a muro
    il martello pneumatico

    voglio
    – ma già lo sai –
    una lapide di pongo blu
    che i bambini
    che mi vengono a trovare
    la possano plasmare
    a piacer loro

    voglio
    che il mio corpo sia abbondantemente zuccherato
    che ai vermetti
    che mi vengono a mangiare
    sia dolce il pasto

    vorrei
    che mi ricordassi bello
    bello e buono
    buono e canterino
    e ballerino

    voglio
    che tu voglia bene ad altri
    ma sempre un poco meno
    un centimetro in meno
    un filo d’erba in meno
    uno spillo
    un chicco d’uva
    un microbo
    un istante
    in meno
    di quel che m’hai voluto ammè

  • tutta la verità, nient’altro che la verità, tutt’altro che la verità

    tu non hai giocato abbastanza a minigolf
    si vede da come scrivi
    e da quello che scrivi

    e anche col pongo hai chiaramente scarsa dimestichezza

    io
    vedi
    la verità
    la mia roba
    se la spremi
    ne esce un succo
    amaro
    ma dolce
    ma sporco
    ma squisito
    ma pieno
    pieno di vitamina
    vuoi assaggiare?

    no
    non te lo do
    sei scemo?
    ti fa male

    tu per dire
    non è che
    quando sei nato dalla panza di tua madre
    ti è venuta un’ernia
    a me sì

    hai mai visto un neonato bestemmiare il Signore?
    dovevi esserci in sala parto
    il 6 febbraio ‘71
    alle 8 e 50 del mattino

    dov’eri?
    non c’eri
    sei uno sbarbo
    non eri ancora vivo

    tu ci credi che una volta ho fatto a botte con Wolverine?
    lo sai chi é?
    quello che esce le lame
    peloso

    l’ho sdrumato a mani nude a Wolverine
    non ci credi?
    perché sei uno sbarbo

    la tua è roba da happy hour
    la mia è roba da sbarco in Normandia
    capisci?

    no
    non capisci
    io sono i maledetti tedeschi
    che vengono scassati

    sei capace di darti una testata da solo?
    impara

    comunque pagherò
    pagherò per tutto questo
    pagherò salato

    questa non è un’esercitazione

    il mio cuore è Findus

  • tutti al mare

    la sabbia nel culo
    ustioni di secondo grado
    la sabbia nelle palle
    l’unto sulla pelle
    il venditore di cocco di gomma
    il catrame nei piedi
    i bambini grassi che corrono e ti investono
    i bambini magri che ti pigliano a pallonate negli occhiali
    lo Tsunami
    il mal di testa da insolazione
    secchezza delle fauci
    il sale nei capelli
    le alghe nella barba
    i tamarri che fanno i gavettoni
    i bambini stronzi che calpestano il tuo bellissimo castello di sabbia
    le ferite da scoglio
    le ferite da riccio
    la prova costume
    la noia
    l’ombrellone
    i vicini d’ombrellone
    le sdraie
    i bagnini abbronzati
    lo squalo
    la doccia fredda
    la birra calda
    il gelato
    le moto d’acqua
    la spiaggia deserta
    la spiaggia affollata
    la spiaggia vip
    la spiaggia gay
    la spiaggia di stocazzo
    il canotto
    il costume umido
    le radioline
    le parole crociate
    le parole del vicino d’asciugamano
    le panze pelose
    le chiappe chiare
    le borse frigo
    lo sbarco in Normandia
    il beach volley
    gli occhiali da sole
    la protezione totale
    la bandiera rossa
    il doposole
    il prima del sole
    il sole
    i nudisti
    la canzone dell’estate
    l’Inferno.

  • tempi

    se tu fossi qui
    probabilmente
    io sarei lì
    tu lo sapresti
    e verresti lì
    ma io sarei già su un tram
    per tornare qui
    e ti vedrei dal finestrino
    che cammineresti a passo veloce
    verso lì
    batterei i pugni contro il vetro
    urlerei il tuo nome
    ma tu non mi sentiresti
    allora io scendevo alla prima fermata
    per raggiungerti lì
    correvo e ti trovavo seduta sullo scalino
    un poco affranta
    ti sorridevo e ti dicevo “finalmente, eccomi qui!”
    “no, lì”
    rispondevi
    e sorridevi
    “sì lì, hai ragione”
    ammettevo

    poi ti tiravo su
    eri leggerissima
    e ci abbracciammo

    non ci baciammo subito
    poiché eravamo nervosi

    mi siederò sullo scalino
    vicino a te

    poi ti racconto
    delle cose di me
    se
    e solo se
    tu fossi
    una di quelle rare
    preziose
    persone
    con un poco di voglia
    di ascoltare

  • questa stupida estate cretina

    ed oggi
    anche le rondini
    sembrano rimbecillite di caldo
    e non vengono a salutarmi
    come ogni mattina
    di questa stupida
    estate
    cretina

    da quando ho smesso col catrame
    non mi sveglio più col cristo in croce in gola
    e sento gli odori
    sento la puzza
    della gente

    dovrei smettere
    di spugnettarmi due volte al giorno
    il mio vigore sessuale ne gioverebbe
    forse

    ascolto musica bluegrass
    cerco di uscire il meno possibile di casa
    posso farne a meno
    ho il freezer che straborda surgelati
    e un paio di chili di carote

    vado di corpo che è un amore
    non ho mai capito l’espressione “a babbo morto”
    ma mi piacerebbe poterla usare
    almeno una volta
    prima di morire

    vorrei costruire una macchina del tempo
    e andare a salvare tutte le poetesse femmine
    che si sono suicidate nella storia

    poi portarle con me in un’isola bellissima
    e vivere assieme
    io e loro
    per molti anni
    molti anni felici
    e molti
    anni
    contenti

  • breve dialogo tra un uomo e una donna in cui la donna tronca la storia d’amore, l’uomo non è d’accordo ma non tiene argomenti validi per farle cambiare idea

    – non ti amo più
    – non ho capito la prima parola
    – non
    – ah, allora non mi ami più?
    – esatto
    – sei sicura?
    – lo sono
    – non mi ami più ma vuoi ancora stare con me?
    – no, non ti amo più e non voglio che stiamo assieme più
    – ah, non mi ami più e non vuoi che stiamo assieme più ma ti va di baciarci e di fare ancora all’amore?
    – no, non ti amo più e non voglio stare assieme a te più e non voglio più baciarti e nemmeno fare ancora all’amore con te più
    – ho come l’intuizione che tu mi stia lasciando
    – eh
    – e se cambiassi?
    – tipo?
    – tipo venire incontro a tutte le tue esigenze di giovane donna nella società moderna occidentale
    – lo faresti per me?
    – no

  • la prostituta

    non sono mai andato con la prostituta
    perché mi fa paura

    potrei dire che non sono andato con la prostituta
    per una questione morale
    non è così

    è una questione che a me
    la prostituta
    mi fa paura

    quando i miei amici andavano con la macchina
    al parco a vedere la prostituta
    solo così per vederla
    non per usufruirne
    io mai
    poiché mi faceva paura

    una volta la prostituta mi ha sorriso
    di notte
    ed era un sorriso ambiguo
    che voleva dire che
    per lei andava bene se io le davo dei soldi
    e andavamo di là a fare delle cose sessuali
    e io che ero a piedi
    ho accelerato il passo
    in quanto molto intimorito
    da questa donna che mi faceva questo sorriso
    e mostrava molte cosce
    e anche un po’ di seno
    ma non si vedevano i capezzoli

    io non ho mai capito questa cosa dei capezzoli
    tipo che da bambino
    passavo davanti al cine porno
    e si vedevano le tette con le stelline sui capezzoli

    che le tette sì
    i capezzoli no
    giuro
    incomprensibile per me

    comunque
    tra l’altro
    se io andassi con la prostituta
    ci scommetto
    che non mi viene duro
    anche se la prostituta
    è professionista

    io duro
    ho bisogno
    di un minimo di affetto
    che secondo me
    – non voglio dire che la prostituta non sia capace di affetto –
    ma secondo me
    per lei è una roba un po’ meccanica
    e magari le faccio pure schifo
    e l’idea di fare l’amore con una che le faccio schifo
    mi fa schifo

    sono stato anche ad Amsterdam
    e ho visto la prostituta dentro la vetrina
    era bella
    ma non ci sarei andato neanche a gratis
    infatti non ci sono andato
    tra l’altro mi sa che ero vergine
    quindi figurati

    anche se mi fa paura
    io per la prostituta
    provo della simpatia
    perché fa il mestiere più antico del mondo

    anche il poeta è uno dei mestieri più antichi del mondo
    dunque abbiamo qualcosa in comune
    io e la prostituta

    quando ce la si fa
    ci si fa pagare
    per fare godere

  • Sandra

    mi dicevi spesso: “non essere triste”
    che cosa assurda, pensavo
    dire a uno triste: “non essere triste”
    che cosa assurda, inutile e carina

    e assurdi erano
    quei tuoi occhi di gatta verdi
    e quel tuo viso di gatta solcato
    da quella portentosa cicatrice
    che ti faceva
    definitivamente
    bella

    fumavi tanto
    camminavi avvolta
    in cumulonembi di fumo

    davi l’idea di essere leggerissima
    mi hai toccato una sola volta
    io mai

    chissà dove sei
    che fai
    chissà se credi ancora
    che i cani abbiano sempre ragione

    io no
    ho smesso di credere tanto tempo fa
    forse non ho mai creduto
    ma mi piaceva il suono

    fin da subito fu implicito
    che avremmo mischiato i nostri dolori
    e non
    i nostri umori corporei

    sei l’unica donna alla quale
    io abbia regalato una bambola
    e non ce ne sarà un’altra

  • rondini

    da quando ho girato la sedia
    vedo le rondini
    ho impiegato 3 anni a capire
    che bastava
    girare
    la sedia

    prima
    vedevo solo muro
    ora
    cielo
    tetti
    comignoli
    le incredibili gru colorate
    e tutte queste rondini
    che fendono velocissime
    urlano stridenti
    lame impazzite volanti

    come ho fatto?
    tre anni di muro
    e bastava girare la sedia

    chissà
    cos’altro sto sbagliando
    oltre le rondini, dico
    oltre il cielo, i tetti
    chissà cos’altro

    e quanto tempo impiegherò a capire
    che non
    ti dovevo
    lasciare
    andare

    ho scoperto
    che le rondini
    mi fanno
    una paura
    da morire

  • che i baci siano gl’ultimi a morire

    il sole mi sopravviverà
    con buona pace
    della mia idiosincrasia nei confronti
    di quella gran bagascia della Morte
    anche la luna
    e gran parte delle stelle
    tu non lo so
    lui, spero di no

    in ogni caso
    che i baci siano gl’ultimi a morire
    dunque
    baciarsi il più possibile
    prima che sia troppo tardi

    con la lingua
    senza lingua
    toccandosi
    strofinandosi

    urtando i denti contro i denti
    scintille ne verranno
    scintille di denti cozzanti
    e vortici di lingue turbinanti
    e schiocchi d’umidissimi labbri

    e poi giunga pure
    la maledetta fine
    stupida fine

    accetto la sconfitta
    ma mi si lasci dire
    credere
    sperare
    che i baci siano gl’ultimi a morire

  • l’uomo che vide la mia fine sul suo viso (e venne a dirmelo)

    nel senso il di lei viso
    capito?
    la ragazza

    spiego:

    io ero di là che cercavo di farmi fare uno sconto dalla barista bona
    che comunque era il quarto negroni
    e secondo me avevo diritto
    e in pratica sto tipo mi si avvicina e mi fa

    “oh, occhio che credo di aver visto la tua fine sul suo viso”
    “quale viso?”
    “il suo”
    “merda” dico io “ma sei sicuro?”
    “guarda, sicuro sicuro è una parola forte ma forse dovresti dare un’occhiata”
    “a cosa?”
    “al sorriso”
    “ma di chi?”
    “ma come di chi? sul suo viso”
    “ma dove?”
    “di là”

    “cioè tu mi stai dicendo
    che hai appena visto la mia fine sul suo viso
    e sei venuto a dirmelo
    e adesso il nostro amore si dissolverà nel vento
    e io morirò in un momento?”

    “guarda mi dispiace tantissimo
    cioè, poi non so se muori muori
    non credo sia certo
    magari solo ferito
    o disperso
    magari te la cavi con una lesione interna non mortale
    forse non dovevo dirtelo
    ma mi sembrava giusto avvertirti
    dato che non capita tutti i giorni
    di vedere la fine di una persona
    sul viso di un’altra persona
    capisci?”

    “no che non capisco
    e tra l’altro non so chi cazzo sei
    e comunque adesso tu me la racconti tutta
    cioè sta cosa della mia fine sul suo viso
    c’è anche un uomo di mezzo?”

    “eh sì”
    “ma lui chi è?”
    “ma non so, non lo conosco”
    “ma è brutto?”
    “beh, certo”
    “vabbé allora vado”
    “ma non lo vuoi vedere il sorriso?”
    “no guarda, passo”

    “scusa ma ti devo proprio fare una domanda”
    “e falla”
    “ma ti ritorna in mente bella come è?”
    “cosa stai dicendo?”
    “tipo in questo momento di shock, mica ti ritornano in mente cose che poi non corrispondono alla realtà vera del vostro passato amoroso ma sono amplificate tipo dal desiderio ma in verità lei non era così dolce ma adesso te la ricordi bellissima e dolcissima tipo un angelo caduto in volo?”

    “sei
    un
    cretino”

  • 23 – 25 giugno 2012

    io i punti cardinali non li so
    e non so le lancette
    e i lacci delle scarpe
    io non so il corsivo
    non so il trapano
    io non so le auto
    i cani
    non so lo spartito
    non so i tasti del pianoforte
    io non so gli schiaffi
    i pugni
    i calci
    io non so le lacrime

    ma li sapevo i tuoi occhi

    io non so la bomba
    non so le strade
    non so i pianeti
    non so la polizia
    non so il sonno

    li ho dimenticati, come la tua voce

    io non so il vomito
    non so il calcio di rigore
    non so la rivoltella
    io non so la notte fonda
    io non so la solitudine
    non so la pace
    non so la fionda
    non so gli accenti
    non so il paradiso
    non so la violenza
    io non so i fiori

    e l’odore della tua pelle, anche

    dice che faccio ridere
    che follia
    la mia merda
    è quanto di più lontano dal comico esista
    ma è merda buona, sana e santa
    gran concime per questi prati spelacchiati
    e comunque ha ragione
    faccio ridere

    ma io so
    che
    il tuo sorriso triste
    era di una bellezza dolorosa

    come il dolore sublimissimo che provai
    quella volta che venni scagliato completamente nudo
    giù dal toro meccanico lanciato a tutta potenza
    con solo un cappello da cowboy sulla testa
    schiantandomi al muro
    di faccia, pancia e cazzo
    ricordi?

    no
    non è mai successo
    è che sta cosa
    stava prendendo una china
    da melodramma dei miei coglioni

  • un po’ di luce per carità

    dio santo
    ultimamente leggo
    me stesso
    fingendo di non essere
    me stesso
    per trovare ispirazione da
    me stesso
    come se fossi un altro

    una gran sega, lo so
    ma
    c’è così poco
    trovo così poco
    trovo così niente
    trovo così nulla

    d’accordo
    ascolto Antony e i suoi Johnsons
    ma non basta, dio bastardo
    perdonami dio
    se esisti non esitare
    stroncami
    adesso
    tanto son stanco
    e ho voglia di vedere cosa c’è dopo

    nulla dici?
    beh, se lo dici tu
    è detto tutto

    non c’è verità
    non c’è fuoco
    non c’è sofferenza
    non c’è gioco
    non c’è sangue e sperma
    non c’è coraggio
    non c’è meraviglia

    e beati voi
    poveracci di spirito
    perché
    vostro sarà il regno dei cieli

    e beate voi
    piccole, insipide, incompetentissime
    bestioline da soma
    perché di nulla mai
    vi renderete conto

    ma quanto cazzo siete scarsi?

    noi no
    non noi, bambina
    noi che siamo fuoriclasse in una terra di scalzacani
    potremmo andare a sposarci a Las Vegas, se credi
    io mi vesto da Elvis
    tu da Marilyn
    o da Cappuccetto Rosso
    poi ci facciamo le droghelle
    e poi

    tantissimissimo all’amore

    oh, sì
    faremo all’amore finché
    il mio tarallo e la tua prugnetta
    diventeranno
    un tutt’uno di faville blu e gialle
    questo sì
    questo te lo posso giurare
    faremo scintille
    fino alla fine
    faremo luce
    saremo luce

    un po’ di luce per carità, bambina

  • quanta maledetta bellezza

    collasso
    ma di baci ti scasso
    smargiasso
    come che se
    come se che
    tutti quanti i quattro moschettieri
    o tre
    o quattro
    o come cazzo è
    fossero entrati in me
    son basso

    quanto sto peccando
    dio, quanto sto peccando
    e non d’adesso
    dio, quanto seme disperso
    dio, quanta vita nel cesso

    il mio vero e unico e solo amore
    è stata una gatta siamese dagl’occhi celesti
    e la pancia profumatissima

    e quanto coraggio hai
    a non aver paura di me

    alle volte nella notte
    mi alzo per pisciare
    barcollo fino alla tazza
    e nella notte mi posiziono
    estraggo il fallo
    spingo
    urino
    guardo alla mia sinistra
    mi vedo riflesso nello specchio
    sorrido

    che poi
    a ben guardare
    dai
    che ce n’è
    di bellezza

    è così tutto quanto
    schifosamente
    pieno
    di
    bellezza

    trovare qualcuno che ti sorride
    mingendo nella notte
    guardandosi in faccia
    e non dico capire

    intuire

  • stanotte ho sognato i topi

    stanotte ho sognato i topi
    e ho la certezza assoluta
    che almeno un topo
    dico
    almeno uno
    questa notte
    nel mondo
    abbia
    sognato me

    i topi sognano poeti elettrici

    palle
    non credo che un topo possa sognarmi
    e non ho sognato nessun topo

    mi fa anche schifo pensare che un topo possa sognarmi
    non me ne frega un cazzo dei topi

    ieri però una rondine
    mi si è quasi schiantata in fronte
    ero in mutande alla mia porta-finestra preferita
    e guardavo il negozio di formaggi sotto casa
    e le rondini sembravano impazzite
    volavano basse velocissime
    il cielo era cupo gonfio di quasi temporale
    e una
    mi ha fatto la rasetta in faccia
    se mi prendeva, ho pensato
    sai che ridere all’ospedale
    farmi estrarre un becco di rondine morta dalla fronte

    stanotte ti ho sognata
    piangevi
    non sentivo la tua voce
    dicevi
    non potevo capire cosa
    garrivano a frastuono
    impossibili
    spaventose
    a migliaia

    eri di rara bellezza

  • stanotte ho sognato le api

    l’amore non esiste
    la felicità non esiste
    e soprattutto non è possibile spremere una mela
    dunque
    il succo di mela che bevete
    non è succo di mela
    ma qualcos’altro
    con tutta probabilità piscio zuccherato

    ho inventato
    un modo
    per produrre
    energia
    dalla rabbia
    una volta brevettato
    sono l’uomo più ricco del mondo

    auto a rabbia
    treni a rabbia
    centrali di rabbia per vendere energia di rabbia a quelli che non si arrabbiano mai
    tipo i buddisti
    sommergibili a rabbia
    illuminazione pubblica a rabbia

    aeroplani a rabbia
    con tutto che se il pilota si rilassa
    son cazzi amari

    e poi trasformeremo la paura
    energia rinnovabilissima è la paura
    e la gelosia
    e l’invidia
    e l’odio
    che ne dite di uno spremiagrumi ad odio?

    stanotte ho sognato le api
    mi hanno detto di dirvi di stare attenti
    ho un sonno
    che dormirei
    sotto un bombardamento

  • questa è la fine (signor tassista)

    questa è la fine
    strepitosa ragazza
    sì, questa è la fine
    finalmente questa è la fine
    ce la siamo sudata
    è stata una lunga, lunga camminata
    e così
    questa
    è
    la fine

    (tutti insieme: oh yea)

    non ti scusare per le cattiverie
    spesso le cattiverie sono verità
    e la verità è cosa buona, giusta e santa
    buona come il pane
    non ci si scusa per il pane
    e non ci si scusa per la pioggia
    non ci si scusa per i baci
    non ci si scusa per i meravigliosi gatti
    non ci si scusa per il cielo azzurro
    non ci si scusa per i tetti
    non ci si scusa per gli occhi verdi
    non ci si scusa per aver detto a un uomo:

    “tu non sei stato il mio più grande amore”

    (tutti insieme: oh yea)

    questa è la fine
    generosa ragazza
    sì, questa è la fine
    è giunto il tempo di andare

    qualcuno gentilmente può chiamarmi un taxi?

    e mi porti dove crede signor tassista
    guidi piano che soffro
    il mal di macchina, intendo

    no, signor tassista non sono lacrime queste
    è pioggia
    sì lo so che non piove signor tassista
    non si preoccupi per la mia faccia
    lei guidi, guardi avanti e taccia

    verso est?
    verso est va bene

    e se ti chiedo ti tornare indietro non farlo

    (tutti insieme: oh yea)

  • mi avvalgo della facoltà

    mi avvalgo della facoltà
    di non amarti
    ma di amarti
    di non volerti
    ma di volerti
    di essere un imbecille intelligentissimo
    di possederti e di buttarti
    di essere bruttissimo e bellissimo
    bassissimo e altissimo

    ed oggi il cielo è sempre più basso e grigio
    ma così tanto grigio ma così tanto basso che
    potrei ficcarci un dito in culo al cielo
    per assaggiarne il gusto

    e tu sei lì tutta d’un pezzo
    come la statua prima che
    la palla di cannone la frantumi in schianto

    mi avvalgo della facoltà di dirti che
    sai poco
    hai visto poco
    poco hai baciato
    sofferto
    consolato

    mi avvalgo della facoltà di essere pazzo marcio terminale

    e dici che mi credo una persona eccezionale e non lo sono
    e sbagli
    io sono una persona eccezionale e sono qui per confermarti la cazzo di regola

    tu
    sei la regola