Categoria: Il Fatto Quotidiano

  • Oggi le ragazze sembrano contente

    Poi capita che il tuo riposino postprandiale
    si trasformi
    in un’esperienza pre-morte

    quella con il tunnel
    la luce bianca al fondo del tunnel
    la musica di campane celesti
    + le voci angeliche eunuche
    insomma, il pacchetto completo
    e intanto fuori è primavera
    e le ragazze vestite di leggero
    sono belle e sorridenti
    oggi le ragazze sembrano contente.
    E capita che tu ti svegli alle cinque del pomeriggio
    solo grazie al suono del telefono
    sei in confusione
    e rispondi con un “ma che cazzo?”
    ed è la tipa della Vodafone
    l’ennesima
    che ti riporta in vita
    ma
    lei non lo sa
    – non sa nulla in verità –
    non sa chi sei
    non sa che stavi andando verso la luce
    con le voci angeliche eunuche
    che ti martellavano in testa
    e non ha soprattutto idea
    di quali davvero siano
    le tue esigenze reali
    a livello di telefonia mobile.
    Ma
    sono le cinque del pomeriggio
    e tu ti sei schiacciato un riposino postprandiale di tre ore
    il mondo gira veloce sotto i tuoi piedi
    e lei, tu
    lei tu non la senti da ventiquattr’ore
    o son già trentasei?
    E mentre le ragazze camminano felici dentro primavera
    ti sembra passata una vita
    altro che trentasei
    e la tipa al telefono ha uno strano accento straniero
    – da dove sta chiamando? –
    mi blatera all’orecchio parlando veloce
    per impedirmi di interromperla.
    Grazie signorina
    scusi se l’interrompo
    sa, avrei dato volentieri un occhiata oltre il fondo del tunnel
    ma
    grazie davvero signorina
    per avermi riportato al mondo
    no
    non sono interessato alle vostre offerte estive
    in verità
    vorrei lei fosse qua
    non lei signorina
    lei lei
    la ragazza dal taglio sbarazzino
    ma poi sì anche lei, signorina
    le offrirei un caffè
    le chiederei di raccontarmi un po’
    del piccolo inferno in cui vive.
    E insomma
    credo sia giunto il momento
    di uscire di casa
    farmi una passeggiata
    testare l’impatto primaverile
    sulla mia pelle
    sulle mi labbra screpolate dal sonno.
    Oggi è il ventisettesimo giorno di primavera
    oggi le ragazze sembrano contente.

  • Ma tu?

    Ma tu
    in quel momento
    in cui
    fui tanto minchione
    e pazzo
    e sciocco
    da credere
    di poter
    fare a meno
    di
    te
    tu
    che tipo
    di super potere
    usasti
    per
    non mandarmi
    a fare in culo
    per l’eternità
    tu
    che caspita
    di capacità
    avesti
    quando
    mi riportasti
    in vita
    mentre
    già
    la mia anima
    se ne sgattaiolava via
    verso il buio tenebroso
    e freddo
    verso il baratro di ghiaccio
    come mai facesti
    a trattenermi
    mentre capitombolavo
    nella cretinaggine terminale
    tu
    dimmi
    come diavolo
    sei fatta
    tu
    ragazza
    tristallegra
    tu
    che dormi a pancia in su
    tu
    che baci poco ma bene
    che tipo d’incantesimo
    hai usato
    per riportarmi
    qui
    quando ormai
    l’équipe medica
    mi dava per spacciato
    il capo chirurgo scuoteva la testa
    e il coroner
    era lì
    a stilare
    l’ora esatta
    in cui
    il mio muscolo
    cardiaco
    batteva
    l’ultimo
    bum?

    Non c’è bisogno che rispondi
    erano domande retoriche
    volevo solo dire
    che sei stata
    un sacco brava.

  • Ogni tanto mi cala la notte

    Ogni tanto mi cala la notte
    e quando mi cala la notte mi fermo
    e ascolto
    e ascolto i rumori nel buio
    e c’è un taxi notturno e poi l’ultimo tram
    e poi passi che fanno cloc cloc sul marciapiede.

    Ogni tanto mi scende la notte
    e la notte mica fa prigionieri quando è incazzata
    e allora è lì che devi tirare fuori tutto
    il coraggio che c’hai
    e puntare i piedi
    e guardarla in faccia la notte
    e dire:

    “ma vedi di farti furba”

    A quel punto normalmente la notte
    se ne va via imbarazzata
    spunta il sole
    il cielo s’accende
    se hai culo, gli uccellini fan cip cip
    metti l’acqua a bollire
    pensi agli strani sogni
    che hai fatto
    e all’appuntamento
    che ti sei guadagnato
    con quella bella ragazza dai riccioli naturali.

  • Adesso però tu

    Adesso però tu
    scrivimi
    una poesia d’amore
    fammi felice con una poesia d’amore
    mi crogiolerò leggendola
    rileggendola
    ad alta voce
    la canticchierò
    la danzerò
    l’appiccicherò al muro qui davanti
    e poi
    toccherà a me scrivere
    una nuova poesia
    una nuova poesia d’amore
    su di te che mi scrivi
    una poesia d’amore
    seduta al tuo tavolo in cucina
    di notte
    dopo aver messo a letto
    bimbi
    gatti
    e pensieri
    magari me ne scriverai due
    magari anche sette
    sette poesie d’amore
    ok, una basta
    ma che sia bella
    mi raccomando
    che sia una poesia d’amore bella
    che se me la scrivi brutta
    sarò costretto a uccidermi
    davvero
    non potrò sopportarlo
    e soprattutto non avrò il coraggio di dirti
    “minchia ‘sta poesia d’amore fa schifo”
    lo so
    ti sto caricando di un’ ansia da prestazione della madonna
    ma so anche che ce la puoi fare
    siediti
    magari con una tazza di tè accanto
    magari metti una musica che ti piace
    io adesso ad esempio sto ascoltando
    “the sound of silence”
    nella versione cantata
    da paul simon solo
    te la consiglio
    spacca
    poi pensami
    pensa a cosa vorresti dirmi in questo momento
    poi pensa a cosa vorresti che io ti dicessi
    poi pensa alla prima volta che ti ho vista dormire
    e alla prima volta che hai immaginato di volermi baciare
    pensa alla prima volta che ti ho fatta ridere
    e alla prima volta che ti ho fatta incazzare

    adesso alzati
    fumati mezza sigaretta in balcone
    non prendere freddo, però
    rientra
    risiediti
    scrivi il primo verso
    all’inizio sembra difficile, lo so
    poi, se ce n’è
    vien via che è una meraviglia.

  • Il bicchiere delle 4 e 27

    Questa notte
    o meglio
    nella prima parte della notte
    mi son svegliato alle 4 e 27 del mattino
    o della notte
    dipende.
    Dipende da come vedi il bicchiere
    il bicchiere delle 4 e 27, dico.

    C’è chi lo vede mezzo pieno di mattino
    c’è chi lo vede mezzo pieno di notte.

    Io lo vedo
    un terzo
    un terzo
    un terzo
    come un Negroni.

    Ci sta un terzo di notte
    un terzo di mattino
    poi ci sono io
    poi ci sei tu.

    Io e tu siamo il Martini Rosso della notte.

    Solo che questa notte tu non c’eri
    io c’ero
    c’era la quasi notte
    l’appena mattino
    mancavi tu
    e allora
    mi son alzato
    mi son vestito
    e sono uscito da solo per la strada.


    ho pure camminato a lungo senza meta
    per le vie di Torino
    e a un certo punto poi
    ho incontrato un metronotte
    che faceva il suo giro.
    Allora è ancora notte, gli ho detto
    tu che dici? mi ha chiesto
    forse non importa, gli ho risposto.

    Poi
    cammina cammina
    ho visto una scritta
    elettrica
    luminosa
    rossa
    appesa in alto
    tra i palazzi
    diceva
    “L’amore non fa rumore”.

    Ho sorriso
    un sordo, forse
    forse un mimo innamorato.

    Poi
    mentre rincasavo
    aprivano i bar
    iniziavano i tram
    e tu secondo me ti svegliavi
    nel posto sbagliato
    forse nel posto giusto
    dipende dal bicchiere
    da come lo vedi.

  • Mi piace molto il sabato mattina

    Mi piace molto
    il sabato mattina
    andare in giro assieme
    passeggiando
    e far piccole compere
    canticchiando canzoni di Battisti
    sbagliando
    le parole
    con lei che dice
    ma no, non fa così!
    Ma io continuo
    ed al “che ne sai tu
    di un campo di grano
    poesia dell’amore
    di un nano”
    lei mi ferma
    mi stoppa
    con un bacio
    lungo
    all’angolo
    tra via Paolo Sacchi
    e corso Vittorio Emanuele II.
    E dopo poi
    ci salutiamo via veloci
    deve andare, dice
    dice, mi piaci un sacco proprio
    e me ne torno casa
    bello leggero, un po’ felice.
    Una cosa che mi piace
    di lei
    – non ve lo nego –
    è che dice spesso
    le cose
    che spero dica
    nel momento esatto in cui
    sarebbe bello
    le dicesse.

  • Quattro biscotti

    Questa mattina mi son svegliato
    con un’ineccepibile erezione
    e ti ho pensata
    lontana
    dispiaciuto
    tu non potessi approfittarne.
    Mentre mi lavavo i denti
    nel cesso ho incontrato
    un tipo
    in mutande
    barbuto
    sovrappeso
    brevilineo
    che si lavava i denti.
    L’ho salutato con un cenno di spazzolino
    ha risposto al saluto con un sorriso.
    Intanto che l’acqua bolliva
    ho ricordato il sogno:
    c’eri tu
    ma non eri tu
    ma eri tu
    eravamo al mare
    ma non era mare
    però c’era una spiaggia
    o forse un prato
    ricordo le bocche di leone
    forse le margherite
    e il vento.
    Mi raccontavi
    di quando da bambina
    giocavi da sola
    eri molto brava, dicevi
    a giocare da sola.
    Poi l’acqua bolliva
    mettevo la bustina
    accendevo la musica
    aspettavo.
    Poi il sogno cambiava
    ero in un ospedale
    erano tutti allegri
    le infermiere
    i medici
    i pazienti
    festeggiavano qualcosa
    non so cosa
    io ero in pigiama
    e ti cercavo.
    Un’infermiera bellissima
    mi offriva un bacio
    ma io volevo te
    le dicevo, scusi, l’ha vista?
    Poi ti scorgevo nella folla
    sembravi felice.

    Il tè è pronto
    mi rimangono quattro biscotti
    mi siedo e guardo i tetti
    c’è poco chiasso fuori
    la gente è via
    le auto, i tram, i bus son via
    c’è il cielo
    il cielo è qui, azzurro, fermo
    dovrei farmi una doccia
    dovrei fare una lavatrice
    spazzare a terra.

    Sei tutta bella, ti dicevo in sogno
    tutta tutta?, chiedevi dubbiosa
    balliamo, ti dicevo
    sì, è tanto tempo che non lo facciamo, dicevi.
    Sembri contento di vedermi, sorridevi
    tanto, ma ho anche una pistola in tasca.

    Poi mi son svegliato
    con un’impeccabile erezione
    peccato lei non sia qui, ho pensato
    potevamo smezzarci i biscotti
    magari ricordarci i sogni della notte.

  • Cuscini

    Ed è osservando
    questa piccola bambina dagli occhi azzurri
    addormentarsi lenta
    semi sdraiata e saporita
    sulla sua mamma
    che ho capito
    che le tette
    non son’ altro
    che cuscini del paradiso
    e che le mamme son letti morbidi
    dalle lenzuola sempre fresche e profumate.

    Deve averle inventate uno
    – ho pensato –
    che ama la pace
    non Dio, dunque
    e ho capito anche
    che le donne
    possono
    – se solo lo desiderano –
    essere il luogo più
    riposante dell’universo.

    Poi
    mi sono assopito anche io
    ti ho sognata
    un brevissimo sogno
    nel quale eri bella e sorridente
    nel quale mi facevi delle carezze
    sulla questa grande testa che mi ritrovo
    nel quale mi dicevi
    che anche se non sembra
    sta davvero andando tutto bene.

  • Come se piovesse

    E non ho la benché e maledetta e minima intenzione
    di smettere
    di scriverti poesie d’amore come se piovesse
    malgrado questo porco mondo
    non smetterò
    malgrado questa mala gente
    non smetterò di carezzarti di poesie
    d’amore
    malgrado questa notte
    che non accenna a voler finire
    non ho nessuna, ripeto
    nessuna, nessunissima intenzione
    ragazza dai baci portentosi
    di smettere di pioverti addosso
    un verso dopo l’altro
    e un altro ancora, e dopo ancora uno.
    Malgrado la bruttezza
    che ci circonda, ragazza dai baci poderosi
    immaginami cielo
    se ci riesci
    immaginami cielo di burrasca
    fanciulla dagli occhi spiritosi
    facciamo i lampi, i tuoni
    giochiamo al temporale.

  • La prima poesia dopo un sacco di tempo

    La prima poesia
    dopo un sacco di tempo
    non parla del cielo
    nemmanco del mare
    non parla di sole
    tramonti
    di lune calanti
    non parla di me.
    La prima poesia
    dopo un sacco di tempo
    racconta
    le tue piccole tette.
    E dice di film interrotti dai baci
    e dice
    che amo dormire dentro i tuoi capelli.
    E viaggia ai trecento
    la prima poesia
    circondata dai campi di neve
    e dice
    abbi fiducia
    e dico
    mi piacciono, sai, le tue piccole tette.
    – E poi? –
    Mi piacciono le tue piccole tette
    ed i tuoi pensieri
    e siccome ti piace
    sentirmiti dire
    quel che amo di te
    ascolta:
    la prima poesia
    dopo un sacco di tempo
    ti dice
    ci dice
    che amo
    quelle piccole tette
    che sembrano frutti di marzapane
    e sono perfette
    per ‘ste piccole mani
    che io mi ritrovo.
    La prima poesia
    dopo un sacco di tempo
    volevo sapessi
    è solo per te.

  • Partire partirai partir bisogna

    Partire partirai partir bisogna
    e per partire parti
    mi piace di pensarti dentro il treno
    che guardi fuori dal tuo finestrino
    è notte o forse presto nel mattino
    io non ne posso più di treni
    tu sei contenta invece?
    ci fosse i finestrini di una volta
    ti immagino che prendi il vento in faccia
    e nei capelli scompigliati che ti trovi.
    Partire partirai partir bisogna
    e quando parti quando che sei lì sul treno
    da sola o insieme a qualche d’uno
    ricordati che ci sta qualcuno
    che te pensa.
    Anvedi
    a forza d’ascortà er Califfo
    me viene sta parlata un poco strana
    me viene da poetà come un ragazzo de borgata.
    Partire partirai partir bisogna
    io resto
    ti penso un po’ lontana
    non ti spero ma so
    che siamo destinati ad acchiapparci il mondo
    e so
    che torni
    perché ce l’hai un motivo.

  • Chiara

    Chiara
    il tuo nome è luce
    ma sei buia
    dentro
    Chiara.
    Hanno paura i lupi
    della tenebra che ti porti
    ed i vampiri.
    Quand’anche tutte
    le candele al mondo
    avvampassero all’unisono
    e gli accendini dell’universo
    intero ed i maestosi fari
    che sono di salvezza
    ai marinai perduti
    le torce
    i fulmini dal cielo
    non ci stan cazzi, Chiara
    il Sole stesso ti guarda con sgomento
    hai un buio pesto più buio
    del dentro della terra
    più spesso del cemento.
    Ti temono le stelle
    avvezze al nero siderale, Chiara.
    Chiara
    baciare le tue labbra
    è come limonare con la notte.

  • Questa notte nottetempo di soppiatto

    Questa notte sono entrato in casa tua
    di soppiatto sono entrato
    sono entrato nottetempo
    furtivo
    silenzioso come un mimo ninja
    tu dormivi profumata
    abbracciata
    al tuo cuscino preferito.

    Come faccio a sapere che eri profumata?
    Ti ho annusata.

    Questa notte nottetempo di soppiatto
    sono entrato in casa tua
    ho offerto al tuo gatto da guardia
    una polpetta al sonnifero gusto tonno
    ho dato un’occhiata dentro il frigo
    il latte è scaduto da due giorni.
    Mi son permesso di mettere un po’ in ordine.
    Le tue scarpe soprattutto.
    Ho annaffiato le piante.
    Ti ho preparato la macchinetta del caffè
    per quando ti sveglierai domani.

    Questa notte sono entrato in casa tua
    e ho nascosto una poesia.

    L’ho nascosta
    in un punto assai segreto della casa.

    È una poesia d’amore.

    La poesia d’amore che ho nascosto
    questa notte di soppiatto nottetempo
    in casa tua
    è questa
    anche se forse non si capisce
    che è una poesia d’amore.

    È una poesia d’amore segreta
    notturna
    celata.

    È così ben nascosta che
    potresti non trovarla mai
    potrebbe rimaner lì per anni
    lustri
    decenni
    secoli
    fino alla fine del tempo.

    Eri molto bella questa notte che dormivi
    nel tuo letto in casa tua.
    Eri così talmente bella che la luna
    a un certo punto
    credimi
    la luna ha deciso di tracimare dall’abbaino
    inondandoti quei capelli buffi che tieni
    di una luce pazzesca.

    Son rimasto senza fiato
    nel silenzio
    della notte
    in casa tua
    ho pensato:
    io non esisto
    io non esisto
    io non son qui
    ma che fortuna
    esserci.

  • Il Disinnamoratore

    Il Disinnamoratore è il professionista della disinnamorazione.
    Metti che tu sei innamorato di una che non t’ama.
    O che t’amò ma che non t’ama più.
    Metti che soffri come una bestia.
    che non dormi più
    che non mangi più
    che non sei più tu
    che non ti va più di uscire
    che non ti va di giocare più
    di leggere, di scrivere, di far di conto
    che non ti va più di niente più
    perché lei non t’ama mentre sì, tu.
    Metti che ti senti di morire
    di scomparire.
    Metti che hai finito le lacrime e i sospiri
    e pure i biscotti e la carta igienica
    ma non hai voglia di andarli a comperare.
    Metti che pure il tuo gatto è preoccupatissimo per te
    e tua mamma e i tuoi amici, e il tuo elettrauto.

    Ci andai una sera di Marzo
    forse era Febbraio
    Agosto, probabilmente
    in ogni caso mi portavo dietro il freddo.

    Lei è il Disinnamoratore? gli chiesi.
    – Lo sono.
    – Professionista in disinnamorazioni?
    – Esatto.
    – Ho bisogno di disinnamorarmi.
    – Sei sicuro?
    – Ho alternativa?
    – Lo sai tu.
    – Credo di saperlo.
    – Sei innamorato perdutamente?
    – Temo.
    – Lei non t’ama?
    – No.
    – Ti senti perduto?
    – Come Ulisse sull’isola di Lost.
    – Sai che è irreversibile?
    – So.
    – Sei pronto?
    – Sarà doloroso?
    – Dopo sì.
    – Ma dimenticherò tutto di lei, tutto quello che è successo tra noi, i baci, le passeggiate, le colazioni, le carezze, le litigate, il bello e il brutto, i suoi occhi, i suoi capelli, le sue labbra, il suo odore, il suo colore preferito, il gusto della sua pelle?
    – Non siamo in un cazzo di film.
    – Ah.
    – Eh.
    – Proceda.
    – Procedo.
    – Procedette.

    Il Disinnamoratore
    è il professionista
    della disinnamorazione.
    Ti stacca via un pezzo
    non fa poi così male
    e pentirsi dopo
    non vale.

  • Centosettanta miglia

    È bello l’estate restare da soli in città è bello pensarti
    pensare all’ultima volta che abbiamo fatto un poco di dolce su e giù nella casa dalle lunghe finestre.
    Ci han visti fare a baci i tetti, i camini, il cielo, il corvo, il rondone, le nuvole, il sole, fors’anche il dirimpettaio guardone.
    Squisita è l’estate in mezzo all’agosto il silenzio le strade fantasma
    il fiume riflette la luce negli occhi dei matti che escono e non hanno paura ma tu sei lontana stai oltre frontiera.
    Accendo la tele la voce mi dice di morti ammazzati di bombe soldati di donne bambini sgozzati bruciati rapiti c’è un uomo con la faccia di gomma che parla e poi parla e ancora su tutti i canali un vecchio vestito di bianco che bacia orientali un sacco di fumo di scoppi una grassa signora sdraiata in costume a bordo piscina che dice qualcosa di folle che non riesco a capire.
    Son centosettanta le miglia che separano la punta del bischero mio dalla tua collinetta fiorita.
    È bello l’estate sapere che torni in caso contrario sfonderò la frontiera e ti vengo a pigliare con queste mie mani.

  • Sette anni e sette notti

    – Giochiamo all’amore?
    – Come si gioca?

    – Giochiamo che ci conoscevamo ci piacevamo ci baciavamo facevamo le cose sessuali ci fidanzavamo stavamo assieme facevamo molte colazioni e molte passeggiate e vedevamo molte puntate di “Walking Dead” sul tuo divano ci facevamo dei regali poi litigavamo poi facevamo ancora le cose sessuali poi tu mi lasciavi e io soffrivo come una bestia poi tu cambiavi idea e ci rimettevamo assieme e io ero felice poi mi lasciavi di nuovo che ti eri sbagliata e io ti odiavo per sette anni e sette notti.
    – Perché devo fare io quella che lasciava?

    – Io non ho voglia di essere odiato per sette anni e sette notti
    – Ma neanch’io

    – Facciamo che io ti tradivo con la tua migliore amica
    – Ma vaffanculo

    – Ma è un gioco
    – Mi fa schifo sto gioco

    – Facciamo che tu mi tradivi con mio fratello?
    – Tu non hai un fratello

    – Tu a sto gioco proprio non sai giocare
    – Forse voglio fare sul serio, che dici?

    – Vuoi fare sul serio?
    – Proviamo

    – Chi muove per primo?
    – I bianchi

    – Ti mangio
    – Non vedo l’ora

  • La zona selvaggia

    Stamattina mi sono alzato
    e ho tirato le tende
    e ho visto il cielo
    e la pioggia
    e il freddo
    e i tetti fracichi
    e un rondone seduto sul bordo di un camino
    con una lametta in mano.

    E sono andato in cucina
    e ho aperto la luce
    e ho acceso l’acqua
    e ho pensato:

    “Si è spento il sole e chi l’ha spento sei tu”.

    Poi l’acqua è bollita
    e il tè si è infuso
    e intanto che lo sorbivo
    nella mia tazza rossa preferita
    ho pensato che no
    che tra i molti e meravigliosi super poteri che tieni
    quello di spegnere il sole no
    che poi è pure un super potere imbecille
    a meno che tu non sia un’Arcicattiva Marvel
    che vuole distruggere il mondo.

    E adesso
    mentre che scrivo questa
    il cielo si sta aprendo
    il vecchio Lou mi invita a fare un giro nella zona selvaggia
    mentre le ragazze colorate fanno du du du du du duddu du du
    ho finito il mio tè e tu
    sei troppo lontana per i miei gusti.

    Malgrado ciò, dolcezza
    io so
    che la punta del mio naso
    e la punta del tuo
    molto presto
    si rincontreranno
    per far scintille.
    Dunque
    la zona selvaggia può attendere
    in questo agosto bislacco.

    E ora ascolta:
    è il turno delle Pietre Rotolanti
    che con la loro comprensione per il Diavolo
    mettono d’accordo tutti.

  • Chiudi bene le finestre

    E che ora fa lì da te?
    che giorno è?
    è estate?
    c’è luce?
    è già notte?
    com’è la luna?
    il sole picchia?
    cosa vedi al mercato?
    che frutti vedi quando vai al mercato?
    che colori ci sono per strada?
    che odori?
    che puzze?
    che profumi?

    i tetti sono piatti o a punta?
    ci sono alberi?
    fiumi?
    c’è un mare?
    il lago?
    si vedono montagne?
    sei circondata dal cemento?
    fa freddo?
    i bambini giocano per strada?

    e se ti guardi allo specchio?
    cosa vedi quando ti vedi dentro lo specchio?
    che occhi hai?
    sei bella?
    sono grandi i tuoi occhi?
    e come li porti i capelli?
    sono sciolti?
    ricci?
    sono corti?
    prova a sorridere
    com’è questo sorriso?
    sai dirlo?

    come sei vestita?
    hai un vestito leggero colorato?
    verde?
    blu?
    un maglione pesante?
    che scarpe porti?
    stai fumando?
    sei nuda?
    com’è la tua bocca?

    da qualche parte c’è qualcuno?
    di là nell’altra stanza c’è qualcuno che ti vuole bene?
    che c’è?
    ti senti sola?
    cosa vedi dalla finestra adesso?
    i rondoni?
    volano bassi vero?
    anche qui
    vuol dire che sta arrivando il temporale
    chiudi bene le finestre
    siediti
    fai un respiro lungo
    se ce la fai
    scrivimi una poesia.

  • Un giro gratis per tutti

    Sul Cuneo-Torino delle 12.23
    dietro di me
    tre vedove parlano dei loro defunti mariti
    ascolto
    non ho alternativa.
    Una delle tre vanta una vedovanza
    di ventitré anni
    la seconda dodici
    la terza cinque.
    Numeri.
    Roba da giocarseli al Lotto.
    Un terno.
    Secco.
    Possibilmente sulla ruota dell’Inferno.

    Oggi è il 21 di giugno
    volevo innamorarmi a Primavera
    un modo come un altro
    per salvare la pelle con stile.

    Oggi inizia l’Estate
    l’aria condizionata del treno
    mi ghiaccia le ossa.

    Non ce l’ho fatta
    ma sono piuttosto e ancora abbastanza vivo
    conto di arrivare a Settembre sulle mie gambe
    in caso
    un giro gratis per tutti.

  • Il mio letto

    Il mio letto è pieno di segnalibri
    che mi fan solletico alle dita dei piedi
    il mio letto è pieno di capelli lunghi e biondi
    neri, corti
    ricci
    il mio letto è pieno di briciole di biscotti solitari
    il mio letto è pieno di peli di malinconico gatto
    è umido il mio letto
    di pioggia, lacrime, latte, sangue, sudore, seme, tè
    è secco come il deserto e rosso come le sue dune
    il mio letto è pieno di mutandine e reggiseni
    è pieno di sospiri
    di calzettini a righe colorate
    il mio letto è pieno di sogni sognati
    di incubi incubati
    c’è una pistola giocattolo nel mio letto
    un tuo orecchino d’argento
    una forcina nera.

    Il mio letto lo percorro a cavallo
    da nord a sud
    in sette giorni e sette notti
    senza dormire mai
    poi di nuovo da sud a nord
    in sette notti e sette giorni
    e finalmente poi posso riposare
    coricarmi all’ombra di colline che sembrano cuscini.

  • Tutto sbagliato

    E fu così che ci trovammo
    nel posto sbagliato
    al momento giusto
    o forse
    era il posto giusto
    al momento sbagliato
    con tutta probabilità
    era tutto sbagliato
    il posto
    ed
    il momento.

    Erano sbagliati gli alberi e le strade
    era sbagliato il cielo
    ed il cemento
    eri sbagliata tu
    ero sbagliato io.

    Sbagliammo il primo bacio
    e l’ultimo
    il primo appuntamento.
    Il primo orgasmo fu sbagliato
    e fu sbagliato il primo vaffanculo.
    Fu sbagliato dirti t’amo
    fu sbagliato dirti t’odio.

    In realtà t’odio non te lo dissi mai
    lo pensai
    sbagliando.

    Però sbagliò la luna ad esser piena quella notte
    e a illuminarti il viso
    sbagliarono i tuoi occhi ad esser belli in pianto
    sbagliarono gli abbracci
    quelli non dati
    quelli dati
    quelli non chiesti
    quelli sperati.

    E fu così che ci perdemmo
    il sole sorse a ovest
    abbaiarono i cavalli
    i tassisti romani
    offrirono un giro gratis
    a tutti.

  • Un poco lontani dal mondo

    Voglio che tu venga qui e ora
    senza passare dal Via.
    Se finisci in prigione
    ti pago la cauzione
    corrompo i giudici
    anzi
    ti organizzo la Grande Evasione.

    Ho una piccola casa in Vicolo Corto
    – ci coltivo la salvia e il basilico –
    ti ci nascondo fino a che
    i bastardi non la smettono di cercarti
    poi ti faccio documenti falsi
    baffi finti
    naso da pagliaccio
    e si va.

    C’è pronta una barca sul fiume
    partiremo all’una di notte
    quando la luna riposa
    quando il buio la fa da padrone
    e i pesci radioattivi dormono felici
    sul fondo.

    Gabberemo gli elicotteri infami
    rimanendo in silenzio
    remando seduti vicini
    nella tenebra amica.

    Dove andiamo? mi chiedi.
    In un posto segreto.
    Se ci pinzano?
    Li sganghero.

    Tutto questo folle affastello
    solamente per dirti
    che c’ho voglia di fare
    colazione con te
    più e più volte e più volte
    un poco lontani dal mondo
    se capisci che intendo.

  • Si può morire di ciliegie?

    Si può morire di ciliegie?
    quante ne devo mangiare di ciliegie
    per morire di ciliegie?
    Se mai dovessi suicidarmi
    m’ammazzerei di ciliegie.

    E si può morire di mancanza di gatti?
    Per quanto tempo ancora
    potrò vivere in assenza di un gatto nella mia vita?
    Un giorno o l’altro mi troveranno stramazzato al suolo
    e il Coroner dirà:
    “Minchia una crisi d’astinenza da gatti di questo livello non l’avevo mai vista”.

    E si può morire di mancanza di tuoi baci?
    Per quanto ancora potrò sopravvivere senza?
    Un giorno andrò in coma da mancanza di tuoi baci
    e il medico dirà:
    “Minchia trovatela subito!”
    “Chi?” chiederà la capo infermiera.
    “Ma come chi? La baciante!”.

    E si può morire di solitudine?
    Quante gocce di solitudine ancora
    potranno assorbire i miei occhi?

    Oggi ho comprato un chilo ciliegie
    le mangerò stanotte
    ne mangerò poche
    lentamente
    e bene.
    Tranquilla, bambina
    nessuna voglia di crepare.
    Per essere un poeta
    sono troppo di buon umore.

  • L’ultima poesia

    L’ultima poesia è l’unica certezza
    l’ultima poesia è quella di quando
    c’hai il cuore sgangherato
    l’ultima poesia è sempre di tristezza.

    Poi arriva la pioggia
    che lava via i mali pensieri
    ti lava via il trucco rovinato
    che c’hai in faccia.

    C’è un facilitatore di felicità in sala?
    Qui ci sta gente
    che ne avrebbe un gran bisogno.

    C’è un gatto femmina
    che si presterebbe
    a dormire qualche notte con me
    per farmi riaccalappiare il sonno?

    Qui a Torino il cielo
    è da troppi giorni azzurro
    probabilmente è un cartonato.
    È facile che ci stiano prendendo per il culo.

    L’ultima poesia è piena di stanchezza
    l’ultima poesia è quella di quando
    c’hai gli occhi deserti
    che ti fanno male.

    E se cerchiamo bene
    nell’ultima poesia
    troviamo pure quello che ci serve

    un poco
    di bellezza.

  • Vogl’essere ospite fisso delle tue labbra

    Vogl’essere ospite fisso delle tue labbra
    vederti svegliare
    guardarti dormire
    ed eventualmente se credi
    fare anche all’amore
    per tutta la notte
    e tutto il mattino
    si pranza
    e dopo
    ancora
    e di nuovo
    scopiamo
    facciamo
    che la fine del mondo
    è vicina
    sbarriamo la porta
    facciamo che l’orda
    di zombi ha invaso le strade
    li vedi strisciare tra il fumo e le fiamme?
    non fare rumore
    coperti da queste coperte
    nessuno può farci del male.

    Facciamo che valga la pena
    di dirci di farci e baciarci
    in questo tempo di zombi.
    In questo tempo di zombi
    ogni volta
    è come fosse
    l’ultima volta.

    Facciamo che l’ultima volta
    diventi penultima
    e indietro così
    fino ad arrivare alla prima
    quando mi guardavi
    con quegl’occhi ridenti che tieni.

    Ti dirò che mi stai a cuore
    chiederai, e gli altri organi?
    a tutti gli organi mi stai.

    E intanto che fuori
    l’apocalisse
    pompa a manetta
    saremo ancora capaci
    di ridere assieme.