l’uomo che morì di stupore

l’uomo che morì di stupore
poco prima di morire di stupore
si trovava in una stanza con due porte
una aperta
una chiusa
quella aperta era quella dalla quale era entrato
quella chiusa era quella che aprì poi
e quando l’aprì vide la cosa che l’ammazzò secco

era una cosa stupenda
così stupenda che l’uomo fu colto da uno stupore
di così immani proporzioni che
come crediamo di aver – forse sbagliando – premesso nel titolo
egli morì di stupore

ciò che non possiamo raccontare per nessun motivo al mondo
è che cosa fosse la cosa così stupenda da far schiantare l’uomo
in quanto, se lo rivelassimo
si perderebbe l’indubbia atmosfera di mistero insita
in questo breve scritto

l’unico indizio che ci sentiamo di dare in coscienza
è che dentro la stanza non c’era
nulla di nudo
nulla di morto
nulla di molle
nulla di blu


l’uomo che morì di cretino

non da cretino, di
nel senso che non ebbe una morte cretina
ma per una qualche oscura ragione
tutti, ma proprio tutti
gli davano in continuazione del cretino

s’alzava la mattina
“cretino”, gli diceva la moglie
si lavava i denti
“cretino”, gli diceva la figliola
andava al bar
“cretino”, l’apostrofava il barista
servendogli il cappuccino
arrivava al lavoro e, dall’usciere al capoufficio
era una pioggia di “cretino”
cretino come se piovesse

l’uomo che morì di cretino
morì di cretino una sera d’inverno
fu un benzinaio ventisettenne a dargli l’ultimo cretino
l’uomo che morì di cretino
s’accasciò sul volante
e morì
di crepacuore
crediamo


l’uomo che morì di cassata siciliana

delle tre morti che compongono questo trittico di morti
questa è la più semplice e spiegabile

l’uomo che morì di cassata siciliana
morì dopo aver mangiato nove chili di cassata siciliana
in meno di due ore
non sappiamo perché lo fece
ma sappiamo, grazie a un testimone affidabile
che le sue ultime parole furono:
“comunque, checché voi ne pensiate, ne ho apprezzato il sapore fino alla fine”