c’erano un sacco di belle persone
soprattutto belle figliole
al liceo classico statale “Massimo D’Azeglio”
erano gli anni ’80

io ci ho passato i sei anni più di merda
della mia vita
un anno più del dovuto
perché amo soffrire

non è che facessi molta vita sociale
al liceo Massimo “Di Merda” D’Azeglio
ai tempi ero un ragazzo timido
per intenderci, durante l’intervallo
me ne stavo chiuso in classe
e all’uscita
non mi fermavo mai a chiacchierare amabilmente con gli altri studenti

non mi occupavo di politica
non giocavo nella squadra di pallacanestro
dove c’erano un sacco di giovani virgulti di classe
per lo più cercavo di sopravvivere ai professori
che, pur brave persone
non mi amavano un granchè

i professori del liceo Massimo “Del Cazzo” D’Azeglio
ce l’avevano con me
perché non studiavo molto
era il loro lavoro, d’altronde, farmi studiare
rendevo poco
il mio rendimento era alquanto misero
non ce l’ho con loro
ci tengo a precisarlo
era una questione di rendimento

non ho mai avuto la ragazza
al liceo Massimo “Fottuto” D’Azeglio
ai tempi ero piuttosto brutto
e timido (ma l’ho già detto)
e mi vestivo come un coglione
non avevo capito che per piacere alle ragazze
(che ragazzine splendide, signori, profumate profumate)
bisogna vestirsi bene
tipo come dice la moda del momento
anche la pettinatura è importante
e chiaramente, giocare a pallacanestro
o intervenire durante le assemblee
insomma, farsi notare

io,
al liceo Massimo “Fanculo” D’Azeglio
ho piuttosto imparato l’arte del mimetismo
mi mimetizzavo con i banchi, i muri, le lavagne
i cessi
era un modo per sopravvivere
non so, mi sentivo costantemente in pericolo
addirittura
spesso, non andavo a scuola il giorno
della foto di classe
è provato
ci sono poco nelle foto

sia chiaro,
le ragazze mi piacevano
e ce n’erano di veramente desiderabili
mi limitavo a guardarle da lontano
poi a casa
mi facevo le seghe

è un dato di fatto
che poca gente si ricorda di me
tra gli studenti di quegli anni
anche nella mia classe
i miei compagni
la maggior parte
sconosciuti

ma non me ne fregava poi molto
ad essere sinceri
di fare comunella
con quelle – mi si perdoni l’ardito francesismo –
teste di cazzo

eh sì,
allora ritenevo gran parte di quella gente delle teste di cazzo
e i professori
dei figli di gran puttana

si dice che col tempo
i brutti ricordi sfumino
per lasciare il posto
a quelli belli

io,
del liceo classico statale “Massimo D’Azeglio”
di ricordi belli
non ne ho