E’ un anno che non fumo ed è un anno che non cado dalla bicicletta.
E’ un anno che non mi rivolgo ai tuoi occhi ed è un anno
che non piango dai miei.

Mi rendo conto solo ora di non aver mai saputo il tuo gusto di gelato preferito.

Sono in grado di scrivere una poesia d’amore
circondato
da muratori meridionali che abbattono pareti a martellate tutto intorno a me.

Un anno fa non lo sapevo fare.

D’altra parte un anno fa non ero in grado di andare in bici senza mani.
Non lo sono tutt’ora.

Un anno fa avevo più capelli e meno grasso in corpo.

Ma bada di non credere di sapere come va a finire.

Non finisce con me che dico che un anno fa ci amavamo e tutto era bello e profumato e luminoso e danzavamo a piedi nudi nell’erba umida in una radura nel bosco baciati da raggi di sole primaverile con gli uccellini che ci guardavano e sorridevano di noi felici nell’amore e nell’unione miracolosa dei nostri corpi e dei nostri occhi azzurri anche se io non ho mai avuto gli occhi azzurri, tu non mi ricordo.

Io,
la verità,
non mi ricordo il colore dei tuoi occhi.

E questo è troppo.