venti luttuosi sbattevano le mie guance magre di tristezza

dagli scogli – bel posto, comunque –
guato l’oceano immenso d’acqua
aggiungo solo un po’ di sale al mare
con qualche goccia
che fuoriesce dai miei occhi

conobbi un uomo triste
creò un piccolo lago d’acque salate
dai suoi occhi
sì signori, dai suoi soli occhi
un lago

non vorrei deprimervi troppo
con queste storie
dio me ne scampi, non vorrei mai
rattristarvi

come dite ?

no,
poesie d’amore basta
ho smesso di scriverne
da quando qualcuno ha scambiato il mio cuore
per una palla di merda secca da schiacciare con il tacco dello

stivale

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8 risposte a venti luttuosi sbattevano le mie guance magre di tristezza

  1. Christian scrive:

    ma te l’ho già detto che poi, quando che divento famoso, ‘ti scopro’ e diventi più famoso di me, poi io vado in miseria però tu poi mi ‘riscopri’ e così via? te l’ho già detto?

  2. daniela scrive:

    eh no eh
    eh no eh

    EH NO EHHHH

  3. aitan scrive:

    meravigliosi slittamenti di senso; alla resto anch’io col cuore smerdato

  4. aitan scrive:

    meravigliosi slittamenti di senso;
    alla fine resto anch’io col cuore smerdato

  5. susanita scrive:

    è come con la patata lessa. il poeta ha la capacità straordinaria di trasferire il suo stato d’animo su te, specie se questo è malinconia. almeno se ne liberasse lui, ma no.

    leggiti notte triste

    si può star male quando si legge guido, glielo dico perché è tuttavia un complimento, ho cercato di indagarne i motivi, ce n’è più di uno per quanto mi riguarda, ma fondamentalmente credo che alla base ci sia un senso di impotenza che mi invade.

  6. alga scrive:

    :-/
    bella, però.

  7. petarda scrive:

    forse sono un mostro insensibile, ma questa mi mette anche un po’ allegria e sono a chiedermi se il signore che formò il laghetto con le proprie lagrime non sia lo stesso che perse il pisello nella doccia.
    non so perché.

  8. catalanoguido scrive:

    ci sei andata vicina, petarda. era suo cugino.

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