in vostra difesa

ci parliamo
ti sembra interessante ciò che dico
da come mi guardi così sembra

anche tu mi parli
hai una bella fronte
e dici cose giuste

già sto pensando che ti bacio
bello sarebbe di baciarti
e prima o poi ti bacio

intorno a noi, altri
si beve, si fuma, si scherza
si sta bene

poi,
tensione sul tuo viso
che succede?
i tuoi occhi guizzano

“è il mio?”

(è il mio cosa?)

vedo altri destarsi
c’è tensione

“è il mio?”

(è il mio cosa per dio?)

ti guardi intorno
cerchi
spaventata
no, non è spavento
eccitazione, desiderio

(cosa cerchi?)

poi capisco
vedo qualcuno frugare in una giacca
tu ti avventi verso una borsetta

non è il tuo
è il suo
il tuo non suona
è il suo

sei delusa, adesso…

cosa posso dire?
cosa posso dire
in vostra difesa?

siete tutti qui in questa stanza
ma vorreste essere altrove
con qualcun altro
i vostri cervelli incatenati da catene
di onde radio
ad altri cervelli

più soli di me
sicuramente
un po’
più
disperati

Questa voce è stata pubblicata in Sono un poeta, cara. Contrassegna il permalink.

7 risposte a in vostra difesa

  1. maurogasparini scrive:

    è l’illusione dell’utopia realizzata maestro,
    perché laifisnau, ma non dicono dove.

  2. arabica scrive:

    il mio suona così di rado che quando lo fa io non lo riconosco e penso sempre che sia quello di un altro, i pochi che azzardano la chiamata mi rimbrottano di non rispondere appositamente, che dire in mia difesa?

  3. cybbolo scrive:

    si ride poco e si ride amaro, per tacere di improbabili suonerie che rivestono silenzi.

  4. susanita scrive:

    anche il mio non squilla mai
    spesso lo dimentico a casa o lo tengo spento, tanto non squilla
    qualche volta non è che mi farebbe proprio schifo se squillasse

  5. Christian scrive:

    Ma va’ là che ti ho visto coi miei occhi alla presentazione di Portosepolto che smanettavi col cellulare come un fobico! 🙂

  6. catalanoguido scrive:

    sì, ma io facevo i videogiochi!

  7. petarda scrive:

    però le suonerie son rivelatrici. ho scritto sul blog di una tizia che aveva “daje de tacco daje de punta quant’è bona la sora assunta” (cantata) e per questo fatto a distanza di un anno ancora ricevo visite.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.


2 − uno =