cento volte cento
bussai alla tua porta
e cento volte cento
tu l’apristi

ma ogni volta io rimasi lì
come l’allocco
senza saper che dir che far o chi baciar

e tu pensandomi un venditore ambulante
o un testimone di Geova
o un postino senza lettera
o un idraulico impazzito
o chissà chissà checcosa
cento volte cento
chiudesti in viso a me la porta in viso

e adesso son qui seduto
sulle scale
e viene notte
e son stufo di bussare
che le mie nocche si son consunte
e l’amore
è così triste
se non ti riesce