era un trombettiere bravo
suonava la sua tromba nella guerra
suonava la sua tromba nella carica
la carica dei suoi compagni che
correvano alle pallottole nemiche
e quel suo suono di tromba dava loro
il nobile coraggio d’ammazzar farsi
e la notte, i sopravvissuti stanchi
venivano cullati dalle note della tromba
le note che dicevano, silenzio
dicevano, dormite bambini, riposate, sognate se potete
sognate le vostre innamorate
le vostre case, i gatti, se ne avete
domani è ancora guerra e allor dormite, riposate
domani nuovamente correrete
verso gli scoppi, i gridi, i sangui
e quando tutti erano addormiti
il trombettiere bravo puliva la sua tromba
la lucidava bene
con lei si coricava
le dava un bacio
e poi dormiva
e poi, di nuovo la mattina
svegliava i suoi compagni
diceva con la tromba, svegliatevi bambini
è ora della guerra
e tutti in fila verso
un giorno
il trombettiere bravo si stufò
disse alla tromba, non sei stufa?
son tanto stufa, disse la tromba
suoniamo una canzone?
oh sì mi piacerebbe
e il trombettiere bravo e la sua tromba
suonarono e suonarono una canzone bella
mentre le baionette straziavano le carni
mentre le bombe a mano facevano disgrazia
tra urla, spari e cannoneggio duro
il trombettiere bravo suonava la sua tromba
nessuno se n’accorse
della canzone bella
tranne il Gran Colonnello
che mentre i barellieri tiravano su morti
andò dal trombettiere, con faccia di demonio
gli disse, come hai osato maledetto!
non gli fu dato no di dir risposta
fu fucilato insieme alla sua tromba
insieme alla sua tromba sotterrato
nella fosse comune
con i morti
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