da quella porta

a un certo punto ho pensato che ero un vulcaniano
come il signor Spock
te lo ricordi?
il signor Spock era quello con le orecchie a punta
secondo me era il più fico della Nave
il signor Spock aveva tre caratteristiche fondamentali
le orecchie a punta
la superpinza
mancanza di sentimenti

la superpinza era una roba che faceva con la mano
ti pinzava tra collo e spalla
e tu svenivi
credo che ti beccasse un nervo

io ci ho provato un sacco con la gatta
la gatta s’incazzava abbestia e mi massacrava la mano
non sveniva
poi ci ho provato con mia madre
che ho pensato che magari con gli animali non vale
e anche lì nulla
cioè sì, mia madre s’incazzava, ma non sveniva
mi diceva, ma sei cretino?
mi dava dei calci

allora ho capito che non ero un vulcaniano
anche le orecchie purtroppo infatti
niente punte
bellissime le orecchie a punta

secondo me il signor Spock non sorrideva mai
io ogni tanto sì
e poi la questione che lui era molto razionale
ma molto ma molto razionale
secondo me il signor Spock non si poteva innamorare
non so se potesse avere dei rapporti sessuali
apparte il fatto che le vulcaniane son delle ragazze bellissime
secondo me scopavano
ma senza sentire un granchè dentro
in realtà Spock era per metà umano
quindi magari si poteva innamorare
e sentiva delle cose dentro

a me poi sta cosa delle emozioni
non era la cosa principale
era la superpinza la cosa principale
ma una volta che ho capito
che anche io avevo delle emozioni
come tutti i cristiani
ieri sera nella fattispecie
ho provato a fare la superpinza a un tipo
mi ha detto, ma sei un coglione?
ma ero un po’ ubriaco
ma per fortuna non mi ha menato

poi il mio amico mi ha detto:
diglielo
si ma come?
vai subito a casa sua adesso ti porto io in macchina se non ti vuole ti riporto a casa
son troppo ubriaco
ma vedi che sei troppo razionale?
guarda che ti faccio la superpinza!
mavaccagare!

scusate
ma devo.

Ludovico Cristo questo pezzo mi fa vibrare!
scusate
scusa
vorrei che tu fossi qui adesso
non te Ludovico!
lei
sentendo la tua musica Ludovico
anche te se vuoi, Ludovico
t’immagini Ludo?
su una terrazza a primavera
di notte
tu in un angolo seduto al piano
le onde che si sfrantumano sugli scogli
la luna
io che ti dico, suonala ancora vecchio Ludovico
e tu che vai e tu che vai e vai e vai
con quelle dita magiche che c’hai
e io e lei ci guardiamo
e io ti dico
no a te Ludovico!
ora sto parlano con lei, tu suona e taci
io ti dico
se avessi una macchina del tempo
e potessi fare un solo viaggio
non andrei ad ammazzare Hitler
tornerei a quella sera
quella sera in cui tu mi dicevi delle cose bellissime
e io ti guardavo e stavo zitto
e probabilmente quella sera ero un vulcaniano purosangue
che ti avrei potuto fare la superpinza
no a lei, Ludovico, a te a te!
in quel momento avevo le orecchie a punta
e controllavo le mie emozioni come solo un vulcaniano
o un cretino
con tutto il rispetto signor Spock, lei non c’entra
non lei lei, Ludovico, Cristo, il signor Spock!

lei c’entra sì
tu centri
sarebbe bello, credo, poterci centrare ancora
dicevo, la macchina del tempo
dicevo, da quella porta non ti farei uscire

 

Si ringraziano:
Leonard Nimoy nella parte del signor Spock
Ludovico Einaudi nella parte di lui stesso
la mia gatta
mia madre
il tipo del bar al quale ho fatto la superpinza
il mio amico A.B.


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5 risposte a da quella porta

  1. Valentina scrive:

    l’ho letta che ero già presa male per faccende mie amorose e mi sono messa a piangere, non so guarda.

  2. nita scrive:

    a me ricordi il guido di “otto e mezzo” di fellini
    più che il signor spock

  3. catalanoguido scrive:

    citazione colta, puntuale e non priva di fondamenti

  4. io scrive:

    io, se fossi in te, andrei da lei, che è lì che sta studiando e ha la testa che le scoppia e vuole fare la dura e poi non ci riesce e passa il tempo a far abbaiare uno stupido cagnetto portachiavi che ha barattato ieri sera con una caramellina di zucchero sporca e un accendino. io andrei a parlare con lei se fossi in te.

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