eravamo io, Ian e Bob
a Londra, s’era a Londra
era il ’74, credo
o il ’75

va bene, ok
avevo tre o quattro anni
e ai tempi frequentavo gente del calibro di Ian Anderson e Bob Dylan
cosa ci volete fare
ero un bambino prodigio

questa me la ricordo bene perché non ho smesso di ridere per giorni
eravamo nei camerini prima dello show
Ian che dice a Bob: “quando canti sembri un topo con le adenoidi infiammate”
e Bob che risponde serio: “quel flauto, Ian, glie l’hai fatto provare tutto a tua moglie, dico, tutto fino in fondo?”

minchia lì
in una frazione di secondo
vedo Ian che si alza di scatto
e inizia a picchiare sulla testa Bob
a colpi di flauto
lo rincorre per tutto il camerino brandendo il flauto a mò di mazza
insultandolo in un qualche dialetto scozzese
e Bob che corre intorno al tavolo urlando, smettila coglione, smettila Gesù Cristo!

insomma, ragazzi, una scena
una vera grande scena
roba forte

poi è entrato qualcuno, non ricordo chi
un qualche musicista o un manager
e insomma, ha bloccato Ian
che era una furia disumana tutto viola in viso
con quel suo cazzo di flauto in mano
che continuava a bestemmiare parole in una qualche lingua gaelica antica e dimenticata

si sono calmati
si sono seduti
gli ho versato da bere

hanno bevuto in silenzio
senza guardarsi
mi sono alzato
in gamba ragazzi e state sereni, gli ho detto
sono uscito dal camerino
ho fatto tutto il corridoio
era pieno di gente che andava su e giù
indaffaratissima
sentivo il brusio della folla fuori
decine di migliaia di persone aspettavano

c’era una tipa molto graziosa ferma vicino al distributore d’acqua
capelli lunghissimi, lisci, castani
pantaloni a zampa
la guardo
mi guarda
checcifai qui bimbo? mi fa
checcifai tu qui bimba? le faccio
aspetto, dice
cosa aspetti?
il mio uomo, fa
eccomi, e le strizzo l’occhio
ride
denti perfetti
senti, mi prendi un bicchiere d’acqua che non ci arrivo? le faccio
certo, fa

ci vediamo tra una decina d’anni, sventolina
ok
ciao
ciao

sono uscito
son montato sulla mia Harley
il cielo era rosso di tramonto
non mi sono voltato indietro
ho dato gas
e via
verso nuove, mirabolanti avventure