Ieri sera un giovane uomo simpatico mi ha detto che l’altro giorno è andato alla Feltrinelli di Piazza Castello di Torino per acquistare il mio libro che si intitola “La donna che si baciava con i lupi”. Il giovane uomo simpatico mi ha detto che ha seguìto per filo e per segno le indicazioni che ho dato per un felice acquisto del libro in questione.
In pratica, non trovando il libro tra i libri in esposizione, è andato dalla commessa della Feltrinelli di Piazza Castello di Torino e ha chiesto a lei.
Le ha detto il titolo.
Le ha detto l’autore.
Le ha detto la casa editrice.
E addirittura, per facilitarle il compito, le ha detto il nome del distributore.

Orbene, la Feltrinelli di Piazza Castello di Torino, ha risposto al giovane uomo simpatico che era meglio se se lo ordinava direttamente da Internet che era meglio e faceva prima. E il giovane uomo simpatico mi ha detto che allora tanto valeva che veniva venerdì allo spettacolo e lo prendeva da me che glielo davo a mano.

Ecco.
Cara Feltrinelli di Piazza Castello di Torino, se la mia amata casa editrice che chiameremo LeBolleBlu, avesse avuto intenzione di vendere i da lei libri pubblicati via Intenet, vedi, avrebbe evitato di farsi un discreto culo per trovare un distributore con il quale ha stipulato, tra l’altro, un contratto.
Il signor distributore di lavoro fa appunto il distributore ed è molto contento se una libreria gli ordina uno o più libri, miei o di altri.
Tu, cara Feltrinelli di Piazza Castello di Torino, non è che hai, se ci pensi, poi tante altre cose da fare oltre a vendere libri. E’ il tuo mestiere. E quando arriva un giovane uomo simpatico a ordinare un libro regolarmente distribuito, dovresti proprio fare ciò per cui sei stata eretta, cara Feltrinelli di Piazza Castello di Torino.

Dunque, cara Feltrinelli di Piazza Castello di Torino, concludo augurandomi che tu non faccia più cazzate (scusa, mi ero ripromesso di non usare turpiloqui in questa mia, ma cerca di capire il mio stato d’animo turbato) e sappi che se mi dovesse nuovamente giungere all’orecchio che ti sei rifiutata di ordinare un mio libro dopo che e stato richiesto da un giovane simpatico uomo o da una simpatica giovane donna o da un bambino o una bambina o un anziano o un anziana o foss’ anche un cane del cazzo (scusa) ecco, verrò a tirarti le orecchie non prima di avere telefonato a Inge che si incazza a sua volta e ti fa tò tò sulle chiappette.

Grazie e buon lavoro.
Guido Catalano