stamattina mi son svegliato
e ai piedi del mio letto ho notato
una figura in piedi ai piedi del mio letto
era
inconfutabilmente
l’invasor

“lei è l’invasor?” gli ho chiesto
“sì” mi ha risposto
“è venuto a invadermi?”
“certo”
“vi sarà spargimento di sangue?” ho domandato
“dipende da lei, se farà resistenza è probabile” ha detto

a quel punto, intanto che il sole stava iniziando a
tracimare dalle fessure delle persiane mutando il quasi buio
in quasi luce, meglio detta penombra, si è
aperta la porta del cesso ed è uscito un uomo

“lei sarebbe?” ho chiesto
“sono il partigiano” ha risposto
“desidera?”
“non desidero nulla, son venuto a vedere se c’è di bisogno”
“non mi è chiaro ma entri pure”

a quel punto è suonato il campanello
mi sono alzato, in mutande
ho detto, “scusate”
sono andato ad aprire
c’era una ragazza molto bella e molto giovane
“ciao” ha detto
“ciao” ho detto
“posso entrare?” ha detto
“accomodati”

la ragazza molto bella e molto giovane è entrata
era molto bella e molto giovane
con molti riccioli molto neri e molto belli
e occhi grandi molto belli e molto grandi
e una gonna blu
sufficientemente corta da mostrare delle gambe
molto belle e molto gambe

“faccio un caffè?” ho chiesto a tutti e tre
“sì” “no” “sì”

colui che disse no fu l’invasor
che contemporaneamente uscì dalla penombra un fucile mitragliatore
piccolo ma apparentemente onesto
anche il partigiano tirò fuori un’arma di tipologia fucilistica
la ragazza molto bella invece si sedette sulla sedia
accavallando le sue belle molto gambe belle
l’invasor puntò il suo mitra contro il partigiano
il partigiano puntò il fucile contro l’invasor
la ragazza bella s’accese una sigaretta
io decisi di rinviare il caffè e dissi

“scusate ragazzi, mi sembra che ci si trovi in una situazione di stallo, potreste spiegarmi cosa minchia siete venuti a fare a casa mia?”

“sono qui per invaderti, lo sai” disse l’invasor
“sono qui per portarti via” disse il partigiano
“io non ne ho idea ma un caffè lo gradirei davvero” disse la bella

“non ho nessuna intenzione di essere invaso e non sarò invaso signor invasor” dissi “dunque non c’è alcun motivo che lei mi porti via, signor partigiano, vi prego di andarvene subito da casa mia prima che io perda irrimediabilmente la pazienza, dote di cui sono colmo, ma qui mi sembra si stia esagerando” poi guardai la ragazza bella tutta ricciolella e dai grandi occhi e dalla gonna blu “tu se vuoi puoi restare”

“resto” disse la bella
“se se ne va via lui io vado” disse il partigiano
“ora vi sparo” disse l’invasor

mi mossi veloce
e con un’atroce mossa di judo estremo
(ero cintura marrone, d’altronde)
disarmai l’invasor
poi, per evitare cazzate
diedi un calcio volante al fucile del partigiano
che si conficcò nel soffitto
riatterrai roteando ed urlando “olè!”
quindi baciai la bella dritta sulle labbra belle
e dissi

“voi due potete andare”

presero la porta e se ne andarono
in silenzio
la bella s’alzò “nessuno mai m’ha baciata così maschio” disse
“e aspetta di vedere il resto” dissi
“son qui per questo”

m’avvicinai
eravamo alti uguale
“ciao bella”
“ciao”
passammo il resto del mattino a inventarci nuovi tipi di baci

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Da: Il Canemucco n°2