Categoria: Novissime

  • E le ragazze si provavano i vestiti

    Erano le sette d’inverno
    o forse mezzanotte l’una nella primavera
    e le ragazze si provavano i vestiti
    ridevano
    e si provavano i vestiti colorati
    bevevano
    aranciata
    suppongo amara
    chinotto
    e birra chiara
    sembravano felici
    ti ricordi?
    Mi dicesti di aver fame
    ed io
    che avevo bevuto l’impossibile
    non seppi che risponderti
    se non:
    “ma tu come ti chiami”?
    Dimenticai subito il tuo nome
    mentre Chris Cornell
    cantava una canzone
    parecchio triste
    qualcosa che aveva a che fare
    con una finestra, credo
    qualcosa che aveva a che fare
    con un amore, forse.
    Comunque triste
    sia l’amore
    sia la finestra.
    Poi me andai a dormire
    solo
    e solo
    mi svegliai
    in un letto
    un letto così grande
    ma così grande
    che da un cuscino all’altro
    ci stava un fuso orario di otto ore.

  • Se non capisci, alza pure la mano

    La primavera mi mette
    di un gran bel buon umore
    ma mette
    di un gran bel buon umore
    un sacco di altra gente
    e quando sono circondato
    da un sacco di altra gente
    oberata d’entusiasmo
    non so perché
    m’incazzo.
    La primavera mi fa incazzare.
    Allora metto su i Primal Scream
    a volume vietato dalle norme vigenti
    mi vibrano le otturazioni dentro i denti
    e mi calmo.

    C’è un altro modo buono
    per rilassarmi.
    Scriverti
    è scriverti parole
    e metterti
    è metterti parole
    una di fianco all’altra
    andare spesso a capo
    usare il meno possibile
    la punteggiatura
    e dirti
    è dirti
    che coltivo la speranza
    tu possa sopravvivermi.

    Nel senso
    di vivermi
    sopra.
    Capisci cosa intendo?
    Se non capisci alza pure la mano
    che te lo spiego meglio.

    Non qui davanti a tutti
    per carità
    andiamo di là
    nell’altra stanza
    che c’è una bella vista
    e c’è silenzio
    chiudi la porta
    che ti mostro.

  • Breve e ritmato dialogo con predominanza di no

    – sei molto bella

    – grazie

    – sei fidanzata?

    – sì

    – ti va di sfidanzarti?

    – no

    – posso essere il tuo secondo fidanzato?
    
- no

    – amante?
    – no

    – cicisbeo?

    – no

    – cavalier servente?

    – no

    – servo senza cavallo?

    – no

    – schiavo?

    – no

    – cavallo?

    – no

    – gigolò?

    – no

    – portaborse

    – no

    – toy boy?
    
- no

    – giardiniere?

    – no

    – guardia del corpo?
    
- no

    – poeta di corte?
    
- no

    – maggiordomo?

    – no

    – zerbino umano?
    
- no

    – accappatoio vivente?
    
- no

    – cane da appartamento?

    – no

    – cervo a primavera?

    – no

    – gabbiano di scogliera?
    
- no

    – pianta grassa?

    – no

    – sei molto bella

    – grazie

  • A stretto giro di vodka

    Mi piace tornare a casa
    stanco morto
    ma vivo
    e trovar traccia di te:
    il letto ben fatto
    un tuo paio di scarpe
    un bigliettino nel quale
    ammetti di avermi allagato il cesso.
    Ma con amore.
    Vorrei rivederti presto
    a stretto giro di vodka
    nuovamente sentirti dire
    “che bella la luce che c’è al mattino a casa tua”.

  • La mia ragazza

    Stanotte ho fatto un bel sogno
    ne serbo alcune immagini
    ed una sensazione di pace
    e di bellezza
    iniziata subito dopo il risveglio
    che mi ha accompagnato
    fin qui, a sera inoltrata.
    Ho l’immagine di una città
    forse Genova
    è una città di mare
    tutta arrampicata
    è bel tempo
    poi c’è un uomo
    che mi racconta
    e mi accompagna in giro
    non ricordo le sue storie
    ma è bravo a raccontare
    ha una bella voce
    forse ha i baffi
    e poi ci sei tu.
    Ti presento all’uomo
    dico, “lei è la mia ragazza”
    che strano
    non ho mai usato questo termine
    “la mia ragazza”.
    Tu hai i capelli più lunghi
    di quando sei fuori dal sogno
    sei graziosa
    molto silenziosa
    ma stai bene
    o almeno, in sogno
    mi sembra mi sembrasse stessi bene.
    Poi rimaniamo soli
    seduti al tavolino di un bar
    in una piccola piazza
    ci sono gli alberi
    non c’è il mare.
    Mi chiedi, “ma io sono la tua ragazza?”
    “tu che dici?”
    “non lo so”
    “è importante saperlo?”
    “vorrei un gelato”
    “tu stai bene?”
    “sì”.

    Poi mi sono svegliato
    di buon umore
    ho viaggiato per oltre mille chilometri
    a bordo di aeroplani
    ogni volta per me è un miracolo
    che si alzino da terra
    poi la sera si è inoltrata
    e ho scritto questa.

  • Seduta che scrivevi concentrata

    E ieri poi
    che son venuto al nostro appuntamento
    quando ti ho vista dietro la vetrina
    seduta che scrivevi concentrata
    in quel locale con le vetrine grandi
    mi è venuto un pensiero
    ho pensato
    ecco
    ecco guarda che momento perfetto
    e guarda come me ne sto accorgendo
    proprio mentre accade
    mi sto accorgendo della perfezione
    nel momento esatto in cui
    la perfezione si compie
    ho pensato
    io che la guardo
    attraverso questa grande finestra
    e lei che non si è accorta ancora
    tutta concentrata a scrivere
    con il sole che l’accarezza attraverso il vetro
    che tra poco si accorgerà di me
    si volterà
    mi guarderà sorridendo
    e mi inviterà ad entrare
    ma io le dirò mimando
    che no
    che voglio stare qui fuori
    a guardarla ancora
    e lei riderà
    oh se riderà
    e lasciala ridere perché
    poi staremo così per alcuni secondi
    a parlarci senza sentirci
    attraverso il vetro spesso
    a fare le facce
    a fare i sorrisi
    i gesti.

    E mi è venuto
    questo pensiero
    che d’ora in poi
    da ieri in poi
    ho pensato
    questa vetrina
    questo luogo
    questo angolo della città
    questa strada senza auto
    ogni volta che passerò di qui
    mi ricorderà
    questo momento di contentezza
    probabilmente per il resto
    della mia vita
    nella buona e nella cattiva sorte
    cioè a dire
    ho pensato
    pensa tu se tra noi
    andasse tutto in vacca
    se tu un giorno mi dicessi
    un giorno d’inverno
    di vento freddo
    di neve
    di lupi magri
    di smog
    di ghiaccio
    di carri armati
    di bombardamenti
    mi dicessi
    no, addio, scusa ma devo andare addio scusa vado
    dove?
    via nel vento ghiacciato addio
    ma per sempre nei lupi?
    sì, cioè scusa addio ciao cioè vado addio scusa cioè ciao
    ma come cioè ciao?
    sì, mi dispiace addio ma non ci possiamo più baciare per l’eternità del mondo.

    Ecco
    io ho fatto questo pensiero
    mica un bel pensiero
    un pensiero onesto, magari
    neutro, forse
    un pensiero di realismo amoroso moderno
    un pensiero di merda.

    Comunque
    poi ho pensato
    che a lato di questa vetrina
    noi dovremmo chiedere al sindaco
    dovremmo chiedergli al signor sindaco
    di apporre una targa
    a latere
    a spese del comune
    la immagino di marmo
    la targa a latere
    una targa di marmo con su scritto:

    “Qui
    un giorno di inizio primavera
    un uomo ed una donna
    ebbero a vivere un momento
    di grande felicità
    di felice semplice perfezione
    attraverso una vetrina
    e la città tutta vuole
    con questa targa a latere
    testimoniare
    questo momento di grande felicità
    di una donna e di un uomo
    un giorno di inizio primavera
    a futura memoria
    e ad uso e consumo
    delle nuove generazioni di cittadini
    e nella speranza di un mondo migliore
    se non migliore, almeno un mondo
    amen.”

    E tutto ciò accadeva ieri
    che son venuto al nostro appuntamento
    uno dei primi giorni della primavera
    quando ti ho vista dietro la vetrina
    seduta che scrivevi concentrata
    in quel locale con le vetrine grandi.

  • Un segreto

    E nonostante tutto
    ho un segreto
    da dirti
    è un segreto
    che parla
    – sì, parla –
    del fatto
    che oggi
    non ti senti
    che oggi sei sicura
    di non sentirti
    di non essere
    bella e/o carina
    e/o carina e/o bella
    né desiderabile
    né ad alto tasso di baciabilità
    – d’ora in poi: ATB –
    né amoreggiabile
    dove, per amoreggiabile
    si intenda
    scopabile
    ecco
    il segreto
    parlante
    che ti svelo
    è che hai cannato
    ma di brutto
    dove, per cannato
    si intenda
    che alle volte
    sembri non capire una fava
    di te stessa
    dove, per una fava
    si intenda pur fava
    e comunque
    seriamente
    il segreto
    è
    che oggi
    come ieri
    come l’altro ieri
    come domani
    come dopodomani
    e per il resto dell’umana eternità
    il segreto
    è
    che
    trovo meraviglioso
    questo tuo furbissimo espediente
    per estorcermi
    poesie d’amore
    in cui ti dico
    tutte le cose d’amore
    per convincerti
    del tuo altissimo livello di amoreggiabilità
    – d’ora in poi: LDA –
    poiché
    – mi raccomando –
    non credere
    ai facinorosi
    che ti diranno
    – oh se te lo diranno! –
    che questa
    non è una poesia
    e/o non è una poesia d’amore
    in quanto
    loro
    i facinorosi
    sono tristi
    e sai perché sono tristi?
    sono tristi
    perché non sanno
    più
    cos’è l’amor.

    E mi son perso
    sì, lo ammetto
    mi sono perso
    e riperso
    ma d’altra parte
    se non ci si riperde
    non ci si ritrova
    e io amo trovarti
    e ritrovarti
    e dirti
    i segreti
    che forse poi
    son mica tanto segreti
    ma parlano
    parlare per parlare parlano
    e parlano di te
    e parlano di me
    e di te e di me assieme
    – che questo non è un segreto –
    io e te assieme
    secondo me
    secondo il mio neanche troppo modesto parere
    io e te ci si incastra, sai?
    sì,ci si incastra
    oh, se ci s’incastra
    e ci si incastra che è una bellezza.

  • Centometristi dell’amore

    A noi che nasciamo
    centometristi dell’amore
    ma siamo forti anche
    sui duecento a ostacoli
    quando ci propongono
    di correre la Maratona
    ci viene il brivido
    pensare alla solitudine
    che ci accompagnerà.

    Parlar d’amore
    noi centometristi dell’amore
    è uno scatto di muscoli
    e di cuori tesi
    è un’ apnea di baci.
    Trattieni il respiro
    chiudi gli occhi
    pensi ai suoi ricci neri
    un po’ sorridi
    e speri.

    Poi
    càpita un giorno
    che inizi a correre
    e non ti fermi
    e poi corri e corri
    e corri ancora
    e lasci andare il fiato
    e lasci aprire gli occhi
    e, sapete
    non è affatto male
    quando prendi il ritmo
    e vedi scorrere i paesaggi
    e senti il profumo delle cose attorno
    e hai più tempo per pensare
    per raccontare
    il verde strano dei suoi occhi.

  • Più

    – mi pensi più?
    – più

    – più più?
    – proprio più

    – ma mai?
    – mai mai

    – ma mai mai mai?
    – mai mai mai mai

    – ma neanche una volta al mese?
    – neanche una volta all’anno

    – al lustro?
    – no

    – al decennio?
    – no no

    – ventennio, cinquantennio, secolo, eone?
    – nulla di nulla di no

    – e in sogno?
    – in sogno non ti sogno

    – brutto però
    – dici?

    – mi sembra ma non so
    – secondo me no

    – e se muoio?
    – ti porto i fiorellini

    – ma come fai?
    – allenamento

    – complimenti addio
    – addio grazie

  • Posso smettere quando voglio

    Posso smettere quando voglio
    posso smettere di bere
    di fumare
    di mangiare
    di pensare
    posso smettere di parlare
    di starti ad ascoltare
    posso smettere di sperare
    di andare
    posso smettere di tornare.

    Posso anche smettere di scrivere poesie d’amore
    di dir di baci
    d’occhi dentro gl’occhi
    di carezze
    di mani nelle mani
    di quel profumo
    che avevi sulla pelle.

    Non ci credi?
    non ti fidi?
    guardami
    non mi vedi?

    Te lo giuro sulla mia animaccia stanca
    posso
    smettere
    quando
    voglio.

    Ecco, guarda
    ho smesso
    è facile.

    È facile
    come soffiar via la fiammella da un cerino
    è facile come la pioggia
    come l’erba, la polvere
    è facile
    come attaccare il telefono in faccia
    a chi ti dice cose che non vuoi sentire
    è facile come i fiori secchi
    i fiocchi di neve
    è quasi facile come morire.

  • Gli unici di cui mi fido davvero

    Minchia che buio che c’è
    che inverno
    che freddo che fa
    ho bisogno di te
    mi vedi?
    son qua.
    Potresti posare quel cazzo di affare
    che manda segnali sonori
    ogni trenta secondi
    e guardarmi?
    Mi piace pensare che
    anche se abbiamo perso la rotta
    la ritroviamo.
    Osservando le stelle?
    sai farlo?
    no, vero?
    neanch’io.
    Sai, non ho mai creduto nel Piccolo Principe
    né nella sua volpe sapiente.
    Gli unici di cui mi fido davvero
    sono
    il bambino con la testa tonda
    il suo cane pazzo
    ed il loro amico
    quello che si porta sempre una coperta dietro
    e dice cose saggissime.
    Dovremmo cercarli
    loro sanno la strada.
    Giocare un po’ a baseball con loro
    andare in campeggio
    ascoltare cos’hanno da dire.
    Sì, credo di sapere dove trovarli.
    Se mi dai la mano, un sorriso
    un paio di baci
    e spegni quel coso
    ti ci accompagno.

  • Il bicchiere delle 4 e 27

    Questa notte
    o meglio
    nella prima parte della notte
    mi son svegliato alle 4 e 27 del mattino
    o della notte
    dipende.
    Dipende da come vedi il bicchiere
    il bicchiere delle 4 e 27, dico.

    C’è chi lo vede mezzo pieno di mattino
    c’è chi lo vede mezzo pieno di notte.

    Io lo vedo
    un terzo
    un terzo
    un terzo
    come un Negroni.

    Ci sta un terzo di notte
    un terzo di mattino
    poi ci sono io
    poi ci sei tu.

    Io e tu siamo il Martini Rosso della notte.

    Solo che questa notte tu non c’eri
    io c’ero
    c’era la quasi notte
    l’appena mattino
    mancavi tu
    e allora
    mi son alzato
    mi son vestito
    e sono uscito da solo per la strada.


    ho pure camminato a lungo senza meta
    per le vie di Torino
    e a un certo punto poi
    ho incontrato un metronotte
    che faceva il suo giro.
    Allora è ancora notte, gli ho detto
    tu che dici? mi ha chiesto
    forse non importa, gli ho risposto.

    Poi
    cammina cammina
    ho visto una scritta
    elettrica
    luminosa
    rossa
    appesa in alto
    tra i palazzi
    diceva
    “L’amore non fa rumore”.

    Ho sorriso
    un sordo, forse
    forse un mimo innamorato.

    Poi
    mentre rincasavo
    aprivano i bar
    iniziavano i tram
    e tu secondo me ti svegliavi
    nel posto sbagliato
    forse nel posto giusto
    dipende dal bicchiere
    da come lo vedi.

  • Ma meno male che ti amo

    Stamattina mi son svegliato
    e la prima cosa che ho pensato
    – anzi la seconda
    la prima è stata
    “ora devo proprio aprire gli occhi” –
    la seconda è stata
    pensa un mondo come questo
    identico a questo
    sputato
    con tutte le sue brutture
    e le sue bellezze
    il suo regno animale
    vegetale
    e
    minerale
    con tutto il suo cielo
    il suo sole
    le sue nuvole
    le sue città
    i suoi bambini
    il suo vento
    l’inchiostro
    i gatti
    le lacrime
    i libri
    le risate
    con tutte le sue guerre
    la stupidità
    gli dei
    i prati
    i mari di ignoranza
    le montagne di tristezza
    i laghi di paura
    i deserti di pazzia
    i grattacieli di solitudine
    gli ammezzati di stupidità
    pensa a un mondo come questo
    identico
    sputato
    dove però
    io
    non
    ti
    amavo

    magari
    manco
    ti sapevo

    ecco
    stamattina
    dopo che mi son svegliato
    dopo che ho aperto gli occhi
    ho pensato
    “ma meno male che ti amo”

    e ti confesso
    che l’ho detto pure ad alta voce
    l’ho sussurrato nella solitudine della mia stanza

    poi lo so
    a qualcuno
    potrebbe sembrare
    cosa di poco conto

    beh
    non lo è.

  • Ogni tanto mi sveglio la notte

    Ogni tanto mi sveglio
    la notte
    e quando la notte mi sveglio
    poi penso.
    E spesso penso alla morte
    la notte
    quando mi sveglio ogni tanto
    e non è mica un bel pensare
    da solo
    nel letto
    pensare alla morte
    la notte.
    È proprio sbagliato
    pensare la notte
    penso
    alla morte
    ma niente da fare
    ci penso
    da solo
    nel letto.

    E tu?
    E tu a cosa pensi
    la notte
    quando ti svegli
    da sola
    nel freddo
    nel buio
    nel vento
    nei lupi
    nel deserto
    del letto?

    Non sei sola, dici?
    Ah, ma sveglia sei sveglia?
    Ah, svegliarti ti svegli la notte ma non sei sola nel letto?
    Credevo fossi sola anche tu a pensare la notte.
    Sbagliavo?
    Sbagliavo di brutto?
    Scusa.
    Luca?
    C’è Luca nel letto?
    Scusate, non volevo disturbare.
    Ho fatto confusione.
    Sarà tutta questa notte
    tutti questi pensieri
    tutta questa solitudine
    di morte notturna.
    Signore chiedo scusa anche a lei.
    No, non avevo davvero capito.
    Va bene vado.
    Buonanotte.

  • Poesia che serve a fare andare via il male di gola una ragazza con il male di gola molto carina e/o bella

    Male di gola
    vattene via
    vattene via
    male di gola
    stupido male
    viavattene male di gola cretino
    male di gola furfante
    male di gola malandrino
    lasciala stare
    male di gola birbante
    sparisci
    tornatene da dove sei venuto
    tornatene nel paese dei mali di gola
    e stalle lontano
    statti lontano
    lei ha una gola carina
    non ha bisogno di te
    male di gola lestofante
    male di gola brigante
    lasciala stare adesso subito
    che la sua gola è troppo carina per te
    male di gola imbecille
    lei è troppo carina
    lei è tutta super troppo carina e/o bella
    e se non la lasci subito
    io vengo lì e ti strozzo
    con queste mie mani
    male di gola cornuto
    mollala
    non vedi che ragazza squisita?
    sei cieco?
    sei stupido?
    sparisci immantinente
    male di gola demente
    lei è la ragazza che mi piace
    e deve stare bene
    lei è la ragazza che amo baciare
    e deve potere cantare
    anche stasera
    la ninna nanna ai suoi bambini
    dunque
    sei avvertito
    male di gola scimunito.

  • Una mattina di settembre

    E come cazzo è ‘sta storia che
    di colpo
    mi sveglio e
    mi ritrovo
    con quarantaquattr’ anni e mezzo
    sul groppone
    in fila per tre
    col resto di due
    e la barba imbianca
    e la vista cala
    la panza levita
    il sale diventa
    fattore di rischio
    che fino a ieri ne avevo venti
    e fino all’altro ieri ero un bambino
    giocavo a soldatini
    guardavo sotto le gonne
    delle mie compagne
    di prima elementare
    avevo tutta la vita davanti
    volevo fare il mago
    l’inventore
    l’astronauta
    volevo fare Zorro
    e mia cugina aveva gli occhi azzurri
    e io me la volevo sposare
    ma non aveva i capelli biondi
    e questo era un bel problema
    non sapevo nulla dell’amore
    non sapevo le mazzate
    il dolore
    non sapevo le regole del gioco.
    E poi di colpo
    una mattina di settembre
    ti ritrovi
    con qurantaquatt’anni e mezzo
    sul groppone
    e i postumi
    di una sbronza da coglione
    e la lucida certezza
    che vendere o no
    passa
    e di brutto
    fra i miei rischi.
    Poi tanto l’Einaudi
    aspetta che muoio
    per mettermi
    nella Bianca.

  • amo come amo

    – mi sa che t’amo sai?
    – ma dai? e come m’ami?
    – come t’amo
    – sì, ma come?
    – come ma come?
    – ho capito che m’ami, ma come m’ami?
    – ma che domande, t’amo come t’amo
    – m’ami come m’ami?
    – sì, sono uno che ama come ama
    – che vuol dire che m’ami come m’ami?
    – mah, non vuol dir niente, credo
    – ah, ok, e baciare, baci?
    – beh, per baciare, bacio sì che bacio
    – e come baci quando baci?
    – indovina
    – baci come baci, scommetto
    – brava
    – poi?
    – poi, salto come salto, mangio come mangio, scrivo come scrivo, rido come rido, urlo come urlo, dormo come dormo, siedo come siedo, cago come cago, odio come odio, parlo come parlo, ballo come ballo, fingo come fingo, piango come piango, cado come cado, muoio magari no, muoio, magari un’altra volta
    – e come fai all’amore?
    – come faccio?
    – all’amore
    – mah, all’amore nel senso sessuale del termine dell’amor sessuale dici?
    – sì, dico proprio in quel senso sessuale di far l’amore sessualmente amoroso
    – ah beh quello è difficile da spiegare a parole dovrei mostrartelo nella verità dei fatti nel senso fisico del concetto corporeo nella società moderna contemporanea, ti piacciono i Metallica?
    – come?
    – ti piacciono i Metallica?
    – mi hai davvero chiesto se mi piacciono i Metallica?
    – sì, scusa quando mi imbarazzo sessualmente faccio domande stupide a sfondo musicale
    – ok, scopiamo

  • T’abbraccio e t’abbacio

    T’abbraccio
    e t’abbacio
    c’è terra
    e poi mare
    e poi terra
    in mezzo tra noi
    ma t’abbacio
    e non uso le labbra
    e non uso le braccia
    e t’abbraccio
    lo faccio
    a memoria
    pensandoti
    bella
    e
    lontana
    che sei.
    Ti penso
    e ti spero
    e ti spero
    e ti penso
    e t’ambisco
    t’ambisco
    e
    ti sogno
    e nel sogno
    ti zompo
    e t’assaggio
    t’accolgo
    t’intrigo
    ti trinco
    e ti tocco.
    Mi sveglio
    e son solo
    c’è terra
    e poi mare
    e poi terra
    in mezzo tra noi
    la luna è nel cielo
    il cielo ha le stelle
    le stelle guardone
    sorridono
    e sanno
    che tu tornerai.
    E quando che torni
    sii pronta
    che allora t’abbacio
    ma t’abbacio davvero
    di labbra
    a sto giro
    di baci
    ti bombo
    ti slinguo
    ti stringo
    ti sbambolo abbomba
    e dopo ti guardo
    e ti guardo
    sorridi
    sul serio
    sorrido
    son serio
    e di dico
    che bella ragazza
    che bella ragazza lontana

    che sei.

  • Dovrei

    Dovrei fare altro
    lo so
    dovrei scrivere un romanzo
    dovrei andare a fare la spesa
    in palestra
    comprarmi un paio di pantaloni e delle camicie
    arruolarmi nella Legione Straniera
    spazzare a terra
    sbrinare il frigo
    tagliarmi i capelli
    mangiare sano
    bere di meno
    onorare il padre e la madre
    lavare la macchina
    ma prima dovrei comprarmi una macchina
    ma prima dovrei prendere la patente
    dovrei imparare l’inglese
    dovrei imparare ad attaccare una mensola al muro
    dovrei capire la Teoria della relatività
    e spiegarla a mia figlia
    ma prima dovrei fare una figlia
    dovrei procurarmi un gatto
    perdere peso
    aggiustare lo sciacquone del cesso
    trovare il senso della vita
    e dimenticarlo.

    Dovei fare tutte queste cose
    e mille altre ancora
    ma ho solo voglia
    di starmene qui
    sdraiato
    sul mio letto
    in mutande
    guardando il soffitto
    il cielo
    le nuvole
    i tetti delle case
    ascoltando musica country
    bevendo tè freddo
    e pensandoti
    bella
    lontana
    e ballerina.

  • L’ultima poesia d’amore prima della fine del mondo

    È da un po’ che non le scrivo una poesia d’amore
    e siccome so
    che lei non ama particolarmente le poesie di guerra
    quelle western
    di fantascienza
    le poesie dell’orrore
    – i sottogeneri, insomma –
    ho deciso
    di scriverle una poesia d’amore
    adesso.

    Sì, le sto dando del lei
    mi sembra una cosa carina
    da farsi
    soprattutto d’estate
    e con questo caldo atroce.

    In questa poesia d’amore
    faremo finta
    io e lei
    fingeremo
    che manchino pochissime ore
    alla fine di questo nostro mondo.

    Potremmo passarle baciandoci
    scopando
    disperandoci
    mangiando
    ubriacandoci
    danzando
    dicendoci
    ti amo
    sì ti amo anch’io
    dio che peccato
    che spreco
    che ne sarà di noi?
    tremando
    ridendo.

    Ambisco ad esser io
    colui che scriverà
    l’ultima poesia d’amore
    prima della fine del mondo.
    Gli altri poeti
    troppo presi
    persi nello scavar buchi rifugio
    inutili, scomodi, umidi
    e comunque privi di frigo bar e aria condizionata.

    La scriverò per lei
    parlerà di lei
    dei molteplici tipi di sorrisi
    di cui è capace
    della sua difficoltà ad amarmi da lontano
    della sua portentosa facilità a volermi bene da vicino.

    Non sarò ricordato per questo
    beh, cazzo, non ci sarà più nessuno
    a ricordare.

    Sarà l’ultima poesia d’amore prima della fine del mondo
    servirà a farle dimenticare le spiacevolezze della vita
    tipo quando le rubano il sellino della bici in cortile
    tipo la scortesia della gente
    tipo la stanchezza
    tipo quando ti senti sola
    – posso darti del tu? –
    tipo la fine del mondo
    tipo che poi
    il mondo
    non lo facciamo mica finire davvero
    sai?

  • Il mini bar del mio cuore

    – non dormi?
    – no

    – come mai?
    – mi sento strano

    – mangiato pesante?
    – non direi

    – strano come?
    – strano tanto strano

    – tanto strano quanto?
    – tanto quanto come se stesse per calar giù il cristo atomico

    – è una brutta cosa?
    – mah, vedi tu: come ti sembra come roba un cristo atomico che cala giù nella notte?

    – brutta
    – brutta brutta

    – cosa posso fare?
    – sei usa dar baci?

    – dipende
    – da che dipende?

    – da chi, dipende
    – e in caso di cristo atomico?

    – bacio alla cieca
    – procedi pure

    – dimmi qualcosa che mi ispiri
    – più ispirante del cristo atomico?

    – sì
    – il mini bar del mio cuore ha davvero bisogno di essere sbrinato

    – sei un poeta
    – non tutti sono d’accordo ma baciami pure

  • Piccola ladra di cuscini

    C’è una piccola ladra nel mio letto
    è una piccola ladra di cuscini
    l’ho chiamata piccola ladra, nella notte
    l’ho chiamata piccola ladra di cuscini
    mi ha sorriso, forse dormiva
    forse sognavo.

    Perché mi rubi i cuscini nella notte, piccola ladra?
    Le ho chiesto.
    Perché mi chiami piccola ladra?
    Ti ho colta nella flagranza di reato nella notte.
    Leggimi i miei diritti, dunque.
    Tutto ciò che dirai potrà esser usato per darti un bacio.

    Si dichiarò prigioniera politica.
    La dichiarai la ladra di cuscini più carina
    che avesse avuto mai l’ardire di inoltrarsi nel mio letto.

    Poi dopo fu la notte
    quella vera
    a farla da padrona.
    E con la notte
    fu il silenzio
    le stelle
    i baci
    e l’amnistia
    per tutte le piccole ladre
    di cuscini
    di tutti i letti
    del reame.

  • Filastrocca stupidina

    Odio tutti
    tranne te
    odio i cani
    i sani
    i matti
    odio i gatti
    odio i nani
    quelli alti
    quelli grassi
    quelli brutti
    quelli strani
    odio i fessi
    odio i bravi
    i calvi
    i savi
    odio i rossi
    i neri
    i blu
    odio tutti
    tranne tu
    sai perché?
    un perché forse non c’è
    odio tutti tranne te.
    Odio il sole
    odio la luna
    odio l’arbitro
    e il pallone
    odio la fortuna cieca
    odio la televisione
    odio i prati
    odio i pirati
    la ragione
    l’attenzione
    il semaforo
    il fiammifero
    odio il mare
    odio le cozze
    odio le persone fini
    odio le persone rozze
    odio il molto
    il poco
    il mai
    odio il mondo conosciuto
    odio il riso
    e i maccheroni
    odio il pianto
    le canzoni
    le siringhe
    i panettoni
    odio il sarto
    ed il dottore
    odio i santi
    e gli avvocati
    odio la regina e il re
    odio tutti
    tranne te

    anche se
    potrei dirlo
    in alto modo
    odio tutti
    ma ti amo
    come il tortellino il brodo.

  • Come Venezia che viene mangiata dal mare

    – Se non la smetti di smettere di scrivermi poesie d’amore muoio
    – Puoi semplificare il concetto?

    – È da un sacco
    – Che?

    – Non
    – Ti?

    – Scrivo
    – Scrivi?

    – Tu
    – Una poesia d’amore?

    – Sì, mi sto rimpicciolendo, sai?
    – Ti stai rimpicciolendo?

    – Per ogni ora che passa che non mi scrivi una poesia d’amore perdo un centimetro
    – Come Venezia che viene mangiata dal mare?

    – Se vai avanti così dovrai usare una lente d’ingrandimento per guardarmi
    – Tutto ciò è molto spaventoso

    – Sì, e dopo la lente dovrai usare il microscopio
    – E dopo il microscopio?

    – La fede
    – Che tipo di poesia d’amore gradiresti?

    – Bellissima
    – Bellissima quanto bellissima?

    – Bellissima quanto tutta la bellezza dell’universo, da fare sospirar le stelle, i mari, le terre emerse, gli animali, gli alberi e i fiorellini colorati ai bordi dei binari
    – Non voglio che scompari

    – Datti da fare allora
    – Ci metterò i tuoi occhi

    – Ma l’hai capito di colore sono?
    – È un verde difficile

    – È un buon inizio

  • DI BACI

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    Escogitami di baci, baby.
    Prostituiscimi di baci, baby.
    Termovalorizzami di baci, baby.
    Riducimi i grassi saturi di baci, baby.
    Cuccureddami di baci, baby.
    Ridondami di baci, baby.
    Decrescimi felicemente di baci, baby.
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    Commissariami di baci, baby.
    Evadimi fiscalmente di baci, baby.
    Equivocami di baci, baby.
    Abbaiami di baci, baby
    Legiferami di baci, baby
    Depressurizzami di baci, baby
    Tuttanottestasullasogliami di baci, baby.
    Pizzaancheamezzogiornami di baci, baby.
    Preraffaelizzami di baci, baby.