dovevo svuotare un cesso otturato dalla merda
defecata da chissà quanti culi
di giovani sani soldati italiani

il generalissimo avrebbe fatto, quell’oggi
un bel giretto del posto
e chissà chissà
si sarebbe fatto pure una passeggiata
nelle nostre splendenti latrine

“capitano, mio capitano !”
sull’attenti stavo fiero e guardavo negl’occhi il mio duce

“capitano, mio capitano ! quel buco lì è ricolmo
strabordante
oberato
zeppo di feci, mio capitano…
se tiro l’acqua, qui tracima merda dappertutto…
capitano, cheffare ?!”

il capitano mio bello
la faccia tirata dalla tensione per l’imminente arrivo
del generale di brigata di Tutti i Cazzi
mi guatò ungendomi del suo sdegno

“piglia un bicchiere di carta e svuota…”

“capitano, mio capitano, può forse lei, gentilmente
ripeter l’ordine, che mi pare di non aver capito mica bene…”

il caporale
li vicino
se la rideva
mica poco

“piglia un bicchiere e svuota quel buco pieno dimmerda…”

“sissignore-signorsì !!
che Dio benedica la nostra patria
lo Stato italiano
il nostro Glorioso Presidente
e, mi sia concesso il Papa e gli Stati Uniti d’America, mio capitano !!”

e svuotai a mano un buco pieno di merda
vomitai due volte
avevo solo un guanto di gomma
ma fu un’esperienza