poesia n° 2

pind! pind! facea la gocciola sulla lamiera ed io lì come stronzito dall’alba maestosa

sempiterno il mio amor per te

“sempiterno il mio amor per te, mia splendida dagl’occhi azzurri e dolci come il miele” le dissi “non ho gli occhi azzurri, son marroni” notò “fa come se niente fosse ed amami” proposi “non so, mi sembri strano” affermò “basta parole, baci” e m’avvicinai gli occhi...

beh allora ciao, ciao allora

la guardavo un po’ negl’occhi lei mi guardava anche lei un po’ negl’occhi ed era bello parlare insieme anche di vaccate avrei voluto dirle: “lo sai tu che la primavera ti dona molto ?” ma le dissi: “hai visto l’ultimo film di Custuriza ?” lei rispose: “sì, bello” ma...

l’albanese

era piccolo e nero era sporco e straccione puzzava forte aveva occhi da folle e denti marci i suoi capelli erano un cespuglio di schifezze mangiava i bambini non per modo di dire, come i comunisti lui se n’era già mangiati quattro era albanese veniva dall’Albania a...

cento volte cento

cento volte cento bussai alla tua porta e cento volte cento tu l’apristi ma ogni volta io rimasi lì come l’allocco senza saper che dir che far o chi baciar e tu pensandomi un venditore ambulante o un testimone di Geova o un postino senza lettera o un idraulico...

sette baci

un bacio va bene anche due sì, anche tre baci che ne diresti di darmene quattro ? sì, hai capito bene: quattro baci ma anche cinque se ce la fai sei ? vuoi darmene sei ? per me va bene facciamo sei...