Dopo la pioggia

Ho inventato un metodo per diluire il dolore
non quello fisico
lì basta una goccia di morfina
intendo quello spirituale.
È un complicato sistema di valvole e pulegge
di carrucole e piccole gru
ci sono binari notturni
e carichi sospesi su
carroponti illuminati
ci sono gnomi laboriosi
ed elefanti da soma
vele spiegate al vento
cascate di lacrime ghiacciate
fuochi e tuoni
e ci sono i fulmini e le onde del mare
eserciti di formiche
che portano grandi molliche
di pane sotto la luce
della luna
in fila ordinata.
Ci sono panni stesi colorati tra i palazzi
e antichi giardini segreti
dove l’ombra e il fresco
la fanno da padroni.
Ci sono soldati stanchi di combattere
seduti nelle loro trincee
che cantano a bassa voce.
E poi ci sei tu
che cammini e schiacci
le foglie secche
per sentirle crocchiare
sotto i piedi e ridi e rido anch’io
mi chiedo, chissà se le piace
giocare come i bambini
le pozzanghere
dopo la pioggia.

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2 risposte a Dopo la pioggia

  1. sabrina scrive:

    Mi piace tantissimo, la tua più bella estiva! Tanto quanto quella dell’estate 2014 quella sui temporali, della bicicletta traballante nella notte, delle lacrime che in realtà è il Negroni che trasuda e che termina con:”mi nanchissimi. “Da leggere ai reading

  2. sabrina scrive:

    “Mi manchissimi “

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