il miracolo del 18

tutti i giorni la mattina
sfreccio
sulla mia biciclettina
in via Madama Cristina

e a mezza via
inizia la mia quotidiana lotta contro il 18

il 18 è un tram arancione
che percorre tutta la via in questione
corre su rotaie di metallo
sferragliando rumoroso
porta dentro di sé persone
che vanno in posti

il tram 18 mi odia
io odio il tram 18

a un certo punto lo sento
da dietro
arriva
veloce
dico sempre a quel punto lì: porcozio è lui, il 18!

è alla mia sinistra
alla mia destra macchine in doppia fila
lo spazio è poco

lui, il tram 18 s’avvicina
io pedalo sempre più forte
sento il vento dentro la mia faccia
poi il tram 18 inizia il suo urlo di guerra
ding deng! ding deng! ding deng! ding deng! ding deng!

questa volta no!
il tuo ding deng te lo puoi mettere nel buco del culo
maledetto tram 18!
questa volta no!

questa volta col cazzo, mi dico, che passa lui
questa volta col cazzo
questa volta sono io che vinco la mia quotidiana lotta contro il tram 18, dico io

crampi alle gambe
vento nelle orecchie
faccio le rasette alle macchine in doppia fila
colla coda dell’occhio mio sinistro lo vedo
il maledetto tram 18

ding deng! ding deng! ding deng! ding deng!
continua ad urlarmi dietro
vuole che mi fermo per farlo passare

col culo che ti faccio passare, maledetto tram 18!

poi arriva il momento della verità
il maledetto tram 18 mi ha raggiunto
continuo a sfrecciare pedalando
a pochi cm a sinistra la sua corazza arancia
a pochi cm a destra le auto in doppia

un minimo errore e finisco smaciullato
sotto le sue ruote di acciaio metallico
e lui, il maledetto tram 18, è questo che vuole
lui, ingabbiato nei suoi binari
lui mi invidia che io sono libero
io posso fare le curve quando voglio
lui può solo andare su e giù
io posso fare piroette, salti e zigozaghi

tu, maledetto tram 18, gli zigozaghi mai e poi mai!

il manubrio sinistro del mio ciclo
tocca il lato destro del tram 18
scorgo l’espressione di terrore di una signora sul marciapiede
i sacchi della spesa le cascano per terra

tutto è fermo con il fiato sospeso
i tassisti
la massaie
i vecchi pensionati
i fruttivendoli
i ciabattini
i barristi
i pompieri funebri
(o pompaioli funebri? o pompisti?)
i veterinari
i cani dai veterinari
Dio stesso, Nostro Signore
smette per un attimo di grattarsi
per dare un’occhiata di sotto
in via Madama Cristina. Torino, Piemonte, Italia

poi,
capita una cosa
ma una cosa che chi non l’ha vista mica ci crede
capita una cosa che sarà ricordata come: “il miracolo del tram 18”

non capita che la mia bici si stacca dall’asfalto e inizia a volare
che questo si è già visto in un paio di film

è il tram 18 che a un certo punto
io non lo sento più sferragliare sulle rotaie
poi, lo vedo
lo vedo sulla mia testa
che come un missile arancione
prende
e schizza verso l’alto
che il vuoto d’aria quasi mi risucchia pure me
lo vedo
lo vedo volare via verso il cielo
in tutta la sua lunghezza di due carrozze

gli vedo la pancia
con tutte le sue rotelle di metallo
è bellissimo
è uno spettacolo
è uno spettacolo superbello
che quasi quasi cado dal biciclo, quasi quasi

ma non cado
pedalo più piano per godere lo spettacolo
siamo tutti li in via Madama Cristina
con le facce all’insù
vederlo scomparire oltre le nuvole

e prima della fine
mi sembra scorgerlo girarsi
mi guarda e mi strizza l’occhio
sorridendo

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3 risposte a il miracolo del 18

  1. Gary Coopo scrive:

    glielo dicevo a quel coglione di pippo che non era un piccione quello che sorvolava via Accademia, stronzo

  2. pietroizzo scrive:

    mi hai emozionato. mi sei arrivato. anche il diciotto mi è arrivato. in casa, direttamente. è che sto al terzo piano.

  3. abel scrive:

    e pensare che l’ho perso il 18..se no volavo con lui..

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