Categoria: Canemuccate

Le poesie pubblicate sul Canemucco

  • canzoni, margherite e zirconi

    – ti amo
    – no
    – sì
    – no
    – sì sì
    – no no

    (la donna è quella che dice no)

    – quindi ti odio?
    – perché devi essere così estremo?
    – ti ho fatto una cassetta con le canzoni d’amore, tieni
    – voglio dei fiori, non le canzoni d’amore
    – ma c’è anche Elton John
    – me ne sbatto, io voglio i fiori

    (andai dal fioraio, dunque adesso il dialogo è tra me e lui)

    – buongiorno vorrei un mazzo di fiori
    – che tipo ti tipo di fiori?
    – per innamorare
    – rose?
    – sì, me ne faccia mille
    – rosse?
    – sa va san dir
    – trebien, vualà milles roses
    – quant’è?
    – duemila euros
    – non li ho
    – facciamo mille margherite?
    – vada per le margherite
    – vada
    – vado

    (tornai da lei col mazzo di mille margherite)

    – ciao
    – ciao, cosa tieni dietro la schiena?
    – sarebbero dei fiori
    – fammi vidi
    – ecco
    – margherite?
    – mille
    – volevo le rose
    – guarda che le margherite son molto ma molto più romantiche
    – certo, e magari dai diamanti non nasce niente e dal letame nascono i fior
    – in che senso?
    – lascia perdere
    – vuoi un diamante?
    – sì

    (andai dal diamantaio, dunque adesso il dialogo è tra me e lui)

    – buongiorno vorrei un diamante
    – carati?
    – anche no
    – scusi?
    – faccia lei
    – guardi questo che bello
    – quanto costa?
    – per lei troppo
    – infatti, mi dia mezz’etto di zirconi
    – ottima scelta

    (tornai da lei con gli zirconi)

    – tieni
    – cos’è?
    – mezz’etto di zirconi
    – ma sei scemo?
    – perché?
    – volevo un diamante
    – ma guarda che belli, guarda che colori
    – voglio un diamante
    – ma lo sapevi che i poeti Indù raccontano che l’ultimo dono degli dei fu un albero ricoperto di frutti di gemme con foglie di zirconi?
    – me ne sbatto
    – ma lo sapevi che che lo zirconio viene utilizzato nei reattori nucleari?
    – me ne strasbatto
    – senti, ricominciamo da capo
    – ochei

    – ti amo
    – no
    – è vero

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    Da Il Canemucco # 4

  • stamattina mi son svegliato

    stamattina mi son svegliato
    e ai piedi del mio letto ho notato
    una figura in piedi ai piedi del mio letto
    era
    inconfutabilmente
    l’invasor

    “lei è l’invasor?” gli ho chiesto
    “sì” mi ha risposto
    “è venuto a invadermi?”
    “certo”
    “vi sarà spargimento di sangue?” ho domandato
    “dipende da lei, se farà resistenza è probabile” ha detto

    a quel punto, intanto che il sole stava iniziando a
    tracimare dalle fessure delle persiane mutando il quasi buio
    in quasi luce, meglio detta penombra, si è
    aperta la porta del cesso ed è uscito un uomo

    “lei sarebbe?” ho chiesto
    “sono il partigiano” ha risposto
    “desidera?”
    “non desidero nulla, son venuto a vedere se c’è di bisogno”
    “non mi è chiaro ma entri pure”

    a quel punto è suonato il campanello
    mi sono alzato, in mutande
    ho detto, “scusate”
    sono andato ad aprire
    c’era una ragazza molto bella e molto giovane
    “ciao” ha detto
    “ciao” ho detto
    “posso entrare?” ha detto
    “accomodati”

    la ragazza molto bella e molto giovane è entrata
    era molto bella e molto giovane
    con molti riccioli molto neri e molto belli
    e occhi grandi molto belli e molto grandi
    e una gonna blu
    sufficientemente corta da mostrare delle gambe
    molto belle e molto gambe

    “faccio un caffè?” ho chiesto a tutti e tre
    “sì” “no” “sì”

    colui che disse no fu l’invasor
    che contemporaneamente uscì dalla penombra un fucile mitragliatore
    piccolo ma apparentemente onesto
    anche il partigiano tirò fuori un’arma di tipologia fucilistica
    la ragazza molto bella invece si sedette sulla sedia
    accavallando le sue belle molto gambe belle
    l’invasor puntò il suo mitra contro il partigiano
    il partigiano puntò il fucile contro l’invasor
    la ragazza bella s’accese una sigaretta
    io decisi di rinviare il caffè e dissi

    “scusate ragazzi, mi sembra che ci si trovi in una situazione di stallo, potreste spiegarmi cosa minchia siete venuti a fare a casa mia?”

    “sono qui per invaderti, lo sai” disse l’invasor
    “sono qui per portarti via” disse il partigiano
    “io non ne ho idea ma un caffè lo gradirei davvero” disse la bella

    “non ho nessuna intenzione di essere invaso e non sarò invaso signor invasor” dissi “dunque non c’è alcun motivo che lei mi porti via, signor partigiano, vi prego di andarvene subito da casa mia prima che io perda irrimediabilmente la pazienza, dote di cui sono colmo, ma qui mi sembra si stia esagerando” poi guardai la ragazza bella tutta ricciolella e dai grandi occhi e dalla gonna blu “tu se vuoi puoi restare”

    “resto” disse la bella
    “se se ne va via lui io vado” disse il partigiano
    “ora vi sparo” disse l’invasor

    mi mossi veloce
    e con un’atroce mossa di judo estremo
    (ero cintura marrone, d’altronde)
    disarmai l’invasor
    poi, per evitare cazzate
    diedi un calcio volante al fucile del partigiano
    che si conficcò nel soffitto
    riatterrai roteando ed urlando “olè!”
    quindi baciai la bella dritta sulle labbra belle
    e dissi

    “voi due potete andare”

    presero la porta e se ne andarono
    in silenzio
    la bella s’alzò “nessuno mai m’ha baciata così maschio” disse
    “e aspetta di vedere il resto” dissi
    “son qui per questo”

    m’avvicinai
    eravamo alti uguale
    “ciao bella”
    “ciao”
    passammo il resto del mattino a inventarci nuovi tipi di baci

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    Da: Il Canemucco n°2

  • Grazie Martina che mi

    poi non è andato più avanti

    ero in un treno per andare nella lontana Brianza
    pieno zeppo di pendolari
    studenti e lavoratori
    maschi e femmine
    erano le sei della sera
    stavo in piedi

    i pendolari dentro i treni delle sei della sera
    hanno occhi spenti e guardano nel vuoto
    non parlano
    sembrano tristi
    giuro su dio che sono tristi
    e sono stanchi

    pensano
    ma non so cosa
    lo immagino
    ma non ve lo dirò

    i treni dei pendolari delle sei della sera
    sono stretti e scomodi
    e c’è poco posto
    è fatto apposta

    io ero nel vano
    non so come si chiama
    lo chiamo vano

    appiccicata al muro
    i treni hanno muri?
    no, pareti
    appiccicata alla parete c’era una cartina con tutte le linee
    del Servizio Ferroviario Regionale – Regione Lombardia
    e in mezzo alla cartina qualcuno aveva scritto:
    “Grazie Martina che mi”

    nel treno della tristezza
    che porta i pendolari e le pendolaresse
    dalla metropoli
    ai paesi
    stracchi, l’umore sotto al culo

    qualcuno ha scritto grazie a Martina che gli
    che l’ha
    che lo
    non so

    t’immagino bella Martina
    tutta ricciolina
    e il tuo innamorato
    di cui non sappiamo nulla
    non è riuscito
    a dirci
    che l’hai?
    che gli?
    che lo?

    cos’è successo?
    l’hanno arrestato forse nell’atto?
    la polizia ferroviaria l’ha colto col pennarello in mano?

    dov’è finito, Martina?
    l’hanno rinchiuso nelle segrete di qualche carcere brianzolo
    e lo stanno torturando per sapere perché ti ringraziava?
    e di cosa?
    che gli hai fatto Martina?
    Martina che gli hai dato?
    che gli hai detto?

    non ve lo dirà mai
    e voi manco lo capireste

    o forse è tutto più semplice
    meno avventuroso
    forse mi son fatto trasportare dalla fantasia
    per ammazzare il tedio

    forse Martina
    il tuo moroso
    non ha trovato le parole
    e basta
    e alla fin fin fine
    in quel vuoto

    ci sta un sacco di bella roba

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    Da: Il Canemucco n°1