era notte, credo
quantomeno buio
o forse indossavo occhiali da sole
probabilmente tenevo gli occhi chiusi
o ero morto

intuivo cielo e luna
o forse era soffitto
o lampadina a basso voltaggio

tu t’eri tolta le scarpe
me l’hai detto anche
perché forse hai capito
che sono uno che non guarda mai sotto i ginocchi

“guarda, mi sono tolta le scarpe”

e avevi delle scarpe senza senso
sembravano quelle di Dorothy
sembravano le Scarpette della Strega Cattiva dell’Est
le scarpette rosso rubino

ed io
lo sai
mi sentivo
contemporaneamente
il Leone Codardo
lo Spaventapasseri
il Boscaiolo di Latta

uno e trino
ma vedevo quadruplo
grazie all’abbondante dose di vino
assunta nelle ore precedenti

e avrei voluto raccontarti
di che belle gambe hai
e di come
ci si sente
senza coraggio, cuore e cervello

e avrei potuto dirti
di quell’esatto attimo
in cui
ci si rende conto che tutto
può andarsene a fare in culo
esattamente
in
un attimo

ma non l’ho fatto

ed era molto notte
sicuramente buio
ero vivo

ed i nostri occhi non vanno nascosti dietro lenti nere
poiché sono belli i nostri occhi

a costo
-ascoltami bene-
a costo
di bruciarli
come quando si guarda
pieni di meraviglia e stupore
l’impossibile eclissi