Categoria: Poesie nuove

  • tra ventun giorni è natale

    dolci cani vellutati
    docili pony profumati
    dodici apostoli ubriachi
    tra ventun giorni è natale
    non sto bene
    non sto male
    donne che mentono a fin di pene
    tipo che mi dici che son bello
    non sono bello
    non lo sono mai stato
    e non lo sarò mai
    e non sarò mai neanche buono
    non scriverò mai poesie civili
    sono incivile fino al midollo
    e voglio
    solo
    parlare
    di me
    e di quanto io sia stramaledettissimamentemente
    più fico
    di
    te
    mi vesto di nero
    solo perché sfina
    mi fanno acqua alle palle i poeti pallidi e maledetti
    la poesia al femminile
    mi trapana di noia
    senza anestetico

    per ogni palco
    un cecchino
    che metta fine
    prima della fine
    a tutto questo
    orrore

    un gattino
    bagnato batuffoloso
    gratta alla mia porta
    fuori è freddo

    odio dirti ciò che vuoi sentirmiti dire

    è bagnato di benzina, cara
    e io ho smesso di fumare
    hai da accendere?

  • i nostri occhi

    era notte, credo
    quantomeno buio
    o forse indossavo occhiali da sole
    probabilmente tenevo gli occhi chiusi
    o ero morto

    intuivo cielo e luna
    o forse era soffitto
    o lampadina a basso voltaggio

    tu t’eri tolta le scarpe
    me l’hai detto anche
    perché forse hai capito
    che sono uno che non guarda mai sotto i ginocchi

    “guarda, mi sono tolta le scarpe”

    e avevi delle scarpe senza senso
    sembravano quelle di Dorothy
    sembravano le Scarpette della Strega Cattiva dell’Est
    le scarpette rosso rubino

    ed io
    lo sai
    mi sentivo
    contemporaneamente
    il Leone Codardo
    lo Spaventapasseri
    il Boscaiolo di Latta

    uno e trino
    ma vedevo quadruplo
    grazie all’abbondante dose di vino
    assunta nelle ore precedenti

    e avrei voluto raccontarti
    di che belle gambe hai
    e di come
    ci si sente
    senza coraggio, cuore e cervello

    e avrei potuto dirti
    di quell’esatto attimo
    in cui
    ci si rende conto che tutto
    può andarsene a fare in culo
    esattamente
    in
    un attimo

    ma non l’ho fatto

    ed era molto notte
    sicuramente buio
    ero vivo

    ed i nostri occhi non vanno nascosti dietro lenti nere
    poiché sono belli i nostri occhi

    a costo
    -ascoltami bene-
    a costo
    di bruciarli
    come quando si guarda
    pieni di meraviglia e stupore
    l’impossibile eclissi

  • i tram di notte non schiacciano nessuno

    poesie d’amore ne ho scritte a strafottere
    e
    in buona sostanza
    quel tanto o poco che ho fottuto
    ho fottuto grazie alle poesie d’amore
    avrei potuto
    scrivere poesie civili
    politiche
    sociali
    aspetto di diventare calvo
    e inizio

    le rotaie dei tram
    hanno uno strano potere calamitante
    nei confronti delle ruote delle biciclette
    ieri notte ne ho avuto la conferma definitiva

    niente di che
    mi sono grattugiato l’avambraccio destro sull’asfalto
    e lordato i pantaloni nuovi

    c’erano sti tre tamarri seduti
    sul bordo del marciapiede che
    mi guardavano muti
    mi sono alzato e gli ho fatto “tutto apposto” col pollice
    non che m’avessero chiesto nulla
    è che amo rassicurare il prossimo a gratis

    la cosa entusiasmante del cadere in bici nella notte
    è il silenzio
    eccellente è il potere antidolorifico dell’alcol nelle vene
    se passava il diciotto ero morto

    ma

    i tram di notte dormono
    e sognano
    pochi lo sanno
    sognano
    di liberarsi dalle maledette rotaie
    e scivolare giù
    scivolare giù nell’erba
    rotolarsi
    nell’erba
    e nell’erba fare all’amore
    fare all’amore con le gru
    sì le gru
    quelle altissime
    di metallo giallo
    o blu

    i tram di notte non schiacciano nessuno

    e comunque ho scoperto
    che in assenza di acqua ossigenata
    o disinfettante
    il colluttorio per le gengive infiammate va benissimo

  • come stanno veramente le cose

    fumo digitale
    chiavo analogico
    bevo intrugli rossi ghiacciati gastroaggressivi
    mi masturbo a scimmia meccanica
    ho appena attivato la ricezione dei miei aggiornamenti pubici
    per non rimanere indietro con il mio stesso sesso
    sono il sosia di David Bowie
    anche se pochi sarebbero disposti ad ammetterlo
    disprezzo parecchio
    compro poco
    se ti trovi a spazzolarti la lingua nera alle quattro del mattino di un mercoledì di maggio
    è inutile
    delle domande te le fai
    tipo:
    perché porco cazzo ho la lingua nera come il frate obeso del “Nome della rosa”?

    perché?

    poeti che abbaiano è pieno
    di meno
    cani che scrivono poesie oneste
    con una buona pistola comunque li abbatti entrambi facile
    e se ti avanza un colpo
    sparatelo nel piede

    poi

    ma solo poi
    percorreremo assieme
    la lunga, lunga strada che ci porterà sotto l’arcobaleno
    fratello ignobile
    zoppicheremo sorreggendoci l’un l’altro
    e potremo
    finalmente
    suggere
    le dolci goccioline
    che colando dall’arco colorato

    ci faranno
    vedere
    ci faranno
    capire
    come
    stanno
    veramente
    le cose

  • sapevi tutto

    ricordo
    che la tua pizza preferita era al prosciutto e funghi senza funghi
    “perché non la prendi al prosciutto e basta?” ti chiedevo ogni volta
    “perché non ti fai gli affari tuoi?” mi rispondevi
    e sorridevi

    ricordo
    che ci conoscemmo a primavera
    amavi sparare ai piccioni con quel tuo buffo fucile ad aria compressa
    “dai prova!” mi dicevi
    “no, mi fa impressione”

    m’innamorai di te
    anche perché
    eri in grado d’inserire piccole frasi subliminali
    in mezzo ad un discorso qualsiasi
    tipo:
    “quest’estate mi piacerebbe fare un corso di tiro con l’arco, una mia amica lo ha iniziato sei bello e dice che si diverte molto”
    oppure:
    “ieri ho portato la macchina dall’elettrauto mi fai un sesso della madonna, mi ha preso centocinquanta euro per due fili staccati”

    o forse fu
    il tuo amore incondizionato per il pongo
    potevamo giocarci per ore
    in silenzio
    nudi
    sul parquet di casa tua

    “vorrei vivere con te in una casa di pongo” mi dicevi
    “e fare bambini di pongo?” ti chiedevo
    “sì” rispondevi  “e cucinarti squisite pietanze di pongo”

    non alzavi mai la voce
    sapevi odiare benissimo con gli occhi
    pelle bianchissima
    ci conoscemmo a primavera, lentiggini

    “finché mi ami non scriverai mai di me” dicevi
    “e invece sì” dicevo
    “vedrai” dicevi
    e sorridevi

    e avevi sempre ragione
    sapevi tutto

  • lettera d’amore

    tutto ciò che poteva accadere è accaduto
    tutto ciò che mi potevi dire me l’hai diciùto
    tutti i baci che potevi baciarmi me li hai baciati
    tutti gli sguardi che potevi offrirmi me li hai sguardati
    ed anche tutti i pompini che potevi regalarmi me li hai donati


    ho detto pompini
    avete mica sentito la parola pompini?
    è perché l’ho detto
    cretini

    cerco di scrivere con un fucile a pompa
    per sfracellare le teste dei morti viventi camminanti
    sento grattare alla mia porta
    tengo una cartuccia per me
    quella per te non c’è
    perché tu non sei qui
    spero al sicuro, almeno

    io non ti ho dato tutto ciò che potevo darti
    amo vedere i cervelli saltare come polpette a molla
    odio l’odore del Napalm al mattino
    è un arma vigliacca
    come quasi tutte le armi
    il mio fucile a pompa no
    ma non ti spiego perché
    tu lo sai
    io lo so

    i miei esami del sangue mi danno per astemio
    curioso, no?
    probabilmente c’è stato uno scambio di provette
    e non risultano neanche le tre o quattro malattie mortali
    che ritenevo lecito di avere

    la porta sta cedendo, piccola
    ora mi calo dalla finestra come mi hai insegnato tu
    saltando da un balcone all’altro

    guarda che spettacolo, miele
    immaginalo
    vedimi correre, sparando, urlando di risa

    ti regalo la mia gioia
    ora sì
    è tua

    prima o poi cederò
    e allora mirami al centro della fronte
    come non ti ho insegnato, ma sai
    appostati alla finestra
    aspettami paziente
    con il fucile da tiratrice scelta
    che non ti ho regalato, ma hai
    dietro quelle deliziose tendine rosa
    e non piangere, carina
    non sentirò dolore

    ora devo andare
    c’è un cazzo di zombi con dei fogli in mano
    che mi guarda idiota, sbava
    emette versi
    mi si vuol fottere a morsi

    a presto, zucchero
    sii coraggiosa
    assumi pochi fritti
    pensami talvolta
    e fai all’amore più che puoi

  • uomini che più lacrime non hanno

    – ti voglio bene
    – mi ami?
    – no, però ti voglio bene
    – dunque mi ami?
    – no, quasi
    – quindi mi vuoi benissimo, secondo me
    – sì, benissimo
    – quali sono i livelli?
    – ti ho voluto abbastanza bene, poi bene, ora benissimo
    – potresti dunque passare dal benissimo ad amarmi?
    – è plausibile
    – che differenza c’è tra benissimo e amare?
    – la morte
    – la morte?
    – la morte
    – mi spieghi?
    – se ti amo voglio morire per te, tipo che ti salvo dall’incendio e muoio, se ti voglio benissimo dipende
    – vuoi dire che se mi trovo nell’incendio, tu oggi come oggi non saresti sicuro di sfidare le fiamme per salvarmi ed eventualmente morire arso vivo nel fuoco?
    – temo di starlo dicendo ma dovrei trovarmi nella situazione
    – stasera io farò l’amore con un giovane uomo biondo
    – perché me lo dici?
    – sono sincera
    – vuoi ingelosirmi?
    – no
    – secondo me vuoi
    – sì un po’ voglio
    – ci sei riuscita
    – grazie
    – prego
    – puoi evitare di fare l’amore con questo giovane questa sera e venire a mangiare la pizza con me?
    – no, ne ho voglia
    – lui non si lancerebbe nel fuoco per te
    – non lo so
    – non sto domandando, sto affermando, lui non lo farebbe
    – come fai a saperlo?
    – lo deduco dal fatto di non aver mai conosciuto un uomo morire per amore
    – è una deduzione debole
    – però ho conosciuto uomini che più lacrime non hanno
    – se vengo a fare la pizza con te poi faremo l’amore?
    – non “a fare”, a mangiare la pizza
    – sì, mi sono sbagliata
    – è un lapsus
    – dici?
    – dico
    – non hai risposto alla mia domanda
    – quale?
    – dopo la pizza, l’amore
    – no
    – perché?
    – perché se facciamo l’amore e mi piace tantissimo potrei passare dal volerti benissimo ad amarti il che sarebbe pericoloso per la mia vita
    – è vero, soprattutto in caso d’incendio
    – esatto
    – allora vado, devo farmi bella per il mio amico biondo
    – ti amo
    – non è vero
    – hai ragione
    – lo so
    – a dopo?
    – a spero il più presto dei dopo

  • Tre morti

    l’uomo che morì di stupore

    l’uomo che morì di stupore
    poco prima di morire di stupore
    si trovava in una stanza con due porte
    una aperta
    una chiusa
    quella aperta era quella dalla quale era entrato
    quella chiusa era quella che aprì poi
    e quando l’aprì vide la cosa che l’ammazzò secco

    era una cosa stupenda
    così stupenda che l’uomo fu colto da uno stupore
    di così immani proporzioni che
    come crediamo di aver – forse sbagliando – premesso nel titolo
    egli morì di stupore

    ciò che non possiamo raccontare per nessun motivo al mondo
    è che cosa fosse la cosa così stupenda da far schiantare l’uomo
    in quanto, se lo rivelassimo
    si perderebbe l’indubbia atmosfera di mistero insita
    in questo breve scritto

    l’unico indizio che ci sentiamo di dare in coscienza
    è che dentro la stanza non c’era
    nulla di nudo
    nulla di morto
    nulla di molle
    nulla di blu


    l’uomo che morì di cretino

    non da cretino, di
    nel senso che non ebbe una morte cretina
    ma per una qualche oscura ragione
    tutti, ma proprio tutti
    gli davano in continuazione del cretino

    s’alzava la mattina
    “cretino”, gli diceva la moglie
    si lavava i denti
    “cretino”, gli diceva la figliola
    andava al bar
    “cretino”, l’apostrofava il barista
    servendogli il cappuccino
    arrivava al lavoro e, dall’usciere al capoufficio
    era una pioggia di “cretino”
    cretino come se piovesse

    l’uomo che morì di cretino
    morì di cretino una sera d’inverno
    fu un benzinaio ventisettenne a dargli l’ultimo cretino
    l’uomo che morì di cretino
    s’accasciò sul volante
    e morì
    di crepacuore
    crediamo


    l’uomo che morì di cassata siciliana

    delle tre morti che compongono questo trittico di morti
    questa è la più semplice e spiegabile

    l’uomo che morì di cassata siciliana
    morì dopo aver mangiato nove chili di cassata siciliana
    in meno di due ore
    non sappiamo perché lo fece
    ma sappiamo, grazie a un testimone affidabile
    che le sue ultime parole furono:
    “comunque, checché voi ne pensiate, ne ho apprezzato il sapore fino alla fine”

  • 14 minuti

    quando il sole si spegnerà
    di colpo
    impiegheremo 8 minuti ad accorgercene

    mi ricorda quella volta che mi guardasti in faccia
    e mi dicesti
    “sappi che non ti amo più”

    impiegai 14 minuti a capire
    passarono 13 minuti e 59 secondi
    prima che calasse il buio
    e il freddo

    eri già più lontana del sole, allora

    non è chiaro come sopravvissi
    non è chiaro come ti riaccendesti

    bisognerebbe chiedere a Margherita Hack
    ma probabilmente c’ha di meglio da fare

  • i primi secondi dopo il risveglio

    non piango mai
    perché ho paura che mi si staccano gl’occhi
    non vomito mai
    perché ho paura che mi esce lo stomaco dalla bocca
    scopo con moderazione perché ho paura
    che mi rimane il tarallo risucchiato nel buco
    non salto mai
    perché ho paura che mi si sbriciolano le caviglie
    non dormo mai
    spalle alla porta
    perché ho paura che entra l’assassino col coltello e mi fa goal
    non dico mai
    “ti amo”
    perché ho paura che il regista dice “ok buona la prima, mezz’ora di pausa per tutti”

    ho un controllo assoluto del congiuntivo

    ho i denti stretti, il filo interdentale mi provoca sangue alle gengive
    ho i piedi piatti, visitare i musei è una tortura
    non posso tenere il tempo con le mani
    le mani sono collegate al cuore
    il mio batte a un ritmo non convenzionale

    i primi secondi dopo il risveglio
    ho spesso dei momenti di paura
    che non so se so dove sono
    che non so se so chi sono
    o dove devo andare

    potresti voler esser tu l’addetta al ricordo?
    svegliartimi accanto
    dirmi
    “va tutto bene, sei tu, sono io, va tutto bene, non ti preoccupare”

    tirarmi su quelle pesantissime persiane
    fare entrare la luce
    sorridermi

    la colazione la preparo io

  • Fernando

    c’è stato un periodo piuttosto infame
    nella mia vita precedente
    che ogni volta che mi innamoravo di una ragazza
    a un certo punto ineluttabilmente
    lei mi diceva:

    “no, guarda, sei un ragazzo dolcissimo
    sei proprio una bella persona
    ti meriti veramente di trovare
    una ragazza che ti meriti
    che la meriti
    che ti meriti
    che vi meritiate
    ti voglio tanto bene
    ma ti vedo come un amico speciale
    e poi a me piace Fernando”

    (Fernando è un nome di fantasia)

    oggi come oggi
    quando una ragazza che mi innamoro
    mi dice una di queste tre parole chiave:
    “bella persona”
    “amico”
    “Fernando”
    prima che io sia riuscito a stamparle un bacio
    sulle sue labbra squisite

    faccio un inchino
    faccio la riverenza
    le sorrido e dico:

    “scusi signorina, no
    credo ci sia stato un errore
    in questo pazzo sistema del cazzo
    dunque la saluto e le auguro tantissime bellissime cose
    porti i miei omaggi al Dottor Fernando
    e scompaia subito dal mio raggio d’azione visivo
    uditivo, tattile e olfattivo
    per il resto della mia vita
    grazie”

    poi
    torno casa
    bestemmio un quarto d’ora
    metto su la musica
    mi faccio un bagno caldo
    spengo tutto
    dormo

  • senza titolo

    l’albero mi guarda
    ride
    il fiume mi guarda
    ride
    ride il cielo guardandomi
    ed anche il monte
    ed il cavallo
    ridono

    mi appoggio al muro
    ride
    ride la forchetta mentre ci arrotolo gli spaghetti
    ed anche gli spaghetti ridono

    alzo gli occhi al sole
    ride il sole e ridono le nuvole
    ridono gli uccelli
    ride il pane mentre lo spezzo

    ride il cane randagio
    ride il cane al guinzaglio
    ride il cane da caccia
    ride il gatto mentre gli carezzo la schiena

    mi allaccio una scarpa e ride
    ride la scarpa
    ride la sigaretta mentre l’accendo con il cerino
    ed il cerino ride pure lui, ride
    mi ridono gli occhiali
    mi ridono i denti mentre li lavo
    ride lo specchio mentre mi ci guardo dentro
    ridono i tuoi occhi

    la strada mi guarda
    ride
    il semaforo mi guarda
    ride
    ride la notte guardandomi
    ed anche l’angoscia
    ed il bicchiere
    ridono

    io no

  • sì, io ho paura

    sì, io ho paura
    di te
    di me
    degl’altri
    dei baci
    dei corpi
    di amarti
    delle parole
    di dirti
    di sentirmi dirti
    di fare
    di costruire
    di stare
    di patteggiare
    di curarti
    di esserci
    ho paura
    lo ammetto
    lo so
    e quindi?
    come facciamo?
    io non lo so
    tu sì?
    io no
    io sogno di orologi fermi non sciolti
    ho paura
    lo ammetto
    io sono un uomo
    ho un cazzo
    non ho una moto
    non ho una macchina
    forse mi piaci
    forse possiamo
    forse ti voglio bene
    forse ti amo
    io non lo so

    sì, io ho paura

  • tre toc brevi tre lunghi tre brevi

    ti bacio in contumacia
    fuggitivo renitente latitante
    braccato dalla polizia della noia
    nascosto in questo buco
    non mi troveranno
    e continuerò a mandarti baci
    molti baci contumaci
    finché ti accorgerai
    del pezzetto di mio fazzoletto
    nella tua tasca
    quella sinistra
    quella dei jeans
    chiedi ai tuoi cani di trovare la strada per trovarmi
    hanno fiuto per queste cose
    ti porteranno a naso
    e occhio che nessuno ti segua
    mettiti un foulard
    nascondi quei capelli pazzi
    fischietta spensierata come se stessi portando i cani a far pipì
    compra un mazzo di fiori come se stessi andando a trovare una vecchia zia
    o delle paste
    no, meglio salatini
    abbonda in pizzette, per favore
    fermati spesso a guardare le vetrine
    sorridi

    giungerai a una porta di legno
    dovrai sapere il bussìo segreto
    te lo dico
    memorizzalo

    tre toc brevi
    tre toc lunghi
    tre toc brevi

    tre toc brevi tre lunghi tre brevi
    non sbagliare
    sarò appostato dietro la porta
    con un fucile a pompa
    se sbagli, sparo

    ah, dimenticavo
    porta un dado
    che i miei li ho persi tutti nella fuga
    1-2 ti bacio io
    3-4 mi baci tu
    5 ci baciamo all’unisono

    speriamo che non venga 6

  • poesia magica per farti tornare allegra

    questa poesia è magica
    non è una poesia logica
    légila stando su un piede solo
    quello destro
    tenendo il foglio con la tua mano sinistra
    indossando un cappello blu
    possibilmente rosso
    evita comunque il giallo
    ma se hai solo cappelli gialli
    andrà benissimo

    questa poesia magica
    va letta ad alta voce
    altissima se ce la fai
    urlala
    stando su un piede solo
    possibilmente con un gatto su una spalla
    se hai un cane
    digli di fare finta di essere un gatto
    lui ti vuole bene e lo farà per te
    dovrai dunque avere un cappello sulla testa
    il colore a tua scelta
    un gatto sulla spalla
    o un cane che si finge gatto
    se il tuo cane è obeso
    tieni duro
    acciambellatelo intorno al collo

    dovrai avere un uovo fresco non sodo non fritto
    ma alla coque nella tua mano destra
    se non ti piace alla coque va bene sodo
    considera che i gatti non amano le uova fritte
    i cani che si fingono gatti per farti un favore neanche
    ma se non sopporti l’idea di stare su un piede solo
    con un cappello colorato sulla testa
    e un gatto sulla spalla
    o un finto gatto cane acciambellato intorno al collo
    senza un uovo fritto nella mano destra
    vada per il fritto

    questa è una poesia magica per farti tornare allegra
    dunque devi essere a tuo agio
    mentre la leggi ad altissimissima voce
    al centro della stanza
    è importante che tu sia dentro una stanza
    non all’aperto
    poiché se la gente ti vedesse
    urlare questa poesia
    in mezzo alla via
    con un gatto su una spalla
    o un cane che si finge gatto acciambellato intorno al collo
    un cappello colorato sulla testa possibilmente verde
    su un piede solo
    con un uovo fritto nella mano destra
    beh
    capirai anche tu, ragazza che oggi ti sei svegliata triste
    che la tua giornata
    potrebbe avere uno sviluppo non allegrissimo
    tipo trattamento sanitario obbligatorio
    e poi
    dovrei venire a prenderti al reparto dei pazzerelloni
    senza considerare il cane in canile
    e il gatto sotto un auto
    e non è
    questo
    che
    vogliamo

    vogliamo che tu sorrida
    adesso
    questa poesia è magica
    serve a questo

    e sai che ti dico?
    ci riesce

  • Maresciallo (quei suoi baci fraudolenti)

    Quei suoi baci fraudolenti
    han portato in bancarotta
    il mio cuore sincopante.
    Mentre crollano le borse
    son qui chiuso nella stanza
    con la Guardia Di Finanza
    che mi chiede i documenti.
    Maresciallo sia clemente
    non c’ho chiesto lo scontrino
    alla femmina birbante
    eran solamente baci
    fraudolentemente atroci
    ma mi sembra sufficiente
    la mia pena contingente.
    Se ne vada maresciallo
    se ne vada per favore
    voglio stare un poco solo
    a riappicicarmi il cuore.

  • dormire da solo

    dormire da solo, hai spazio
    puoi rotolarti nel letto
    puoi fare capriole
    cunìculi sotto le coperte
    metterti a sghimbescio
    mangiare i crekers sbriciolosi
    e altro

    ma non puoi
    accucchiaiarti a un corpo femmina
    che gli fai quella cosa spaziale
    da dietro
    che con la mano le prendi la tetta superiore
    e ti assopisci
    con il calore
    della sua schiena
    sulla tua pancia

    e se sei fortunato
    i vostri respiri
    andranno via all’unisono
    la tua pancia
    la sua schiena
    la sua nuca
    le tue braccia
    i piedi nei piedi
    che si carezzano
    tenendo il tempo della notte
    fottendosene del regno dei cieli

  • un giorno come un altro

    sedurmi abbandonarmi risedurmi
    per poi riabbandonarmi
    come un cane sulla camionale?

    si può fare, baby
    bada però che poi
    se ritrovo la strada verso casa

    un giorno come un altro
    potresti sentire grattare la tua porta
    potresti aprirla
    potrei essere conciato male
    potrebbe non essere un bello spettacolo

    te lo dico perché ti amo
    abbi un fucile a pompa
    dentro il portaombrelli
    carico
    non sbagliare mira

  • Pamela

    Pamela
    ti ho dedicato
    le mie ultime 12 seghe
    per te ho imparato a usare il punto e virgola;
    scusa
    non è romantico come vorresti tu
    ma
    se io fossi un telegiornale solo belle notizie vere ti darei
    e se fossi una lavatrice, no che non te li scolorirei i tuoi capi colorati
    e se fossi un frigorifero e tu un surgelato, anche senza la corrente, non mi sbrinerei
    e se fossi le tue ovaie avresti mestruazioni delicate

    vogl’essere il fusibile autoripristinante
    che assorbe il fulmine che ti si vuole folgorare
    mentre che tu raccogli fiorellini
    sotto il temporale maestoso di questa bella fine di mondo

    e tutto questo quando?
    quando succederebbe tutto questo?
    tu mi domandi
    con quei begl’occhi tristi che ti trovi

    ieri sarebbe
    sarebbe oggi, domani, dopodomani, dopodomani ancora
    o fra una settimana
    un mese
    un anno
    un lustro
    cent’anni
    forse mille
    probabilmente mai

    dunque per sempre
    Pamela

  • ottimismo d’inverno

    e poi l’altra sera un uomo barbuto pelato
    dopo avermi ascoltato
    mi ha detto:
    “bravo ma dovresti essere più ottimista in quel che scrivi”
    sarà il natale, ho pensato
    che c’è bisogno di ottimismo, di speranza
    gli ho anche sorriso
    gli ho pure dato
    ragione al pelato
    poi
    mentre mi saliva il muco
    mi è salito anche un po’ di cristo insieme al muco
    mentre che camminavo verso casa nella neve
    camminavo nella neve
    anche se non c’era neve
    e nel vento e nel freddo
    e nei lupi che ululavano affamati magri incazzati
    con l’occhio destro macilento di spurgo
    perché l’occhio spurga e brucia
    e bruciano le labbra di gelo di ghiaccio
    e la neve m’arrivava sotto la cintura
    e non riuscivo ad avanzare
    perché non porto cintura
    ma bretelle
    e mi sanguinavano i labbri
    spaccati, feriti, a brandelli

    l’unica era di trovare
    una bocca umida calda
    dall’effetto emolliente come solo una calda umida morbida bocca sa essere

    ma come nelle migliori tradizioni
    non c’era alcuna bocca da baciare
    non c’era faccia in cui sorridere
    non c’era voce d’ascolare
    e non c’era più nessun orecchio a cui dire:
    “ma sì, ma dai, ma forse si può fare”

    tanto valeva che mi compravo un cane

  • che son le cinque e mezza del mattino

    son giorni e giorni e giorni che mi sveglio
    son giorni che mi sveglio
    e son le cinque
    e son le cinque e mezza del mattino
    che poi non è mattino è notte
    pur non essendo notte ma mattino

    se vado a letto a mezzanotte
    mi sveglio alle cinque e mezza del mattino
    se vado a letto alle tre e quaranta
    mi sveglio alle cinque e mezza del mattino
    se vado a letto alle quattro e un quarto
    mi sveglio alle cinque e mezza del mattino
    se vado a letto alle cinque e cinque
    mi sveglio alle cinque e mezza del mattino
    se vado a letto alle sei, torno indietro nel tempo
    e mi sveglio
    alle cinque
    e mezza
    del mattino

    e quando dico cinque e mezza intendo:
    spaccate (altro…)

  • oggi gli pneumatici è un bombardamento

    fra poco farà buio alle cinque
    fra poco per i vampiri sarà una festa

    mi sveglio stanco
    e non ho mai pensato che questo possa dipendere
    dalla scelta del materasso

    anche se qui, in basso a destra
    cercano di farmelo credere
    mi propongono anche un 70% di sconto
    per una sauna

    potrei comprarmi un treno di pneumatici
    o un orologio-avventura
    o scaricarmi gratis il programma
    per dimagrire sano
    usando il potere della mia mente

    e se – e porco giuda non lo sono –
    fossi un installatore di panneli fotovoltaici
    potrei avere un sacco di ganci di gente
    che vuole il fotovoltaico

    gli Stati Uniti d’America
    mi invitano a vivere e lavorare legalmente
    come un cittadino americano vero
    basta che m’iscriva al Green Card Program

    posso ricevere gli aggiornamenti di Gianni Morandi
    o di Gessica Taghetti, che comunque fa la ballerina a Colorado

    e in caso io desiderassi una nuova chance
    posso rivolgermi all’agenzia matrimoniale

    il Caffè Hag si propone di selezionarmi delle ottime letture

    continuano con gli pneumatici sti cretini
    cosa cazzo me ne faccio degli pneumatici
    che non ho manco la patente?

    oggi gli pneumatici
    è un bombardamento

    però potrei sputtanarmi un po’ di soldi
    con le slot machines on line

    potrei anche aderire alla promozione assaggio
    e gustare direttamente a casa mia dell’ottimo olio extravergine

    dice che potrei conoscere Emil Bodourov
    chissà se lui potrebbe conoscere me
    cheddici Emil?
    ci facciamo amici?
    cazzo, vivi a Miami Beach
    comunque ti stimo

    tu Emil hai paura del dentista?
    no, perché qui si sta parlano di sedazione cosciente
    con la mascherina personale profumata

    cheddici?
    si fa?
    se vinco la Green Card ti vengo a trovare
    e andiamo a farci trapanare assieme

    c’è un coglione in camicia bianca
    che ci spiega che nella vita vincere è un abitudine
    per chi vince spesso
    ma anche perdere
    quindi?
    qui ci devo pensare un attimo
    perché il concetto è interessante

    un prestito eccezionale
    ne ho bisogno
    esito in 3 minuti
    soldi in una settimana

    no
    non ne ho bisogno
    qui mi s’offre una cena di pesce fresco
    col 70% di sconto

    non posso tenere traccia degli spostamenti della mia auto
    non ho un auto

    non ho ancora trovato l’amore della mia vita, mi chiedete?
    posso chiamarvi per una consulenza gratuita, dite?

    morirete tutti
    soffocati
    dal vostro plasma di merda

  • ti cucirei un vestito

    ti cucirei un vestito
    fossi capace
    ti cucirei un vestito di poesie
    mie
    in modo che
    quando cammini per la strada
    te lo portassi appiccicato al corpo
    come ti porti quella gonna e quelle calze
    colorate a strisce colorate sulle gambe

    ti cucirei un vestito
    fossi capace
    ti cucirei un vestito di poesie calde
    che ti scaldassero il tuo corpo
    quand’anche camminassi nella neve
    quella più alta
    più bianca
    quella che mai

    [Nota per L’Editor: Candy Candy, grullo]

    sai
    manco un bottone sono capace
    sono un inetto
    forse un maglione
    all’uncinetto
    fossi capace
    od una sciarpa tutta rossa
    e un par di guanti, posto che avanza
    partendo dal gomitolo che c’ho dentro la panza

    [Nota per l’Editor: oh, avanza e panza, vuoi le rime? eccotele, non mi veniva altro, che ci vuoi fare, sì, poi il congiuntivo è andato amminchia ma tu rilassati]

    fossi capace
    ma non lo sono
    – sono un pagliaccio –
    spero, prometto e giuro
    cose che non so fare
    e che non faccio

    non mi badar bambina
    non son cattivo, forse un po’ pazzo
    son qui questa mattina
    che sparo rime a cazzo

    [N.p.E: no, “cazzo” non lo tolgo, mi dispiace, al limite non la leggo davanti ai bambini e alle signore ma “cazzo” non si tocca]

    fossi capace smetterei
    di bere, di fumare
    e di cercar di farti innamorare
    non mi badare
    non ragionar di me
    non mi guardare e passa

    no
    palle
    io son capace

    io sono il sarto dell’amore
    ti confezionerò
    un guardaroba nuovo autunno-inverno
    da fare impallidire Dolce, Gabbana, Armani
    e tutti quanti gli angeli all’Inferno

    [ N.p.E.: si chiama finale di potenza. Se vuoi il finale in modestia te le scrivi tu le poesie. Prova a cambiare una virgola e ti spezzo tutte le dita dei piedi. Tu pensa ai refusi e agli accenti che non li so. ]

  • l’ultima canzone dell’usignolo in chiusura con coro di gatti randagi in calore

    son solo e non solo non volo
    ma cado
    e cadendo
    mi frantumo al suolo

    ascolta
    io son l’usignolo
    io canto
    e il mio canto
    è cantato
    da tutti i poeti più grandi

    o meglio
    cantavo
    cantavo da notte a mattino
    cantavo canzoni d’amore
    avresti dovuto vederle
    quelle usignolette
    volavano a frotte
    belline, carine, perfette
    e solo per me
    facevan la fila

    adesso
    attendo
    che i gatti randagi pulciosi
    mi mangino vivo
    son qui che li aspetto
    fischietto

    ed eccone uno
    ed eccone un altro
    rognosi gattacci pelosi
    son qui che vi aspetto
    golosi

    squarciatemi il petto
    e che le mie piume
    vi vadan traverso le gole

    sentite
    quest’ultimo canto
    è per l’usignola gentile
    che mi si fottè il cuore

    cantate con me
    miagolate
    gattacci in amore
    dalle ruvide lingue

  • basta poesie d’amore adesso e diamoci dentro

    confesso
    il mio cuore è un cesso otturato
    adesso
    ci vorrebbe un professionista
    dello spurgo pozzi
    ma di quelli bravi
    quelli col pompazzone a risucchio idraulico

    avete mai sentito un’ape tossire?
    io sì
    alla fine è questo che fa la differenza in poesia
    in amore no

    se l’amore è non dover mai dire mi dispiace
    il mio amore è rotto
    che mi dispiace un sacco e sempre
    sempre una volta in più di te, comunque

    la Morte vi ha mai mandato un sms?
    a me no
    ma mi piace pensare che
    prima di venire a prendermi
    lo faccia
    “fra un paio d’ore son da te, saluta tutti e vestiti comodo”

    son felice di non essere nato donna
    non avrei potuto sopportare
    di non essere la donna più bella del mondo
    e con i geni che mi son toccati in sorte
    difficile pensare che lo essèvo*

    e son felice di non essere nato cane
    non avrei potuto sopportare
    di non essere un cagnone morsicòne
    e con i geni che mi son toccati in sorte
    al massimo un barboncino di merda

    quando sono nato qualcuno ha visto bene
    di spalmarmi del miele
    sulle pareti esterne del muscolo cardiaco
    è per questo che batte in controtempo

    per equilibrare
    son dieci anni
    che mi spalmo di catrame i polmoncìni

    hai presente i biscotti della fortuna cinesi?
    mi fanno schifo
    ma li prendo sempre per leggere il messaggio
    il biscotto lo do al barboncino
    perché so che gli fa male lo zucchero
    e muore prima

    l’ultimo diceva:
    “il tuo cuore è un cesso otturato
    ti ci vorrebbe un professionista dello spurgo pozzi”

    appunto
    il cerchio si chiude
    anche lo stomaco
    si chiudono gli occhi
    si chiudono porte e portoni
    finestre, ponti levatoi e caselli autostradali
    si chiudono i cancelli
    quando s’inizia ad annoiar se stessi son cazzi atomici

    questa è una poesia d’amore

    _____________

    Licenza p.