E quanti questa notte
sono stati svegliati dal temporale dentro il loro letto
e si son tirati su il lenzuolo fino al mento a fare scudo al freddo ai fulmini e alla finestra aperta che la sbatte il vento.
E quanti questa notte
hanno avuto un corpo da abbracciare ascoltando la pioggia che schiaffeggia i tetti
e quanti invece soli come i cani hanno contato i secondi dalla luce al tuono.
E quanti questa notte
hanno potuto dare un bacio sulla spalla della bella che t’addormisce accanto e quanti l’hanno sentita chiedere in sussurro “non dormi?”.
No, e neanche tu.
E quanti questa notte
si sono alzati a chiuder la finestra e quanti hanno aperto il frigo ci hanno guardato dentro illuminati dalla luce bianca e quanti sono andati a fare una pisciata a unire scroscio a scroscio e quanti sono stati a pancia in su nel quasi buio a pensare ma quanto è bello e che pauroso ma quanto è bello e spaventoso il temporale quando d’estate è notte.
E questa notte quanti han maledetto il cielo che non li fa dormire.
I cani soprattutto nascosti sotto i tavoli a tremare.
Io questa notte ero tra quelli
ho visto la tua ombra proiettata dal fulmine sulla parete della stanza.
E non maledicevo il cielo né l’ira di Dio che ne veniva giù.
Maledicevo il destino cane che questa notte avrei dovuto essere protetto da tutti quei capelli dai tuoi respiri stare svegli ad ascoltare il tuono magari ridere del cielo che si squarcia nascondermiti dentro e poi sì, forse,
dormire.