questo pensiero mi è scaturito
alle 13:09 di sabato 24 ottobre 2009
davanti alla pagina bianca virtuale
del programma che utilizzo per la scrittura creativa

il pensiero è
la parola cacca, se uno ci pensa, è fatta di sole due lettere

dopo venti minuti che guardavo la pagina bianca
e non mi veniva nulla di creativo da scrivere
ho scritto la parola cacca sul foglio virtuale
e ho avuto questa illuminazione
perché secondo me questa è un’illuminazione
piccola
ma luminosa
tre c
due a
è cacca
merda no
son ben cinque lettere
cinque lettere diverse per dir la stessa cosa
pupù due lettere ed un accento
popò uguale

una cosa che non accetterò mai
neanche sotto tortura
è di dire “lo pneumatico”
ma questa è un’altra storia

la prima volta che ho baciato una ragazza non l’ho baciata

la prima volta che ho toccato le tette
me l’ha dovuto dire lei
mi ha detto: guarda che puoi mettere la mano sotto il reggiseno

la prima volta che ho avuto un orgasmo
giuro
guardavo il catch alla tele

quando son venuto al mondo
m’è venuta un’ernia
solo per dire la fatica
ci ho ancora lo sbrego nell’inguine

una volta uno mi ha detto: basta dire merda, e la gente ride
e culo?
anche
e cazzo?
meno
figa?
no

stanotte scatta l’ora legale
dormiamo un’ora in più
e la paghiamo col buio
da domani la paghiamo
col buio

ho un idea per un romanzo
anzi ho il personaggio principale
Antonio Figanò ispettore di polizia
sezione omicidi
un giallo
tutto ambientato di notte

ho l’incipit
ce l’ho
più o meno
siamo in un teatro a Palermo
un attore, durante uno spettacolo
sfonda la quarta parete e crolla sul pubblico
uccidendo una signora seduta in prima fila
ma anche lui è morto
perché un pezzo di quarta parete gli si è conficcato nella gola
da lì parte un’indagine pazzesca dell’ispettore Figanò
che non crede all’incidente
parte l’indagine ambientata a Palermo, di notte, sempre di notte
una Palermo molto notturna
nei teatri notturni palermitani
una cosa del genere
molto notturna
molto palermitana

quando ero piccolo mia mamma non mi faceva mai i complimenti
le altre mamme facevano sempre i complimenti ai loro bambini
spesso lo facevano in pubblico
mia mamma no
era piuttosto critica, devo dire
mi criticava in pubblico davanti ai negozianti
spesso davanti ai negozianti
strano

l’ispettore commissario Figanò
nel mio giallo palermitano
che sarà il primo di una lunga serie
ha una caratteristica che lo caratterizza
è molto importante caratterizzare i personaggi
l’ispettore commissario Antonio Figanò
è muto
non sordo
solo muto
perché da bambino ha avuto un incidente di malasanità
praticamente gli dovevano togliere le tonsille
ma gli hanno asportato le corde vocali per sbaglio

quindi tipo quando deve fare un interrogatorio
lo fa per scritto con una lavagnetta
che si porta sempre dietro

e poi odia i medici
e se tipo gli sparano
si rifiuta di andare all’ospedale
perché ha un terrore pazzesco
tipo che entra in sala operatoria per farsi togliere una pallottola dalla spalla
e gli amputano una gamba
ha questo tipo di paure
l’ispettore commissario Antonio Figanò

poi chiaramente c’è la storia d’amore
con un medico femmina
che lui quando la vede che è bellissima
si innamora ma non sa che è un medico
devo ancora decidere che tipo di medico
un ottorinolaringoiatra sarebbe forte
poi quando scopre che lei è un medico femmina
scoppia un casino

la parola mamma anche è fatta solo di due lettere
tette anche
seno no, quattro
bacio addirittura cinque

i bambini non baciano, vengono baciati
se baciano
per lo più
è un’imposizione sociale